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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale

Commissione Lavoro, previdenza sociale

22 Ottobre 2009
in Senato

(Dal Resoconto Sommario)
LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE (11ª)

MARTEDI’ 7 MAGGIO 2002
Presidenza del Presidente
ZANOLETTI



Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Sacconi.

IN SEDE REFERENTE

(848) Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro
(357) STIFFONI ed altri. – Norme per la tutela dei lavori atipici
(629) RIPAMONTI. – Norme a tutela dei lavori atipici e delega al Governo in materia di previdenza, di formazione, di coordinamento con la disciplina comunitaria e di riduzione del contenzioso in relazione alla qualificazione dei rapporti di lavoro atipici
(869) MONTAGNINO ed altri. – Norme di tutela dei lavori “atipici”
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

Si riprende l’esame congiunto dei provvedimenti in titolo, sospeso nella seduta di giovedì 18 aprile 2002.

In apertura di seduta, il senatore BATTAFARANO chiede chiarimenti in ordine ai tempi di trasmissione alle Camere dello schema di decreto legislativo di riordino del collocamento pubblico, recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri.

Il sottosegretario SACCONI fa presente che dopo l’espressione del parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo n. 281 del 1997, lo schema di decreto legislativo sul collocamento pubblico verrà trasmesso alle Camere.

Il PRESIDENTE avverte quindi che si riprenderà l’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 1 del disegno di legge n. 848, già precedentemente illustrati.

Posti separatamente ai voti, sono respinti gli emendamenti 1.74, 1.75 e 1.182, dopo che su di esso il senatore RIPAMONTI ha annunciato il voto favorevole.

Il senatore RIPAMONTI raccomanda altresì l’accoglimento dell’emendamento 1.181 che, come il precedente, tende a garantire la posizione dei lavoratori coinvolti nel trasferimento di ramo d’azienda.

Il senatore BATTAFARANO annuncia il voto favorevole del gruppo Democratici di Sinistra-l’Ulivo sull’emendamento 1.181 che, posto ai voti, è respinto.

Il senatore VIVIANI raccomanda quindi l’accoglimento dell’emendamento 1.223, soppressivo del numero 1 della lettera l) del comma 2, sottolineando il rischio che l’eliminazione del requisito dell’autonomia funzionale possa tradursi in una drastica riduzione delle garanzie per i lavoratori coinvolti nella dismissione di parti di azienda.

Il senatore RIPAMONTI raccomanda l’accoglimento dell’emendamento 1.183, per le ragioni richiamate dal senatore Viviani.

Posti congiuntamente ai voti, in quanto di identico contenuto, sono quindi respinti gli emendamenti 1.223 e 1.183.

E’ altresì respinto l’emendamento 1.184, dopo una dichiarazione di voto favorevole del senatore RIPAMONTI.

Sono altresì respinti, dopo una dichiarazione di voto favorevole del senatore RIPAMONTI, gli emendamenti 1.185 e 1.256, posti congiuntamente ai voti, in quanto di identico contenuto.

Il senatore RIPAMONTI annuncia che voterà a favore degli emendamenti 1.186 e 1.257, di identico contenuto, volti entrambi ad assicurare l’occupazione dei lavoratori coinvolti nel trasferimento di ramo d’azienda.

Posti congiuntamente ai voti, gli emendamenti 1.186 e 1.257 sono respinti.

Viene altresì respinto l’emendamento 1.187, dopo una dichiarazione di voto favorevole del senatore RIPAMONTI.

Il senatore BATTAFARANO raccomanda quindi l’accoglimento dell’emendamento 1.224, volto ad assicurare un uniforme trattamento economico e normativo ai lavoratori coinvolti nella cessione di ramo d’azienda connessa ad un contratto di appalto.

Il senatore RIPAMONTI dichiara di aggiungere la sua firma all’emendamento 1.224, a favore del quale voterà.

L’emendamento 1.224 è quindi respinto.

Sono quindi posti congiuntamente ai voti (in quanto di identico contenuto) ed accolti, gli emendamenti 1.87, 1.237, 1.226 e 1.188.

