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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale

Commissione Lavoro, previdenza sociale

22 Ottobre 2009
in Senato

(Dal Resoconto Sommario)

237a Seduta

Presidenza del Presidente
ZANOLETTI
indi del Vice Presidente
RAGNO
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Brambilla.

La seduta inizia alle ore. 15.


IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO

Proposta di nomina del Presidente dell’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL) (n. 94)
(Parere al Presidente del Consiglio dei ministri. Esame. Proposta di parere favorevole non accolta)

Il PRESIDENTE, in qualità di relatore, dopo aver illustrato il curriculum del dottor Sergio Trevisanato, del quale è stata avanzata dal Governo la candidatura a ricoprire l’incarico di presidente dell’ISFOL, propone di esprimere un parere favorevole in ordine alla stessa.

Il senatore VIVIANI (DS-U), dopo essersi soffermato sull’importanza delle funzioni e dei compiti spettanti all’ISFOL – il cui rilievo è diventato col tempo sempre più pregnante, soprattutto in relazione alle funzioni di sperimentazione nel campo della formazione collegata al lavoro – evidenzia che le precedenti cariche presidenziali sono state sempre attribuite a figure con un livello molto elevato di esperienza e di autorevolezza scientifica e professionale.
In relazione alla proposta di nomina del dottor Trevisanato, sono ravvisabili profili di criticità, dovuti sia alla oggettiva incongruenza del pur apprezzabile curriculum rispetto alle diverse e più complesse qualificazioni che appaiono indispensabili per ricoprire in modo adeguato l’incarico in discussione, sia all’intendimento, che gli risulta sia stato espresso dal candidato stesso, di voler proseguire, anche successivamente all’eventuale preposizione all’Istituto, l’attività svolta attualmente presso la regione Veneto; un tale cumulo risulterebbe quanto mai inopportuno, anche perché entrambi i ruoli in questione richiedono, per essere svolti in maniera ottimale, la dedizione completa della propria attività all’uno o all’altro degli stessi. Sarebbe pertanto opportuno ricevere dei chiarimenti da parte del Governo su questo specifico profilo.

Il senatore TREU (Mar-DL-U), dopo aver dichiarato di condividere le perplessità espresse dal senatore Viviani, evidenzia che dal curriculum del dottor Trevisanato non emerge un profilo scientifico e professionale particolarmente aderente alle specifiche competenze di cui si ravvisa invece la necessità per ricoprire l’incarico di presidente dell’ISFOL, e, per questo aspetto, anche il conferimento al candidato dell’incarico di docenza presso l’Università degli studi di Padova nell’anno in corso, appare troppo recente per configurare un’adeguata esperienza didattica e scientifica.
L’incarico di presidenza dell’ISFOL è stato in passato attribuito a figure di alto profilo sul piano della professionalità e dell’esperienza, e anche in altri paesi europei la presidenza degli istituti aventi funzioni analoghe a quelle dell’ISFOL è stata conferita a figure in possesso di un curriculum di eccellenza.

Il PRESIDENTE non esclude che, qualora la maggioranza della Commissione sia orientata in tal senso, si possa rinviare brevemente l’esame dell’atto governativo in titolo, al fine di acquisire elementi informativi in ordine ai profili evidenziati dal senatore Viviani, relativamente al supposto cumulo di incarichi da parte del dottor Trevisanato.

Il senatore TOFANI (AN), ritenendo eccessive le preoccupazioni espresse dal senatore Viviani, chiede di proseguire l’esame del provvedimento in titolo.

Il senatore MONTAGNINO (Mar-DL-U) concorda con le valutazioni espresse dal senatore Viviani e dal senatore Treu, evidenziando che l’esperienza pregressa del dottor Trevisanato appare incongrua rispetto al ruolo che lo stesso è chiamato a ricoprire, essendo fondamentale il ruolo svolto dall’ dall’ISFOL nel settore della formazione professionale.
L’oratore precisa infine che le perplessità inerenti all’atto di nomina in questione si incentrano su ragioni oggettive, che prescindono da qualsivoglia valutazione di tipo politico.

Il senatore FLORINO (AN) sottolinea preliminarmente che in occasione di precedenti proposte governative di nomina, assegnate alla Commissione, l’esame svolto dalla stessa è stato sempre incentrato esclusivamente sul curriculum del candidato trasmesso dall’Esecutivo, senza quindi articolarsi attraverso un’ulteriore fase di acquisizione di elementi informativi aggiuntivi. Ritiene pertanto politicamente ingiustificabile un rinvio dell’esame, e, annuncia che, qualora la Commissione adottasse una simile decisione, si vedrebbe costretto ad abbandonare l’Aula per protesta.

