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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale

Commissione Lavoro, previdenza sociale

22 Ottobre 2009
in Senato

(Dal Resoconto Sommario)

Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Viespoli.


IN SEDE CONSULTIVA

(1827 e 1827-bis) Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2003 e bilancio pluriennale per il triennio 2003-2005 e relative Note di variazioni, approvato dalla Camera dei deputati
– (Tabb. 4 e 4-bis) Stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l’anno finanziario 2003
(1826) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2003), approvato dalla Camera dei deputati
(Rapporto alla 5ª Commissione. Seguito e conclusione dell’esame congiunto. Rapporto favorevole con osservazioni e raccomandazioni)

Si riprende l’esame congiunto sospeso nella seduta di ieri.

Il senatore BATTAFARANO, stante l’impossibilità del senatore Fabris di prendere parte alla seduta odierna, fa proprio, al solo fine di consentirne l’eventuale votazione, il seguente ordine del giorno, illustrato dallo stesso senatore Fabris nella seduta di ieri:
0/1826/1/11
“La 11ª Commissione,
esaminato l’articolo 27 del disegno di legge n. 1826, considerato che:
per ragioni inspiegabili a circa 200 dipendenti della Ilva Laminati Piani Spa di Taranto non sono stati riconosciuti a tutt’oggi i benefici previsti dalle leggi dello Stato per i lavoratori esposti a forti rischi d’amianto, come invece avvenuto per altre categorie di dipendenti della stessa società;
i circa 200 dipendenti sono i lavoratori addetti a speciali servizi di trasporto interno allo stabilimento e precisamente i dipendenti delle movimentazioni con i mezzi ferroviari riconosciuti con le sigle MOF/AFO; MOF/ACC, MOF/BRA/ROT, MOF/SPE e delle movimentazioni con mezzi stradali riconosciuti con la sigla MOS; per la natura del servizio prestato questi lavoratori sono tenuti ad operare in massima parte all’interno degli stabilimenti, in piena vicinanza con gli altoforni, soprattutto gli addetti ai mezzi ferroviari, ed a compiere continue manovre di movimentazione di materiale in presenza di altissima concentrazione di polveri di amianto, come è rilevato dagli organismi competenti e dalla autorità sanitarie;
le leggi 257/92 e 271/93 dispongono che “per i lavoratori che siano stati esposti all’amianto per un periodo superiore a dieci anni, l’intero periodo lavorativo soggetto alla assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali derivanti dall’esposizione all’amianto, gestita dall’INAIL, è moltiplicato, ai fini delle prestazioni pensionistiche, per il coefficiente di 1,5”;
il Ministero del lavoro e della previdenza sociale ha emanato disposizioni riguardanti “Benefici previdenziali amianto – ILVA di Taranto, stabilimento siderurgico a ciclo integrale” – non includendo fra i beneficiari i lavoratori del reparto MOF; tuttavia, in una seconda fase, lo stesso Ministero ha riconosciuto ed esteso i suddetti benefici anche ai dipendenti della nuova ditta Nuova Siet che aveva rilevato in appalto proprio le operazioni di “movimentazione e dei prodotti e sottoprodotti siderurgici” ovvero quelle che erano state svolte – e in parte continuano ad essere svolte – dai dipendenti ILVA dei reparti MOF e MOS esclusi dai benefici;
la vicenda di tale esclusione è tanto più grave in quanto molti fra questi dipendenti fanno registrare le stesse patologie collegate al rischio di amianto, come è rilevato dalle cartelle cliniche allegate a un documento di diffida inviato al Ministero del lavoro e all’INAIL dagli stessi lavoratori;
impegna il Governo
ad intervenire con urgenza per estendere i benefici previsti dalle leggi citate in materia di amianto ai dipendenti dei reparti MOF e MOS degli stabilimenti siderurgici dell’Ilva di Taranto, ovviando a una inammissibile discriminazione”.

