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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale

Commissione Lavoro, previdenza sociale

22 Ottobre 2009
in Senato

LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE (11ª)

MARTEDI’ 4 GIUGNO 2002

Presidenza del Presidente

ZANOLETTI

Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Sacconi.


IN SEDE REFERENTE

(848) Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro
(357) STIFFONI ed altri. – Norme per la tutela dei lavori atipici
(629) RIPAMONTI. – Norme a tutela dei lavori atipici e delega al Governo in materia di previdenza, di formazione, di coordinamento con la disciplina comunitaria e di riduzione del contenzioso in relazione alla qualificazione dei rapporti di lavoro atipici
(869) MONTAGNINO ed altri. – Norme di tutela dei lavori “atipici”
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

Si riprende l’esame congiunto dei provvedimenti in titolo, sospeso nella seduta di giovedì 30 maggio 2002.

In apertura di seduta, il PRESIDENTE dà la parola al rappresentante del Governo.

Il sottosegretario SACCONI dichiara preliminarmente che con il suo intervento intende formalizzare la proposta di stralcio degli articoli 2, 3, 10 e 12 del disegno di legge n. 848, emersa all’esito dell’incontro tra il Governo e le parti sociali svoltosi la scorsa settimana. Ove la Commissione e successivamente l’Assemblea del Senato accolgano tale proposta, i predetti articoli andranno pertanto a formare un distinto disegno di legge, sul quale si svilupperà il confronto con le parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro, secondo quanto previsto dal verbale di incontro. In tale documento, che è stato messo a disposizione dei componenti della Commissione, è riassunta la sostanza dei termini dell’intesa raggiunta con le organizzazioni sindacali, con l’eccezione, ben nota, della CGIL. Nel verbale viene altresì riaffermata l’importanza del confronto con le parti sociali per accompagnare i processi di riforma tesi a conseguire gli obiettivi delineati dalla strategia di Lisbona, con un particolare riferimento ai temi del fisco, del mercato del lavoro, della lotta all’economia sommersa e dello sviluppo del Mezzogiorno. Su queste materie, come è noto, si apriranno tavoli negoziali specifici, attraverso i quali si intende articolare un sede unitaria di confronto sotto la regia della Presidenza del Consiglio. Il Governo si è altresì impegnato a convocare le parti sociali prima della presentazione del Documento di programmazione economica e finanziaria per un approfondito confronto sulla definizione di obiettivi comuni in merito alla crescita del PIL e dell’occupazione, nonché ai tassi di inflazione programmati.
In relazione alla riforma del mercato del lavoro, il Governo proporrà inoltre al Parlamento la immediata approvazione delle materie contenute nel disegno di legge n. 848 ad eccezione delle disposizioni in materia di riordino degli incentivi all’occupazione e degli ammortizzatori sociali, di modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e di arbitrato. Su tali temi si propone al Parlamento di adottare le determinazioni idonee a trasferire le norme sopra richiamate dal disegno di legge n. 848 ad un separato disegno di legge, il cui esame sarà avviato alla conclusione del confronto con le parti sociali, che dovrà svolgersi entro il 31 luglio 2002. Verranno altresì formulati emendamenti a questo secondo disegno di legge coerenti con l’esito e con lo svolgimento del negoziato. Giova ricordare in proposito le affermazioni del Presidente del Consiglio, che ha recentemente parlato della necessità di pervenire ad una onesta mediazione tra le parti sui punti più controversi del provvedimento all’esame, per dare vita a soluzioni equilibrate, con riferimento alle tutele all’interno del rapporto di lavoro e, al di fuori di esso, nel mercato del lavoro. Lo scopo della proposta di stralcio, pertanto, è quello di favorire l’approfondimento del confronto su temi di particolare complessità, con l’auspicio che, a partire dalla convocazione di oggi pomeriggio del tavolo di confronto sul mercato del lavoro, si possa pervenire quanto prima all’approvazione del provvedimento che deriverà dalla eventuale deliberazione di stralcio.

