“Creare lavoro è la vera priorità. Sappiamo che non esistono scorciatoie: il lavoro, come la crescita, non si creano per legge, ma riorientando le politiche economiche. Ma le politiche del lavoro possono e devono fare la loro parte”. È quanto afferma il segretario confederale della Cisl, Gigi Petteni, in apertura del convegno organizzato dalla confederazione “Per la persona, per il lavoro”.
Per la Cisl il 2017 sarà l’anno di un concreto “impegno sul lavoro” e la priorità si attesta sul “superamento della segmentazione del mercato del lavoro e della precarietà.”
La confederazione di Via Po mette dunque in campo una strategia di proposte articolata in 10 punti. “Sostenere con una specifica premialità contributiva e/o fiscale le imprese e le filiere che creano lavoro di qualità in settori con elevate prospettive occupazionali (ambiente, servizi alla persona); sostenere la formazione continua degli occupati sia promuovendo i fondi interprofessionali delle parti sociali e finalizzando meglio le loro risorse, che con una misura di detassazione per le imprese che investono in formazione, con l’obiettivo di arrivare coprire con la formazione continua tutti gli occupati; l’apprendistato duale deve diventare la modalità più comune per concludere un ciclo di studi e raggiungere una qualificazione.”
Per il sindacalista, le norme legislative e contrattuali ci sono, “ma serve mettere in campo un massiccio sforzo culturale, avvicinando lo strumento alle tante Pmi, creando sul territorio reti tra università e imprese più strette e tra scuole tecnico-professionali e imprese stesse. Gli enti bilaterali e fondi interprofessionali possono essere d’aiuto ella formazione dei tutor e come facilitatori; l’alternanza scuola-lavoro è l’anello decisivo per migliorare orientamento scolastico efficace e occupabilità dei giovani che studiano; vanno contrastati abbandono scolastico e universitario definendo percorsi di recupero che portino il 20% dei giovani che abbandonano la scuola superiore a raggiungere con un percorso una qualifica opportuna; occorre intervenire sui tirocini extracurriculari, affinchè i percorsi siano coerenti ed elevandone i contenuti formativi ed esperienziali, prevedendo un bollino di qualità per le imprese che li usano correttamente”.
Petteni sottolinea inoltre la necessità di dare il via alla “sperimentazione dell’assegno di ricollocazione per i primi 30/40mila percettori di Naspi, per poi estendere nel corso dell’anno lo strumento a tutti i disoccupati che lo chiedano. Va messo in campo da subito un progetto per la fase 2 di Garanzia Giovani che, facendo tesoro delle criticità della prima fase, finalizzi meglio gli obiettivi di avvicinamento alla occupabilità, con criteri più omogenei sul territorio. Deve continuare il contrasto al falso lavoro autonomo ma va sostenuto il lavoro autonomo vero rafforzando le tutele per i collaboratori, anche a partita Iva, iscritti alla Gestione separata Inps, per dare realmente sostegno ad un mondo su cui si regge una parte non piccola della nostra economia.”
Sul nodo dei voucher, per Petteni la questione va affrontata “senza demagogia”, considerato che finora “non hanno centrato l’obiettivo di riduzione del sommerso, ma paradossalmente lo hanno favorito”. Per Petteni la soluzione non è nell’abrogazione, “ma nell’introdurre significative limitazioni all’ambito di utilizzo dei voucher, che devono tornare a essere circoscritti alle attività realmente occasionali, le quali potrebbero essere individuate dalla contrattazione collettiva.”





























