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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale

Commissione Lavoro, previdenza sociale

22 Ottobre 2009
in Senato

(Dal Resoconto Sommario)


Presidenza del Vice Presidente
RAGNO


Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Viespoli

La seduta inizia alle ore 8,35.


PROCEDURE INFORMATIVE

Interrogazione

Il sottosegretario VIESPOLI risponde all’interrogazione n. 3-00792, del senatore Viviani, con la quale l’interrogante chiede riscontri sulla mancata presentazione e distribuzione del rapporto ISFOL 2002, sugli orientamenti del Ministro del lavoro circa le pubblicazioni future dell’Istituto, ed infine sulla carenza di risorse destinate al funzionamento dello stesso.
Per quel che riguarda il primo punto, va rigettata come insostenibile la presunta ipotesi di censura da parte del Ministro, che sarebbe stata alla base della sospensione della presentazione, secondo l’interrogazione, e addirittura alla base della decisione di mandare al macero le copie del Rapporto, adombrata dal quotidiano “il Manifesto” all’indomani del rinvio dello stesso Convegno di presentazione. La distribuzione non è stata vietata o annullata, ma solo posposta – come del resto è prassi consolidata da anni per i Rapporti ISFOL – rispetto al Convegno di lancio, per il quale è tuttora in via di definizione una data compatibile con l’agenda degli impegni del Ministro e degli altri relatori. Il giudizio critico sulla nuova disciplina relativa all’immigrazione – la cosiddetta legge Bossi-Fini – contenuto in un passaggio del Rapporto, che, secondo l’interrogazione, avrebbe provocato la decisione del Ministro già contestata, va richiamato correttamente. In realtà, il Rapporto cita testualmente e con esplicita menzione delle fonti “qualche riserva” avanzata da taluni ambiti confindustriali intorno all’insufficiente sviluppo di interventi per l’integrazione sociale dei lavoratori stranieri, ma ricorda anche l’apprezzamento della stessa associazione di rappresentanza per alcuni istituti della stessa normativa, con particolare riferimento allo sportello unico istituito con l’articolo 6 della legge n. 189 del 2002. E d’altro canto, l’ISFOL ricorda come l’enfasi posta dalla disciplina in esame sul tema della sicurezza e sulla lotta all’immigrazione clandestina discenda direttamente dalle conclusioni della Presidenza del vertice di Siviglia della Commissione europea. Vi è materia per dire che, anche su un tema “fatalmente molto dinamico e controverso” – per usare le parole del Rapporto – l’analisi dell’ISFOL, assai misurata, si è orientata a dare conto della varietà delle posizioni e dei commenti, come è normale che sia per una istituzione pubblica di ricerca. Pertanto l’ipotesi in qualche misura maliziosa adombrata nell’interrogazione del senatore Viviani va considerata non fondata. Sul documento in discussione non vi sono, e non vi possono essere, motivi di doglianza da parte del Ministero del lavoro, la cui azione in materia di politica del lavoro, peraltro, viene valutata nel Rapporto 2002 in termini positivi in vari punti: per esempio, sull’efficace coinvolgimento delle Regioni nella messa a punto del Piano nazionale d’azione per l’occupazione, sulla responsabilità sociale delle imprese, e sul SIL-Sistema Informativo Lavoro.
Per quanto concerne gli orientamenti del Ministro circa le scelte editoriali dell’istituto, si ricorda che l’ISFOL, in quanto ente pubblico di ricerca, la cui autonomia scientifica resta impregiudicata, resta e deve restare autonomo anche per quanto concerne le linee di produzione, le strategie editoriali e naturalmente le singole pubblicazioni future. Le determinazioni in materia sono rimesse interamente ai competenti organi dell’Istituto. L’apprezzamento dei prodotti compete al Ministero, così come alla comunità scientifica e alle comunità professionali di operatori attivi nei diversi soggetti istituzionali e sociali che costituiscono storicamente l’ambiente di riferimento delle attività ISFOL: regioni ed enti locali, parti sociali, autonomie funzionali, associazioni di rappresentanza.
Per quanto riguarda poi le risorse destinate al funzionamento dell’ISFOL, la legge finanziaria per il 2003 ha effettivamente ridimensionato, rispetto all’anno precedente, la dotazione di risorse che vengono trasferite all’Istituto per le attività cosiddette istituzionali e per la copertura delle retribuzioni del personale dipendente con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, pari a circa 80 unità. Non si tratta di una penalizzazione specificatamente mirata, ma dell’esito di scelte generali in materia di finanza pubblica che – come dovrebbe essere noto – vengono a produrre effetti su diverse poste di bilancio. Bisogna però ricordare che la grandissima parte delle attività dell’Istituto viene finanziata con specifiche attribuzioni di Fondo Sociale Europeo disposte dal Ministero. Il finanziamento del FSE rimesso all’ISFOL – la cui consistenza è di molto superiore al predetto “finanziamento istituzionale”, tant’è che serve tra l’altro a remunerare il lavoro di oltre trecento dipendenti a termine – non è stato affatto diminuito da parte del Ministero e potrà anzi essere incrementato a seguito della riprogrammazione FSE del 2003: questo va detto a riprova delle reali intenzioni del dicastero vigilante rispetto all’Istituto.
In conclusione, il Ministero concorda nel merito con l’interrogazione laddove si parla dell’Istituto come di “un fondamentale strumento di ricerca, di monitoraggio e di proposta”, e non si deve ritenere vi siano evidenze contrarie a questa valutazione. L’imminente chiusura della fase di commissariamento dell’Istituto e l’approvazione del nuovo Statuto saranno occasioni per confermare questo apprezzamento e per dare visibilità piena all’investimento del Ministero nei confronti del nuovo ISFOL. Analogamente, il Ministero – nel giudicare il Rapporto ISFOL un insostituibile strumento di analisi e di monitoraggio – conferma, per quanto di propria competenza, che i requisiti essenziali di indipendenza e di autonomia scientifica, lungi dall’essere in questione, saranno valorizzati nel nuovo statuto dell’Ente e continueranno a rappresentare il fondamento dell’attività di ricerca dell’Istituto.