Il senatore BATTAFARANO (DS-U), dopo aver sottolineato che il termine per l’espressione del parere sull’atto governativo in esame scade il 24 marzo, fa presente che sussiste un margine di tempo adeguato per consentire al Governo di fornire gli elementi informativi richiesti. L’integrazione del quadro cognitivo sollecitata da diversi senatori non prefigura alcun giudizio negativo sulla persona del candidato da parte dei Gruppi politici dell’opposizione – come invece sembra ritenere il senatore Florino – ed è pienamente giustificabile, alla luce dei punti di criticità fin qui evidenziati.

Il PRESIDENTE, in accoglimento della richiesta di continuazione dell’esame, formulata dai senatori Tofani e Florino, propone di procedere alla votazione della sua proposta di parere favorevole relativamente all’atto governativo in esame.

La Commissione conviene.

Il senatore MONTAGNINO (Mar-DL-U), nel prendere atto della decisione di procedere alla votazione, sottolinea che il numero legale prescritto per la validità della odierna seduta viene garantito dalla presenza dei senatori appartenenti ai Gruppi politici di opposizione.

Accertata da parte del PRESIDENTE la sussistenza del numero legale, si passa alla votazione, alla quale prendono parte i senatori: BATTAFARANO (DS-U), CAMBER (FI), DI SIENA (DS-U), FABBRI (FI), FLORINO (AN), GRUOSSO (DS-U), MONTAGNINO (Mar-DL-U), MORRA (FI), PETERLINI (Aut), PILONI (DS-U), RAGNO (AN), RIPAMONTI (Verdi-U), TOFANI (AN), TREMATERRA (UDC), TREU (Mar-DL-U), VANZO (LP), VIVIANI (DS-U) e ZANOLETTI (UDC).

La proposta di parere favorevole formulata dal Presidente, nella veste di relatore, non risulta approvata, registrandosi nove voti favorevoli, un voto di astensione ed otto voti contrari.


IN SEDE REFERENTE

(2058) Delega al Governo in materia previdenziale, misure di sostegno alla previdenza complementare e all’ occupazione stabile e riordino degli enti di previdenza e assistenza obbligatoria, approvato dalla Camera dei deputati
(421) MAGNALBO’. – Modifiche e integrazioni all’ articolo 71 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, in materia di totalizzazione dei periodi di iscrizione e contribuzione
(1393) VANZO ed altri. – Abrogazione delle disposizioni concernenti il divieto di cumulo tra redditi di pensione e redditi di lavoro autonomo,
– e petizioni nn. 66, 84, 200, 255, 393, 574, 582, 583 e 634 ad essi attinenti
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

Riprende l’esame congiunto dei provvedimenti in titolo, sospeso nella seduta di ieri.

Il PRESIDENTE ricorda che nella seduta di ieri è stata completata l’illustrazione dei sub-emendamenti ed emendamenti relativi al disegno di legge n. 2058. Informa altresì la Commissione che nell’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, riunitosi nella stessa giornata di ieri, si è stabilito di accantonare temporaneamente l’esame dell’articolo 1 e degli emendamenti ad esso riferiti.

Il sottosegretario BRAMBILLA propone di accantonare temporaneamente anche l’esame dell’articolo 2 del provvedimento in titolo e dei relativi emendamenti, riservandosi di valutare l’opportunità di una parziale riformulazione di esso.

Il RIPAMONTI (Verdi-U) fa presente che mentre l’accoglimento della proposta volta all’accantonamento temporaneo dell’articolo 1 è giustificabile, potendo la stessa essere considerata quale una manifestazione implicita di disponibilità da parte del Governo a modificare la disciplina introdotta relativamente all’elevazione dei requisiti anagrafici e contributivi per il pensionamento, la proposta di accantonare anche l’esame dell’articolo 2, formulata dal sottosegretario Brambilla, appare incomprensibile, non essendo chiare le finalità sottese alla stessa.
In particolare, la relazione tecnica di accompagnamento delle proposte emendative del Governo prevede che i risparmi, realizzati per effetto della riforma all’esame, siano destinati alla riduzione del debito pubblico, ritenuta prioritaria dall’Esecutivo. La stessa Commissione bilancio, nel parere espresso sul disegno di legge n. 2058, ha prospettato l’opportunità di sopprimere l’articolo 2, alla luce delle sopraevidenziate finalità di tipo economico-finanziario, formulando una specifica osservazione, recepita dal relatore. Alla luce di tale quadro complessivo non è chiaro quali siano le innovazioni che il Governo sembra intenzionato ad apportare in ordine a tale disposizione normativa.