Il senatore TOFANI, relatore, nell’aderire alla proposta del rappresentante del Governo, propone che si deliberi anche di sottoporre al Presidente del Senato la richiesta di poter riferire nella prima seduta utile all’Assemblea sulla proposta di stralcio, ove essa venga accolta dalla Commissione.

Il PRESIDENTE avverte che la discussione sulla proposta di stralcio avrà luogo con le modalità previste dall’articolo 101, comma 2 del Regolamento. Pertanto, potrà prendere la parola un rappresentante per ogni Gruppo parlamentare.

Il senatore BATTAFARANO osserva preliminarmente che la proposta testé formulata dal rappresentante del Governo riconduce opportunamente alla sfera di competenza delle Camere la potestà di deliberare sulla eventuale nascita di un disegno di legge derivante, attraverso la procedura di stralcio, da quello all’esame. Ciò a rettifica di alcune maldestre osservazioni di autorevoli esponenti dell’Esecutivo sulla possibilità che il Governo potesse assumere un’autonoma iniziativa in tale senso. Osserva peraltro che, come risulta anche dalla lettura del verbale di incontro, la proposta di stralcio non si presenta con le caratteristiche di una apertura effettiva del Governo alle sollecitazioni dei Gruppi politici di opposizione e alle istanze dalle organizzazioni sindacali, bensì come un espediente, inteso a dilazionare il problema delle modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, almeno fino al termine fissato al 31 luglio, e a provocare la frattura tra le organizzazioni sindacali confederali, al fine di fronteggiare la crescente mobilitazione di milioni di lavoratori in difesa dei loro diritti. I problemi oggetto della discussione odierna si ripresenteranno quindi quanto prima, dato che CISL e UIL, nell’aderire alle proposte metodologiche del Governo, hanno chiarito che non intendono in tal modo legittimare le modifiche proposte alla disciplina dei licenziamenti illegittimi. Pertanto, il Governo ha perso un’occasione per dare vita ad un confronto reale con gli interlocutori sociali, sgombrando preliminarmente il campo dall’articolo 10 del disegno di legge n. 848 e predisponendosi ad affrontare seriamente i nodi costituiti in primo luogo dal riordino degli ammortizzatori sociali e degli incentivi all’occupazione. Su tale questione, peraltro, occorre sottolineare che l’idea di poter realizzare il riassetto del sistema degli ammortizzatori sociali senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica, è destinata al fallimento; d’altra parte, la politica economica posta in essere nel primo anno della legislatura si sta rivelando del tutto inadeguata anche per quel che riguarda il reperimento delle risorse finanziare necessarie al conseguimento di importanti finalità sociali. Tali risorse sono invece indispensabili laddove si intenda realizzare una vera riforma delle protezioni sociali, volta ad estendere le tutele a chi oggi ne è privo, a partire dai rapporti di lavoro atipici. Su questa e su altre questioni, occorre ricordare che i Gruppi politici facenti capo all’Ulivo hanno presentato recentemente una Carta dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, che delinea soluzioni serie e credibili. Anche sull’arbitrato, occorrerebbe tenere presente che nella passata legislatura, la commissione tecnica istituita dai ministri del lavoro e della giustizia operò con grande equilibrio, tenendo nel dovuto conto anche le richieste delle imprese, e producendo una serie di proposte molto concrete sullo snellimento del processo del lavoro.
A fronte della tattica dilatoria adottata dal Governo, si rende necessario rivendicare un confronto serio e costruttivo con le parti sociali, a partire dai contenuti del Documento di programmazione economica e finanziaria, che dovrebbe però segnare una decisa inversione di tendenza – della quale purtroppo non si ravvisano le premesse – anche per quel che riguarda la realizzazione di una effettiva riforma del mercato del lavoro, poggiante sul consenso unitario delle organizzazioni sindacali. Per tali motivi, la proposta di stralcio formulata dal rappresentante del Governo non incontra il consenso del Gruppo Democratici di sinistra-l’Ulivo.