Il sottosegretario VIESPOLI dichiara di accogliere l’ordine del giorno come raccomandazione.

Il senatore BATTAFARANO non insiste per la votazione.

Il PRESIDENTE illustra quindi il seguente schema di rapporto favorevole con osservazioni e raccomandazioni:

“La 11ª Commissione permanente, esaminati il disegno di legge finanziaria per il 2003, per le parti di competenza, e la Tabella n. 4 e 4-bis, recante lo stato di previsione della spesa per il Ministero del lavoro e delle politiche sociali,

considerato che l’esame dei documenti in titolo si apre in una fase economica estremamente delicata e profondamente condizionata da eventi internazionali di eccezionale portata, a partire dallo stallo della ripresa americana – riconducibile ai drammatici eventi dell’11 settembre 2001 – che non ha mancato di ripercuotersi anche sulla realtà europea ed italiana;

considerato che l’economia internazionale è attraversata da tensioni sui mercati petroliferi, dalla discesa dei corsi azionari e delle curve di produttività, dal calo degli indici di fiducia delle imprese e dei consumatori e dall’assenza, nell’immediato, di segni evidenti di ripresa, e che ulteriori incertezze sono indotte, sul piano politico, dal rischio di apertura di nuovi fronti di guerra e da nuove situazioni di tensione a livello planetario;

considerato che nell’elaborare la manovra di finanza pubblica per il prossimo triennio, il Governo si è trovato a dover tenere conto di questa realtà, ed ha dovuto pertanto rivedere al ribasso le previsioni formulate per il 2003, in particolare per quel che concerne la valutazione sulla crescita del PIL, che, per l’anno in corso, dovrebbe attestarsi attorno allo 0,6 per cento, sette decimi di punto al di sotto della stima originaria;

considerata pertanto la necessità di dare concretezza all’obiettivo di crescita che il Governo indica nel 2,3 per cento del PIL nel 2003 e nel 3 per cento per ciascuno dei due anni successivi, attraverso le scelte di politica economica contenute nei disegni in titolo e volte ad incoraggiare la ripresa, soprattutto nel senso di stimolare la domanda interna (in particolare attraverso misure di sgravio fiscale e di avvio delle opere pubbliche), delineando un insieme di interventi riformatori – tra i quali assume una valenza strategica il riordino del mercato del lavoro – intesi ad incoraggiare gli investimenti e ad incrementare la produttività complessiva del sistema;

considerato che gli obiettivi di finanza pubblica che la manovra all’esame si propone di conseguire sono nel complesso coerenti con il quadro previsionale sopra indicato, e, in particolare, che l’indicazione dell’obiettivo d’indebitamento delle pubbliche amministrazioni all’1,5 per cento del PIL per il 2003 comporta una riduzione di 0,7 punti percentuali dell’indebitamento strutturale, e consente di portare avanti il processo di miglioramento della dinamica del debito pubblico, che dovrebbe passare dal 109,4 per cento del PIL per il 2002, al 100 per cento nel 2004 e al 96,4 per cento nel 2006;

considerato che nei prossimi anni, l’impegno prioritario della politica di bilancio sarà rivolto all’osservanza degli impegni assunti in sede europea per il risanamento finanziario, impegno che dovrebbe tradursi nel raggiungimento del pareggio in termini strutturali nel 2004,

esprime parere favorevole, con le seguenti osservazioni :

1) si esprimono forti perplessità sulla decurtazione delle risorse che l’INPS può destinare al finanziamento dei progetti speciali a termine, di cui all’articolo 18 della legge 9 marzo 1989, n. 88. A fronte di un limitato vantaggio in termini di spesa, infatti, sussiste il rischio di ridimensionare fortemente iniziative che vanno nel senso, da tutti auspicato, di contrasto all’evasione contributiva, e di lotta al lavoro nero;

