88ª Seduta (notturna)
Presidenza della Presidente
CATALFO
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Cominardi.
La seduta inizia alle ore 21,30.
SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI
La presidente CATALFO ricorda che per le sedute della Commissione relative all’esame del disegno di legge n. 1018 è stata richiesta la pubblicità dei lavori, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, sulla quale la Presidenza ha già fatto conoscere il proprio assenso. Dispone pertanto l’attivazione del circuito audiovisivo.
IN SEDE REFERENTE
(1018) Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni,
– e petizione n. 2 ad esso attinente
(Seguito e conclusione dell’esame )
Prosegue l’esame, sospeso nella seduta pomeridiana di oggi.
La presidente relatrice CATALFO (M5S) avverte che si procederà anzitutto con la votazione degli emendamenti accantonati.
Sull’emendamento 2.578 (testo 2) la presidente relatrice CATALFO (M5S) esprime parere contrario.
Il sottosegretario COMINARDI propone di trasformare l’emendamento 2.578 (testo 2) in ordine del giorno, considerata la necessità di ulteriori approfondimenti.
Il senatore NANNICINI (PD) sottoscrive e ritira l’emendamento 2.578 (testo 2).
Vengono altresì ritirati gli emendamenti 4.7 e 4.8.
Con riferimento all’emendamento 4.13, la presidente relatrice CATALFO (M5S) evidenzia che il suo contenuto risulta parzialmente soddisfatto dall’emendamento 4.9 (testo 3) già accolto dalla Commissione.
Il sottosegretario COMINARDI, a sua volta, sottolinea che l’emendamento dovrebbe trovare più appropriata collocazione in altro provvedimento.
Previa verifica del numero legale, posto in votazione, l’emendamento 4.13 risulta respinto.
Con successive e distinte votazioni, risultano respinti gli emendamenti 4.55, 4.57 e 4.83.
Con riferimento all’emendamento 4.96 il sottosegretario COMINARDI palesa dubbi sulla terminologia adottata, nonché sul contenuto proposto, suggerendo un approfondimento ed una sua eventuale trasformazione in ordine del giorno in vista dell’esame dell’Aula.
La senatrice TOFFANIN (FI-BP) ritira l’emendamento 4.96.
Con riferimento all’emendamento 4.148 la presidente relatrice CATALFO (M5S) si dichiara contraria.
Il sottosegretario COMINARDI esprime dei dubbi in relazione all’espressione “comuni limitrofi” e suggerisce un approfondimento ulteriore.
La senatrice TOFFANIN (FI-BP) esprime perplessità sul testo dell’articolo 4 insiste per le votazioni dell’emendamento.
Posto in votazione, l’emendamento 4.148 risulta respinto.
La presidente relatrice CATALFO (M5S) e il rappresentante del GOVERNO propongono una trasformazione in ordine del giorno dell’emendamento 4.153.
Il senatore NANNICINI (PD) sottoscrive e ritira l’emendamento 4.153. Sottoscrive altresì l’emendamento 4.154.
La presidente relatrice CATALFO (M5S) evidenzia che anch’esso risulta già soddisfatto dall’emendamento 4.9 (testo 3) già accolto dalla Commissione.
Il senatore NANNICINI (PD) ritira l’emendamento 4.154.
L’emendamento 5.57, sottoscritto dal senatore BERTACCO (FdI), posto in votazione con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, viene respinto.
La Commissione altresì respinge l’emendamento 6.1, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO.
Gli emendamenti 7.13 e 7.15, sottoscritti dal senatore NANNICINI (PD), all’esito di successive distinte votazioni, risultano respinti.
E’ analogamente respinto l’emendamento 7.34, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO.
L’emendamento 8.19, dopo che la presidente relatrice CATALFO (M5S) ha evidenziato che il suo contenuto è meglio definito dall’emendamento 8.21, sul quale si pronuncia favorevolmente, viene ritirato.
La Commissione approva invece l’emendamento 8.21.
Vengono altresì ritirati gli emendamenti 8.22 e 8.24.
Posto in votazione l’emendamento 8.28, previo parere favorevole della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, risulta approvato.
E’ invece ritirato l’emendamento 8.36, mentre l’emendamento 12.23 risulta respinto.
Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) chiede che l’emendamento 12.31 (testo 2) venga posto in votazione per parti separate.
All’esito della votazione, la prima parte, relativa al comma aggiuntivo 7-bis, risulta respinta; è invece approvata la seconda parte dell’emendamento, relativa al comma 7-ter.
Posti in votazione congiuntamente, sono respinti gli identici emendamenti 16.10 e 16.11, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO.
E’ invece approvato l’emendamento 18.0.1, favorevoli la presidente relatrice CATALFO (M5S) e il rappresentate del GOVERNO.
Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) riformula l’emendamento 25.0.3 nell’emendamento 25.0.3 (testo 2), allegato al resoconto, accogliendo una sollecitazione avanzata dalla relatrice NISINI (L-SP-PSd’Az) nella seduta pomeridiana.
L’emendamento 25.0.3 (testo 2), posto ai voti, risulta approvato.
Si passa quindi all’esame degli ordini del giorno derivanti dalla trasformazione degli emendamenti.
Il sottosegretario COMINARDI accoglie come raccomandazioni gli ordini del giorno G/1018/12/11 (già 2.552), G/1018/13/11 (già 2.555 testo 2) e G/1018/14/11 (già 2.558).
Vengono ritirati dal senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) gli ordini del giorno G/1018/15/11 (già 4.131) e G/1018/16/11 (già 4.141).
Il sottosegretario COMINARDI esprime parere favorevole sull’ordine del giorno G/1018/17/11, a condizione che l’impegno al Governo sia riformulato sostituendo le parole “ad adottare” con le seguenti: “a valutare l’opportunità di adottare”.
Il senatore NANNICINI (PD) accoglie l’invito del rappresentante del Governo, riformulando l’ordine del giorno (G/1018/17/11 (testo 2), pubblicato in allegato), che viene accolto come raccomandazione.
Sono del pari accolti dal Governo come raccomandazione gli ordini del giorno G/1018/18/11 e G/1018/19/11.
Si passa quindi alle dichiarazioni di voto finali.
Il senatore BERTACCO (FdI) esprime profondo rammarico per l’atteggiamento tenuto dalle forze politiche di maggioranza, poco propenso a valutare la possibilità di apportare miglioramenti al testo. Tale atteggiamento di chiusura, peraltro, era stato fortemente stigmatizzato dal Gruppo Movimento5Stelle nella scorsa legislatura.
Anche il rinvio della trattazione di importanti questioni sostanziali all’esame che si terrà in seconda lettura presso la Camera dei deputati di valutare costituisce, a sua avviso, un’ingiustificata mortificazione del ruolo del Senato.
Osserva poi che il provvedimento iscritto all’ordine del giorno appare concepito frettolosamente e per esclusivi fini elettorali: il reddito di cittadinanza, infatti, non costituirà un efficace misura di sostegno per le classi disagiate, e comporterà, per contro, difficoltà organizzative e burocratiche in capo ai comuni e alle aziende.
Conclude preannunciando, a nome del Gruppo di appartenenza, il voto contrario.
La senatrice TOFFANIN (FI-BP) osserva che il reddito di cittadinanza, così come concepito dall’articolato, non sosterrà adeguatamente le fasce deboli. Restano infatti esclusi dal beneficio numerosi attori che versano in condizioni di oggettivo disagio, come le famiglie con figli numerosi, con disabili o con malati gravi.
Stigmatizza quindi l’atteggiamento tenuto, nel corso dell’esame, dal Governo e dalle forze politiche di maggioranza, mai disponibili a un reale confronto sul testo.
Il reddito di cittadinanza, inoltre, presenta ulteriori profili di criticità, soprattutto in relazione alle modalità attuative, che richiederanno anni prima di essere realmente efficaci. Le misure, inoltre, sono finanziate ricorrendo al deficit e ciò in un periodo di grave recessione economica, tra l’altro causata proprio dalle politiche adottate dal Governo con l’ultima legge di bilancio. Un più efficace sostegno alla povertà poteva invece scaturire dal rilancio degli investimenti e da misure in favore della crescita.
Anche le disposizioni in materia pensionistica non sono esenti da difetti: la cosiddetta “legge Fornero” non è realmente abrogata e anche in questo caso gli oneri finanziari saranno posti a carico delle future generazioni.
Dopo aver ricordato la particolare attenzione posta dalla sua parte politica alle persone che versano in stato di povertà, preannuncia il voto contrario.
Il senatore NANNICINI (PD) sottolinea l’eccessiva mortificazione patita dal Parlamento a seguito dell’organizzazione dei lavori.
Passando al merito del provvedimento e richiamando le posizioni già espresse in sede di discussione generale, ribadisce le proprie perplessità sul reddito di cittadinanza, a suo avviso occasione mancata per aiutare realmente i poveri e i disagiati, che avrebbero potuto beneficiare di interventi più incisivi e concreti attraverso il potenziamento del reddito di inclusione e degli ammortizzatori sociali.
Esprime inoltre decisa contrarietà sulle misure approntate dal decreto-legge in materia pensionistica, di natura non selettiva e che daranno luogo a sperequazioni e iniquità tra numerose categorie di pensionati. Anche in questo caso, peraltro, le risorse previste a copertura degli interventi sarebbero state meglio impiegate a sostegno degli investimenti e della crescita.
Conclude annunciando, a nome della propria parte politica, il voto contrario.
Il senatore DE VECCHIS (L-SP-PSd’Az) annuncia invece, a nome del Gruppo di appartenenza, che voterà convintamente il provvedimento, esprimendo un giudizio positivo sui contenuti del decreto-legge: dopo anni di politiche a esclusivo favore delle lobbies e dei potentati economici, finalmente è stata rivolta la dovuta attenzione alle fasce sociali disagiate, aiutando concretamente oltre 5 milioni di poveri.
Anche la cosiddetta “quota 100” in materia pensionistica consentirà di intervenire a favore di 62000 pensionati penalizzati dalla riforma Fornero, dando contestualmente la possibilità a molti giovani di accedere al mercato del lavoro.