Il senatore TREU osserva preliminarmente che la proposta di stralcio avanzata dal rappresentante del Governo costituisce la sintesi di posizioni rese già note attraverso la televisione e la stampa: tale proposta viene finalizzata, nelle intenzioni dell’Esecutivo, alla riapertura del confronto con le parti sociali su grandi aree tematiche, alcune delle quali – l’economia sommersa, il Mezzogiorno, la riforma fiscale – saranno oggetto di trattative unitarie, mentre al tavolo di confronto relativo alla riforma del mercato del lavoro le organizzazioni sindacali si presentano purtroppo divise.
Le materie oggetto del confronto sono dunque di grande rilevanza: esse sono state più volte richiamate, anche in Commissione, negli interventi dei senatori appartenenti alla sua parte politica e agli altri gruppi dell’opposizione: in particolare, è stato posto il problema di rettificare i plateali errori compiuti nella disciplina dell’emersione e di colmare la lacuna costituita dal silenzio dei provvedimenti adottati nel corso del primo anno di legislatura sulle tematiche dello sviluppo del Mezzogiorno.
In questa logica di ripresa del dialogo con le parti sociali, la proposta di stralcio è stata considerata dalla CISL e dalla UIL come un’opportunità per riaprire un confronto con il Governo che fino ad oggi era apparso precluso: in effetti, una rinnovata attenzione al metodo della concertazione – desumibile anche da alcune affermazioni contenute nel verbale di incontro – costituisce di certo un’occasione da non perdere. Pertanto, sul versante metodologico, non appare opportuno opporre alcuna pregiudiziale negativa e, a tale proposito, non manca di destare una viva preoccupazione la rottura intervenuta per questo aspetto tra le organizzazioni sindacali confederali. L’esperienza del primo anno di legislatura e, in particolare, dell’esame parlamentare del disegno di legge n. 848, induce però ad un atteggiamento prudente, che deve tenere nel dovuto conto le oscillazioni e le incertezze che hanno caratterizzato finora la condotta del Governo. Pertanto, anche in relazione alla predisposizione del Documento di programmazione economica e finanziaria, e nella consapevolezza delle difficoltà del confronto avviato con le parti sociali, il Gruppo Margherita-l’Ulivo si riserva di valutare nel merito le proposte del Governo, alla luce dell’andamento dei diversi tavoli di trattativa, e pertanto si asterrà sullo stralcio in discussione.

Secondo il senatore RIPAMONTI, con la proposta di stralcio il Governo intende perseguire l’obiettivo di dividere le organizzazioni sindacali, ottenere una vittoria simbolica sulla disciplina dei licenziamenti senza giusta causa di cui all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, e partire da questo risultato per procedere ad interventi di carattere strutturale finalizzati, in sostanza, a ridimensionare i diritti dei lavoratori e le relative tutele. Con la proposta in discussione, inoltre, perviene a conclusione un processo avviato alcune settimane or sono, con l’accantonamento di alcuni articoli del disegno di legge per iniziativa del relatore Tofani. Al di là delle questioni terminologiche, la proposta formulata oggi dal rappresentante del Governo, avrebbe l’effetto, ove accolta, di trasferire in un altro disegno di legge i punti più controversi del testo all’esame, demandando alla trattativa con le parti sociali la messa a punto delle singole misure, nel termine richiamato dal sottosegretario Sacconi nel suo intervento. In tal modo, il Governo intende convincere le organizzazioni sindacali che hanno deciso di accettare la trattativa ad accogliere le modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, a fronte di alcune concessioni su altri versanti; tali concessioni, peraltro, sono del tutto ipotetiche poiché, in particolare per quel che riguarda la riforma fiscale ed il riassetto degli ammortizzatori sociali, non vi sono ad oggi garanzie credibili sulla sussistenza di risorse finanziarie sufficienti ad aprire una trattativa vera e ad attuare misure realmente incisive. Le scelte erronee di politica economica adottate in questi mesi stanno già producendo effetti negativi sugli equilibri di finanza pubblica, e anche il riferimento al DPEF, in tale prospettiva, appare del tutto ingannevole, poiché, come è noto, in tale documento, che ha carattere programmatico, non vengono indicate in modo circostanziato le somme da destinare ai diversi interventi di riforma. Queste ultime, infatti, sono quantificate solo con la legge finanziaria. Per tali motivi, non si può non esprimere contrarietà alla proposta di stralcio avanzata dal rappresentante del Governo.

