La compagnia petrolifera russa Lukoil sta valutando la vendita del complesso di raffinazione Isab situato a Priolo, sulla costa del siracusano.
Secondo quanto ha riportato il Giornale di Sicilia, la decisione di Lukoil rientra in un piano più ampio di vendita delle strutture di raffinazione europee e di generale revisione delle attività condotte all’estero, per poter concentrare le attività di produzione solo sul territorio russo. Alla base della vendita ci sarebbe la schiacciante concorrenza dei colossi petrolifici asiatici.
La raffineria di Pirolo, ex proprietà Erg, fu rilevata dai russi di Lukoil nel 2008 proprio con l’intenzione di espandere il proprio mercato al vecchio continente.
Non tarda a farsi attendere la reazione dei sindacati, preoccupati per le forti ricadute occupazionali sul territorio siciliano.
“Una decisione del tutto inaspettata che getta un’ombra di profonda incertezza sul futuro dei circa 1.100 lavoratori di Priolo”, dichiara la Segretaria generale Femca Cisl, Nora Garofalo.
Quale mese fa, Lukoil era già stata oggetto delle attenzioni pubbliche per via di un’indagine condotta dalla Procura di Siracusa per presunti danni ambientali con il fermo preventivo degli impianti. “Abbiamo già espresso a tempo debito la nostra preoccupazione per la vicenda – puntualizza Garofalo – che non vorremmo fosse strumentalizzata soprattutto in vista delle elezioni regionali in Sicilia a tutto svantaggio dei lavoratori”.
Ora, spiega la nota della Femca Cisl, si attende di verificare le reali intenzioni della proprietà e le eventuali modalità di vendita, affinché non siano vanificati gli sforzi intrapresi anche grazie ai sacrifici dei lavoratori.
Emilio Miceli, della Filctem Cgil, esprime preoccupazione per le ricadute sull’intera area industriale che, oltre a Priolo, interessa anche gli impianti Nord del territorio di Melilli. “L’annuncio di Lukoil di una possibile vendita della raffineria di Siracusa è preoccupante e può creare una fortissima instabilità nell’insieme dell’area industriale”, afferma Miceli che sottolinea di non sapere “se il governo è stato informato di questa decisione, ma crediamo che sia necessario mettere in atto tutte le iniziative a difesa dell’area industriale e dell’occupazione. Vigileremo attentamente sullo sviluppo di questa vicenda perché la reputiamo un grande tema nazionale”.
E. M.
























