(dal resoconto sommario)
MARTEDI’ 12 MARZO 2002
57a Seduta
Presidenza del Vice Presidente
BUCCIERO
IN SEDE REFERENTE
(229) MUZIO ed altri. – Estensione delle prestazioni previste per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali ai soggetti danneggiati dall’esposizione all’amianto
(230) MUZIO ed altri. – Modifica all’articolo 13 della legge 27 marzo 1992, n. 257, in materia di pensionamento anticipato dei lavoratori esposti all’amianto
(330) SODANO Tommaso ed altri. – Norme per il riconoscimento degli infortuni, delle malattie professionali e delle esposizioni da amianto
(349) BATTAFARANO ed altri. – Integrazioni alla normativa in materia di benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto, realizzazione di un programma di sorveglianza sanitaria e istituzione del Fondo nazionale per le vittime dell’amianto
(590) BETTONI BRANDANI ed altri. – Modifica alla normativa in materia di benefici in favore dei lavoratori esposti all’amianto
(760) FORCIERI ed altri. – Modifica dell’articolo 13 delle legge 27 marzo 1992, n. 257, in materia di pensionamento anticipato dei lavoratori esposti all’amianto
(540) CARELLA ed altri. – Disciplina della sorveglianza sanitaria a tutela dei lavoratori esposti all’amianto
(Esame del disegno di legge n. 540 e congiunzione con i disegni di legge 229, 230, 330, 349, 590, 760; seguito dell’esame congiunto e costituzione di un comitato ristretto)
Il relatore FABBRI illustra il disegno di legge n. 540, che affronta specificamente il tema della sorveglianza sanitaria sui lavoratori esposti all’amianto, individuando nel servizio di prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro istituito presso le aziende sanitarie locali l’organo competente per lo svolgimento di tale compito.
Considerata quindi la materia disciplinata dal disegno di legge n. 540, il relatore ne propone l’abbinamento con gli altri disegni di legge sulla previdenza per i lavoratori esposti all’amianto, il cui esame è già stato avviato dalla Commissione.
Poiché non si fanno obiezioni, così rimane stabilito.
Si riprende quindi l’esame congiunto rinviato nella seduta del 12 dicembre 2001.
Prende la parola il senatore BATTAFARANO, il quale deplora l’assenza del rappresentante del Governo alla seduta odierna, ricordando che nell’ultimo Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, si convenne unanimemente circa l’opportunità di conoscere gli orientamenti dell’Esecutivo sui provvedimenti all’esame congiunto della Commissione.
Sono attualmente pendenti innanzi agli organi della giustizia amministrativa numerosi ricorsi avverso gli atti di indirizzo in materia di previdenza per i lavoratori esposti all’amianto adottati dal Governo nella precedente legislatura. Le aziende ricorrenti eccepiscono il pregiudizio all’attività produttiva derivante dai pensionamenti anticipati disposti ai sensi della legge n. 257 del 1992: i giudizi sono in corso, e il 5 marzo il Consiglio di Stato ha adottato un’ordinanza sospensiva limitatamente ai dipendenti per i quali non sia stata ancora definita la procedura di collocamento a riposo, nel corso del giudizio promosso dall’Assovetro, Zignago vetro S.p.A. E’ un’avvisaglia di successivi imminenti provvedimenti giudiziari, dato che il 18 marzo il TAR del Lazio si pronuncerà nel merito dei ricorsi proposti da altre aziende. Mentre appare poco probabile una conferma della validità degli atti di indirizzo adottati nella passata legislatura, non si può escludere che il giudice amministrativo adotti provvedimenti sospensivi – con la conseguente sospensione del pensionamento per numerosi lavoratori – ovvero si pronunci nel senso dell’illegittimità degli atti in questione. Vi è quindi una situazione di emergenza, rispetto alla quale, già nel corso dell’esame della manovra di finanza pubblica per il 2002, le forze politiche dell’opposizione hanno assunto una precisa posizione, sollecitando il Governo ad adottare un provvedimento di salvaguardia degli atti di indirizzo. Tale invito è stato però ignorato dall’Esecutivo che, invece, ha tentato di introdurre, senza successo, una limitata riforma della legge n. 257 del 1992. Nel corso dell’esame in Commissione dei disegni di legge in titolo, inoltre, è stato rinnovato l’invito al Governo a presentare un proprio provvedimento sulla previdenza per i lavoratori esposti all’amianto, al fine di avviare a soluzione tale controversa questione.