Anche il senatore Tommaso SODANO ritiene che la proposta di stralcio formulata dal rappresentante del Governo tende a rinviare e non certo a risolvere i numerosi problemi posti dal disegno di legge n. 848, nel tentativo di fronteggiare con una manovra dilatoria la crescente opposizione sociale alle proposte di modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. L’esito dell’incontro tra il Governo e le parti sociali svoltosi la settimana scorsa costituisce infatti un vero e proprio accordo separato, teso a realizzare l’obiettivo di dividere le organizzazioni sindacali e confederali e di ottenere una vittoria simbolica sul tema cruciale dei licenziamenti. Un tale atteggiamento preoccupa non poco, considerato anche alla luce della discussione in Commissione, che ha già condotto all’accoglimento di norme di notevole gravità, che operano tutte nel senso della deregolazione del sistema delle tutele e di un drastico ridimensionamento dei diritti dei lavoratori. Per tale motivo la sua parte politica respinge le proposte di stralcio avanzate dal Governo e sottolinea l’esigenza di adottare concrete iniziative per estendere e rafforzare le tutele e i diritti dei lavoratori. In tale direzione si muove la raccolta di firme, promossa anche dalla sua parte politica, per lo svolgimento di un referendum inteso ad estendere l’ambito di applicazione delle tutele previste dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

Il senatore PAGLIARULO osserva che la proposta di stralcio all’esame della Commissione conferma l’intenzione del Governo di procedere ad una modifica sostanziale dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Tale volontà viene oggi riaffermata con forza, a prescindere anche da una considerazione realistica sulla portata effettiva di tale disciplina e senza considerare che, come è stato ultimamente ricordato nelle considerazione conclusive del Governatore della Banca d’Italia, il 98 per cento delle imprese si colloca al di sotto della soglia dei 15 dipendenti, e quindi al di fuori dell’ambito di applicazione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. L’andamento del confronto con le parti sociali dimostra che il Governo intende perseguire i propri obiettivi operando, con spirito di parte e irresponsabilmente, per dividere le organizzazioni sindacali, senza considerare le conseguenze che possono derivare da un tale atteggiamento in termini di inasprimento del conflitto sociale. Per tale motivo egli voterà contro la proposta del Governo.

Il senatore MONTAGNINO prende quindi la parola per un richiamo al Regolamento. Osserva infatti che la decisione del Presidente, di procedere nella discussione con le modalità previste per le questioni pregiudiziali e sospensive, così come dispone il comma 2 dell’articolo 101 del Regolamento, risulta inconciliabile con l’articolo 93, comma 7, a norma del quale la questione pregiudiziale e quella sospensiva non sono ammesse nei confronti degli articoli e degli emendamenti. Ritiene pertanto che non vi dovrebbero essere restrizioni al numero degli interventi. Ove il Presidente non intendesse accogliere il suo rilievo, egli si avvarrebbe della facoltà prevista dall’articolo 109, comma 2, del Regolamento, chiedendo la parola in dissenso dal suo Gruppo, al fine di aggirare il vincolo alla discussione posto dalla Presidenza.

Il PRESIDENTE invita il senatore Montagnino ad attenersi, nell’interpretazione della norma in discussione, alla lettera della stessa: infatti, dalla lettura dell’articolo 101 non si può desumere in alcun modo che quest’ultimo assimili in tutto e per tutto la proposta di stralcio ad una questione sospensiva, dato che al comma 2 ci si limita ad affermare che le modalità previste per la discussione e la deliberazione su tali questioni sono adottate anche per la trattazione della proposta di stralcio.

