57ª Seduta
Presidenza del Presidente
indi del Vice Presidente
La seduta inizia alle ore 15,15.
IN SEDE CONSULTIVA
(Doc. LXXXVII, n. 2) Relazione sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea, anno 2006
(Parere alla 14a Commissione. Seguito e conclusione dell’esame. Parere favorevole con raccomandazioni.)
Riprende l’esame della Relazione in titolo, rinviato nella seduta del 3 maggio scorso.
Il presidente TREU ricorda che nella seduta del 18 aprile 2007 è stata svolta la relazione introduttiva congiuntamente sul documento in titolo e sul disegno di legge comunitaria per il 2007. Nella successiva seduta del 3 maggio, conclusa la discussione congiunta sui due atti, è stata approvata la relazione sul disegno di legge comunitaria, ai sensi dell’articolo 144-bis, comma 2 del Regolamento, ed è stato rinviato il seguito dell’esame del Documento in titolo.
Dà quindi la parola al relatore.
Il relatore DI SIENA (Ulivo) illustra uno schema di parere favorevole con raccomandazioni (v. allegato).
Si passa alle dichiarazioni di voto.
Il senatore SACCONI (FI) annuncia, a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza, il voto contrario sullo schema di parere illustrato dal relatore, evidenziando che pur essendo condivisibile il richiamo agli obiettivi di Lisbona, risultano tuttavia incongrue e contraddittorie le modalità prefigurate per il conseguimento degli stessi. Il testo illustrato dal senatore Di Siena, inoltre, si limita ad una esposizione estremamente schematica di alcune posizioni comuni alle forze politiche di centrosinistra, che, tra l’altro, risultano in palese contrasto con le indicazioni contenute nel “libro verde” sul mercato del lavoro dell’Unione europea.
Il richiamo all’accresciuto livello di precarietà e di insicurezza, nelle premesse del parere, non trova poi alcun riscontro nella realtà del mercato del lavoro italiano, mentre desta viva preoccupazione sia la riproposizione di una esperienza fallimentare, come quella del reddito minimo di inserimento, sia l’ipotesi di una sperimentazione generalizzata degli indici di congruità, suscettibili di ledere gravemente l’autonomia imprenditoriale. Anche i rilievi riguardanti le politiche di liberalizzazione dei servizi, contenuti nello schema di parere, risultano del tutto inadeguati.
Il senatore POLI (UDC), dopo aver dichiarato di condividere le considerazioni espresse dal senatore Sacconi, preannuncia, a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza, il voto contrario sullo schema di parere illustrato dal relatore, atteso che lo stesso prefigura una serie di misure del tutto incongrue, quali l’introduzione di limiti alle politiche di liberalizzazione, l’estensione dei congedi di paternità e maternità remunerati e la sperimentazione degli indici di congruità.
Il senatore VIESPOLI (AN), preannuncia, a nome del Gruppo parlamentare di appartenenza, il voto contrario sullo schema di parere illustrato dal relatore, evidenziando che pur essendo sicuramente condivisibili i riferimenti agli obiettivi di Lisbona, i richiami al reddito minimo di inserimento o all’estensione dei congedi parentali retribuiti non tengono in alcun conto l’esigenza di un ripensamento complessivo di tali istituti, che in passato hanno mostrato criticità notevoli.
Poiché non vi sono ulteriori richieste di intervenire per dichiarazione di voto, il PRESIDENTE, previa verifica del numero legale, pone ai voti lo schema di parere favorevole con raccomandazioni, illustrato dal relatore.
La Commissione approva.
IN SEDE REFERENTE
(1507) Delega al Governo per l’ emanazione di un testo unico per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro
(1486) SACCONI ed altri. – Testo Unico in materia di salute e sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)
Riprende l’esame congiunto dei disegni di legge in titolo, sospeso nella seduta del 2 maggio scorso.
Il presidente TREU avverte che nella seduta dell’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi politici, tenutasi prima dell’inizio della seduta, si è deciso di proporre alla Commissione di costituire un Comitato ristretto per l’esame degli emendamenti al disegno di legge n. 1507, già adottato come testo base, e per una valutazione sulla possibilità di trasformare alcuni principi di delega in norme direttamente precettive – facendo riferimento anche ad alcune parti del disegno di legge n. 1486 – secondo un orientamento emerso in numerosi interventi nel corso dell’esame congiunto. A tal fine, si è convenuto sull’opportunità di tenere una prima riunione del Comitato ristretto già nel pomeriggio di domani alle ore 15,30, in luogo della seduta della Commissione, già convocata per la stessa ora, e che si riunirà invece alle ore 21.
