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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale

Commissione Lavoro, previdenza sociale

22 Ottobre 2009
in Senato

(Dal Resoconto Sommario)

239a Seduta

Presidenza del Presidente
ZANOLETTI
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Brambilla.

La seduta inizia alle ore 15,10.

IN SEDE REFERENTE
(2058) Delega al Governo in materia previdenziale, misure di sostegno alla previdenza complementare e all’ occupazione stabile e riordino degli enti di previdenza e assistenza obbligatoria, approvato dalla Camera dei deputati
(421) MAGNALBO’. – Modifiche e integrazioni all’ articolo 71 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, in materia di totalizzazione dei periodi di iscrizione e contribuzione
(1393) VANZO ed altri. – Abrogazione delle disposizioni concernenti il divieto di cumulo tra redditi di pensione e redditi di lavoro autonomo
– e petizioni nn. 66, 84, 200, 255, 393, 574, 582, 583 e 634 ad essi attinenti
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

Si riprende l’esame congiunto sospeso nella seduta del 18 marzo scorso.

Il PRESIDENTE ricorda che nella precedente seduta sono stati espressi i pareri del relatore e del rappresentante del Governo sugli emendamenti riferiti all’articolo 6, compresi quelli tesi ad aggiungere ulteriori articoli dopo di esso, e si è quindi proceduto alla votazione degli emendamenti riferiti allo stesso articolo 6, fino all’emendamento 6.28, che è stato accantonato.

Il senatore MONTAGNINO (Mar-DL-U) dichiara di riformulare il sopracitato emendamento 6.28, trasformandolo nell’emendamento – aggiuntivo all’articolo 8 – 8.0.13.

Il PRESIDENTE prende atto della riformulazione dell’emendamento 6.28 in una proposta emendativa tesa ad introdurre un articolo aggiuntivo dopo l’articolo 8. Avverte pertanto che l’emendamento 8.0.13 verrà trasmesso alla 5a Commissione permanente, per il parere.

Successivamente, posto ai voti, viene respinto l’emendamento 6.30.

La Commissione accoglie quindi l’articolo 6, nel testo risultante dalle modifiche apportate dalla Commissione.

Si passa alla votazione degli emendamenti aggiuntivi all’articolo 6.

Il senatore VANZO (LP) interviene per dichiarazione di voto, preannunciando, anche a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole in ordine all’emendamento 6.0.1 e rilevando che la Commissione bicamerale di controllo degli enti di previdenza e assistenza ha attualmente poteri limitati, che andrebbero opportunamente ampliati attraverso l’attribuzione di ulteriori competenze in materia di indirizzo generale e di vigilanza dell’attività degli enti pubblici di previdenza e assistenza obbligatoria e degli enti previdenziali privatizzati.

Il sottosegretario BRAMBILLA evidenzia che il regime dei controlli operanti in relazione agli enti previdenziali, in base alle normative vigenti, risulta già eccessivamente complesso e articolato: conseguentemente, l’estensione delle competenze della Commissione bicamerale di vigilanza, prefigurata dall’emendamento 6.0.1, risulterebbe in contrasto con una più generale esigenza di semplificazione, indispensabile anche per garantire adeguati standard di efficacia dei controlli stessi, analogamente a quanto avviene in altri Paesi europei.

Posto ai voti, viene quindi respinto l’emendamento 6.0.1.

Successivamente, posto ai voti, viene respinto l’emendamento 6.0.7.

Il PRESIDENTE propone di accantonare temporaneamente l’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 7 del disegno di legge in titolo, atteso che talune proposte emendative riferite allo stesso riguardano anche parti dell’articolo 1 e degli emendamenti ad esso riferiti, già accantonati in una precedente seduta.

Conviene la Commissione su tale proposta.

Si passa quindi all’espressione dei pareri del relatore e del rappresentante del Governo sugli emendamenti riferiti all’articolo 8.

