Cobas e Unicobas hanno proclamato due giorni di sciopero nel settore scuola (personale docente ed Ata) per domani 3 maggio (infanzia, primaria e media di primo grado) e per martedì 9 maggio (scuola superiore) contro i quiz Invalsi e la legge 107.
Secondo il portavoce nazionale Cobas, Piero Bernocchi, e il segretario nazionale Unicobas, Stefano d`Errico, “gli otto decreti attuativi della legge 107 hanno aggravato ulteriormente la centralità già attribuita ai quiz Invalsi nella valutazione delle scuole, degli studenti e dei docenti” e “la valutazione predisposta dai docenti cede completamente il passo a quella estrapolata dai quiz standardizzati, considerati il più ‘qualificato’ strumento per giudicare gli apprendimenti, con il conseguente ridimensionamento dell`intera professione docente”.
Per i sindacati l’Invalsi determinerà “un nuovo modello di docente ‘adattabile’” che condurrà ad un “immiserimento materiale e culturale della scuola pubblica e del ruolo dei docenti, destinati ad un lavoro da ‘manovali intellettuali’ tuttofare, flessibili e disponibili alle mutevoli esigenze di una sempre più cialtrona ‘scuola-azienda’.”
Nei giorni scorsi la Commissione di Garanzia hanno revocato sciopero del 9 maggio in virtù dello sciopero generale del Pubblico Impiego indetto per il 12 maggio dalla Federazione Sindacati Indipendenti (FSI).
Pertanto, lo scoro 28 aprile Cobas e Unicobas hanno inviato una nota di protesta alla Commissione, in cui chiedono la revoca del divieto, sottolineando che “ripetutamente la Commissione non ha applicato la ‘rarefazione’ (cioè una settimana di intervallo tra uno sciopero e l`altro) nel caso di sovrapposizioni tra scioperi generali e di categoria.”
“Ci auguriamo vivamente che la Commissione ripari l’ingiusta richiesta di revoca e consenta ai lacoratori delle Superiori di scioperare il 9 maggio. Attendiamo per domani la risposta, e poi prenderemo le nostre decisioni, ferma restando la nostra volontà di non esporre docenti e Ata a possibili, per quanto sommamente ingiuste, sanzioni pecuniarie”, concludono i sindacalisti.



























