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Home - Camera - Commisisone Lavoro pubblico e privato

Commisisone Lavoro pubblico e privato

22 Ottobre 2009
in Camera

(Dal Resoconto Sommario)

SEDE REFERENTE

Giovedì 24 ottobre 2002. – Presidenza del vicepresidente Angelo SANTORI. – Intervengono i sottosegretari di Stato per il lavoro e le politiche sociali Alberto Brambilla e Maurizio Sacconi.

Delega in materia previdenziale.
C. 2145 Governo.
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta di ieri.

Alberto NIGRA (DS-U) sottolinea che il provvedimento di delega è stato presentato nel dicembre 2001 e che il suo esame si effettua in una mutata situazione economica e dopo un lungo percorso che portato ad un’evoluzione del confronto con le parti sociali.
Rilevato che il sistema previdenziale delineato dalla riforma Dini dimostra la sua validità nel medio-lungo periodo, come evidenziato anche nella relazione finale della commissione per la valutazione degli effetti della legge n. 335 del 1995, ritiene opportuno prevedere alcuni miglioramenti del sistema vigente, che non sovvertano però la previdenza pubblica.
Nel riconoscere che il provvedimento di delega, in linea generale, non prevede uno stravolgimento del sistema attuale, osserva che la decontribuzione potrebbe tuttavia determinare seri problemi di tenuta dei conti della previdenza pubblica. Le conseguenze negative dell’attuazione di tale meccanismo sono state peraltro evidenziate dalla relazione tecnica al disegno di legge delega, che ha richiamato l’attenzione sui possibili effetti negativi in merito ai conti dell’INPS. Il meccanismo della decontribuzione presenta, a suo avviso, notevoli rischi anche in riferimento alla complessità della situazione economica internazionale.
Per quanto riguarda il trasferimento obbligatorio del trattamento di fine rapporto nei fondi complementari integrativi, sottolinea la necessità di far decollare il secondo pilastro del sistema previdenziale pubblico, essenziale a garantire pensioni dignitose ai lavoratori assoggettati al nuovo regime contributivo. Riguardo all’obbligatorietà 
del trasferimento del TFR, ritiene essenziale il consenso del lavoratore, eventualmente anche nella forma del silenzio-assenso.
Osserva che, per quanto riguarda l’innalzamento dell’età pensionabile, si deve prevedere un’adesione volontaria del lavoratore attraverso il meccanismo degli incentivi ed disincentivi; evidenzia tuttavia una contraddizione tra le disposizioni relative all’innalzamento dell’età pensionabile e l’abolizione del divieto di cumulo tra pensione e reddito. Manifesta infine la disponibilità del suo gruppo a discutere una riforma migliorativa del sistema previdenziale pubblico, preannunciando una netta opposizione a qualsiasi tentativo volto a scardinare l’impostazione della riforma attuata nel 1995.

Lino DUILIO (MARGH-U), osservato preliminarmente che i provvedimenti di delega limitano le possibilità di confronto a livello parlamentare, sottolinea l’importanza di collegare il tema della riforma della previdenza a quello della riforma del welfare.
Evidenziata la necessità di procedere ad una verifica dell’attuazione della legge n. 335 del 1995 prima di introdurre nuove modifiche al sistema previdenziale, osserva che il meccanismo della decontribuzione previsto nel provvedimento di delega appare in contraddizione con l’obiettivo del passaggio ad un sistema contributivo che il Governo ha più volte dichiarato di perseguire.
Nel sottolineare che la flessibilità del mercato del lavoro e l’introduzione del sistema contributivo impongono di fare chiarezza sul tema delle aliquote previdenziali, esprime rilievi critici sulla gestione dei fondi speciali e, in particolare, sull’assorbimento dell’INPDAI nell’INPS attuato ancora una volta secondo la vecchia logica della protezione statale.
Riguardo al conferimento del trattamento di fine rapporto alle forme pensionistiche complementari, ravvisa nella delega un’impostazione statalista e sottolinea la necessità di prevedere il consenso del lavoratore, unico titolare del TFR, anche nella forma del silenzio-assenso.
Rilevato che nel provvedimento di delega è prefigurata un’equiparazione tra fondi chiusi e fondi aperti, paventa il rischio che il risparmio dei lavoratori non sia sufficientemente garantito e sottolinea l’opportunità di prevedere forme di incentivazione anche fiscale che possano orientare le scelte verso i primi.
Con riferimento infine alla questione della totalizzazione, ricorda che molti fondi contributivi non «colloquiano» tra loro e non consentono al lavoratore, che pure abbia raggiunto il massimo dei livelli contributivi, di ottenere una pensione dignitosa. Ritiene che anche su tale questione, in merito alla quale in altra sede sono state fatte osservazioni più puntuali, sarebbe opportuno che il provvedimento in esame prevedesse una disciplina esplicita.
Sottolineata l’impossibilità di realizzare riforme a costo zero, auspica che tra le forze di maggioranza e di opposizione possa svolgersi un confronto dialettico che consenta di approfondire e migliorare una riforma che interviene su un settore di fondamentale importanza per il futuro del Paese.

Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA, nel ringraziare gli intervenuti per il contributo offerto all’approfondimento della materia, concorda con i rilievi del deputato Duilio in merito alla necessità di un consuntivo sulla riforma del sistema previdenziale introdotta dalla legge n. 335 del 1995, richiamando al riguardo la relazione finale della commissione a tal fine istituita presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Riguardo alle possibilità di tenuta del sistema previdenziale, sottolinea la necessità di compiere sforzi significativi fino al 2020, tenuto conto, tra l’altro, della pesante incidenza del problema dell’amianto per il quale si dovrebbero spendere circa 20 miliardi di euro entro il 2026. Infatti, nel lunghissimo periodo, il nostro sistema previdenziale, offre punte di stabilità che 
lo differenziano da quello degli altri Paesi occidentali. Il problema diviene quindi quello di superare i momenti di criticità che si verificheranno fino al 2020, per poi offrire alle future generazioni un sistema previdenziale sufficientemente in equilibrio. Segnala infine l’urgenza di trovare soluzioni che consentano di operare per l’interesse complessivo del paese, trattandosi di una materia che – direttamente o indirettamente – coinvolge tutta la popolazione, al fine – come già precisato – di restituire alle giovani generazioni tutele che attualmente non sembrano sufficientemente garantite.

Angelo SANTORI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro.
C. 3193 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell’esame e conclusione).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 22 ottobre 2002.

Angelo SANTORI, presidente relatore, comunica che l’articolo aggiuntivo Campa 4.01, già riformulato una prima volta, verrebbe ulteriormente riformulato ai fini della ripresentazione in Assemblea.

Roberto GUERZONI (DS-U), osservato che l’articolo aggiuntivo Campa 4.01 è stato modificato in diversi punti, chiede quale percorso la Presidenza ritiene si debba seguire per riformulare gli emendamenti già votati, sia pure implicitamente.

Elena Emma CORDONI (DS-U), nell’associarsi alle richieste del deputato Guerzoni, osserva che solamente la Commissione ed il Governo possono presentare nuovi emendamenti nel corso dell’esame in Assemblea, ai quali possono poi essere presentati subemendamenti.

Cesare CAMPA (FI) sottolinea che non ha avuto la possibilità di riformulare in seduta il suo articolo aggiuntivo 4.01, sulla disciplina del socio lavoratore, perché la Commissione ha esaminato gli emendamenti fino all’articolo 3.

Angelo SANTORI, presidente relatore, avverte che l’articolo aggiuntivo Campa 4.01 sarà presentato in Assemblea nella versione già proposta alla Commissione e che la sua eventuale riformulazione potrà essere esaminata in sede di Comitato dei nove.
Avverte inoltre che il deputato Alfonso Gianni, così come aveva preannunciato, ha riformulato il suo emendamento 2.29, che era stato dichiarato inammissibile per carenza di compensazione. L’emendamento, nella seconda versione risulta invece ammissibile.
Infine, a seguito delle decisioni assunte dal Presidente della Camera in sede di valutazione di ammissibilità sugli emendamenti relativi al disegno di legge finanziaria (C. 3200-bis), devono intendersi riferiti al disegno di legge in esame gli articoli aggiuntivi Volonté ed altri 44.020 e 44.021, relativi – rispettivamente – alla disciplina del socio lavoratore e alla partecipazione agli utili da parte dei lavoratori dipendenti delle piccole imprese. Tali articoli aggiuntivi assumono, rispettivamente, la seguente numerazione: 4.02 e 4.03. Segnala peraltro che dal secondo degli articoli aggiuntivi appena citati è stato espunto un comma, che prevedeva uno forma di sgravio fiscale priva di compensazione finanziaria e che pertanto ne avrebbe precluso l’ammissibilità (vedi allegato).
L’emendamento 2.29 (seconda versione) e gli articoli aggiuntivi 4.02 e 4.03 devono quindi intendersi respinti, anche ai fini della loro ripresentazione in Assemblea.
Dà quindi conto dei pareri espressi dalle Commissioni competenti in sede consultiva.

Elena Emma CORDONI (DS-U) chiede un chiarimento relativamente all’osservazione contenuta nel parere espresso dalla X Commissione, in merito alla figura del tutore aziendale.

Il sottosegretario Maurizio SACCONI sottolinea che l’osservazione della X Commissione si riferisce ai contratti a causa mista attenuando la figura del tutore aziendale nel settore artigiano. A suo avviso, l’osservazione potrebbe essere più utilmente riferita ai decreti legislativi, piuttosto che alla legge di delega.

Cesare CAMPA (FI), nel preannunciare voto favorevole sul conferimento del mandato al relatore, ringrazia il relatore e rappresentante del Governo per il lavoro svolto in merito ad un provvedimento di fondamentale importanza per il mercato del lavoro. Sottolinea infine l’urgenza di approvazione del disegno di legge di delega, ricordando che si tratta di un provvedimento collegato alla legge finanziaria dello scorso anno e particolarmente significativo anche con riferimento alle politiche europee.

Elena Emma CORDONI (DS-U), stigmatizzato che l’accelerazione imposta all’esame del provvedimento dalle scelte governative non ha consentito di approfondire la portata delle disposizioni in esso contenute, osserva che i principi ed i criteri direttivi della delega appaiono generici e non offrono sufficienti garanzie per i lavoratori. Rilevato che il provvedimento introduce una destrutturazione totale del mercato del lavoro, evidenzia che la flessibilità necessita di regole di tutela del lavoratore. Nel sottolineare che tutti gli emendamenti presentati dall’opposizione sono volti a tutelare il lavoratore attraverso norme certe, annuncia voto contrario sul conferimento del mandato al relatore.

La Commissione delibera di conferire il mandato al relatore di riferire in senso favorevole all’Assemblea sul provvedimento in esame. Delibera altresì di chiedere l’autorizzazione a riferire oralmente.

Angelo SANTORI, presidente, si riserva di designare i componenti del Comitato dei nove sulla base delle indicazioni dei gruppi.

 

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