Il senatore RIPAMONTI raccomanda quindi l’accoglimento degli emendamenti 1.189 e 1.190, entrambi finalizzati ad evitare una riduzione dei livelli di tutela dei lavoratori interessati al trasferimento di ramo d’azienda.

Posti separatamente ai voti gli emendamenti 1.189 e 1.190 sono respinti.

E’ altresì respinto l’emendamento 1.225.

Il senatore RIPAMONTI raccomanda quindi l’accoglimento dell’emendamento 1.191, soppressivo della lettera m), a suo avviso eccessivamente generica.

Posti separatamente ai voti, sono quindi respinti gli emendamenti 1.191, 1.73 e 1.193.

Nel raccomandare l’accoglimento dell’emendamento 1.192, il senatore RIPAMONTI ne sottolinea la finalità di assicurare una migliore qualità della legislazione delegata attraverso il rafforzamento dei poteri di controllo delle Camere.

Posto ai voti l’emendamento 1.192 è respinto.

Il senatore RIPAMONTI dichiara quindi di aggiungere la sua firma all’emendamento 1.258, che affronta in modo innovativo e convincente il tema della rappresentanza sindacale e dell’espressione del consenso delle lavoratrici e dei lavoratori rispetto agli accordi sindacali e ai risultati della concertazione derivanti dall’applicazione della normativa all’esame.

L’emendamento 1.258 è quindi respinto.

Il PRESIDENTE avverte che si passerà alla votazione degli emendamenti accantonati nelle precedenti sedute, a partire dall’emendamento 1.97.

Il sottosegretario SACCONI invita i proponenti a ritirare l’emendamento 1.97, osservando che già il comma 1 dell’articolo 13 garantisce in modo adeguato l’esigenza in esso rappresentata, adottando però la formula, giuridicamente più precisa, “sentite le associazioni sindacali”.

Il senatore TOFANI, relatore, si associa alla proposta del rappresentante del Governo.

Il senatore RIPAMONTI insiste per la votazione dell’emendamento 1.97 e fa presente che esso investe il tema, assai delicato, della contrapposizione tra concertazione e dialogo sociale. Il Governo, infatti, da un lato ha dichiarato di voler superare la concertazione a favore del dialogo sociale, ma, nei fatti, sembra voler prescindere da qualsiasi forma di confronto con le parti sociali che, al più, vengono convocate tardivamente per essere ascoltate su provvedimenti il cui esame parlamentare è già avviato, come, da ultimo, nel caso della riforma fiscale.

Il senatore BATTAFARANO annuncia il voto favorevole sull’emendamento 1.97 del gruppo Democratici di Sinistra-l’Ulivo. A suo avviso, infatti, la formulazione adottata al comma 1 dell’articolo 13 configura una consultazione di carattere meramente informativo, mentre il confronto, evocato nell’emendamento in votazione, presuppone un dialogo più serrato, quale peraltro appare auspicabile anche ai fini di una migliore gestione delle misure che il Governo si accinge ad introdurre per la riforma dei servizi all’impiego.

Il sottosegretario SACCONI, dopo aver richiamato l’attenzione sugli importanti accordi che il Governo ha già definito con le parti sociali, in materia di comitati aziendali europei, di recepimento delle direttive europee di protezione dei lavoratori dagli agenti chimici e, da ultimo, sullo schema di decreto legislativo per il riassetto del collocamento pubblico, osserva che la formula adottata al comma 1 dell’articolo 13 intende evitare formulazioni incerte che, tra l’altro, produrrebbero l’effetto di incentivare il contenzioso promosso da associazioni sindacali minori.

Il senatore TREU condivide l’esigenza di adottare formulazioni normative precise, anche per evitare genericità che potrebbero rivelarsi controproducenti. Proprio a tal fine, a suo avviso, sarebbe bene sostituire la parola “confronto” con “concertazione”.

Posto quindi ai voti l’emendamento 1.97 è respinto.

Il relatore TOFANI illustra quindi il nuovo testo dell’emendamento 1.195 che, nel sostituire il precedente, definisce in modo più puntuale le caratteristiche dell’apparato sanzionatorio riferito alle violazioni delle disposizioni relative al collocamento pubblico e all’intermediazione privata.

