Presidenza del Presidente
ZANOLETTI
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Sacconi.
IN SEDE REFERENTE
(848) Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro
(357) STIFFONI ed altri. – Norme per la tutela dei lavori atipici
(629) RIPAMONTI. – Norme a tutela dei lavori atipici e delega al Governo in materia di previdenza, di formazione, di coordinamento con la disciplina comunitaria e di riduzione del contenzioso in relazione alla qualificazione dei rapporti di lavoro atipici
(869) MONTAGNINO ed altri. – Norme di tutela dei lavori ‘atipici’
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)
Si riprende l’esame congiunto dei provvedimenti in titolo, sospeso nella seduta dell’11 aprile 2002.
In apertura di seduta, il senatore TREU prospetta l’eventualità di non proseguire la votazione sugli emendamenti al disegno di legge n. 848 nella seduta odierna, in considerazione della concomitanza con lo sciopero generale proclamato dalle confederazione sindacali CGIL, CISL e UIL. Una sospensione dei lavori in tale occasione costituirebbe infatti un segnale concretamente e positivamente volto ad incoraggiare la ripresa del dialogo sociale.
Il PRESIDENTE fa presente al senatore Treu di avere già affrontato la questione, nella precedente seduta, rispondendo ad una analoga sollecitazione rivoltagli dal senatore Tommaso Sodano. In tale occasione, egli aveva ricordato che non vi sono motivi per non attenersi anche oggi al normale calendario dei lavori, già stabilito sia per le Commissioni sia per l’Assemblea del Senato. D’altra parte, occorre anche tenere presente che le votazioni sono proseguite fino a questo momento con ritmi tali da non prefigurare alcuna decisione che sia suscettibile di condizionare un’eventuale ripresa del confronto tra le parti sociali.
Il senatore VIVIANI ritiene che la ventilata ed auspicata ripresa delle trattative dopo lo svolgimento dello sciopero generale dovrebbe essere assecondata da un comportamento conseguente della Commissione che, per la giornata odierna, darebbe un apprezzabile segnale di prudenza astenendosi dal proseguire nei suoi lavori.
Il senatore VANZO osserva che per la giornata odierna non vi sono elementi di novità tali da giustificare l’accoglimento della richiesta di sospensione dei lavori, peraltro avanzata in modo reiterato da parte dei Gruppi politici dell’opposizione. Propone pertanto di procedere nelle votazioni.
Il senatore DEMASI condivide l’opinione testé espressa dal senatore Vanzo, osservando che la prosecuzione dell’esame costituisce l’unico segnale serio e concreto di attenzione nei confronti delle problematiche del mondo del lavoro da parte del Parlamento.
Anche il senatore MORRA si pronuncia a favore della prosecuzione dell’esame del disegno di legge n. 848, che, peraltro, non pregiudica in alcun modo l’effettuazione di una verifica dell’effettiva possibilità di riprendere il dialogo sociale dopo lo sciopero generale di oggi.
Rispondendo ad una richiesta del senatore Tommaso SODANO, interessato a conoscere la posizione del Governo sulla richiesta di sospendere i lavori della Commissione per la seduta odierna, il sottosegretario SACCONI fa presente che, al momento, in assenza di elementi nuovi sull’orientamento delle parti sociali rispetto a quanto già è stato verificato precedentemente alla proclamazione dello sciopero generale, la ripresa delle trattative è tanto auspicata dal Governo quanto incerta, e pertanto non si ravvisano elementi tali da far ritenere utile il rinvio a domani della prosecuzione delle votazioni sul disegno di legge n. 848.
Il PRESIDENTE, nel prendere atto dell’orientamento della maggioranza della Commissione, favorevole a proseguire l’esame del disegno di legge n. 848, osserva che il calendario dei lavori del Senato prevede, dalla prossima settimana, una sospensione dell’attività parlamentare che consentirà a tutte le forze politiche di approfondire la riflessione sui contenuti dei provvedimenti all’esame.
Avverte quindi che si proseguirà nella votazione degli emendamenti riferiti all’articolo 1 del disegno di legge n. 848, a partire dall’emendamento 1.232.
Dopo una dichiarazione di voto favorevole del senatore BATTAFARANO, l’emendamento 1.232 è respinto.
Il senatore RIPAMONTI raccomanda quindi l’accoglimento dell’emendamento 1.144, inteso in particolare ad assicurare il mantenimento del vincolo dell’esclusività dell’oggetto sociale per le agenzie private di mediazione fra domanda ed offerta di lavoro.
