“Quello della decontribuzione che scade nel 2024 è un obiettivo che intendiamo assolutamente replicare nel 2025”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato il Def.
“Questo è il vero obiettivo che noi ci poniamo quando andremo a definire il piano strutturale entro il 20 settembre” ha aggiunto.
Nel Def, a quanto si apprende, la stima sul Pil 2024 viene ridotta a +1% dal +1,2% previsto nella Nadef 2023.
Il prodotto interno lordo nelle stime del Def crescerà poi dell’1,2% nel 2025, in calo rispetto al +1,4% della Nadef del settembre scorso, per rallentare poi a +1,1% nel 2026 (ma in miglioramento rispetto al +1,0% della Nadef). Nel 2027 la crescita è stimata a +0,9%.
Il Documento di economia e finanza conferma il rapporto deficit-Pil 2024 al 4,3%, lo stesso livello previsto nel quadro programmatico della Nadef per l’anno in corso.
Il rapporto debito/pil è previsto collocarsi nel 2024 al 137,8%, leggermente più alto del 137,3% della chiusura del 2023 ma più basso rispetto al 140,1% previsto nella Nadef.
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