La senatrice MATRISCIANO (M5S) osserva che il decreto-legge è pienamente in linea con gli indirizzi formulati, in tema di reddito minimo garantito, dall’Unione europea sin dal 1992 e che non è affatto di natura propagandistica, recando, per contro, un efficace intervento a favore delle classi disagiate.
Ricorda inoltre che le critiche formulate dalle opposizioni sul cosiddetto “decreto dignità” sono state recentemente superate dai recenti dati forniti dall’osservatorio sul precariato dell’INPS, dichiarandosi convinta che ciò avverrà anche in relazione al provvedimento iscritto all’ordine del giorno.
Conclude preannunciando il voto favorevole del suo Gruppo.
La Commissione conferisce infine il mandato alle Relatrici a riferire all’Assemblea per l’approvazione del disegno di legge in titolo, con le modifiche accolte nel corso dell’esame.
I senatori NANNICINI (PD) e TOFFANIN (FI-BP) preannunciano, a nome dei rispettivi Gruppi, la presentazione di relazioni di minoranza.
La presidente relatrice CATALFO (M5S), prima di togliere la seduta, formula infine un sentito ringraziamento a tutti i commissari per il costruttivo apporto dato ai lavori.
La seduta termina alle ore 22,30.
ORDINE DEL GIORNO ED EMENDAMENTO AL DISEGNO DI LEGGE (AL TESTO DEL DECRETO-LEGGE)
N. 1018
G/1018/17/11 (testo 2)
PATRIARCA, LAUS, NANNICINI, MALPEZZI, ROSSOMANDO, TARICCO
Il Senato, premesso che:
nel nostro Paese sono circa trentacinquemila gli iscritti all’albo professionale degli assistenti sociali, la cui figura è prevista in tutti i servizi territoriali degli enti locali e delle aziende sanitarie locali (ASL) rivolti alle famiglie, ai minori, agli adolescenti e alle persone adulte che per ragioni socio-economiche, culturali o sanitarie si trovano in situazione di difficoltà o a rischio di esclusione sociale e di emarginazione nonché alle persone disabili e alle persone anziane;
l’assistente sociale ha inoltre una funzione di «consulenza» socio-assistenziale per i soggetti più vulnerabili come anziani (oltre i sessantacinque anni), minori (0-18 anni) persone affette da grave disabilità fisica e psichica, stranieri extracomunitari, tossicodipendenti, alcolisti, malati mentali e adulti portatori di varie problematiche;
la professione di assistente sociale è esercitata, oltre che nei servizi sociali territoriali, all’interno dei servizi sociali del Ministero della giustizia sia per il settore minorile, sia per il settore degli adulti. In tale ambito, all’assistente sociale sono affidati compiti di sostegno e di assistenza nei confronti degli utenti sottoposti a misure cautelari o a pene alternative alla detenzione e in particolare all’istituto dell’affidamento in prova al servizio sociale. All’interno degli ospedali, l’assistente sociale è parte integrante della squadra medico-infermieristica. Il suo compito è contribuire all’analisi del bisogno sociale o socio-assistenziale presentatosi in concomitanza con il ricovero della persona e alla immediata pianificazione e attuazione dell’intervento attraverso la valutazione geriatrica ospedaliera per i soggetti anziani o adulti non autosufficienti;
in particolare, la funzione professionale garantisce il buon utilizzo delle risorse presenti sul territorio di riferimento per il paziente, il quale viene favorito nella continuità assistenziale nel momento della dimissione;
si tratta di una professione di aiuto alla persona in stato di bisogno; per questo l’assistente sociale rappresenta per l’utente, la risposta operativa a cui fare riferimento poiché egli è l’indispensabile attivatore delle risorse individuali e collettive di coloro che accedono ai diversi servizi;
occorre valorizzare la figura dell’assistente sociale a tutti i livelli di responsabilità, anche dirigenziali, per uniformare e rendere omogeneo questo settore professionale, che richiede una specializzazione e un’alta professionalità non ancora sufficientemente riconosciute né a livello contrattuale né ai fini dell’incarico dirigenziale;
nei casi migliori si ha un solo assistente sociale di base per ogni 5.000 abitanti con una presenza parcellizzata nei vari ambiti, con normative contrattuali diverse, e con un raggio di intervento ampio;
oggi gli assistenti sociali rappresentano la chiave di volta dei progetti socio-assistenziali, socio-sanitari e di integrazione sul territorio,
impegna il Governo:
a valutare l’opportunità di adottare i provvedimenti utili al fine di provvedere al riordino della professione di assistente sociale subordinando l’iscrizione nell’Albo degli assistenti sociali al superamento di apposito esame di Stato.
25.0.3 (testo 2)
DE VECCHIS, PITTONI, PIZZOL, SIMONE BOSSI
Dopo l’articolo, inserire il seguente:
«Art. 25-bis.
(Disposizioni contrattuali per il personale addetto alle attività di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni)
1. All’articolo 9, comma 5, della legge 7 giugno 2000, n. 150, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: ”Ai giornalisti in servizio presso gli uffici stampa delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e Bolzano, in via transitoria, sino alla definizione di una specifica disciplina da parte di tali enti in sede di contrattazione collettiva, continua ad applicarsi la disciplina riconosciuta dai singoli ordinamenti”».
87ª Seduta (pomeridiana)
Presidenza della Presidente
CATALFO
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Cominardi.
La seduta inizia alle ore 16,45.
SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI
La presidente CATALFO ricorda che per le sedute della Commissione relative all’esame del disegno di legge n. 1018 è stata richiesta la pubblicità dei lavori, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, sulla quale la Presidenza ha già fatto conoscere il proprio assenso. Dispone pertanto l’attivazione del circuito audiovisivo.
IN SEDE REFERENTE
(1018) Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni,
– e petizione n. 2 ad esso attinente
(Seguito dell’esame e rinvio)
Prosegue l’esame, sospeso nella seduta antimeridiana di oggi.
La presidente relatrice CATALFO (M5S) ricorda che nella precedente seduta si è conclusa la votazione degli emendamenti riferiti all’articolo 10.
Si procede pertanto alla votazione degli emendamenti riferiti all’articolo 11, sui quali la presidente relatrice CATALFO (M5S)e il rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario, ad eccezione dell’emendamento 11.11.
Con successive, distinte votazioni sono respinti gli emendamenti 11.1, 11.2, 11.3, 11.4, 11.5, gli identici 11.6, 11.7, 11.8 e 11.9 (messi dunque congiuntamente in votazione), nonché l’emendamento 11.10.
Posto in votazione, è invece approvato l’emendamento 11.11.
Gli emendamenti 11.0.1, 11.0.2 e 11.0.3, all’esito di successive e distinte votazioni, risultano respinti.
Si passa alle proposte emendative riferite all’articolo 12.
Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) ritira l’emendamento 12.36, che è fatto proprio dalle senatrici GALLONE (FI-BP) e TOFFANIN (FI-BP).
La presidente relatrice CATALFO (M5S)esprime parere contrario su tutti gli emendamenti, ad eccezione dell’emendamento 12.29, a firma di entrambe le relatrici; si associa il rappresentante del GOVERNO.
Con successive e distinte votazioni la Commissione respinge gli emendamenti 12.1, 12.2 e 12.3.
Le senatrici TOFFANIN (FI-BP), GALLONE (FI-BP)e il senatore CARBONE (FI-BP)sottoscrivono l’emendamento 12.4, che, posto in votazione, non è approvato.
L’emendamento 12.5, cui il senatore CARBONE (FI-BP)appone la propria firma, posto in votazione, è respinto.
Con successive e distinte votazioni, la Commissione respinge altresì gli emendamenti 12.6, 12.7, 12.8, 12.9, 12.10, 12.11, 12.12, 12.13, 12.14, 12.15 e 12.16.
Il senatore NANNICINI (PD)interviene in dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 12.17, che mira a stabilizzare il personale precario di ANPAL Servizi S.p.A. con una dotazione finanziaria adeguata.
Posto ai voti, l’emendamento 12.17 viene respinto.
Con successive e distinte votazioni, sono respinti altresì gli emendamenti 12.18, 12.46, 12.19, 12.20 e 12.21.
Il senatore BERTACCO (FdI)caldeggia l’approvazione dell’emendamento 12.22, in tema di reclutamento del personale da destinare ai Centri pubblici per l’impiego, che, posto in votazione, è respinto.
Il senatore BERTACCO (FdI)sostiene altresì l’emendamento 12.23, che mira a garantire procedure di reclutamento improntate su criteri di trasparenza e imparzialità.
Al fine di approfondirne la portata, presidente relatrice CATALFO (M5S), ne dispone l’accantonamento.
Interviene la senatrice TOFFANIN (FI-BP)in dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 12.24 (cui appongono la propria firma la senatrice GALLONE (FI-BP)e il senatore CARBONE (FI-BP)) lamentando la mancata stabilizzazione dei dipendenti di ANPAL Servizi S.p.A., che avrebbe dovuto essere affrontata prima di procedere ad ulteriori assunzioni presso il medesimo ente.
Posto in votazione, l’emendamento 12.24 non è approvato.
La senatrice PARENTE (PD)sostiene l’approvazione dell’emendamento 12.25, rifacendosi alle considerazioni testè espresse dalla senatrice Toffanin. Fa presente che, da recenti notizie di stampa, i lavoratori precari di ANPAL Servizi S.p.A. sono in stato di agitazione, in quanto non hanno ricevuto rassicurazioni sulla possibilità di una loro stabilizzazione, a fronte dell’assunzione di 6.000 navigator in tempi assai celeri. Sarebbe stato più opportuno risolvere le situazioni di precarietà esistenti, a maggior ragione trattandosi di personale altamente qualificato.
L’emendamento 12.25, posto ai voti, non è approvato.
Interviene per dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 12.26 il senatore LAFORGIA (Misto-LeU) che, nel ribadire le criticità già evidenziate negli interventi precedenti, si sofferma sulla condizione dei lavoratori precari di ANPAL Servizi S.p.A.; ritiene che il provvedimento in esame avrebbe potuto rappresentare un’occasione utile per risolverla.