Posto ai voti, l’emendamento 1.144 è respinto, ed è altresì respinto l’emendamento 1.47.
Il senatore RIPAMONTI annuncia quindi il voto favorevole all’emendamento 1.142, volto ad assicurare condizioni di effettiva parità nella competizione di mercato tra gli operatori privati nel settore del collocamento.
Il senatore Tommaso SODANO raccomanda quindi l’accoglimento dell’emendamento 1.243, identico all’emendamento 1.142.
Gli emendamenti 1.142 e 1.243, posti congiuntamente ai voti in quanto di identico contenuto, sono quindi respinti.
Il senatore RIPAMONTI annuncia quindi il voto favorevole all’emendamento 1.143, con il quale si vuole dettare un principio di delega più puntuale relativamente alla vigilanza sulle imprese private operanti nel settore della mediazione tra domanda e offerta di lavoro.
Il senatore Tommaso SODANO aggiunge la sua firma all’emendamento 1.143, a favore del quale voterà.
L’emendamento 1.143, posto ai voti, è quindi respinto.
Il sottosegretario SACCONI osserva che l’emendamento 1.106, ove accolto, impedirebbe ai sindacati e agli enti bilaterali di svolgere funzioni di incontro tra domanda ed offerta di lavoro, il che è l’esatto opposto di quanto il Governo si propone di realizzare con i principi di delega all’esame.
Il senatore RIPAMONTI, nel raccomandare l’accoglimento dell’emendamento 1.106, ribadisce quanto già espresso in altre sedi, circa la sua contrarietà all’impostazione del Governo, tendente a stabilire in via legislativa il principio della riduzione del lavoro alla dimensione di una merce, come le altre liberamente scambiabile sul mercato.
L’emendamento 1.106, posto ai voti, è quindi respinto.
Il senatore RIPAMONTI, nell’auspicare l’accoglimento dell’emendamento 1.145, soppressivo della lettera g) del comma 2, osserva che l’attuazione dei principi di delega ivi contenuti darebbe luogo ad un mercato dell’intermediazione del lavoro del tutto privo di regole. Il riferimento alle associazioni non riconosciute e agli enti bilaterali, inoltre, è destinato a entrare in conflitto con i compiti di rappresentanza e di autotutela istituzionalmente propri del sindacato, e a favorire il proliferare di organizzazioni sindacali di tipo corporativo e di dubbia rappresentatività.
Anche il senatore Tommaso SODANO auspica l’accoglimento dell’emendamento 1.244, soppressivo, come il precedente, della lettera g) del comma 2 dell’articolo 1, la cui attuazione, a suo avviso, produrrebbe effetti devastanti sul mercato del lavoro.
Il senatore DI SIENA aggiunge la sua firma agli emendamenti in discussione, a favore dei quali voterà, poiché è contrario all’attribuzione di compiti diretti di gestione del collocamento alle organizzazioni sindacali. Su questo tema, il rappresentante del Governo ha frequentemente evidenziato, non senza soddisfazione, l’esistenza di opinioni differenti tra le varie organizzazioni sindacali. La questione è in effetti storicamente molto controversa, ma non vi è dubbio che il divieto di svolgere attività di collocamento ha consentito ai sindacati italiani di sfuggire ad ogni logica corporativa e di assumere la dimensione confederale che li ha condotti a produrre eventi come lo sciopero generale odierno, che dimostra il ruolo essenziale svolto dalle organizzazioni dei lavoratori nello sviluppo del sistema democratico. Peraltro, proprio sulle materie in cui non vi è accordo tra le organizzazioni sindacali sarebbe stato opportuno un atteggiamento di maggiore prudenza da parte del Governo che, invece, insiste sul dissenso proprio perché persegue apertamente e impropriamente l’obiettivo di dividere il movimento sindacale.
Il sottosegretario SACCONI osserva che il frequente riferimento alle posizioni sindacali da parte dei Gruppi politici dell’opposizione lo ha indotto più volte a segnalare l’esistenza di differenziazioni su alcune materie. Per quel che riguarda il tema in discussione, il Governo auspica che si affermi un modello di relazioni industriali di tipo concertativo e cooperativo, che include anche la possibilità di una gestione di servizi al mercato del lavoro da parte delle associazioni di rappresentanza sociale, separatamente o congiuntamente attraverso enti bilaterali. La storia pregressa del collocamento in Italia è talmente negativa da far ritenere quanto meno meritevole di attenzione l’ipotesi di una presenza attiva delle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori nella gestione diretta di servizi all’impiego: tale presenza, infatti, rappresenta un elemento costitutivo del sistema di relazioni industriali delineato dal Libro Bianco sul mercato del lavoro in Italia.