Il senatore VIVIANI, nel dichiararsi parzialmente soddisfatto della risposta fornita dal rappresentante del Governo, sottolinea che l’ISFOL svolge da tempo funzioni rilevanti non soltanto ai fini dell’attività del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ma, più in generale, per le sorti dell’intero sistema formativo. Nato all’inizio degli anni settanta, con il compito istituzionale di effettuare rilevazioni e ricerche sulla formazione dei lavoratori, l’Istituto con il passare del tempo è diventato un punto di riferimento importante, oltre che per il Ministero del lavoro, anche per il Ministero della pubblica istruzione, per le regioni e per le parti sociali; l’attività di questi soggetti si è infatti fortemente avvantaggiata dell’apporto scientifico, di indagine, di monitoraggio e di assistenza tecnica fornito con sempre maggiore puntualità dall’Istituto stesso, che, in tal senso, ha rappresentato e rappresenta un fattore strategico di trasmissione della cultura europea della formazione. Per questi motivi, è necessario ribadire l’esigenza che l’ISFOL mantenga anche in futuro la sua autonomia per l’esercizio di tutti gli importanti compiti istituzionali assegnatigli.
L’interrogazione intendeva registra il disagio derivante dal modo con cui si è andato definendo il rapporto con il Governo in carica, i cui rappresentanti hanno pubblicamente espresso critiche aspre nei confronti del Rapporto annuale 2001. A tali critiche, si aggiungono poi eventi quali il commissariamento e il discutibile modo con cui si è proceduto alla sostituzione del direttore: tutti questi elementi hanno determinato una condizione di precarietà che nuoce all’attività dell’Istituto. L’interrogazione non ha comunque ripreso i commenti, peraltro puntuali, apparsi sulla stampa quotidiana, ai quali ha invece fatto riferimento il rappresentante del Governo. Nel complesso – prosegue il senatore Viviani – occorre prendere atto del giudizio positivo espresso dal rappresentante del Governo sul Rapporto ISFOL 2002, ed è auspicabile pertanto che si provveda quanto prima alla sua presentazione e diffusione. Un altro punto di criticità, evidenziato nell’atto ispettivo in discussione, riguarda il finanziamento dell’ISFOL. E’ senz’altro vero che una parte dei proventi derivano dal Fondo sociale europeo, ma si tratta di finanziamenti mirati non al funzionamento, bensì allo svolgimento di attività specifiche; è altrettanto innegabile che il Governo, nel disegno di legge di bilancio per il 2003, aveva originariamente soppresso lo stanziamento iscritto nello stato di previsione del Ministero del lavoro relativo al finanziamento delle spese correnti dell’ISFOL, poi ripristinato nel corso della discussione parlamentare, con una dotazione però inferiore a quella degli anni precedenti. Si è parlato, a questo proposito di una eccessiva entità delle collaborazioni, il che può anche essere vero, ma costituisce la conseguenza dell’intensificazione dell’attività, dovuta anche alle maggiori richieste provenienti dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
In conclusione, il senatore Viviani auspica che la condotta futura del Governo sia coerente con i positivi intendimenti espressi dal Sottosegretario e sottolinea il ruolo centrale dell’ISFOL soprattutto per quel che riguarda l’integrazione tra la formazione professionale e il sistema dell’istruzione.

Il PRESIDENTE avverte che lo svolgimento dell’interrogazione all’ordine del giorno è concluso.

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