Purtroppo, al momento, il Governo non ha adottato provvedimenti d’emergenza e si è altresì astenuto dal presentare proprie proposte di riforma della citata legge n. 257. Peraltro, nel corso di un recente question time, il Ministro del lavoro si è dichiarato disponibile ad emanare norme di salvaguardia in relazione ad una possibile pronuncia di illegittimità dei più volte ricordati atti di indirizzo. Il tentativo illusorio di rinviare alla sede giudiziaria il compito, tutto politico, di risolvere problemi che investono direttamente la responsabilità del Parlamento e del Governo, si traduce pertanto in una posizione oscillante ed in ultima analisi inerte, destinata soltanto ad alimentare l’incertezza di numerosi lavoratori in ordine al proprio futuro.
A fronte della latitanza del Governo, è quindi opportuno che si prosegua l’esame dei disegni di legge di iniziativa parlamentare in titolo, attraverso la costituzione di un comitato ristretto incaricato di predisporre una proposta di testo unificato.
Il senatore MUZIO auspica che il Ministro o un sottosegretario specificamente delegato comunichino quanto prima alla Commissione gli intendimenti del Governo in ordine alle questioni poste dai disegni di legge in titolo. Occorre infatti considerare che l’Esecutivo, avendo respinto la proposta avanzata dai Gruppi politici dell’opposizione nel corso dell’esame del disegno di legge finanziaria, di adottare una normativa di salvaguardia degli atti di indirizzo adottati nella trascorsa legislatura, non ha espresso una propria linea sulla questione né si è pronunciato sulle proposte di modifica ed integrazione della legge n. 257 all’esame della Commissione. L’attuale situazione di immobilità deve dunque essere superata e, a tale proposito, sarebbe opportuno che il Governo chiarisse se intende mantenere la proposta delineata nella precedente seduta, proposta che, secondo il senatore Muzio, si configurava nei termini di un drastico ridimensionamento dei diritti riconosciuti ai lavoratori ai sensi della citata legge n. 257.
Pertanto, è senz’altro da condividere la proposta del senatore Battafarano, poiché non vi è dubbio che, in assenza di una proposta del Governo, è necessario che la Commissione prosegua nell’esame congiunto dei disegni di legge di iniziativa parlamentare in titolo.
Il senatore TREU si associa alla richiesta di procedere nell’esame dei disegni di legge in titolo, sottolineando la comune esigenza di prospettare soluzioni credibili ad un problema certamente urgente, quale è quello della previdenza per i lavoratori esposti all’amianto.
Replicando agli intervenuti, il relatore FABBRI dichiara preliminarmente di condividere la proposta di costituire un comitato ristretto per la predisposizione di un testo unificato, proposta peraltro da lui stesso già avanzata in via informale. Occorre, inoltre, che si tenga conto dell’ampiezza e della gravità del problema in discussione, del quale ritiene opportuno riassumere brevemente i termini. E’ noto, infatti, che a seguito delle numerose difficoltà riscontrate nell’applicazione del comma 8 dell’articolo 13 della legge n. 257 del 1992, soprattutto in relazione alla determinazione del concetto di esposizione all’amianto, il Ministero del lavoro definì a suo tempo una prassi amministrativa consistente, in sostanza, nel rilascio, da parte dell’INAIL, di dichiarazioni di esposizione e di successive certificazioni del periodo di esposizione all’amianto per il quale risultasse applicabile il beneficio previdenziale disposto dalla legge. Tale procedura ha consentito di istruire e definire circa 130 mila domande e di riconoscere l’esposizione di circa 42 mila lavoratori per un periodo superiore ai 10 anni. Essa non ha impedito, peraltro, il crescere di un massiccio contenzioso su tutto il territorio nazionale, per cui al 30 settembre 2001 risultavano giacenti 10.005 giudizi di primo e secondo grado, nonché 206 cause in Cassazione contro l’INPS.