Anche il senatore LAUS (PD)sostiene l’emendamento 12.26, ricordando che il personale precario di ANPAL Servizi S.p.A. ammonta a 654 unità, ed invita il rappresentante del Governo a fornire delucidazioni sulla loro mancata stabilizzazione.
Si associa altresì alla dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 12.26 il senatore CARBONE (FI-BP).
Il sottosegretario COMINARDI fa presente che ANPAL Servizi S.p.A. è una società partecipata, il cui personale deve essere assunto mediante l’espletamento di procedure concorsuali. Ribadisce l’interesse dimostrato dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali per affrontare la situazione e procedere ad una progressiva e graduale stabilizzazione del personale attualmente in forze.
Posto in votazione, l’emendamento 12.26 non è approvato.
Dopo dichiarazione di voto favorevole del senatore LAUS (PD), l’emendamento 12.27, posto ai voti, è respinto.
La senatrice GALLONE (FI-BP) si esprime favorevolmente sull’emendamento 12.28, cui aggiunge la propria firma, che mira a stanziare risorse aggiuntive ai Comuni per progetti di pubblica utilità.
L’emendamento 12.28, posto in votazione, è respinto.
E’ invece approvato l’emendamento 12.29.
Con successiva votazione, è respinto l’emendamento12.30.
La presidente relatrice CATALFO (M5S), dispone quindi l’accantonamento dell’emendamento 12.31.
Interviene in dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 12.32 la senatrice PARENTE (PD), che ritiene necessario fornire ulteriori risorse finanziarie ai Centri di Assistenza Fiscale (CAF), a decorrere dal 2019, per gestire le pratiche amministrative legate all’erogazione del RdC.
Posto in votazione, l’emendamento 12.32 non è approvato.
Con successive e distinte votazioni, sono altresì respinti gli emendamenti 12.33 e 12.34.
La senatrice GALLONE (FI-BP) sostiene l’approvazione dell’emendamento 12.35, che accelera il trasferimento alle Regioni delle risorse destinate ai Centri per l’impiego. Fa osservare che l’emendamento 12.36, originariamente presentato da senatori della maggioranza, ha identico contenuto.
Posti congiuntamente in votazione, gli identici emendamenti 12.35 e 12.36 sono respinti.
Il senatore NANNICINI (PD), intervenendo in sede di dichiarazione di voto, raccomanda l’approvazione dell’emendamento 12.37, che istituisce un Comitato di sorveglianza, con compiti di monitoraggio dell’attuazione del RdC, composto anche da enti e associazioni del terzo settore impegnati nella lotta contro la povertà.
L’emendamento 12.37, posto in votazione, non è approvato.
Con successive e distinte votazioni, sono respinti altresì gli emendamenti 12.38 e gli identici 12.39, 12.40 e 12.41 (questi ultimi messi in votazione congiuntamente).
Le senatrici GALLONE (FI-BP) e TOFFANIN (FI-BP) e il senatore CARBONE (FI-BP) sottoscrivono l’emendamento 12.42 che, posto in votazione, non è approvato.
Posti congiuntamente ai voti, sono respinti altresì gli identici emendamenti 12.43 e 12.44.
La senatrice GALLONE (FI-BP) sottoscrive e raccomanda l’approvazione dell’emendamento 12.45, che prevede una relazione annuale alle Camere sugli effetti del RdC.
L’emendamento 12.45, posto in votazione, non è approvato.
Il senatore PATRIARCA (PD) sostiene l’approvazione dell’emendamento 12.0.1, facendo presente che occorre operare in maniera organica un riordino della disciplina per svolgere la professione di assistente sociale.
La presidente relatrice CATALFO (M5S), nel giudicare trasversale l’interesse per migliorare il ruolo e la formazione degli assistenti sociali, invita il senatore Patriarca alla trasformazione dell’emendamento in ordine del giorno.
Il senatore PATRIARCA (PD) ritira l’emendamento 12.0.1 e lo trasforma nell’ordine del giorno G/1018/17/11, pubblicato in allegato.
I senatori PATRIARCA (PD), LAUS (PD), NANNICINI (PD) e Annamaria PARENTE (PD) sottoscrivono l’emendamento 12.0.2 che, posto in votazione, è respinto.
Si procede all’esame degli emendamenti all’articolo 13.
Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) ritira gli emendamenti 13.4 e 13.0.3.
La presidente relatrice CATALFO (M5S) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti all’articolo 13, ad eccezione dell’emendamento 13.1, a firma delle relatrici. Esprime parere contrario anche sugli emendamenti aggiuntivi a tale articolo.
Il rappresentante del GOVERNO esprime parere conforme.
Posto ai voti, l’emendamento 13.1 risulta approvato.
Il senatore CARBONE (FI-BP) sottoscrive l’emendamento 13.2, che, sopo dichiarazione di voto favorevole della senatrice TOFFANIN (FI-BP), posto ai voti, è respinto.
Il senatore LAUS (PD) e le senatrici PARENTE (PD),TOFFANIN (FI-BP) e GALLONE (FI-BP) sottoscrivono l’emendamento 13.3, che, posto ai voti, risulta respinto.
La senatrice TOFFANIN (FI-BP) sottoscrive l’emendamento 13.5 che, posto ai voti, risulta respinto.
Sono quindi separatamente posti ai voti e respinti anche gli emendamenti 13.6 e 13.7.
La senatrice GALLONE (FI-BP) e il senatore CARBONE (FI-BP) sottoscrivono l’emendamento 13.0.1.
Con distinte votazioni, la Commissione respinge gli emendamenti 13.0.1, 13.0.2, 13.0.4, 13.0.5, 13.0.6 e 13.0.7.
La senatrice TOFFANIN (FI-BP) dichiara il voto favorevole sull’emendamento 13.0.8, in favore della genitorialità e delle madri lavoratrici autonome o imprenditrici, che, posto ai voti,è respinto.
Con successive distinte votazioni sono altresì respinti gli emendamenti 13.0.9, 13.0.10, 13.0.11, 13.0.12 e 13.0.13.
La senatrice GALLONE (FI-BP) dichiara il voto favorevole sull’emendamento 13.0.14, sottolineando che tutti gli emendamenti aggiuntivi all’articolo 13 sono volti a favorire la crescita e lo sviluppo economico.
All’esito del voto, l’emendamento 13.0.14 risulta respinto.
Si procede all’esame degli emendamenti all’articolo 14.
Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) ritira l’emendamento 14.18, che è fatto proprio dalle senatrici GALLONE (FI-BP) e TOFFANIN (FI-BP), nonché dal senatore CARBONE(FI-BP).
La relatrice NISINI (L-SP-PSd’Az) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti all’articolo 14, ad eccezione dell’emendamento 14.27, a firma delle relatrici. Esprime parere contrario anche sugli emendamenti aggiuntivi a tale articolo.
Il rappresentante del GOVERNO esprime parere conforme.
Il senatore PATRIARCA (PD) e la senatrice PARENTE (PD) sottoscrivono gli emendamenti 14.1, 14.2 e 14.3.
La presidente relatrice CATALFO (M5S) dispone una breve sospensione della seduta.
La seduta sospesa alle ore 18,05, riprende alle ore 18,20.
All’esito di distinte successive votazioni, gli emendamenti 14.1, 14.2 e 14.3 risultano respinti.
La senatrice TOFFANIN (FI-BP) dichiara il voto favorevole sull’emendamento 14.4, che mira ad abolire la legge 28 giugno 2012, n. 92 (cosiddetta “legge Fornero”) e che, posto ai voti, risulta respinto.
Il senatore NANNICINI (PD) dichiara il voto favorevole sull’emendamento 14.5. Coglie l’occasione per riassumere le finalità degli emendamenti del suo Gruppo alla parte II del decreto-legge, che mirano a favorire i lavoratori che, per la gravosità del loro impiego o per condizioni personali, si trovino in circostanze di particolare penosità che giustificano l’accesso anticipato al trattamento pensionistico.
Posto ai voti, l’emendamento 14.5 è respinto.
E’ altresì respinto l’emendamento 14.6, sottoscritto dalla senatrice TOFFANIN (FI-BP).
La senatrice TOFFANIN (FI-BP) dichiara il voto favorevole sull’emendamento 14.7, che prevede che, ai fini dell’anzianità contributiva, siano computati i contributi versati presso tutte le gestioni di previdenza obbligatoria.
In esito a successive distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti 14.7 e 14.8.
Il senatore LAFORGIA (Misto-LeU) dichiara il voto favorevole sull’emendamento 14.9, sottolineando che, nonostante lo sforzo compiuto per correggere talune storture realizzate dai Governi passati, le misure del decreto-legge non producono effetti positivi per le lavoratrici e per chi svolge lavori usuranti, aggravando la situazione di intere coorti anagrafiche, le cui carriere lavorative discontinue genereranno in futuro situazioni di povertà pensionistica.
In esito a successive distinte votazioni, gli emendamenti 14.9, 14.10 e 14.11 sono respinti.
I senatori LAFORGIA (Misto-LeU) e NANNICINI (PD) sottoscrivono l’emendamento 14.12, che, posto ai voti, è respinto.
Con successive distinte votazioni, è altresì respinto l’emendamento 14.13, mentre l’emendamento 14.14 viene dichiarato decaduto stante l’assenza dei proponenti.
La senatrice TOFFANIN (FI-BP) dichiara il voto favorevole sull’emendamento 14.15, che rende il trattamento pensionistico disposto dall’articolo 14 cumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo e che, posto ai voti, è respinto.
Con successive distinte votazioni, è altresì respinto l’emendamento 14.16.
I senatori NANNICINI (PD) e Annamaria PARENTE (PD) sottoscrivono l’emendamento 14.17, che, posto ai voti, viene respinto.
Viene altresì respinto l’emendamento 14.18.
La senatrice TOFFANIN (FI-BP) sottoscrive l’emendamento 14.19 che, posto in votazione, risulta respinto.
Sono quindi posti congiuntamente ai voti gli identici emendamenti 14.20 e 14.21 (quest’ultimo sottoscritto dalla senatrice TOFFANIN (FI-BP)), che risultano respinti.