Il relatore alla Commissione MORRA (FI) esprime parere contrario sugli emendamenti 8.24, 8.5, 8.12 e 8.13, rimettendosi al Governo per quel che concerne l’emendamento 8.9. Formula inoltre parere contrario sulle proposte emendative 8.14 e 8.15, precisando che i decreti legislativi di cui all’articolo 1 del disegno di legge in titolo potrebbero entrare in vigore in tempi diversi. Esprime poi parere contrario sugli emendamenti 8.16, 8.8 – la cui disciplina è già contenuta nell’ambito dell’articolo 1 del disegno di legge in esame – 8.17, 8.10 – che riduce la portata del testo unico, conferendo allo stesso una valenza di tipo meramente compilativo – 8.18, 8.19, 8.20 e 8.21.
Invita inoltre i proponenti a ritirare gli emendamenti 8.4 e 8.2.
Dopo aver dichiarato di ritirare l’emendamento 8.6, il relatore raccomanda l’accoglimento dell’emendamento 8.25, a sua firma.
Esprime infine parere contrario sugli emendamenti 8.22, 8.23 e 8.11.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) evidenzia che dal combinato disposto della norma di cui al primo periodo del comma 4 dell’articolo 8, sulla costituzione di un gruppo di lavoro composto da esperti e da dipendenti pubblici, e di quella contenuta nel secondo periodo del sopraccitato comma – volta a sancire che dall’attuazione della disciplina in questione non debbano conseguire nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica – si desume necessariamente, a livello logico-interpretativo, che gli esperti facenti parti del sopracitato gruppo di lavoro, dovranno operare a titolo gratuito.
Alla luce di tale circostanza, l’oratore chiede al relatore di esplicitare i motivi sottesi al parere contrario espresso in ordine all’emendamento 8.11.

Il relatore MORRA (FI), dopo aver evidenziato che la formulazione del comma 4 dell’articolo 8 è alquanto discutibile, atteso che la consulenza di esperti non può essere prestata a titolo gratuito, sottolinea comunque la necessità di evitare l’inserimento nel testo normativo in questione di un ulteriore incongruenza, in relazione ai profili attinenti alle attività di consulenza per la predisposizione del testo unico.

Dopo che il sottosegretario BRAMBILLA ha dichiarato di concordare con le considerazioni espresse dal relatore in relazione alla formulazione del comma 4 dell’articolo 8, il senatore MONTAGNINO (Mar-DL-U) prospetta l’opportunità che il Governo presenti un’apposita proposta emendativa, qualora ravvisi l’esigenza di introdurre specifici correttivi all’articolo 8 del disegno di legge n. 2058.

Successivamente, il rappresentante del GOVERNO dichiara di conformarsi al parere precedentemente espresso dal relatore, relativamente agli emendamenti inerenti all’articolo 8, formulando altresì parere contrario sulla proposta emendativa 8.9.

Il PRESIDENTE avverte che si passerà alla votazione degli emendamenti all’articolo 8.

Il senatore RIPAMONTI (Verdi-U) preannuncia, anche a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole in ordine all’emendamento 8.24, precisando che pur essendo condivisibile l’obiettivo di realizzare un testo unico della normativa previdenziale- già peraltro previsto dalla legge n. 335 del 1995 – risulta tuttavia del tutto inaccettabile l’eccessiva ampiezza e genericità dei criteri di delega contemplati nell’ambito dell’articolo 8.

Il senatore VIVIANI (DS-U) preannuncia, a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sull’emendamento 8.24, sottolineando che l’articolo 8 del provvedimento in titolo non delinea in modo adeguato i criteri direttivi a cui il Governo dovrà uniformarsi per la redazione del testo unico, ampliando pertanto in modo eccessivo l’ambito di discrezionalità del legislatore delegato.

Posti congiuntamente ai voti, vengono respinti gli emendamenti 8.24 e 8.5, entrambi soppressivi dell’articolo 8.

Il senatore MONTAGNINO (Mar-DL-U) preannuncia, anche a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole in ordine all’emendamento 8.12, evidenziando che la delega contenuta nell’articolo 8 del disegno di legge in esame, relativa alla predisposizione di un testo unico in materia previdenziale, risulta eccessivamente ampia e indefinita.

Posto ai voti, l’emendamento 8.12 viene respinto.

Il senatore BATTAFARANO (DS-U)dopo aver annunciato che il gruppo Democratici di sinistra-l’Ulivo voterà a favore dell’emendamento 8.13, osserva che la genericità dei criteri di delega contemplati all’articolo 8 finisce per ampliare eccessivamente la discrezionalità del Governo nella predisposizione del testo unico, consentendo allo stesso di avvalersi di tale strumento normativo per incidere in maniera profonda su una materia delicata quale quella previdenziale.

Posto ai voti, l’emendamento 8.13 viene respinto.

La senatrice PILONI (DS-U) preannuncia, anche a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sull’emendamento 8.9, esprimendo la propria sorpresa per il diniego opposto dal rappresentante del Governo ad accogliere una formula identica a quella utilizzata in diverse disposizioni normative varate nel corso dell’attuale legislatura, tra le quali cita a titolo esemplificativo quelle di cui alla legge n. 30 del 2003.