In particolare, oggetto principale della vertenzialità è stato il criterio di selezione basato sul valore di esposizione, pari a 100 fibre-litro. Si tratta di un parametro non previsto dall’articolo 13 della legge n. 257, ma utilizzato nella procedura amministrativa, tenuto conto dei limiti espositivi previsti dal decreto legislativo n. 277 del 1991. Tale criterio, peraltro, oltre ad essersi rivelato di difficile riscontro oggettivo per le situazioni risalenti nel tempo, non ha trovato concorde la magistratura di merito, orientata in maggioranza a considerare irrilevante il suddetto valore limite.
Tali difficoltà, non ignote alla Commissione lavoro del Senato, che nella passata legislatura ha svolto un’intensa attività per modificare la normativa vigente, hanno portato, due anni or sono, alla costituzione, presso il Ministero del lavoro, di un cosiddetto tavolo tecnico, presieduto dai sottosegretari delegati per la materia e incaricato di individuare soluzioni volte a coadiuvare il lavoratore nella dimostrazione della ricorrenza dei requisiti di legge e a rendere tempestivo il riconoscimento del diritto, ove esistente, contenendo nei limiti del possibile il ricorso alle vie legali.
Sulla base dei lavori del tavolo tecnico, che ha effettivamente realizzato un affinamento dei criteri di valutazione, sono stati emanati dal Governo circa 150 atti di indirizzo, riguardanti un numero rilevante di aziende interessate, con il risultato di sanare la posizione di parecchi lavoratori, ma anche con l’effetto di produrre discriminazioni all’interno degli stessi stabilimenti e di creare una certa disparità di trattamento tra le diverse aziende. Come è stato già ricordato in altri interventi, alcuni di tali atti di indirizzo sono ora al vaglio del TAR, su ricorso di tredici aziende interessate, con il rischio che, qualora tali ricorsi venissero accolti, i lavoratori dimessi potrebbero trovarsi senza retribuzione e senza pensione.
Un’ulteriore grave questione riguarda l’onerosità dei provvedimenti in discussione. A fronte dei complessivi 110 miliardi di lire che la legge n. 257 del 1992 aveva stanziato per ciascuno degli anni 1992, 1993 e 1994 e degli ulteriori 72 miliardi stanziati per gli anni 1994-1995 dalla legge n. 271 del 1993, l’INPS, al 31 dicembre 2000, ha sostenuto l’onere di 866 miliardi di lire, per 10.108 pensioni già riconosciute. Considerato inoltre che l’attuale numero dei potenziali beneficiari delle disposizioni previdenziali di cui all’articolo 13, comma 8 della legge n. 257 del 1992 ammonta a circa 40 mila unità, l’onere complessivo arriverebbe a 16 mila miliardi di lire, da distribuire sull’intero periodo di percezione delle prestazioni.
E’ pertanto condivisibile l’esigenza di pervenire alla definizione di una normativa che tenga conto della necessità di definire puntualmente la platea dei beneficiari delle agevolazioni previdenziali, nonché la portata delle stesse ed i requisiti necessari a maturare i relativi diritti, assicurando comunque un trattamento omogeneo per tutti i soggetti interessati.
Per quel che riguarda gli interventi di urgenza, già il Ministro del lavoro, nel corso del question time sopra ricordato, ha precisato che il Governo non mancherà di intervenire con misure specifiche nel caso dell’annullamento degli atti di indirizzo.
Rispondendo infine ad un’osservazione del senatore MUZIO, il senatore Fabbri sottolinea l’esigenza di ridefinire il livello di esposizione all’amianto, sempre al fine di definire norme rigorose e realistiche, che tengano conto delle dimensioni sociali ed umane del problema in discussione, e delle sue implicazioni finanziarie.
Il PRESIDENTE osserva che la discussione ha consentito di appurare il consenso di tutti i Gruppi politici sulla proposta di dare vita ad un comitato ristretto incaricato di predisporre un testo unificato e, ove ciò si renda necessario, di acquisire preliminarmente l’avviso degli organi amministrativi, degli enti previdenziali, delle parti sociali e degli esperti. Pertanto, invita i Gruppi politici a comunicare agli uffici i nominativi dei componenti del predetto comitato.
Prende atto la Commissione.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.

