Anche gli identici emendamenti 14.22 e 14.23 (anch’esso sottoscritto dalla senatrice TOFFANIN (FI-BP))sono respinti all’esito di un’unica votazione.
Con un’unica votazione, sono respinti altresì gli identici emendamenti 14.24 (cui la senatrice TOFFANIN (FI-BP) ha apposto la propria firma) e 14.25.
In esito a successive distinte votazioni, l’emendamento 14.26 risulta respinto, mentre l’emendamento 14.27 viene approvato dalla Commissione.
Con successive distinte votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti 14.28 (testo 2), 14.29 e 14.30 (questi ultimi sottoscritti dal senatore NANNICINI (PD)), 14.31, 14.32 e 14.33 (sottoscritto dal senatore BERTACCO (FdI)).
Con successive distinte votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti 14.0.1, 14.0.2, 14.0.3 e 14.0.4.
Con un’unica votazione sono respinti anche gli identici emendamenti 14.0.5 e 14.0.6.
È quindi posto ai voti e respinto l’emendamento 14.0.7, nonché, con un’unica votazione, gli identici emendamenti 14.0.8 e 14.0.9.
La senatrice TOFFANIN (FI-BP) sottoscrive l’emendamento 14.0.10, che, posto ai voti, è respinto.
Con successive votazioni, sono altresì respinti gli emendamenti 14.0.11 e 14.0.12.
Prima che si proceda all’esame degli emendamenti all’articolo 15, il rappresentante del GOVERNO fornisce dati aggiornati sulle richieste sinora pervenute per accedere al trattamento pensionistico recato dal decreto-legge.
La relatrice NISINI (L-SP-PSd’Az) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti riferiti all’articolo 15, inclusi quelli aggiuntivi.
Il rappresentante del GOVERNO esprime parere conforme.
La senatrice MATRISCIANO (M5S) ritira l’emendamento 15.2.
Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) ritira gli emendamenti 15.0.3, 15.0.4 e 15.0.5, che vengono sottoscritti dalla senatrice TOFFANIN, la quale appone la firma anche all’emendamento 15.1.
Il senatore NANNICINI (PD) dichiara il voto favorevole sullo stesso emendamento, le cui finalità sono analoghe a quelle di analoghi emendamenti del Gruppo del Partito democratico.
Con successive distinte votazioni sono respinti gli emendamenti 15.1, 15.3, 15.4, 15.5 (sottoscritto dal senatore NANNICINI (PD)) e 15.6.
La senatrice TOFFANIN (FI-BP) sottoscrive gli emendamenti 15.8 e 15.10.
Posti congiuntamente ai voti, sono respinti gli identici emendamenti 15.7 e 15.8.
In esito ad un’unica votazione, sono altresì respinti gli identici emendamenti 15.9 e 15.10.
Con successive distinte votazioni sono respinti tutti gli emendamenti aggiuntivi all’articolo 15.
Si passa all’esame degli emendamenti all’articolo 16.
La relatrice NISINI (L-SP-PSd’Az) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti all’articolo 16, incluso anche l’emendamento aggiuntivo 16.0.1.
Il rappresentante del GOVERNO esprime parere conforme a quello delle relatrici.
La senatrice TOFFANIN (FI-BP) dichiara il voto contrario sull’emendamento 16.1, che differenzia l’accesso al trattamento pensionistico tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi. Sottoscrive inoltre gli emendamenti 16.5 e 16.11.
Con successive distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti 16.1, 16.2, 16.3, 16.4, 16.5, 16.6, 16.7, 16.8 e 16.9, sottoscritto quest’ultimo dal senatore NANNICINI (PD).
Su richiesta del senatore BERTACCO (FdI) sono accantonati gli identici emendamenti 16.10 e 16.11.
Il senatore NANNICINI (PD) ritira l’emendamento 16.0.1.
Si procede all’esame degli emendamenti all’articolo 20.
La relatrice NISINI (L-SP-PSd’Az) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti all’articolo 20, ad eccezione dell’emendamento 20.5, a firma delle relatrici. Esprime parere contrario anche sugli emendamenti aggiuntivi a tale articolo.
Il rappresentante del GOVERNO esprime parere conforme a quello delle relatrici.
Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) ritira l’emendamento 20.8.
La senatrice MATRISCIANO (M5S) sottoscrive e ritira l’emendamento 20.9.
La senatrice TOFFANIN (FI-BP) sottoscrive gli emendamenti 20.3, 20.28 e 20.21.
Con successive distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti 20.1 e 20.2.
Dopo dichiarazione di voro favorevole della senatrice TOFFANIN (FI-BP) sull’emendamento 20.3, con successive distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti 20.3 e 20.4, mentre viene approvato l’emendamento 20.5.
Posti congiuntamente ai voti, sono respinti gli identici emendamenti 20.6 e 20.28.
In esito a successive distinte votazioni, sono altresì respinti gli emendamenti 20.7, 20.10, 20.11 e 20.12.
Il senatore BERTACCO (FdI) dichiara il voto favorevole sugli emendamenti 20.13, 20.16 e 20.18, che estendono la platea dei beneficiari del trattamento pensionistico previsto dal decreto-legge.
Con successive distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti 20.13, 20.14 e 20.15, nonché, con un’unica votazione gli identici emendamenti 20.16 e 20.17.
Posti congiuntamente ai voti, sono altresì respinti gli identici emendamenti 20.18, 20.19 (sottoscritto dalla senatrice TOFFANIN (FI-BP) e dal senatore NANNICINI (PD)), 20.20 e 20.21.
La senatrice MATRISCIANO (M5S) sottoscrive l’emendamento 20.22, che ritira per presentare l’ordine del giorno G/1018/18/11, pubblicato in allegato. Sottoscrive e ritira poi l’emendamento 20.23.
Con successive distinte votazioni, sono respinti anche gli emendamenti 20.24 e 20.25.
Con un’unica votazione sono respinti gli identici emendamenti 20.26 e 20.27.
Sono quindi respinti, con successive distinte votazioni, gli emendamenti 20.0.1 e 20.0.2.
Si procede all’esame degli emendamenti all’articolo 22.
La relatrice NISINI (L-SP-PSd’Az) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti all’articolo 22, ad eccezione dell’emendamento 22.8.
Il rappresentante del GOVERNO esprime parere conforme.
La senatrice TOFFANIN (FI-BP) ritira l’emendamento 22.3 e sottoscrive l’emendamento 22.6, cui aggiunge la propria firma anche il senatore CARBONE.
Posti congiuntamente ai voti, sono respinti gli identici emendamenti 22.1 e 22.2.
All’esito di un’unica votazione, anche gli identici emendamenti 22.4 e 22.5 risultano respinti.
In esito a distinte votazioni, l’emendamento 22.6 risulta respinto, mentre l’emendamento 22.8 è approvato.
Si procede all’esame degli emendamenti all’articolo 23.
La relatrice NISINI (L-SP-PSd’Az) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti all’articolo 23, ad eccezione dell’emendamento 23.6, e degli emendamenti 23.11 e 23.21 sui quali l’avviso è favorevole.
Il rappresentante del GOVERNO esprime parere conforme.
Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) ritira l’emendamento 23.5.
Dopo che la senatrice TOFFANIN (FI-BP) ha dichiarato il voto favorevole sull’emendamento 23.1, con successive distinte votazioni la Commissione respinge gli emendamenti 23.1, 23.2 (cui il senatore CARBONE (FI-BP) aggiunge la propria firma), 23.3 e 23.4.
In esito a distinte successive votazioni, gli emendamenti 23.6, 23.11 e 23.21 risultano approvati, mentre sono respinti gli emendamenti 23.7, 23.8, 23.9, 23.10, 23.12, 23.13, 23.14, 23.15, 23.16, 23.18, 23.19 (sottoscritto dalla senatrice TOFFANIN (FI-BP)e dal senatore CARBONE (FI-BP)), 23.20 e 23.22 (sottoscritto dal senatore NANNICINI (PD)).
Si procede all’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 24.
La relatrice NISINI (L-SP-PSd’Az) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti all’articolo 24, ad eccezione dell’emendamento 24.8, sul quale l’avviso è favorevole. Il parere è contrario anche sull’emendamento 24.0.1.
Il rappresentante del GOVERNO formula avviso conforme.
Il senatore CARBONE (FI-BP) e la senatrice TOFFANIN (FI-BP) sottoscrivono l’emendamento 24.7.
In esito a distinte successive votazioni, sono respinti gli emendamenti 24.1, 24.2, 24.3, 24.4, 24.5, 24.6 e 24.7, mentre l’emendamento 24.8 risulta approvato.
Risulta altresì respinto l’emendamento 24.0.1.
Si passa all’esame degli emendamenti all’articolo 25.
La relatrice NISINI (L-SP-PSd’Az) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti all’articolo 25, ad eccezione dell’emendamento 25.5. Il parere è contrario anche su tutti gli emendamenti aggiuntivi a tale articolo, ad eccezione dell’emendamento 25.0.3, per il quale il parere favorevole è condizionato all’inserimento delle parole «da parte di tali enti» dopo le parole «specifica disciplina», e 25.0.4.
Il rappresentante del GOVERNO esprime parere conforme a quello delle relatrici e parere favorevole sull’emendamento 25.5. Si riserva di esprimere il parere sull’eventuale riformulazione dell’emendamento 25.0.3.
La presidente relatrice CATALFO (M5S) dispone quindi una breve sospensione della seduta.
La seduta, sospesa alle ore 19,45, riprende alle ore 19,50.
Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) ritira gli emendamenti 25.1 e 25.4, i cui contenuti sono già trattati all’interno di un disegno di legge presentato alla Camera dei deputati.
I senatori Roberta TOFFANIN (FI-BP), CARBONE (FI-BP) e BERTACCO (FdI) decidono contestualmente di sottoscriverli. I senatori Roberta TOFFANIN (FI-BP) e CARBONE (FI-BP) sottoscrivono altresì gli emendamenti 25.8, 25.9 e 25.11.