2) appare necessario integrare la norma interpretativa di cui comma 5 dell’articolo 27, nel senso di far riferimento – oltre che alla pensione propria dei ciechi civili – al trattamento generale di inabilità. La maggiorazione dei trattamenti fino a 516, 46 euro mensili dovrebbe essere estesa anche alle categorie degli invalidi civili totali e dei sordomuti;

3) in merito all’articolo 28, comma 1, appare opportuno chiarire se la riduzione del 20% dell’importo riguardi anche la concessione di nuovi trattamenti e se essa si applichi sull’ammontare ordinario ovvero su quello già eventualmente diminuito da precedenti proroghe;

4) riguardo alla revisione della disciplina sul cumulo delle pensioni con redditi da lavoro di cui all’articolo 30, al fine di accentuare la finalità di contrasto del lavoro nero e di promozione dell’emersione, occorrerebbe prevedere che le disposizioni di cui al comma 1 si applichino anche nei confronti dei lavoratori che siano già pensionati alla data del 31 dicembre 2002, indipendentemente dai requisiti anagrafici e contributivi di cui al medesimo comma 1;

5) sempre con riguardo all’articolo 30, si esprime preoccupazione per gli effetti negativi che la disposizione di cui al comma 2 potrebbe produrre sull’equilibrio finanziario della casse previdenziali privatizzate; si raccomanda pertanto al Governo di valutare attentamente tale profilo;

6) le opportune misure previste all’articolo 31, recante interventi per agevolare l’artigianato, dovrebbero essere estese anche ai comparti analoghi del turismo e del commercio;

7) all’articolo 59, comma 16, valuti il Governo la possibilità di estendere ai ciechi “ventesimisti” l’adeguamento dell’indennità di cui all’articolo 4 della legge n. 508 del 1988.


La Commissione raccomanda infine al Governo
1) di adottare misure volte a destinare una parte del Fondo per l’occupazione al fine di favorire la prosecuzione del rapporto di apprendistato oltre il compimento del diciottesimo anno di età e
2) di impegnarsi a reperire risorse idonee ad integrare al trattamento minimo le pensioni del Fondo lavoratori dipendenti con anzianità contributiva da effettivo lavoro, aventi decorrenza dal 1° gennaio 1994 e di importo inferiore al predetto trattamento minimo”.

Il senatore GRUOSSO, intervenendo per dichiarazione di voto, osserva che alcune apprezzabili osservazioni contenute nello schema di rapporto testé illustrato dal Presidente non modificano il giudizio fortemente negativo già espresso dal gruppo Democratici di sinistra-l’Ulivo sul disegno di legge finanziaria, che risulta del tutto inadeguata e distante dai gravi problemi economici e sociali del Paese. Anche i più volte ricordati sgravi fiscali a favore dei redditi medio-bassi rischiano di essere vanificati da una manovra che toglie con una mano ciò che concede con l’altra, riducendo le risorse in punti cruciali per la competitività del sistema produttivo e per la qualità della vita dei cittadini. Sono infatti decurtate le risorse per la scuola e per la ricerca, senza considerare la valenza strategica degli investimenti in tale comparto; si taglia la spesa nel settore sanitario, con conseguenze gravose per i cittadini, e si riducono i trasferimenti alle regioni, ai comuni e alle province, mentre non vengono rifinanziate, a scapito soprattutto delle regioni meridionali, le leggi per l’imprenditoria giovanile, per il credito d’imposta sui nuovi assunti, per il prestito d’onore e per il reddito minimo d’inserimento. Nel complesso, la manovra di finanza pubblica all’esame tende a ridimensionare l’insieme di strumenti e di politiche che nella scorsa legislatura aveva consentito al Sud di crescere ad un tasso più elevato del centro-nord.
La stessa riduzione delle aliquote IRPEF non ha certo la portata storica di cui parla il Ministro dell’economia: nella passata legislatura, la pressione fiscale è diminuita in misura più consistente e avrebbe potuto diminuire ulteriormente se l’attuale Governo non avesse cancellato le misure di restituzione del fiscal drag e gli altri interventi, già predisposti nella precedente legislatura, per la revisione delle aliquote IRPEF.
A fronte di una manovra debole ed inadeguata i gruppi politici dell’opposizione hanno presentato numerose proposte emendative che, però, almeno alla Camera dei deputati, si sono scontrate con un atteggiamento di chiusura del Governo e della maggioranza politica che lo sostiene. Pertanto il gruppo Democratici di sinistra-l’Ulivo esprimerà un voto contrario allo schema di rapporto illustrato dal Presidente.