Il sottosegretario BRAMBILLA evidenzia che la riduzione in percentuale dell’incidenza della spesa pensionistica sul prodotto interno lordo, prefigurata nell’ambito della relazione tecnica, oscilla tra lo 0,7 e lo 0,8 per cento, con la conseguenza che qualora si dovessero conseguire risparmi aggiuntivi, superiori a tale soglia, sarebbe opportuno destinarli alla riduzione del costo del lavoro.

Il senatore VIVIANI (DS-U) evidenzia che le precisazioni testé fornite dal sottosegretario Brambilla sono suscettibili di accrescere le preoccupazioni e le perplessità ravvisabili in ordine alla proposta di accantonamento dell’esame dell’articolo 2, le cui previsioni contrastano anche con gli impegni assunti dall’Esecutivo nell’ambito del Patto per l’Italia, relativamente alla destinazione dei risparmi in questione a fini sociali.
Le affermazioni del sottosegretario Brambilla lasciano, peraltro, intravedere un intendimento meramente propagandistico, atteso che difficilmente potranno essere conseguiti risparmi superiori a quelli prefigurati nell’ambito della relazione tecnica.

Il senatore PETERLINI (Aut), dopo aver dichiarato di condividere la proposta di accantonamento degli emendamenti riferiti all’articolo 2, evidenzia che l’obiettivo sotteso alla riforma pensionistica deve incentrarsi sulla finalità di garanzia degli equilibri economico-finanziari del sistema previdenziale, incompatibile con la destinazione ad altro settore anche di parte delle risorse risparmiate.

Dopo che il senatore RIPAMONTI (Verti-U) ha ribadito le proprie perplessità in ordine alla proposta di accantonamento degli emendamenti riferiti all’articolo 2, il PRESIDENTE pone la stessa ai voti.

La Commissione approva tale proposta.

Il PRESIDENTE avverte che sono pertanto temporaneamente accantonati gli articoli 1 e 2 e i relativi emendamenti. Avverte altresì che si passerà all’espressione dei pareri di relatore e del rappresentante del Governo sugli emendamenti e sui sub-emendamenti riferiti all’articolo 3 del disegno di legge in titolo, compresi gli emendamenti che recano proposte di articoli aggiuntivi, e i relativi sub-emendamenti.

Dopo aver raccomandato l’accoglimento dell’emendamento 3.4, a propria firma, il relatore MORRA (FI) esprime parere contrario sull’emendamento 3.10 – che risulterebbe preclusa a seguito dell’eventuale approvazione dell’emendamento 3.4 – nonché sull’emendamento 3.9 – riguardante profili già contenuti nell’ambito del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, e sull’emendamento 3.7, che impone un’elevazione non graduale dell’aliquota di computo prevista per le gestioni pensionistiche dei commercianti.
Dopo aver espresso parere favorevole sull’emendamento 3.5, nonché sull’emendamento 3.6, che peraltro sarebbe precluso qualora il precedente emendamento risultasse accolto, esprime invece parere contrario sull’emendamento 3.8, attesa l’eccessiva onerosità dello stesso sul piano economico-finanziario.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) chiede al relatore se la presentazione dell’emendamento 3.4 si giustifichi alla luce dell’inserimento di identica disciplina nell’ambito del decreto-legge n. 269 del 2003.

Il relatore MORRA (FI) precisa che la soppressione del comma 1 è in effetti dovuta al precedente inserimento di analoga disposizione normativa nell’ambito del decreto-legge n. 269 del 2003.
Esprime poi parere contrario su tutti i subemendamenti riferiti all’emendamento governativo 3.0.7, sottolineando l’eccessiva rigidità della disciplina prefigurata dagli stessi; esprime poi parere favorevole sull’emendamento governativo 3.0.7.

Il sottosegretario BRAMBILLA dichiara di conformarsi ai pareri espressi dal relatore in ordine a tutti gli emendamenti e subemendamenti riferiti all’articolo 3 e raccomanda l’accoglimento dell’emendamento 3.0.7.