Con distinte successive votazioni, sono respinti gli emendamenti 25.1, 25.2 e 25.3.
Previa dichiarazione di voto favorevole del senatore CARBONE (FI-BP), è altresì respinto l’emendamento 25.4.
In esito a successive distinte votazioni, l’emendamento 25.5 risulta approvato, mentre gli emendamenti 25.6, 25.7, 25.8, 25.9, 25.10 e 25.11 sono respinti.
Il senatore BERTACCO (FdI) sottoscrive l’emendamento 25.0.1, che ritira per presentare l’ordine del giorno G/1018/19/11, pubblicato in allegato, che ne raccoglie i contenuti.
La senatrice TOFFANIN (FI-BP) sottoscrive l’emendamento 25.0.2 che, posto ai voti, risulta respinto.
La Commissione conviene di accantonare l’emendamento 25.0.3.
Posto ai voti, l’emendamento 25.0.4 risulta approvato.
Si procede all’esame degli emendamenti aggiuntivi all’articolo 26, precedentemente accantonati, sui quali la relatrice NISINI (L-SP-PSd’Az) e il rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario.
Dopo che il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) ha ritirato l’emendamento 26.0.2, con successive distinte votazioni, la Commissione respinge tutti gli emendamenti aggiuntivi all’articolo 26 precedentemente accantonati.
Si procede all’esame degli emendamenti aggiuntivi all’articolo 27, sui quali la relatrice NISINI (L-SP-PSd’Az) e il sottosegretario COMINARDI esprimono parere contrario.
Il senatore NANNICINI (PD) sottoscrive gli emendamenti 27.0.1 e 27.0.2 che, con distinte successive votazioni, sono respinti.
Si procede all’esame degli emendamenti all’articolo 28.
La relatrice NISINI (L-SP-PSd’Az) e il rappresentante del GOVERNO esprimono parere contrario su tutti gli emendamenti a tale articolo, ad eccezione degli emendamenti 28.2 e 28.5, che recepisce una condizione della Commissione bilancio.
In esito a distinte successive votazioni, gli emendamenti 28.5 e 28.2 risultano approvati, mentre gli emendamenti 28.1, 28.3 e 28.4 sono respinti.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 19,55.
ORDINI DEL GIORNO ED EMENDAMENTO AL DISEGNO DI LEGGE (AL TESTO DEL DECRETO-LEGGE)
N. 1018
G/1018/17/11 (già 12.0.1)
PATRIARCA, LAUS, NANNICINI, MALPEZZI, ROSSOMANDO, TARICCO
Il Senato, premesso che:
nel nostro Paese sono circa trentacinquemila gli iscritti all’albo professionale degli assistenti sociali, la cui figura è prevista in tutti i servizi territoriali degli enti locali e delle aziende sanitarie locali (ASL) rivolti alle famiglie, ai minori, agli adolescenti e alle persone adulte che per ragioni socio-economiche, culturali o sanitarie si trovano in situazione di difficoltà o a rischio di esclusione sociale e di emarginazione nonché alle persone disabili e alle persone anziane;
l’assistente sociale ha inoltre una funzione di «consulenza» socio-assistenziale per i soggetti più vulnerabili come anziani (oltre i sessantacinque anni), minori (0-18 anni) persone affette da grave disabilità fisica e psichica, stranieri extracomunitari, tossicodipendenti, alcolisti, malati mentali e adulti portatori di varie problematiche;
la professione di assistente sociale è esercitata, oltre che nei servizi sociali territoriali, all’interno dei servizi sociali del Ministero della giustizia sia per il settore minorile, sia per il settore degli adulti. In tale ambito, all’assistente sociale sono affidati compiti di sostegno e di assistenza nei confronti degli utenti sottoposti a misure cautelari o a pene alternative alla detenzione e in particolare all’istituto dell’affidamento in prova al servizio sociale. All’interno degli ospedali, l’assistente sociale è parte integrante della squadra medico-infermieristica. Il suo compito è contribuire all’analisi del bisogno sociale o socio-assistenziale presentatosi in concomitanza con il ricovero della persona e alla immediata pianificazione e attuazione dell’intervento attraverso la valutazione geriatrica ospedaliera per i soggetti anziani o adulti non autosufficienti;
in particolare, la funzione professionale garantisce il buon utilizzo delle risorse presenti sul territorio di riferimento per il paziente, il quale viene favorito nella continuità assistenziale nel momento della dimissione;
si tratta di una professione di aiuto alla persona in stato di bisogno; per questo l’assistente sociale rappresenta per l’utente, la risposta operativa a cui fare riferimento poiché egli è l’indispensabile attivatore delle risorse individuali e collettive di coloro che accedono ai diversi servizi;
occorre valorizzare la figura dell’assistente sociale a tutti i livelli di responsabilità, anche dirigenziali, per uniformare e rendere omogeneo questo settore professionale, che richiede una specializzazione e un’alta professionalità non ancora sufficientemente riconosciute né a livello contrattuale né ai fini dell’incarico dirigenziale;
nei casi migliori si ha un solo assistente sociale di base per ogni 5.000 abitanti con una presenza parcellizzata nei vari ambiti, con normative contrattuali diverse, e con un raggio di intervento ampio;
oggi gli assistenti sociali rappresentano la chiave di volta dei progetti socio-assistenziali, socio-sanitari e di integrazione sul territorio,
impegna il Governo: ad adottare i provvedimenti utili al fine di provvedere al riordino della professione di assistente sociale subordinando l’iscrizione nell’Albo degli assistenti sociali al superamento di apposito esame di Stato.
G/1018/18/11 (già 20.22)
PIRRO, ACCOTO, MARCO PELLEGRINI, GALLICCHIO, DELL’OLIO, PRESUTTO, PUGLIA, MORONESE, GIARRUSSO, FEDE, M
Il Senato, in sede d’esame del disegno di legge recante conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni,
premesso che:
l’articolo 20 del decreto-legge in esame reca disposizioni in merito al riscatto di periodi non coperti da contribuzione;
il comma 6, del citato articolo, modifica la disciplina del riscatto dei corsi di studio universitario di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184, relativamente a periodi da valutare con il sistema contributivo;
impegna il Governo a:
valutare l’opportunità di prevedere che, ai fini delle disposizioni di cui al comma 5-quater dell’articolo 2 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184 siano esclusi dal computo i contributi figurativi relativi al servizio militare di leva o al servizio civile conseguiti anteriormente al 1° gennaio 1996.
G/1018/19/11 (già 25.0.1)
DE BERTOLDI, BERTACCO
Il Senato, premesso che:
nell’ambito del quadro generale delle misure previste dal disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 4 del 2019, il testo contiene una serie di articolati interventi di politica sociale ed economica, con l’intento di conseguire risultati di contrasto della povertà e dell’esclusione sociale, nonché di sostegno al sistema pensionistico e previdenziale;
in tale quadro, lo sviluppo dei fondi pensione, (che evidenzia ancora gravi ritardi, a distanza di tanti anni, dall’avvio del processo di riforma che ha introdotto gli strumenti e le norme della previdenza complementare) costituisce uno strumento indispensabile di crescita e di sviluppo per la politica economica del Paese, sia nell’ambito della previdenza, (e del welfare in generale) che in quello finanziario, considerato come tali strumenti tecnici, siano anche in grado di collegarsi ad iniziative per la pubblica amministrazione (centrale o periferica), in quanto costituiscono un volano, per la realizzazione di infrastrutture, opere di pubblica utilità o anche per la capitalizzazione delle piccole e medie imprese;
considerato che:
nel corso della XVI Legislatura, la XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) della Camera dei deputati, con il parere favorevole del Governo, approvò la risoluzione n. 8-00072, con l’impegno dell’Esecutivo ad investire fortemente sulle potenzialità del sistema dei fondi pensione, valutando in particolare, l’opportunità di sostenere eventuali iniziative organizzative, promozionali e di informazione, anche su impulso degli enti e delle strutture interessati, dirette a mettere a sistema i fondi medesimi;
anche nel corso delle audizioni svolte nel corso dell’esame del documento di economia e finanza 2016 – DEF, le forze politiche in maniera unanime, hanno sollecitato il Governo, affinché nell’ambito delle politiche previdenziali, siano incentivate quelle complementari in considerazione che, con l’eccezionale aumento del numero di pensionati, (a cui fa da contrappeso un netto calo delle persone occupate), è molto probabile che le risorse finanziarie pubbliche a disposizione, non saranno sufficienti per sostenere il sistema previdenziale nazionale nel medio-lungo periodo;
impegna il Governo a valutare l’opportunità di prevedere, nell’ambito delle prossime iniziative, un intervento normativo ad hoc, al fine di incrementare lo sviluppo dei Fondi previdenziali, attraverso la definizione degli strumenti propri di garanzia in favore dei Fondi pensione (il cui patrimonio disponibile per gli investimenti attualmente risulta essere oltre 104 miliardi di euro) e degli altri enti previdenziali, che investono parte delle proprie risorse, per il finanziamento degli investimenti finalizzati allo sviluppo, quali: la realizzazione di infrastrutture, la capitalizzazione o ripatrimonializzazione di micro, piccole e medie imprese.
28.5
LE RELATRICI
Al comma 2, alinea, sopprimere il seguente numero: «23».
GIOVEDÌ 21 FEBBRAIO 2019
86ª Seduta (antimeridiana)
Presidenza della Presidente
CATALFO
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Cominardi.
La seduta inizia alle ore 9,05.
SULLA PUBBLICITÀ DEI LAVORI
La presidente CATALFO ricorda che per le sedute della Commissione relative all’esame del disegno di legge n. 1018 è stata richiesta la pubblicità dei lavori, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, sulla quale la Presidenza ha già fatto conoscere il proprio assenso. Dispone pertanto l’attivazione del circuito audiovisivo.
IN SEDE REFERENTE
(1018) Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni,
– e petizione n. 2 ad esso attinente
(Seguito dell’esame e rinvio)
Prosegue l’esame, sospeso nella seduta notturna di ieri.