Il senatore Tommaso SODANO osserva che la lettera b) del comma 2, quale risulta dall’accoglimento di un precedente emendamento del relatore, appare eccessivamente schematica e riduttiva. In tale prospettiva, il nuovo testo dell’emendamento 1.195 non concorre di certo a rendere più chiara e comprensibile la delega.

Il sottosegretario SACCONI ricorda che la revisione delle sanzioni amministrative e penali in materia di collocamento pubblico e di intermediazione privata si è resa necessaria per integrare il riassetto già varato dal Consiglio dei Ministri in base ad una norma di delega, approvata nella precedente legislatura, che non conteneva alcun principio e criterio direttivo su questo specifico punto. Raccomanda pertanto l’accoglimento dell’emendamento 1.195, nel testo riformulato.

Il PRESIDENTE osserva che l’opportunità di una revisione formale della lettera b) del comma 2 dell’articolo 1 potrà essere valutata in sede di coordinamento finale del testo.

Posto quindi ai voti, l’emendamento 1.195 (nuovo testo) è accolto.

Intervenendo sugli emendamenti 1.241, 1.134 e 1.137, il sottosegretario SACCONI fa presente che, anche in base agli accertamenti condotti dagli uffici del Ministero, la normativa vigente risulta già idonea ad offrire garanzie sufficienti a prevenire un uso distorto dei dati personali forniti dai lavoratori agli operatori privati e pubblici del collocamento. Ritiene pertanto opportuno il ritiro dei predetti emendamenti, la cui approvazione non comporterebbe alcuna innovazione dell’attuale normativa.

Il senatore VIVIANI osserva che gli emendamenti richiamati dal rappresentante del Governo consentono di unificare in un unico principio di delega norme di tutela distribuite in vari provvedimenti legislativi e, per questo profilo, sono meritevoli di una valutazione positiva.

Il senatore Tommaso SODANO, nel ricordare la sensibilità manifestata dal relatore nei confronti delle tematiche attinenti alla tutela dei dati personali e dei cosiddetti dati sensibili raccolti dagli operatori pubblici e privati del collocamento, raccomanda l’introduzione di un principio di delega specifico su tale materia.

Anche il senatore RIPAMONTI ritiene necessario puntualizzare l’esigenza di evitare discriminazioni basate su un uso distorto dei dati personali dei lavoratori e di assicurare la dovuta riservatezza nel trattamento dei dati sensibili.

Il relatore TOFANI propone di riformulare gli emendamenti 1.134 e 1.241 sopprimendo l’inciso “anche con il loro consenso” e le parole “o ad eventuali controversie con i precedenti datori di lavoro”. Ove tale proposta venisse accolta, il suo parere sarebbe favorevole. Pertanto, l’emendamento 1.137 potrebbe essere ritirato.

I senatori Tommaso SODANO e RIPAMONTI accolgono l’invito del relatore e riformulano di conseguenza, rispettivamente, l’emendamento 1.241 e 1.134.

Il senatore RIPAMONTI, dopo aver espresso apprezzamento per lo sforzo di approfondimento compiuto dal relatore, dichiara di insistere per la votazione dell’emendamento 1.137, ricordando che, trattandosi di un disegno di legge collegato, l’eventuale reiezione ne può consentire la ripresentazione in Assemblea.

Posti congiuntamente ai voti, in quanto di identico contenuto, sono quindi accolti gli emendamenti 1.241 e 1.134, come riformulati, mentre con successiva votazione risulta respinto l’emendamento 1.137.

Il relatore TOFANI illustra quindi l’emendamento 1.213a, che riformula l’emendamento 1.213 della senatrice Piloni, aggiungendo un riferimento all’articolo 7 della convenzione OIL n. 181 del 1997.

Rispondendo ad una richiesta di chiarimento della senatrice PILONI, il sottosegretario SACCONI ricorda che la convenzione OIL testé richiamata stabilisce il principio generale della gratuità dei servizi per l’impiego, con alcune limitate eccezioni, indicate appunto all’articolo 7, che riguardano alcune figure professionali particolarmente qualificate.

Posto ai voti, l’emendamento 1.213a è quindi accolto.

Il senatore TOFANI si esprime quindi a favore dell’emendamento 1.2, la cui formulazione ritiene preferibile rispetto agli emendamenti 1.172 e 1.236, aventi ad oggetto lo stesso tema.