Nell’annunciare il voto favorevole del gruppo Forza Italia allo schema di rapporto predisposto dal Presidente, il senatore MORRA sottolinea la necessità di inquadrare il giudizio sulla manovra di finanza pubblica all’esame nel contesto di una situazione internazionale, politica ed economica che ha condizionato in modo stringente le scelte effettuate con i disegni di legge all’esame.
E’ auspicabile, peraltro, che in futuro il Parlamento dedichi una maggiore attenzione agli effetti che gli obblighi derivanti dall’osservanza del patto di stabilità esterno producono sulle politiche tendenti a ridurre gli squilibri territoriali e a sostenere lo sviluppo nelle aree svantaggiate. Vi è infatti una obiettiva contraddizione tra le possibilità che vengono offerte con il ricorso ai Fondi strutturali e la sussistenza di vincoli che spesso compromettono gli sforzi posti in essere a favore dei territori che maggiormente richiedono interventi per lo sviluppo.
Il voto favorevole che la sua parte politica si accinge ad esprimere conferma l’assenso alle politiche che il Governo ha posto in essere sin con la legge finanziaria per il 2002, rivolgendo una particolare attenzione alle fasce sociali più deboli con misure di carattere previdenziale – come l’adeguamento dei trattamenti pensionistici meno elevati a 516,46 euro mensili – e fiscale, attraverso la riduzione della pressione sui redditi più bassi. Questa politica prosegue nell’ambito della manovra all’esame con gli interventi di riduzione dell’imposizione sul reddito delle persone fisiche che non mancheranno di produrre positivi effetti anche per quel che concerne lo stimolo alla domanda interna e ai consumi delle famiglie.
Malgrado la difficile situazione economica, il disegno di legge finanziaria per il 2003 contempla misure di rilevante portata sociale e che comportano consistenti impegni di spesa: basti pensare agli interventi per il pensionamento anticipato o alla confluenza dell’INPDAI nell’INPS. Altrettanto apprezzabile è l’abolizione del divieto di cumulo tra pensione e redditi da lavoro e, per questo aspetto, l’osservazione contenuta nello schema di rapporto illustrato dal Presidente appare del tutto congrua e condivisibile.
Nel complesso, prosegue il senatore Morra, la manovra finanziaria all’esame tiene conto in modo realistico delle più limitate possibilità che offre una congiuntura economica non favorevole.
In presenza di un contesto meno difficile sarebbe stato possibile affrontare con più decisione alcuni nodi strutturali, in particolare per quel che concerne il Mezzogiorno: su questo ultimo tema, peraltro, è da condividere la raccomandazione del rappresentante del Governo, di non considerare la legge finanziaria esaustiva degli impegni per le regioni meridionali. In proposito, occorre considerare che la riforma del mercato del lavoro e gli interventi di contrasto dell’economia sommersa possono costituire elementi strategici di una politica di rilancio economico ed occupazionale per tali aree.