La presidente relatrice CATALFO (M5S) ricorda che nella seduta precedente la Commissione ha proceduto alle votazioni fino all’emendamento 4.101 (testo 3) e che rimangono accantonati gli emendamenti 2.578 (testo 2), 4.7, 4.8, 4.13, 4.55, 4.57, 4.83 e 4.96. Informa inoltre che la senatrice Conzatti ha sottoscritto gli emendamenti 15.5, 16.9, 23.1, 27.0.1 e 27.0.2.
Si passa all’esame dell’emendamento 4.102
Verificata la presenza del numero legale, l’emendamento, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, è respinto.
L’emendamento 4.103, sottoscritto dai senatori NANNICINI (PD) e PATRIARCA (PD), con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e conforme del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, è respinto.
E’ invece approvato l’emendamento 4.104, con parere favorevole della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO.
L’emendamento 4.105, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e conforme del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, risulta respinto.
Il senatore BERTACCO (FdI) sottoscrive e ritira tutti gli emendamenti da 4.106 a 4.128.
L’emendamento 4.130, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, è respinto.
L’emendamento 4.132, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, risulta respinto.
Si procede con l’esame dell’emendamento 4.133.
Il senatore LAFORGIA (Misto-LeU) insiste nell’accoglimento dell’emendamento, finalizzato a superare alcune contraddizioni evidenti nel testo, proponendo la possibilità di optare per un programma di “Lavoro di cittadinanza” promosso e gestito dagli enti locali competenti, di durata almeno annuale. Ciò al fine di valorizzare la dignità del lavoratore, attraverso lo svolgimento di attività che valorizzino la persona e di superare l’attuale impostazione del provvedimento, improntata a mero assistenzialismo.
L’emendamento, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, è respinto.
Con separate successive votazioni sono respinti, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, gli emendamenti 4.134 e 4.135.
Si procede l’esame dell’emendamento 4.136.
Dopo dichiarazione di voto favorevole del senatore BERTACCO (FdI) (insiste per l’accoglimento dell’emendamento, evidenziando le difficoltà che incontrano i Comuni nella gestione dei compiti loro attribuiti dal testo), l’emendamento, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e conforme del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, risulta respinto.
Con separate successive votazioni sono altresì respinti gli emendamenti 4.137, 4.138, 4.139 (testo 2), 4.140, 4.142, 4.143, 4.144, 4.145, 4.146 e 4.147, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO.
Dopo che la senatrice TOFFANIN (FI-BP), in dichiarazione di voto, raccomanda l’approvazione dell’emendamento 4.148, la presidente relatrice CATALFO (M5S) ne dispone l’accantonamento.
Previ pareri favorevoli dalla presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, vengono posti congiuntamente in votazione ed approvati gli identici emendamenti 4.4 (testo 3) (sottoscritto dai senatori AUDDINO (M5S), BOTTO (M5S), CAMPAGNA (M5S), GUIDOLIN (M5S), MATRISCIANO (M5S), NOCERINO (M5S) e ROMAGNOLI (M5S)) e 4.149.
Viene altresì approvato l’emendamento 4.150 (testo 2), con parere favorevole della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO.
Intervenendo sull’emendamento 4.151, il senatore LAUS (PD) sottolinea che sul tema del contrasto alla povertà il suo Gruppo ha operato con spirito collaborativo, presentando emendamenti diretti a superare le criticità presenti nell’impianto dell’articolo 4.
L’emendamento, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti è respinto.
I senatori PATRIARCA (PD), LAUS (PD), Annamaria PARENTE (PD) e NANNICINI (PD) sottoscrivono l’emendamento 4.153.
La presidente relatrice CATALFO (M5S) ne dispone quindi l’accantonamento.
E’ altresì accantonato l’emendamento 4.154.
Si procede con l’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 5.
La senatrice MATRISCIANO (M5S) ritira gli emendamenti 5.51 e 5.87.
Il senatore BERTACCO (FdI) sottoscrive e ritira gli emendamenti dal 5.1 al 5.21.
Vengono separatamente messi ai voti gli emendamenti 5.22 e 5.23 che, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, sono respinti.
Le senatrici MODENA (FI-BP), GALLONE (FI-BP) e TOFFANIN (FI-BP) sottoscrivono l’emendamento 5.24, che con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti è respinto.
Si procede all’esame degli identici emendamenti 5.25 e 5.26.
Il senatore BERTACCO (FdI) insiste perché si coinvolga l’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia.
Il rappresentante del GOVERNO assicura che l’ANCI verrà coinvolto successivamente.
Con il parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, gli identici emendamenti 5.25 e 5.26, messi congiuntamente ai voti, sono respinti.
Il senatore BERTACCO (FdI) sottoscrive e ritira gli emendamenti dal 5.27 al 5.46.
Il senatore BERTACCO (FdI) caldeggia l’accoglimento dell’emendamento 5.47, che, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, risulta respinto.
Con il parere favorevole della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO sono quindi approvati gli emendamenti 5.48 (testo 2) e 5.49 (testo 2), di identico contenuto e messi in votazione congiuntamente.
La Commissione respinge invece l’emendamento 5.50, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO.
Risulta altresì respinto l’emendamento 5.52, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO.
La senatrice GALLONE (FI-BP) aggiunge la propria firma all’emendamento 5.53 che, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, è respinto.
L’emendamento 5.54, e gli identici 5.55 e 5.56, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, con separate successive votazioni, vengono respinti.
La senatrice UNTERBERGER (Aut (SVP-PATT, UV)) caldeggia l’emendamento 5.57.
La presidente relatrice CATALFO (M5S) ne dispone l’accantonamento, al fine di consentirne un adeguato approfondimento.
L’emendamento 5.58, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, è respinto.
Con il parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO gli emendamenti 5.59 e 5.60, di identico contenuto, messi congiuntamente ai voti, sono respinti.
E’ altresì respinto l’emendamento 5.61, sottoscritto dalle senatrici TOFFANIN (FI-BP), GALLONE (FI-BP) e MODENA (FI-BP), previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO.
Con separate successive votazioni, la Commissione respinge inoltre gli emendamenti 5.62 e 5.63, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO.
Con il parere favorevole della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO è invece approvato l’emendamento 5.64.
Il senatore BERTACCO (FdI) sottoscrive e ritira gli emendamenti dal 5.65 al 5.85.
I senatori LAUS (PD) e PATRIARCA (PD) sottoscrivono l’emendamento 5.86.
Il senatore LAUS (PD) ne caldeggia l’approvazione, criticando fortemente la misura proposta, che considera offensiva della dignità umana. Stigmatizza in particolare il provvedimento nella parte in cui sembra mettere a repentaglio la correttezza del trattamento dei dati personali, citando il parere espresso dalla Autorità garante sui dati personali circa il rischio che il trattamento dei dati non avvenga secondo gli standard predisposti in sede europea.
Il senatore AUDDINO (M5S) fa notare che la presenza di un limite al prelievo è giustificata con esigenze di tracciabilità e non va intesa come una mortificazione della dignità del soggetto che beneficia della misura.
La senatrice TOFFANIN (FI-BP) esprime critiche sulla funzionalità del sistema, che giudica facilmente eludibile.
L’emendamento 5.86, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, è respinto.
L’emendamento 5.88 è dichiarato decaduto stante l’assenza della proponente.
Si procede all’esame dell’emendamento 5.0.1.
La senatrice PARENTE (PD), dopo averlo sottoscritto, critica il contenuto degli articoli 4 e 5, che reputa del tutto inemendabili. Fa notare che, dalle simulazioni svolte dall’Ufficio del bilancio, risulta che buona parte dei beneficiari della misura saranno esentati da obblighi. Riterrebbe semmai opportuno un rafforzamento della misura del Reddito di inclusione.
L’emendamento, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, è respinto.
E’ altresì respinto l’emendamento 5.0.2, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO.
La presidente relatrice CATALFO (M5S) dispone quindi una breve sospensione dei lavori.
La seduta, sospesa alle 10.05, riprende alle 10,25.
Si passa all’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 6.
La senatrice MATRISCIANO (M5S) ritira gli emendamenti 6.12 e 6.18.
Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) ritira l’emendamento 6.2 (testo 2), che viene sottoscritto dalla senatrice TOFFANIN (FI-BP).
Il senatore PATRIARCA (PD) sollecita l’approvazione del proprio emendamento 6.1.
La presidente relatrice CATALFO (M5S) ne dispone l’accantonamento, per poterne operare un adeguato approfondimento.
Si procede con l’esame dell’emendamento 6.3.
Dopo dichiarazione di voto favorevole del senatore PATRIARCA (PD), l’emendamento, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, è respinto.
Si procede all’esame degli identici emendamenti 6.2 (testo 2) e 6.4 (testo 2).
La senatrice TOFFANIN (FI-BP) coglie l’occasione della dichiarazione di voto per esprimere perplessità sul fatto che l’emendamento 6.2 (testo 2) sia stato ritirato dalla maggioranza.
La presidente relatrice CATALFO (M5S) fa presente che i sistemi informatici di cui si tratta nella proposta sono già attivi.
Gli identici emendamenti, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, messi congiuntamente ai voti, sono respinti.
E’ del pari respinto l’emendamento 6.5, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO.
Risulta invece approvato, previo parere favorevole della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del GOVERNO, l’emendamento 6.6.
L’emendamento 6.7, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, è respinto.
Si procede all’esame dell’emendamento 6.8.
Il senatore PATRIARCA (PD) insiste nell’approvazione dell’emendamento.
La presidente relatrice CATALFO (M5S) evidenzia l’esistenza di un parere contrario della Commissione bilancio, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione.
Il senatore PATRIARCA (PD) lamenta la natura politica e non tecnica del parere espresso dalla Commissione bilancio, osservando che l’inserimento di una clausola di invarianza finanziaria consentirebbe il superamento della contrarietà.
L’emendamento, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, è respinto.
Viene altresì respinto l’emendamento 6.9, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO
Si procede all’esame dell’emendamento 6.10, che viene sottoscritto dalla senatrice PARENTE (PD).
Dopo un intervento a sostegno del senatore PATRIARCA (PD), l’emendamento, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, è respinto.