Conviene con il relatore il rappresentante del Governo.

Posto ai voti, l’emendamento 1.2 risulta accolto.

Il PRESIDENTE avverte che a seguito dell’accoglimento dell’emendamento 1.2 risultano assorbiti gli emendamenti 1.172 e 1.236 e risulta precluso l’emendamento 1.173.

Viene quindi accolto l’emendamento 1.174 e respinto l’emendamento 1.86.

Il PRESIDENTE avverte che la votazione degli emendamenti all’articolo 1 del disegno di legge n. 848 è conclusa.

Il senatore VIVIANI annuncia il voto contrario del gruppo dei Democratici di Sinistra-l’Ulivo sull’articolo 1, nel testo modificato dalla Commissione. Tale articolo, infatti, rilegifica in modo molto discutibile una materia già oggetto di numerosi interventi legislativi ed amministrativi che, a partire dalla passata legislatura, avevano avviato un positivo processo di decentramento dei servizi per l’impiego alle regioni e alle autonomie locali. Inoltre, una parte rilevante dell’articolo 1 è stata soppressa e il Governo ha utilizzato una precedente delega, prevista da una legge approvata nella XIII legislatura, per procedere al riordino del collocamento pubblico, varando uno schema di decreto legislativo il cui testo non è ancora noto: ciò ha concorso a rendere ancora meno chiara e più precaria la discussione svoltasi in Commissione sul riassetto del collocamento. Anziché procedere ad una rilegificazione, che sembra peraltro finalizzata più a cancellare il passato che a risolvere i problemi del presente, sarebbe stato preferibile dare attuazione alla legislazione vigente, limitandosi ad introdurre i necessari correttivi.
Altre questioni che destano forti perplessità riguardano, in primo luogo, il mancato coordinamento tra la normativa all’esame ed importanti provvedimenti, già approvati o in via di approvazione, come la legge costituzionale di riforma del Titolo V della Costituzione e il disegno di legge in materia di immigrazione che, proprio sulla questione del collocamento detta una disciplina speciale, con l’introduzione dello sportello unico.
E’ poi rimarchevole la grave sottovalutazione del ruolo delle parti sociali, specialmente nella fase della gestione dei servizi all’impiego. Su tale tema il riferimento al comma 1 dell’articolo 13 risulta del tutto insufficiente, né si può condividere l’affermazione per cui vi sarebbe una valorizzazione del ruolo degli organismi bilaterali, dato che questi ultimi sono fortemente penalizzati dalla sottrazione delle risorse per la formazione continua, trasformate in incentivi erogati direttamente alle imprese.
Anche l’abrogazione della legge n. 1369 del 1960 e l’introduzione di una disciplina della somministrazione di manodopera rischiano di tradursi in una consistente decurtazione dei diritti dei lavoratori, anche se temperata dall’accoglimento di alcuni emendamenti, così come l’eliminazione del requisito dell’autonomia funzionale del ramo d’azienda preesistente al trasferimento non manca di destare forti preoccupazioni in ordine alla concreta possibilità che dismissioni parcellizzate possano comportare la riduzione dei livelli di tutela per i lavoratori coinvolti.

Il senatore RIPAMONTI annuncia il voto contrario del gruppo Verdi-l’Ulivo sull’articolo 1 del disegno di legge n. 848, come modificato dalla Commissione. Tale articolo, partendo dall’esigenza, di per sé condivisibile, di pervenire ad una liberalizzazione del sistema dei servizi all’impiego, finisce per delineare non un modello di libera competizione di mercato, bensì un insieme di privilegi miranti a costituire una posizione di favore per gli operatori privati del settore. In tale direzione, infatti, si muovono le norme volte ad eliminare il vincolo dell’esclusività dell’oggetto sociale e ad abrogare la legge n. 1369 del 1960. Con tale ultima disposizione, inoltre, si sancisce il principio della mercificazione del lavoro creando la non apprezzabile professione del “commerciante” di lavoro. Infine, la disposizione volta ad eliminare il requisito dell’autonomia funzionale nella disciplina del trasferimento di ramo d’azienda è destinata inevitabilmente a ridurre le tutele per i lavoratori coinvolti nel trasferimento.