Poiché non si fanno obiezioni, così rimane stabilito.
Interviene quindi nella discussione generale il senatore SACCONI (FI), il quale ricorda che il disegno di legge n. 1468, di cui è primo firmatario, ripropone con alcuni aggiustamenti lo schema di decreto legislativo recante testo unico delle norme sulla sicurezza del lavoro, varato nella passata Legislatura in base alla delega conferita al Governo con l’articolo 3 della legge n. 229 del 2003, e successivamente ritirato, soprattutto a causa della difficoltà di superare i rilievi mossi presso altre sedi istituzionali circa la presunta violazione delle norme costituzionali in materia di riparto delle competenze legislative tra Stato e Regioni.
Ciò nonostante, ad avviso del senatore Sacconi, le ragioni delle scelte effettuate con il testo elaborato nella passata Legislatura mantengono tuttora la loro piena validità, in primo luogo in relazione all’esigenza di pervenire finalmente al coordinamento ed alla semplificazione di un sistema normativo che si è sedimentato nell’arco di un cinquantennio, e del quale si rende necessario assicurare l’operatività, a fronte dell’ineffettività che si è riscontrata soprattutto negli ultimi anni. Tale ineffettività è il problema principale che il legislatore è chiamato ad affrontare. La disciplina vigente in materia di sicurezza del lavoro è stata infatti elaborata essenzialmente con riferimento alle imprese di grandi dimensioni, e si fonda pertanto su un approccio prescrittivo, supportato da adempimenti di carattere formale, con un elevato livello di burocratizzazione: questa impostazione si è rivelata del tutto inefficace nei confronti delle piccole e medie imprese e, più in generale, di una realtà del sistema produttivo italiano caratterizzata da un forte decentramento.
Occorre quindi mutare la filosofia stessa del sistema normativo della sicurezza sul lavoro, e dare vita ad un testo unico la cui effettività nei confronti della piccola impresa sia garanzia di effettività anche nei confronti dell’impresa di grandi dimensioni, e che si deve connotare in primo luogo per certezza e semplicità della norma, come presupposto per la sua applicabilità. A tale fine, è essenziale l’adozione di un approccio sostanzialistico e per obiettivi, con alcune caratteristiche specifiche. In primo luogo, occorre prevedere che le funzioni pubbliche nel campo della sicurezza sul lavoro possano essere svolte con il concorso delle parti sociali, in un rapporto fondato sul principio di sussidiarietà, anche traendo spunto dalle positive esperienze di bilateralità realizzate nel settore dell’edilizia e dell’artigianato. D’altra parte, è innegabile che un vero ed effettivo incentivo alla bilateralità presuppone che laddove essa si afferma si realizzi una proporzionale riduzione degli adempimenti e dei controlli.
Un altro problema al quale si deve trovare una positiva risoluzione nel testo unico – prosegue il senatore Sacconi – riguarda l’esigenza di individuare modalità operative condivise con le Regioni, per superare le ambiguità della disciplina costituzionale, che, come è noto, ha alimentato a dismisura il contenzioso innanzi la Corte costituzionale. Sarebbe peraltro gravemente errato, in materia di sicurezza del lavoro, accreditare l’idea di una disciplina differenziata a livello territoriale. Si rende invece necessaria una riflessione specifica sul coordinamento delle funzioni di vigilanza, indispensabile proprio al fine di garantire un’applicazione uniforme della normativa prevenzionistica su tutto il territorio nazionale. Nell’ambito del predetto coordinamento, va poi assicurato anche il diritto di interpello, nei termini già previsti dalla legislazione vigente, per venire incontro alle esigenze degli operatori chiamati ad applicare la norma e anche di coloro che sono addetti alla vigilanza.