Posti congiuntamente ai voti, in quanto di identico contenuto, gli emendamenti 1.145 e 1.244 sono quindi respinti.
Nel raccomandare l’accoglimento dell’emendamento 1.234, il senatore MONTAGNINO osserva che il convenzionamento fra intermediari privati da un lato ed associazioni sindacali ed enti bilaterali dall’altro, introduce un elemento di prudenza e di equilibrio, che non scardina la norma proposta dal Governo, ma la integra rendendola più chiara e più trasparente.
Il sottosegretario SACCONI fa presente che il testo della lettera g) proposto dal Governo è un risultato del dialogo sociale, poiché recepisce le tesi di alcuni dei soggetti presenti al tavolo delle trattative, volte a non limitare le possibilità di azione delle organizzazioni sociali nel campo del collocamento.
Posto ai voti, l’emendamento 1.234 è quindi respinto.
Il senatore DI SIENA fa presente che l’accoglimento dell’emendamento 1.209 potrebbe attenuare gli effetti negativi della disposizione proposta del Governo, attraverso l’introduzione di un criterio di selezione della platea degli operatori privati del settore del collocamento idoneo a garantire l’efficienza e la trasparenza del sistema.
Posto ai voti, l’emendamento 1.209 è respinto. Posti separatamente ai voti, sono altresì respinti gli emendamenti 1.48, 1.49, 1.50 e 1.146, dopo che su quest’ultimo ha annunciato il voto favorevole il senatore RIPAMONTI.
Il senatore MONTAGNINO esprime quindi l’auspicio che venga accolto l’emendamento 1.235, che si propone finalità analoghe a quelle già indicate in sede di dichiarazione di voto sull’emendamento 1.234.
Posto ai voti, l’emendamento 1.235 è respinto ed è altresì respinto l’emendamento 1.53, dopo che il senatore RIPAMONTI, nel dichiarare il suo voto favorevole, ha auspicato, per il prosieguo della discussione, una più esauriente motivazione dei pareri espressi dal relatore e dal rappresentante del Governo.
Annunciano quindi il voto favorevole all’emendamento 1.211 il senatore DI SIENA e i senatori RIPAMONTI e Tommaso SODANO, che sottoscrivono tale emendamento.
Annuncia invece la sua astensione il senatore MONTAGNINO.
L’emendamento 1.211 è quindi respinto, ed è altresì respinto l’emendamento 1.51.
Il sottosegretario SACCONI fa presente che il parere favorevole a suo tempo espresso da lui e dal relatore sull’emendamento 1.80 si proponeva di risolvere una questione semantica che aveva creato non pochi equivoci, evidenziati nel corso della discussione generale. Rispondendo quindi ad un quesito del senatore RIPAMONTI, circa gli orientamenti dell’Esecutivo sulla disciplina delle rappresentanze sindacali nei luoghi di lavoro, ribadisce quanto già sostenuto, sempre nel corso della discussione generale, circa l’esclusione di un intervento legislativo volto a regolare tale materia. Quest’ultima, ad avviso del Governo, deve trovare la sua disciplina nel mutuo riconoscimento delle parti sociali, in coerenza con la visione del sistema delle relazioni industriali delineata nel Libro Bianco, che tende ad evitare ogni controllo di tipo pubblicistico negli ambiti la cui regolazione è rimessa alla libera determinazione delle parti.
L’emendamento 1.80 viene quindi accolto, dopo dichiarazione di voto favorevole dei senatori BATTAFARANO, MONTAGNINO e RIPAMONTI.
Il PRESIDENTE avverte che a seguito dell’accoglimento dell’emendamento 1.80 si dovrà procedere in sede di coordinamento del testo a modificare conseguentemente la parte finale della lettera g) del comma 2 dell’articolo 1. Sempre per effetto dell’accoglimento dell’emendamento 1.80 sono assorbiti o preclusi gli emendamenti 1.210, 1.148, 1.245, 1.156 e 1.216. Dichiara invece decaduto per l’assenza del proponente l’emendamento 1.85.
Il senatore RIPAMONTI raccomanda quindi l’accoglimento dell’emendamento 1.147, inteso, come il successivo emendamento 1.52, ad evitare una implicita legittimazione di sindacati di comodo e di incerta rappresentatività.
Posti separatamente ai voti, gli emendamenti 1.147 e 1.52 sono respinti.