Il sottosegretario BRAMBILLA precisa preliminarmente, relativamente all’articolo 8 del disegno di legge in titolo, che lo stesso recepisce la disciplina contenuta nella legge n. 335 del 1995, relativamente al testo unico in materia previdenziale, integrando la stessa con la previsione di una armonizzazione delle aliquote contributive, quanto mai opportuna, se si considera che l’elevato numero di aliquote attualmente esistenti complica notevolmente il quadro normativo di riferimento e produce un contenzioso giurisdizionale molto esteso, che invece una semplificazione del regime delle aliquote potrebbe sensibilmente ridurre.
Inoltre, la legge n. 335 del 1995, relativamente ai profili inerenti al testo unico in materia previdenziale, non contempla alcuna procedura di concertazione con le parti sociali, atteso che l’ulteriore articolazione della procedura in questione risulta inopportuna e incongrua rispetto alla natura ed alle caratteristiche del testo unico, rientrante, in quanto tale, nella esclusiva competenza del legislatore delegato.

La senatrice PILONI interviene brevemente per una precisazione, evidenziando che il ministro Maroni, in una precedente seduta, aveva prospettato, in relazione all’articolo 8 del disegno di legge in titolo, un’ interpretazione diversa da quella prefigurata dal sottosegretario Brambilla, relativamente ai profili inerenti alle armonizzazioni delle aliquote contributive.

Il senatore MONTAGNINO (Mar-DL-U) preannuncia, anche a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sull’emendamento 8.9, evidenziando che il confronto con le parti sociali non implica necessariamente l’attivazione di una trattativa e che comunque esso è stato previsto sia nella legge n. 30 del 2003 e sia nell’ambito del disegno di legge n. 848-bis – relativo alla tematica degli ammortizzatori sociali.

Posto ai voti, l’emendamento 8.9 viene respinto.

Il senatore VIVIANI (DS-U) preannuncia, anche a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sull’emendamento 8.14, sottolineando che lo stesso è finalizzato a garantire un congruo lasso di tempo per l’elaborazione di un testo normativo complesso e articolato, quale il testo unico in materia previdenziale.

Posto ai voti, l’emendamento 8.14 viene respinto.

Successivamente, con separate votazioni, vengono respinti gli emendamenti 8.15, 8.16 e 8.8.

Il senatore VIVIANI (DS-U) preannuncia, anche a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sull’emendamento 8.17, evidenziando che lo stesso definisce in maniera più adeguata e puntuale i criteri per l’emanazione del testo unico.

Posto ai voti, l’emendamento 8.17 viene respinto.

Successivamente, con separate votazioni, vengono respinti gli emendamenti 8.10, 8.18, 8.19 e 8.20.

Posti congiuntamente ai voti, vengono quindi respinti gli emendamenti 8.21 e 8.4.

Dopo che il senatore FABBRI (FI) ha dichiarato di ritirare l’emendamento 8.2, viene posto ai voti e accolto l’emendamento 8.25.

Il senatore BATTAFARANO (DS-U) preannuncia, anche a nome del gruppo parlamentare di appartenenza, il voto favorevole sull’emendamento 8.22, evidenziando che lo stesso è volto a individuare, in maniera precisa e puntuale, i criteri direttivi di delega per la predisposizione del testo unico in materia previdenziale.

Posto ai voti l’emendamento 8.22 viene respinto.

Successivamente, posti separatamente ai voti, vengono respinti gli emendamenti 8.23 e 8.11.

La Commissione accoglie quindi l’articolo 8 nel testo risultante dalla modifica apportata dalla Commissione.

Relativamente agli emendamenti aggiuntivi all’articolo 8, il PRESIDENTE dichiara di riformulare l’emendamento 8.0.8, a propria firma recependo una condizione posta nell’ambito del parere espresso dalla 5a Commissione ed inserendo quindi dopo la dizione “delegato ad emanare”, le parole: “senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica,”.
Propone inoltre di accantonare l’esame degli emendamenti 8.0.1, 8.0.13, 8.0.8 (testo2) e 8.0.12.

Conviene la Commissione su tale proposta.

Il senatore VIVIANI (DS-U) ravvisa l’opportunità di procedere ad una ulteriore riflessione sui contenuti dell’emendamento 8.0.4, anche in relazione ad un recente pronunciamento della Corte dei Conti sulla stessa materia in esso trattata.

La Commissione, accogliendo una proposta del PRESIDENTE, decide pertanto di accantonare l’emendamento 8.0.4.

Il relatore MORRA (FI) esprime poi parere contrario sull’emendamento 8.0.7 e favorevole in ordine all’emendamento 8.0.10.

Il rappresentante del GOVERNO dichiara di conformarsi ai sopracitati pareri, espressi dal relatore.

Successivamente, il PRESIDENTE pone ai voti l’emendamento 8.0.7, che viene respinto.

Posto ai voti, l’emendamento 8.0.10 viene accolto.

Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 16,20.

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