La senatrice TOFFANIN (FI-BP) ritira l’emendamento 6.11.
L’emendamento 6.13, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, è respinto.
Si procede all’esame dell’emendamento 6.14.
Il senatore BERTACCO (FdI) esprime perplessità sul parere contrario ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione formulato dalla Commissione bilancio.
La presidente relatrice CATALFO (M5S) pur condividendo il fondamento dell’emendamento nella sostanza, ritiene che sussista un problema di sostenibilità finanziaria, che giustifica il parere contrario della Commissione bilancio.
L’emendamento, con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, è quindi respinto.
Dopo dichiarazione di voto favorevole del senatore PATRIARCA (PD), l’emendamento 6.15, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, è respinto.
Si procede con l’esame dell’emendamento 6.16.
La senatrice GALLONE (FI-BP) ritiene che l’attuale configurazione del testo normativo lascerebbe eccessiva discrezionalità al Ministero del lavoro circa la scelta dell’operatore cui affidare il servizio in questione. Sollecita pertanto l’approvazione dell’emendamento.
Il senatore CIRIANI (FdI) fa presente che il provvedimento risulta complessivamente improntato ad una ratio centralistica e burocratica, che finisce col mortificare il ruolo svolto dalle realtà locali. In particolare, ricorda l’importanza del lavoro svolto nei piccoli e medi Comuni dagli operatori locali, in grado di cogliere effettivamente i bisogni di soggetti che si trovino in stato di povertà. Lamenta che l’esperienza positiva maturata in tali Comuni verrà cancellata dall’impostazione centralizzata del provvedimento.
L’emendamento 6.16, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, messo ai voti, viene quindi respinto.
All’esito di distinte e successive votazioni, con il parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, sono altresì respinti gli emendamenti 6.17 e 6.19, cui ha aggiunto la firma la senatrice MODENA (FI-BP).
La senatrice GALLONE (FI-BP), intervenendo per dichiarazione di voto, raccomanda l’approvazione dell’emendamento 6.0.1, che, posto ai voti con il parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, è respinto.
Il senatore PATRIARCA (PD) interviene per dichiarazione di voto: raccomanda l’approvazione dell’emendamento 6.0.2, manifestando preoccupazione per l’impatto che il provvedimento in esame avrà sull’attività e sui servizi dei Comuni.
L’emendamento 6.0.2, con il parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, è posto ai voti e respinto.
Il senatore BERTACCO (FdI), intervenendo per dichiarazione di voto, caldeggia l’approvazione dell’emendamento 6.0.3, volto a consentire ai Comuni – in particolare a quelli del Mezzogiorno – di affrontare gli aumentati carichi di lavoro derivanti dal decreto-legge in esame.
Si associa a tali considerazioni la senatrice TOFFANIN (FI-BP).
In senso analogo interviene anche il senatore LAUS (PD), che sottolinea l’aggravio di oneri a carico dei Comuni e ricorda ironicamente il dibattito svolto durante l’esame in Senato del disegno di legge per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni (già A.S. n. 920).
Il sottosegretario COMINARDI, pur comprendendo le ragioni degli interventi, ricorda peraltro gli ingenti stanziamenti aggiuntivi disposti con la legge di bilancio per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale.
Interviene nuovamente in via incidentale il senatore BERTACCO (FdI) precisando che, al di là della disponibilità di risorse finanziarie, occorre consentire ai Comuni le necessarie assunzioni di personale.
Previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, posto ai voti, è respinto l’emendamento 6.0.3.
Sono altresì respinti gli emendamenti 6.0.4 e 6.0.5.
Si passa alla votazione degli emendamenti riferiti all’articolo 7.
La senatrice MATRISCIANO (M5S) ritira gli emendamenti 7.44 (testo 2) e 7.0.1.
Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) ritira l’emendamento 7.14, che viene fatto proprio dal senatore BERTACCO (FdI) e dalle senatrici TOFFANIN (FI-BP), GALLONE (FI-BP) e MODENA (FI-BP), nonché dal senatore CARBONE (FI-BP).
Ai fini di un approfondimento si conviene di accantonare gli emendamenti 7.13, 7.15 e 7.34.
La presidente CATALFO (M5S), relatrice, esprimere parere favorevole sugli emendamenti 7.11, 7.20, 7.22 (testo 2) e 7.37, e parere contrario sui restanti emendamenti.
Il rappresentante del GOVERNO si esprime in modo conforme; dichiara inoltre parere favorevole sull’emendamento delle relatrici 7.31.
Interviene in dichiarazione di voto il senatore NANNICINI (PD), sostenendo l’emendamento 7.1, che, insieme ad altre successive proposte emendative, intende correggere il regime sanzionatorio delineato dall’articolo 7, del tutto sproporzionato rispetto alla gravità delle condotte individuate, alla luce delle sanzioni previste dall’ordinamento per fattispecie ben più gravi.
Per dichiarazione di voto interviene anche la senatrice TOFFANIN (FI-BP), che ritiene eccessive le sanzioni previste dall’articolo 7 e che ricorda che l’articolo 316-ter del codice penale prevede idonee sanzioni per le condotte in questione.
Posto ai voti l’emendamento 7.1 è respinto.
Il senatore LAFORGIA (Misto-LeU), unendosi alle considerazioni svolte negli interventi che lo hanno preceduto, interviene in dichiarazione di voto raccomandando l’approvazione dell’emendamento 7.2.
L’emendamento 7.2, posto ai voti, è respinto.
A sostegno dell’l’emendamento 7.3 interviene il senatore LAUS (PD), sottolineando che l’articolo 7 confligge con il principio della personalità della responsabilità penale, poiché il richiedente sarebbe responsabile anche per le omissioni eventualmente imputabili ad altro componente del nucleo familiare. Esprime inoltre sconcerto per il parere espresso dalla Commissione giustizia sul testo del provvedimento.
L’emendamento 7.3 posto ai voti è respinto; con distinte e successive votazioni sono altresì respinti gli emendamenti 7.4, 7.5, 7.6 – cui aggiungono la firma le senatrici TOFFANIN (FI-BP) e MODENA (FI-BP) e il senatore CARBONE (FI-BP) – e 7.7.
Ai senatori PATRIARCA (PD), Roberta TOFFANIN (FI-BP) e BERTACCO (FdI), che chiedono di conoscere le ragioni del parere contrario espresso dalla relatrice sull’emendamento 7.8, risponde la relatrice, presidente CATALFO (M5S).
Con distinte e successive votazioni sono quindi respinti l’emendamento 7.8, 7.9 – previa dichiarazione di voto favorevole della senatrice PARENTE (PD) – e 7.10.
Il senatore AUDDINO (M5S) raccomanda l’approvazione dell’emendamento 7.11, con il quale si estende al Reddito di cittadinanza un’ipotesi di revoca, già prevista per altri sussidi pubblici, in caso di condanna definitiva per gravi reati, quali l’associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico, l’attentato per finalità terroristiche o di eversione, l’associazione di tipo mafioso, lo scambio elettorale politico-mafioso.
L’emendamento 7.11, posto ai voti, è approvato.
La presidente relatrice CATALFO (M5S) rileva che il voto è stato espresso all’unanimità.
Il senatore CIRIANI (FdI) interviene a sostegno dell’emendamento 7.12. Critica la scelta operata con l’articolo 7 di stabilire sanzioni severissime sulla carta, ma di assai difficile applicazione a causa dei tempi assai ridotti entro cui i Comuni sono tenuti ad accertare la veridicità delle dichiarazioni rese e della enorme quantità di documenti sui quali dovranno essere svolti i controlli; tale meccanismo metterà a suo giudizio in gravissime difficoltà le amministrazioni comunali anche per le connesse responsabilità. Sarebbe quanto meno necessario prevedere che le verifiche avvengano al momento della definizione del Patto per il lavoro e che solo in caso di positivo riscontro sia concesso il beneficio, evitando una corsa all’erogazione dei contributi mossa, a suo giudizio, da fini di propaganda elettorale. Dopo aver segnalato il carattere paradossale del riferimento a variazioni del reddito o del patrimonio “anche se provenienti da attività irregolari”, conclude segnalando l’incoerenza dei commi 3 e 4 dell’articolo 7.
La presidente CATALFO (M5S), relatrice, si riserva un approfondimento su quest’ultimo punto.
Posto ai voti l’emendamento 7.12 è respinto.
Anche l’emendamento 7.14, posto ai voti, è respinto.
Il senatore LAUS (PD) caldeggia l’approvazione dell’emendamento 7.16 e denuncia il carattere persecutorio dell’articolo 7 nei confronti dei percettori del Reddito di cittadinanza; le proposte emendative delle opposizioni sono a difesa della dignità di costoro e non – come si vorrebbe far credere – a loro danno.
Posto ai voti, l’emendamento 7.16 è respinto.
Sottoscrivono l’emendamento 7.17 il senatore CARBONE (FI-BP) e le senatrici GALLONE (FI-BP) e TOFFANIN (FI-BP), la quale intervenendo in dichiarazione di voto, rileva l’incoerenza di prevedere l’adozione di decreti attuativi successivi alla concreta erogazione del beneficio.
La presidente relatrice CATALFO (M5S) ribadisce le ragioni del parere contrario.
Posto ai voti, l’emendamento 7.17 è respinto.
Con distinte votazioni sono respinti anche gli emendamenti 7.18 e 7.19.
Posto ai voti, è invece approvato l’emendamento 7.20.
L’emendamento 7.21, posto ai voti, è respinto.
Con successive distinte votazioni sono respinti gli emendamenti 7.23, 7.24, 7.25, 7.26, 7.27, 7.28, 7.29 e 7.30.
L’emendamento 7.31, posto ai voti, è approvato.
Con distinte votazioni sono respinti gli identici 7.32 e 7.33, 7.46 (già 10.0.2) e 7.35.
La senatrice GALLONE (FI-BP) interviene a sostegno dell’emendamento 7.36, che posto ai voti, è respinto.
La Commissione approva invece l’emendamento 7.37.
Con distinte votazioni sono quindi respinti gli emendamenti 7.38 e 7.39.