Il senatore RIPAMONTI annuncia quindi che voterà a favore dell’emendamento 1.149 che, ripristinando un vincolo di capitalizzazione per gli intermediari privati, tende a ripristinare garanzie di serietà e correttezza poste in dubbio dalla disposizione che elimina per tali soggetti il vincolo dell’esclusività dell’oggetto sociale.
Il senatore Tommaso SODANO raccomanda quindi l’accoglimento dell’emendamento 1.246, di contenuto identico al precedente, sottolineandone il fine di assicurare maggiori garanzie ai lavoratori.
Il senatore DI SIENA dichiara che voterà a favore di entrambi gli emendamenti, da lui sottoscritti.
Posti congiuntamente ai voti, in quanto di identico contenuto, sono quindi respinti gli emendamenti 1.149 e 1.246.
Il senatore BATTAFARANO sottolinea che l’emendamento 1.212, del quale auspica l’accoglimento, introduce nel testo originario un elemento di chiarezza che non contrasta con l’impostazione del Governo.
Dopo una dichiarazione di voto favorevole del senatore RIPAMONTI, l’emendamento 1.212, posto ai voti, è respinto.
Il senatore DI SIENA auspica che il Governo prenda in considerazione l’emendamento 1.213, che integra la lettera g) del comma 2 con l’introduzione di una precisa garanzia a favore dei lavoratori.
Il senatore MONTAGNINO, dopo avere ricordato che nella passata legislatura la Commissione si espresse negativamente su un disegno di legge di iniziativa del senatore Lauro che poneva a carico dei lavoratori il pagamento dei servizi di intermediazione, osserva che l’accoglimento dell’emendamento 1.213 consentirebbe di fugare ogni dubbio in merito.
Il sottosegretario SACCONI propone di accantonare l’emendamento, sul quale potrebbe mutare l’avviso negativo, già in precedenza espresso, ove esso venisse riformulato, nel senso di affiancare al condivisibile principio dell’assenza di oneri a carico dei lavoratori, già prescritto dalle convenzioni internazionali alle quali l’Italia aderisce, la previsione, anch’essa contenuta nelle predette convenzioni, di eccezioni riferite soprattutto alle qualifiche professionali medio-alte.
Si conviene quindi di accantonare la trattazione dell’emendamento 1.213, ai fini di una sua riformulazione.
Il senatore VANZO ritira quindi l’emendamento 1.84, mentre sono dichiarati decaduti per l’assenza dei proponenti, gli emendamenti 1.77 e 1.91.
Il senatore Tommaso SODANO annuncia quindi il suo voto favorevole all’emendamento 1.247, richiamandosi alle motivazioni già espresse nel corso del dibattito circa l’opportunità di evitare che i sindacati siano coinvolti direttamente nella gestione del collocamento.
Il senatore RIPAMONTI sottoscrive tale emendamento, a favore del quale voterà.
Posto ai voti, l’emendamento 1.247 è respinto.
Il senatore RIPAMONTI interviene quindi per dichiarazioni di voto favorevole sull’emendamento 1.135.
Il senatore Tommaso SODANO dichiara di sottoscrivere l’emendamento, annunciando su di esso il voto favorevole.
Il sottosegretario SACCONI segnala che l’emendamento 1.135 interviene su materie che rientrano nella competenza legislativa concorrente delle regioni.
Posto ai voti l’emendamento 1.135 è respinto ed è altresì respinto, dopo una dichiarazione di voto favorevole del senatore RIPAMONTI, l’emendamento 1.136.
Nell’annunciare il suo voto favorevole agli emendamenti soppressivi della lettera h) del comma 2 il senatore BATTAFARANO esprime forte perplessità sulla formulazione adottata dal Governo, soprattutto per il rischio che tutta la manodopera di un’azienda possa essere somministrata da un soggetto terzo, con la conseguente spersonalizzazione del rapporto tra le unità produttive ed i soggetti che vi operano.
Anche il senatore TREU annuncia che voterà a favore degli emendamenti soppressivi della lettera h), ricordando che con il successivo emendamento 1.215 viene prospettata una diversa formulazione, più convincente, dello stesso principio di delega.
Il senatore RIPAMONTI, nel raccomandare l’accoglimento dell’emendamento 1.150, osserva che le disposizioni del Governo, oltre ad accreditare un principio inaccettabile di mercificazione del lavoro, introducono la poco apprezzabile professione del commerciante di lavoro altrui.
Dopo che il senatore Tommaso SODANO ha dichiarato che voterà a favore dell’emendamento 1.248, gli emendamenti 1.150, 1.248 e 1.214, posti congiuntamente ai voti, in quanto di identico contenuto, sono respinti.