Si passa alla votazione degli emendamenti e dei subemendamenti inerenti all’articolo 3.

Dopo che il PRESIDENTE ha verificato la sussistenza del numero legale, viene accolto l’emendamento 3.4, risultando conseguentemente precluso l’emendamento 3.10.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U), in seguito all’accoglimento dell’emendamento 3.4, riformula gli emendamenti 3.9 e 3.7, inserendo inizialmente, in ciascuno di essi, al posto del rinvio al comma 1, la dizione “Agli associati in partecipazione”.

Il relatore MORRA (FI) ribadisce il proprio parere contrario in ordine alle due sopracitate proposte emendative 3.9 (testo 2) e 3.7 (testo 2), precisando anche che le norme di copertura finanziaria inserite nell’ambito degli stessi, risultano incompatibili con le linee politiche di fondo perseguite dal Governo.

La senatrice PILONI (DS-U) osserva che è facoltà del Governo, nonché delle forze politiche di maggioranza, prospettare anche una diversa norma di copertura in ordine alle proposte emendative, qualora ne condividano il contenuto dispositivo.

Successivamente, con separate votazioni vengono respinti gli emendamenti 3.9 (testo 2) e 3.7 (testo 2).

Con successiva votazione viene accolto l’emendamento 3.5, e viene quindi dichiarato dal PRESIDENTE precluso l’emendamento 3.6.
Il Presidente precisa altresì che l’articolo 3, composto di due commi, deve ritenersi integralmente soppresso a seguito dell’approvazione delle proposte emendative 3.4 – volta a sopprimere il comma 1 – e 3.5 – volta a sopprimere il comma 2 -. Avverte altresì che il successivo emendamento 3.8, ove accolto, costituirà un articolo a se stante.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia il suo voto favorevole, anche a nome del Gruppo politico di appartenenza, in ordine all’emendamento 3.8 – volto a prospettare anche la copertura figurativa per i periodi di maternità e di malattia dei soggetti iscritti alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26 della legge n. 335 del 1995 -, manifestando anche la disponibilità ad una riformulazione della norma di copertura finanziaria, qualora il relatore o il rappresentante del Governo ne vogliano proporre una alternativa, da loro ritenuta più adeguata.

La senatrice PILONI (DS-U) preannuncia, anche a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole in ordine all’emendamento 3.8, sottolineando che a fronte dell’innalzamento delle aliquote contributive per la categoria di lavoratori iscritti alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26 della legge n. 335 del 1995, sarebbe stato necessario, per motivi di equità, riconoscere a tali soggetti alcuni diritti fondamentali.

Il sottosegretario BRAMBILLA precisa che l’innalzamento delle aliquote contributive operato dall’articolo 45 del decreto-legge n. 269 del 2003 è volto ad accelerare il processo di armonizzazione delle aliquote medesime nella prospettiva di migliorare l’assetto pensionistico dei lavoratori parasubordinati. In relazione a tali soggetti occorrerebbe introdurre aliquote specifiche aggiuntive, finalizzate a introdurre le tutele previdenziali per i periodi di maternità e di malattia.

Posto ai voti, viene respinto l’emendamento 3.8.

Il senatore BATTAFARANO (DS-U) preannuncia, anche a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sul subemendamento 3.0.7/6, precisando che lo stesso individua criteri più rigorosi per la scelta dei membri del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale – al fine di garantire un elevato livello di professionalità dei componenti di tale collegio – circoscrivendo altresì a 15 il numero dei membri, in conformità con quanto previsto dalla legge n. 335 del 1995.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) dopo aver preannunciato, anche a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sui subemendamenti 3.0.7/1, 3.0.7/2, 3.0.7/3 e 3.0.7/4, sottolinea la maggiore congruità della disciplina di cui all’articolo 1 comma 45 della legge n. 335 del 1995 – che i subemndamenti in questione tendono a ripristinare – rispetto a quella prefigurata dall’emendamento governativo 3.0.7.

Con separate votazioni sono poi respinti i subemendamenti 3.0.7/6, 3.0.7/1, 3.0.7/5, 3.0.7/2, 3.0.7/3 e 3.0.7/4.

Posto ai voti, viene accolto l’emendamento 3.0.7.

Il PRESIDENTE avverte che si è conclusa la votazione sull’articolo 3 e sui relativi emendamenti.

Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.

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