La senatrice TOFFANIN (FI-BP) raccomanda l’approvazione dell’emendamento 7.40, sottolineando l’esigenza di consentire agli enti locali di svolgere concorsi.
Il senatore BERTACCO (FdI) sostiene l’emendamento 7.41: ricorda polemicamente un intervento del sottosegretario Fantinati, il quale aveva sostenuto che il provvedimento di urgenza in esame risolve il problema della povertà senza incidere sui Comuni.
Gli identici emendamenti 7.40, 7.41 e 7.42, posti congiuntamente ai voti, sono respinti.
Anche l’emendamento 7.43, posto ai voti, è respinto.
L’emendamento 7.22 (testo 2) è quindi posto ai voti e approvato, mentre l’emendamento 7.45, posto ai voti, risulta respinto.
La presidente relatrice CATALFO (M5S) dispone quindi una breve sospensione dei lavori.
La seduta, sospesa alle ore 12,15, riprende alle ore 12,40.
Si passa alla votazione degli emendamenti riferiti all’articolo 8.
La senatrice MATRISCIANO (M5S) ritira gli emendamenti 8.2 (testo 2),e 8.53;sottoscrive e ritira l’emendamento 8.40 (testo 2)
Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) ritira l’emendamento 8.58 e l’emendamento 8.25, che viene fatto proprio dalle senatrici TOFFANIN (FI-BP) e GALLONE (FI-BP).
Con il parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, l’emendamento 8.1, posto ai voti, è respinto.
La senatrice TOFFANIN (FI-BP) interviene a sostegno dell’emendamento 8.3, rilevando l’inadeguatezza degli incentivi previsti dall’articolo 8, mirati a favorire assunzioni a tempo indeterminato e che quindi non possono trovare applicazione in molti settori, come quello del turismo, per i quali occorre prevedere la possibilità di stipulare contratti di lavoro connotati da maggiore flessibilità.
Con il parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, l’emendamento 8.3 è posto ai voti e respinto.
Il senatore CIRIANI (FdI) interviene in dichiarazione di voto sugli emendamenti 8.4, 8.5 e 8.46 criticando l’idea che si possano creare nuovi posti di lavoro per decreto e con misure irrealistiche come quelle in esame, soprattutto in un periodo di crisi economica. Conclude sottolineando l’esigenza di escludere i benefici per le imprese dal computo deltetto per gli aiuti de minimis e l’inefficacia delle misure a favore dell’autoimprenditorialità di cui al comma 4 dell’articolo 8.
La presidente relatrice CATALFO (M5S) assicura che il tema è all’attenzione del Governo.
Posto ai voti con il parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, l’emendamento 8.4 è respinto.
A seguito di successive e distinte votazioni sono parimenti respinti, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, gli emendamenti 8.5 e 8.6.
In sede di dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 8.7, il senatore LAUS (PD) contesta l’intero impianto dell’articolo 8, in quanto a suo parere la decisione di condizionare l’erogazione degli incentivi esclusivamente all’assunzione a tempo pieno e indeterminato dei soggetti beneficiari di reddito di cittadinanza è del tutto irrazionale e non tiene conto della realtà imprenditoriale del nostro Paese, in particolare nei settori del turismo, dell’agricoltura, del commercio e dei servizi.
Il sottosegretario COMINARDI annuncia che il Governo sta valutando l’opportunità di ampliare tale previsione anche ad altre forme contrattuali.
Posto ai voti con il parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, l’emendamento 8.7 è respinto.
A seguito di successive e distinte votazioni sono ugualmente respinti, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, gli emendamenti 8.8, 8.9, 8.10, 8.11, 8.12, 8.13 (sottoscritto dalle senatrici GALLONE (FI-BP) e TOFFANIN (FI-BP)) e 8.14.
Previo parere favorevole del rappresentante del GOVERNO, l’emendamento 8.15, posto ai voti, viene invece approvato.
Con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, a seguito di successive e distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti 8.16 e 8.17.
Il senatore LAFORGIA (Misto-LeU) annuncia il voto favorevole sull’emendamento 8.18, che affianca al tema della restituzione degli incentivi da parte delle aziende che licenziano il beneficiario di reddito di cittadinanza la questione del ripristino dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e del conseguente reintegro del lavoratore nelle imprese con determinate caratteristiche dimensionali.
Posto ai voti con il parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO il predetto emendamento è respinto.
Su proposta della presidente relatrice CATALFO (M5S), la Commissione accantona quindi gli emendamenti 8.19, 8.21, 8.22, 8.24, 8.28 e 8.36.
In dichiarazione di voto sull’emendamento 8.20 prende la parola la senatrice TOFFANIN (FI-BP) che lamenta la modesta entità degli incentivi per le imprese che assumono un percettore di reddito di cittadinanza e l’eccessiva onerosità delle sanzioni per il loro eventuale licenziamento, senza peraltro la previsione di un arco temporale di riferimento. Dichiara quindi il voto favorevole del suo Gruppo.
Posto ai voti con il parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, l’emendamento 8.20 risulta respinto.
A seguito di successive e distinte votazioni, sono del pari respinti, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, gli emendamenti 8.23 (sottoscritto dalla senatrice PARENTE (PD)), 8.25 e 8.26 tra loro identici, 8.27, 8.29, 8.30, 8.31, 8.32, 8.33, 8.34, 8.35, 8.37 e 8.38.
L’emendamento 8.39 è precluso per effetto dell’approvazione dell’emendamento 7.22.
Con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, a seguito di successive e distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti 8.41 e 8.42 tra loro identici; 8.43, 8.44 e 8.45 (tutti e tre sottoscritti dalle senatrici GALLONE (FI-BP) e TOFFANIN (FI-BP)); 8.46; 8.47 (sottoscritto dalle senatrici GALLONE(FI-BP) e TOFFANIN (FI-BP)); 8.48 (sottoscritto dal senatore PATRIARCA (PD)); 8.49 (previa dichiarazione di voto favorevole del senatore BERTACCO (FdI)); 8.51.
L’emendamento 8.50 è dichiarato decaduto per l’assenza dei proponenti.
Previo parere favorevole della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, l’emendamento 8.52, posto ai voti, è invece approvato.
A seguito di successive e distinte votazioni, sono respinti, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, gli emendamenti 8.54 e 8.55 tra loro identici, 8.56, 8.57 e 8.59.
L’emendamento 8.60 è dichiarato decaduto per l’assenza della proponente.
Con parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, a seguito di successive e distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti 8.61, 8.62, 8.63 (sottoscritto dal senatore PATRIARCA (PD)), 8.0.1 (sottoscritto dal senatore CARBONE (FI-BP) e dalle senatrici GALLONE (FI-BP) e MODENA (FI-BP)) e 8.0.2.
Previa dichiarazione di voto favorevole della senatrice TOFFANIN (FI-BP), che sostiene la necessità di introdurre diversi incentivi alle imprese, l’emendamento 8.0.3 (sottoscritto dal senatore CARBONE (FI-BP)), posto ai voti con il parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, è respinto.
Il senatore PATRIARCA (PD) annuncia il voto favorevole sull’emendamento 8.0.4 in materia di assunzione di assistenti sociali.
Posto ai voti con il parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO il predetto emendamento, sottoscritto anche dalla senatrice PARENTE (PD), è respinto.
Dopo dichiarazione di voto favorevole della senatrice GALLONE (FI-BP), l’emendamento 8.0.5, posto ai voti con il parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, è respinto
È parimenti respinto, previo parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, l’emendamento 8.0.6.
Si passa all’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 9.
La presidente relatrice CATALFO (M5S) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti.
Il rappresentante del GOVERNO si esprime in modo conforme.
La senatrice MATRISCIANO (M5S) ritira l’emendamento 9.0.2.
Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) ritira l’emendamento 9.3, che viene fatto proprio dalle senatrici GALLONE (FI-BP) e TOFFANIN (FI-BP).
A seguito di successive e distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti 9.1 e gli identici 9.2 e 9.3.
Per sostenere l’emendamento 9.4 interviene la senatrice PARENTE (PD), che giudica necessario sancire il diritto all’assegno di ricollocazione – da ricomprendere, a suo avviso, tra i livelli essenziali delle prestazioni – per chi perde il lavoro, a prescindere dal riconoscimento del beneficio del reddito di cittadinanza. Contesta la scelta di escludere i percettori della NASpI dalla platea di coloro che riceveranno l’assegno di ricollocazione.
Posto ai voti con il parere contrario della presidente relatrice CATALFO (M5S) e del rappresentante del GOVERNO, il predetto emendamento è respinto.
A seguito di successive e distinte votazioni, sono del pari respinti gli emendamenti 9.5, 9.6, 9.7, 9.8 e 9.9, 9.10 (previa dichiarazione di voto favorevole del senatore LAFORGIA (Misto-LeU)), che si associa alle considerazioni testé svolte dalla senatrice Parente), 9.11, 9.12, 9.13 e 9.0.1.
Si passa all’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 10.
La presidente relatrice CATALFO (M5S) esprime parere contrario su tutti gli emendamenti, a eccezione della proposta 10.6, sulla quale il parere è favorevole.
Concorda il rappresentante del GOVERNO, che esprime parere favorevole sull’emendamento 10.3 delle Relatrici.
A seguito di successive e distinte votazioni, sono respinti gli emendamenti 10.1 e 10.2.
La Commissione approva invece l’emendamento 10.3.
Dopo dichiarazione di voto favorevole della senatrice TOFFANIN (FI-BP), che invita la Commissione a prendere finalmente una posizione sulla figura del caregiver, l’emendamento 10.4, posto ai voti, risulta respinto.
È ugualmente respinto l’emendamento 10.5.
Previa dichiarazione di voto favorevole dei senatori AUDDINO (M5S) e PATRIARCA (PD), l’emendamento 10.6, posto ai voti, è approvato.
A seguito di successive e distinte votazioni, sono quindi respinti gli emendamenti 10.7, 10.8, 10.9 e 10.0.1.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 14,10.

