Il senatore MONTAGNINO, intervenendo quindi in dissenso dalle posizioni assunte dal Gruppo di appartenenza, rileva che il verbale di incontro sottoscritto al termine del confronto svolto nella trascorsa settimana tra il Governo e le parti sociali reca alcune significative e positive novità, rispetto agli orientamenti espressi dal Governo negli ultimi mesi, soprattutto per il richiamo al protocollo del 1993, alla politica dei redditi e più in generale al metodo della concertazione. Anche se si tratta di riferimenti probabilmente strumentali e volti ad ottenere l’assenso della CISL e della UIL, non si può però negare che essi costituiscono un fatto significativo e suscettibile di sviluppi interessanti. Permangono tuttavia forti dubbi sulle reali intenzioni del Governo e della maggioranza politica che lo sostiene, dubbi confermati anche dalle oscillazioni e dai ripensamenti manifestati nel corso dell’esame in Commissione. Risulta evidente soltanto il fine di provocare la divisione tra le organizzazioni sindacali e di pervenire anche per questa via ad una modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. L’irrigidimento su tale questione costituisce un fatto grave, che non è utile né al Governo né al Paese e, inoltre, è destinato, in un prossimo futuro, a mettere in difficoltà, soprattutto sul piano del consenso, proprio le organizzazioni sindacali che per senso di responsabilità hanno accolto l’invito a proseguire il confronto con il Governo. Per tali motivi, il senatore Montagnino annuncia che non prenderà parte alla votazione sulla proposta di stralcio.

Prende quindi la parola il senatore SALVI per un richiamo al Regolamento, osservando che ove si convenga con la proposta correttamente avanzata dal relatore di chiedere, ai sensi dell’articolo 43 comma 3, che lo stralcio – una volta deliberato dalla Commissione – sia sottoposto quanto prima al voto dell’Assemblea, si dovrebbe intendere conseguentemente preclusa la possibilità di proseguire l’esame in sede referente delle restanti parti del disegno di legge n. 848, nelle more della deliberazione dell’Aula, stante la natura appunto sospensiva della questione posta in votazione.

Il senatore VIVIANI, nel concordare con il rilievo del senatore Salvi, osserva che il disegno di legge derivante dal definitivo accoglimento della proposta di stralcio da parte dell’Assemblea, dovrebbe comunque essere oggetto di un nuovo atto di deferimento alla Commissione, a partire dal quale dovrebbe avere inizio un iter di approvazione del tutto distinto da quello in corso.

Il PRESIDENTE, nel confermare al senatore Viviani che l’eventuale disegno di legge derivante dall’accoglimento della proposta di stralcio avrebbe un iter distinto da quello del disegno di legge n. 848, fa presente al senatore Salvi che da una lettura sistematica dell’articolo 43, comma 3, del Regolamento, con riferimento anche all’articolo 101, non si può desumere in alcun modo che nelle more della deliberazione dell’Assemblea sulla proposta di stralcio, che riguarda esclusivamente una parte di un disegno di legge, sia preclusa la prosecuzione dell’esame in sede referente delle restanti parti del disegno di legge medesimo.

Poiché non vi sono altre richieste di intervento, la Commissione, con distinte votazioni, accoglie a maggioranza la proposta di stralcio degli articoli 2, 3, 10 e 12 del disegno di legge n. 848 e delibera altresì di chiedere al Presidente del Senato che tale proposta sia sottoposta quanto prima all’Assemblea, ai sensi dell’articolo 43, comma 3, del Regolamento.

Il PRESIDENTE avverte che, a seguito della deliberazione testé adottata dalla Commissione, è preclusa la votazione sugli emendamenti riferiti agli articoli stralciati. Tali emendamenti, peraltro, verranno pubblicati in allegato al resoconto sommario della seduta.

Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.

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