Il senatore BATTAFARANO annuncia quindi che voterà a favore dell’emendamento 1.215 che propone una riformulazione della lettera h) volta ad integrare la legge n. 196 del 1997. Segnala in particolare il punto 7, che rinvia ai contratti collettivi nazionali di categoria l’individuazione di limiti percentuali massimi di lavoratori oggetto di somministrazione rispetto ai dipendenti dell’impresa utilizzatrice. In tal modo, si pone un limite all’impiego di manodopera oggetto di somministrazione, necessario per impedire l’eventualità, sopra già richiamata, che vi possano essere imprese senza propri dipendenti. Una tale spersonalizzazione del rapporto di lavoro, tra l’altro, renderebbe impraticabile anche la realizzazione di specifici progetti caldeggiati da alcuni gruppi politici di maggioranza. Si riferisce, in particolare, alle proposte di partecipazione dei dipendenti al capitale azionario delle imprese, che, ovviamente, non potrebbero essere realizzate in un contesto di impiego esclusivo di manodopera fornita da altre aziende.
Con riferimento a tale ultima osservazione, il relatore TOFANI osserva che, sulla somministrazione di manodopera, il senatore Battafarano è partito da una ipotesi per costruire una tesi tutta da dimostrare. Anche con riferimento alle proposte di azionariato dei dipendenti, egli fa presente che la sua parte politica mira a promuovere la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende in una prospettiva non conflittuale, come è previsto dalla Costituzione.
Posto ai voti, l’emendamento 1.215 è respinto.
E’ altresì respinto, dopo una dichiarazione di voto favorevole del senatore RIPAMONTI, l’emendamento 1.152.
Dopo una dichiarazione di voto favorevole del senatore Tommaso SODANO, è respinto l’emendamento 1.249.
Posti separatamente ai voti, sono quindi respinti gli emendamenti 1.151 e 1.179, dopo che su ciascuno di essi il senatore RIPAMONTI ha dichiarato il voto favorevole.
Il senatore RIPAMONTI auspica quindi la soppressione del numero 1 della lettera h), prevista dall’emendamento 1.153, al quale aggiunge la sua firma, annunciando il voto favorevole, il senatore Tommaso SODANO.
Posti separatamente ai voti sono quindi respinti gli emendamenti 1.153, 1.55 e 1.54.
Il senatore RIPAMONTI auspica quindi la soppressione del numero 2 della lettera h), proposta con l’emendamento 1.154, che intende eliminare una formulazione eccessivamente generica circa le possibilità di ricorso alla somministrazione di manodopera.
A favore di tale emendamento si pronuncia anche il senatore Tommaso SODANO, che aggiunge la sua firma.
Dopo una dichiarazione di astensione del senatore MONTAGNINO, il quale ritiene che le questioni affrontate nella disposizione in discussione potrebbero essere rimesse alla autonoma determinazione delle parti sociali, l’emendamento 1.154, posto ai voti, è respinto.
Il senatore VIVIANI dichiara il suo voto favorevole all’emendamento 1.217, osservando che la previsione della possibilità di somministrare manodopera anche a tempo indeterminato è destinata a dare luogo ad un esteso contenzioso, e risponde esclusivamente a una finalità di riduzione del costo del lavoro, che sottovaluta quell’elemento di flessibilità, essenziale per le imprese, che è costituito dalla temporaneità di alcuni rapporti di lavoro.
Posti congiuntamente ai voti, in quanto di identico contenuto, sono quindi respinti gli emendamenti 1.217 e 1.56.
Dopo che il senatore DEMASI ha ritirato l’emendamento 1.197, sono respinti gli emendamenti 1.59, 1.58, 1.57, 1.61, 1.60 e 1.155, posti separatamente ai voti.
Stante l’assenza del proponente è dichiarato decaduto l’emendamento 1.89.
Sull’emendamento 1.157 dichiarano il voto favorevole il senatore RIPAMONTI e il senatore MONTAGNINO che aggiunge la sua firma.
Il senatore Tommaso SODANO raccomanda quindi l’accoglimento dell’emendamento 1.250, identico al precedente, e teso a garantire la tutela dei lavoratori oggetto di somministrazione, anche per quel che riguarda il caso di allontanamento illegittimo.
Posti congiuntamente ai voti in quanto di identico contenuto, gli emendamenti 1.157 e 1.250 sono quindi respinti.
Stante l’imminente inizio dei lavori dell’Assemblea, il PRESIDENTE rinvia ad altra seduta il seguito dell’esame congiunto.

