Il senatore MONTAGNINO ritiene che il disegno di legge finanziaria all’esame delinei una manovra deludente, incapace di aggredire i nodi strutturali e di affrontare i problemi reali del Paese. L’Italia non vive di certo un buon momento dal punto di vista economico e sociale: il tasso di crescita prossimo allo zero e l’inflazione in aumento lasciano presagire ulteriori difficoltà nel fronteggiare le gravi crisi industriali che si profilano all’orizzonte e che si aggiungeranno a quella già in essere della FIAT.
Parlare di una legge finanziaria di rigore e sviluppo appare quindi un mero esercizio propagandistico, poiché, in assenza di interventi strutturali, vengono formulate previsioni del tutto aleatorie, che nascondono a stento la riduzione degli impegni di spesa su temi socialmente assai rilevanti. In particolare, dopo aver puntato inutilmente sugli effetti della legge cosiddetta Tremonti-bis, che ha drenato risorse senza realizzare alcun positivo risultato, il Governo propone per il triennio venturo una manovra che taglia drasticamente le risorse da destinare a leggi importanti, come quelle per l’imprenditoria giovanile e per il credito d’imposta per i nuovi assunti. Su tale ultimo profilo occorre rilevare che l’atteggiamento oscillante del Governo ha ingenerato sfiducia negli imprenditori, sempre meno propensi ad utilizzare il bonus fiscale, il cui ripristino per le aree del Nord – di per sé condivisibile – assume però una valenza simbolica e indica la propensione del Governo di centro-destra a privilegiare l’asse padano nella definizione della propria politica economica.
I finanziamenti attivati per gli ammortizzatori sociali appaiono inadeguati a fronteggiare le varie emergenze in corso e, a questo proposito, occorre osservare che sono in aumento i rischi di un ulteriore logoramento della convivenza civile, suscettibili di dare luogo anche ad un aggravamento dei problemi di ordine pubblico.
Rispetto a quanto è stato convenuto nel cosiddetto Patto per l’Italia – prosegue il senatore Montagnino – l’aumento delle risorse destinate al Mezzogiorno è del tutto apparente, poiché gran parte degli stanziamenti è rinviata a partire dal 2005. Precedentemente a tale data le risorse sono del tutto virtuali, derivanti da operazioni di cosmesi contabile che non determinano fiducia negli operatori economici e non consentono di prevedere interventi incisivi per recuperare il divario territoriale.
La più volte ricordata riduzione degli oneri fiscali gravanti sui redditi medio-bassi appare già ampiamente vanificata nei suoi effetti sia per la mancata restituzione del fiscal drag sia per l’aumento dei costi sociali che immancabilmente deriveranno dalla riduzione dei trasferimenti agli enti locali.
In conclusione, il senatore Montagnino osserva che nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali è prevista la soppressione del capitolo 7111, relativo al finanziamento dell’ISFOL e del capitolo 7112, riguardante le spese per la formazione professionale di competenza dello Stato. Propone pertanto di integrare il rapporto che la Commissione si accinge a varare con una raccomandazione rivolta al Governo affinché siano ripristinati i suddetti stanziamenti. Sul predetto rapporto, comunque, il voto del gruppo Margherita-l’Ulivo sarà contrario.

Il sottosegretario VIESPOLI precisa che la questione da ultimo sollevata dal senatore Montagnino è nota al Governo, che sta elaborando in proposito uno specifico emendamento.

Il PRESIDENTE concorda con la proposta del senatore Montagnino. Integra pertanto lo schema di rapporto da lui predisposto aggiungendo, in fine tra le raccomandazioni rivolte al Governo la seguente: “di prevedere il rifinanziamento per il 2003 e gli anni successivi delle attività di formazione professionale, di cui all’articolo 12 del decreto-legge n. 791 del 1981, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 54 del 1982”.

La Commissione, dopo che il PRESIDENTE ha verificato la sussistenza del numero legale, approva il rapporto favorevole con osservazioni e raccomandazioni, da questi predisposto, comprensivo dell’integrazione da ultimo inserita.



SCONVOCAZIONE DELLA COMMISSIONE

Il PRESIDENTE avverte che, essendosi esaurita la trattazione degli argomenti all’ordine del giorno, la seduta pomeridiana convocata per le ore 15 non avrà più luogo.







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