Il senatore Tommaso SODANO annuncia il voto contrario della sua parte politica all’articolo 1, per le motivazioni illustrate sia nella discussione generale, sia in sede di votazione degli emendamenti. In particolare, osserva che la riforma dei servizi all’impiego viene attuata con una delega eccessivamente ampia e generica che, dominata dall’intento di favorire gli operatori privati, ignora l’esigenza, indicata in specifici emendamenti, di fornire garanzie adeguate sulla serietà e la professionalità dei soggetti autorizzati, anche in termini di capitalizzazione. L’abrogazione della legge n. 1369 del 1960 conferirà un nuovo impulso alla diffusione del fenomeno del caporalato e anche nel linguaggio adottato nel testo che la Commissione si accinge a votare, l’espressione “somministrazione di manodopera” è indicativa di una concezione che considera il lavoro alla stregua di una qualsiasi merce. E’ auspicabile che il relatore confermi la disponibilità, già espressa nel corso della discussione, a prendere in considerazione un’ipotesi di revisione della disposizione relativa all’eliminazione del requisito dell’autonomia funzionale in caso di trasferimento di ramo d’azienda, poiché il testo proposto dal Governo, ove non modificato radicalmente, produrrà una consistente riduzione delle tutele per i lavoratori interessati.
Concludendo il suo intervento, il senatore Tommaso Sodano si duole che i gruppi politici di maggioranza non abbiano preso in considerazione con la dovuta attenzione alcuni emendamenti che, se accolti, avrebbero migliorato in modo significativo il disegno di legge all’esame.

Il senatore TREU deplora la scarsa disponibilità manifestata dai gruppi politici della maggioranza nei confronti di una serie di emendamenti che, con spirito costruttivo, prospettavano delle riformulazioni complessive, nettamente migliorative del testo dell’articolo 1 del disegno di legge all’esame e finalizzate a perseguire gli stessi obiettivi indicati dal Governo, in termini di flessibilità e di semplificazione e razionalizzazione dei servizi all’impiego. Permangono pertanto forti elementi di perplessità che, in primo luogo, investono l’opportunità e la stessa legittimità del ricorso alla delega; specie dopo il varo dello schema di decreto legislativo di riordino del collocamento pubblico, appare fondato il sospetto che il Governo voglia aggirare il confronto in Parlamento, evitando di regolare direttamente con legge le poche questioni residue, come invece sarebbe del tutto logico fare. Persiste inoltre un orientamento teso ad ignorare le novità introdotte con la riforma del Titolo V della Costituzione, soprattutto per quel che riguarda la competenza legislativa concorrente delle regioni, come, peraltro, hanno bene evidenziato i rappresentati delle regioni stesse e delle autonomie locali, nel corso delle audizioni svolte presso l’Ufficio di Presidenza della Commissione. Infine, le norme riguardanti il riassetto dei servizi all’impiego sono fortemente carenti, sia per l’assenza di un riferimento specifico alla necessità di stabilire un raccordo con il sistema della formazione professionale, sia perché tutto l’impianto della delega è riferito ai lavori tradizionali e ignora le proposte dei gruppi politici dell’opposizione, volte ad estendere anche alle nuove tipologie di lavoro la disciplina in discussione. La parte dell’articolo 1 relativa alla fornitura di manodopera, malgrado l’accoglimento di emendamenti sulla parità di trattamento dei lavoratori oggetto di somministrazione, risulta ampiamente insoddisfacente, così come non manca di destare una forte preoccupazione la lacunosità dei principi di delega relativi alle modalità di individuazione e all’esercizio del controllo per gli intermediari privati. E’ senz’altro opportuno, infine, che il relatore adotti al più presto una specifica iniziativa per riformulare le norme sul trasferimento di ramo d’azienda che, come è stato evidenziato nel corso della discussione, devono essere radicalmente riviste. Per tali motivi, il gruppo La Margherita-l’Ulivo voterà contro l’articolo 1.

Poiché non vi sono altre richieste di intervento per dichiarazioni di voto, la Commissione accoglie l’articolo 1, nel testo emendato.

Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.

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