(Dal Resoconto Sommario)
310ª Seduta
Presidenza del Presidente
La seduta inizia alle ore 15,45.
IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO
Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2002/73/CE che modifica la direttiva 76/207/CEE del Consiglio, relativa all’attuazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne per quanto riguarda l’accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro (n. 478)
(Parere al Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 31 ottobre 2003, n. 306. Seguito dell’esame e rinvio)
Si riprende l’esame sospeso nella seduta del 26 aprile scorso.
Il senatore VIVIANI (DS-U) interviene nel dibattito, evidenziando che i contenuti della direttiva 2002/73/CEE risultano molto più ampi di quelli oggetto dello schema di decreto legislativo in titolo, che pone in essere quindi un’attuazione del tutto riduttiva e minimale dei profili comunitari in questione, tralasciando in particolare di introdurre nell’ordinamento interno taluni aspetti particolarmente innovativi, contenuti nella direttiva in corso di recepimento.
Pertanto, risultano velleitarie e non rispondenti al vero le affermazioni – inserite nell’ambito della relazione illustrativa allegata allo schema di decreto legislativo in titolo – su una presunta posizione di avanguardia della normativa italiana per quel che concerne la parità di trattamento tra uomini e donne nei luoghi di lavoro. Questa trionfalistica tesi prescinde del tutto, infatti, da una verifica puntuale circa lo stato di attuazione di tale normativa, che sarebbe stato invece opportuno effettuare e che avrebbe sicuramente evidenziato la sussistenza di rilevanti nodi problematici, soprattutto per quel che concerne il tasso di attività e di occupazione femminile, i livelli professionali concretamente raggiunti dalle donne, i livelli retributivi delle stesse, le condizioni di lavoro ed infine le molestie sessuali o di diverso tipo a cui sono soggette.
Il provvedimento in titolo – prosegue l’oratore – non recepisce una serie di importanti contenuti contemplati nella direttiva comunitaria in questione, quali la funzione di promozione della parità, la discriminazione, oltre che sul lavoro, anche nel campo della formazione professionale, la protezione della condizione biologica della donna in relazione alla gravidanza e alla maternità, la promozione delle condizioni di salute e sicurezza delle donne puerpere, gestanti e in allattamento, il diritto delle stesse a riprendere lo stesso lavoro o uno equivalente al termine del periodo di assenza per maternità nonché il diritto ad usufruire dei miglioramenti contributivi e normativi che avrebbero avuto durante l’assenza, il diritto individuale e non trasferibile al congedo di paternità dei lavoratori, l’adozione di misure che prevedano vantaggi specifici volti a facilitare l’esercizio dell’attività professionale da parte del sesso sotto-rappresentato, o a evitare o a compensare svantaggi nelle carriere professionali, la concreta tutela della parità retributiva tra uomini e donne anche dopo la fine del rapporto di lavoro – compresa anche l’indennizzabilità del danno subito a seguito della violazione di detto precetto – la predisposizione di adeguati mezzi di protezione legale dei soggetti discriminati, tra i quali il potere delle associazioni collettive di avviare in tali casi apposite procedure, il ruolo centrale del dialogo sociale per un’azione preventiva anti-discriminazione.
Concludendo il suo intervento, il senatore Viviani propone di inserire nel parere che la Commissione si accinge ad esprimere, due osservazioni: la prima, volta ad integrare l’articolo 1 dello schema di decreto in titolo con il richiamo al principio di promozione delle opportunità attraverso azioni positive; la seconda, volta ad inserire all’articolo 2, comma 1, lettera b), il riferimento alle “disposizioni” – in aggiunta ai criteri, prassi, atti, patti o comportamenti, citati in tale norma – atteso che nel corpo delle disposizioni legislative e amministrative sono ravvisabili ancora profili di discriminazione di genere.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE
Il presidente ZANOLETTI fa presente le audizioni informali, presso l’Ufficio di Presidenza, programmate nella seduta del 26 aprile 2005, relativamente allo schema di decreto legislativo recante il testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro non avranno più luogo, in quanto il Governo ha informalmente preannunciato il ritiro dello schema di decreto legislativo in questione, manifestando altresì la propria disponibilità a esplicitare nel corso delle prossime sedute le ragioni sottese a tale scelta.
Prende atto la Commissione.
La seduta termina alle ore 16.

























