Via libera all’unanimità dell’assemblea del Cnel ad un disegno di legge recante “Nuove norme in materia di prospetto paga e codice identificativo del contratto collettivo di lavoro”. Il provvedimento punta a completare e rafforzare le novità introdotte dal decreto-legge n. 62 del 2026 sul codice contratto Cnel, cioè il contratto collettivo applicato al singolo rapporto di lavoro. L’obiettivo è semplice: rendere la busta paga finalmente chiara e verificabile, indicando non soltanto il contratto collettivo applicato ma anche il livello di inquadramento del lavoratore.
“Il codice contratto è un primo passo importante – spiega il consigliere Cnel, Michele Tiraboschi, relatore del provvedimento – ma da solo non basta. Per capire se un lavoratore riceve davvero il giusto salario bisogna sapere anche con quale livello è stato inquadrato. L’indicazione congiunta del codice contratto e dell’inquadramento renderà più facile controllare il rispetto dei minimi salariali, dei diritti contrattuali e della corretta applicazione dei contratti collettivi. La misura punta anche a rafforzare concretamente le attività ispettive e di vigilanza, facilitando i controlli di Inps, Ispettorato del lavoro e organizzazioni sindacali”.
Il disegno di legge estende inoltre le nuove regole sul codice contratto Cnel anche al lavoro domestico.
Colf, badanti e lavoratori domestici entreranno così pienamente nel sistema di trasparenza introdotto dal decreto-legge n. 62 del 2026. “Il lavoro domestico è ancora oggi un mondo in gran parte invisibile, dove spesso mancano informazioni chiare sul contratto applicato, sull’inquadramento e sui diritti del lavoratore”, afferma Tiraboschi.
“La proposta del Cnel mira a colmare proprio questa lacuna, estendendo anche al lavoro domestico l’obbligo di indicare nella busta paga il codice del contratto collettivo applicato e il corretto inquadramento contrattuale”, conclude.

