Come è già stato affermato durante la discussione, nel disegno di legge n. 1507, adottato dalla Commissione come testo base, occorre introdurre, in misura quanto più possibile ampia, disposizioni immediatamente precettive: l’idea di limitarsi al varo di una delega, che potrebbe essere esercitata – secondo quanto previsto nello stesso disegno di legge del Governo – entro un termine suscettibile di protrarsi fino a diciotto mesi, contraddice apertamente l’esigenza, richiamata da più parti e in sedi istituzionali autorevolissime, di disporre celermente di un insieme di norme in grado di incidere efficacemente sul fenomeno degli infortuni sul lavoro. Pertanto, si potrebbero introdurre norme immediatamente operative per quanto riguarda la disciplina delle bilateralità, del coordinamento delle funzioni di vigilanza, nonché in materia di sanzioni. Su questo ultimo tema, nel corso delle audizioni informali svolte presso l’Ufficio di Presidenza, si è registrato un unanime e motivato dissenso delle organizzazioni datoriali nei confronti dei principi di delega contenuti nel disegno di legge del Governo. Questi ultimi, in effetti, non sono tali da assicurare sanzioni proporzionate alla responsabilità ed al danno prodotto a seguito della violazione della norma, e per questo aspetto, potrebbero sortire l’effetto indesiderato di incoraggiare il ricorso del lavoro sommerso.
Altre disposizioni immediatamente precettive, da inserire nel disegno di legge n. 1507 – prosegue il senatore Sacconi – potrebbero riguardare i profili relativi alla formazione, all’informazione e all’incentivazione dei comportamenti virtuosi, sul modello del bonus malus applicato dall’INAIL ai premi assicurativi. Un altro problema da chiarire, e sul quale sarò fondamentale conoscere l’avviso del rappresentante del Governo, attiene alle risorse pubbliche effettivamente disponibili per la sicurezza e la prevenzione.
In conclusione, il senatore Sacconi rileva che permangono forti motivi di divergenza tra le forze politiche di maggioranza e di opposizione, in particolare per quanto attiene alla disciplina relativa alle sanzioni. Esprime peraltro l’auspicio che nel prosieguo della discussione possa prevalere l’approccio collaborativo, di cui la sua parte politica si è fatta promotrice – e di cui ha avuto sentore anche negli interventi del rappresentante del Governo e del Presidente – e che maturino conseguentemente le condizioni per pervenire all’elaborazione di un testo normativo quanto più possibile condiviso.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.
CONVOCAZIONE DEL COMITATO RISTRETTO PER L’ESAME DEI DISEGNI DI LEGGE N. 1507 E N. 1486. DIFFERIMENTO DELL’ORARIO DI INIZIO DELLA SEDUTA POMERIDIANA DELLA COMMISSIONE DI MERCOLEDI’ 9 MAGGIO
Il presidente ZUCCHERINI avverte che, a seguito delle decisioni testé adottate dalla Commissione su proposta dell’Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi politici, il Comitato ristretto per l’esame dei disegni di legge n. 1507 e n. 1486 si riunirà domani, mercoledì 9 maggio, alle ore 15,30. Conseguentemente, l’orario di inizio della seduta pomeridiana della Commissione è differito alle ore 21.
La seduta termina alle ore 15,40.
PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULLA RELAZIONE SULLA PARTECIPAZIONE DELL’ITALIA ALL’UNIONE EUROPEA, ANNO 2006
(DOC. LXXXVII, n. 2)
La Commissione, esaminato per le parti di competenza il documento in titolo, considerato che:
il mancato conseguimento degli obiettivi occupazionali indicati dalla strategia di Lisbona, di un tasso di occupazione del 70 per cento – quello femminile del 60 per cento – entro il 2010, richiede uno impegno specificamente rivolto a valorizzare la qualità del lavoro, anche attraverso l’investimento in capitale umano e a promuovere la stabilità dei rapporti di lavoro;
il persistere di marcate differenze regionali, la frammentazione delle tipologie di lavoro ed un accresciuto livello di precarietà e insicurezza rendono necessari interventi che siano finalizzati a rafforzare l’efficacia delle politiche per l’occupazione, a conseguire una maggiore equità sociale, a ridurre le disparità territoriali e a rafforzare la protezione delle fasce sociali più deboli;
preso atto inoltre dell’intento manifestato dal Governo di condurre azioni specificamente rivolte al sostegno di persone che vivono al di sotto della soglia di povertà, a persone anziane, a persone residenti in zone a “rischio geografico” e agli immigrati, e che, in questo ambito, si prevede, tra l’altro, la riattivazione su nuove basi del reddito minimo di inserimento, accompagnato da azioni di inserimento o reinserimento lavorativo e sociale, in particolare nel Mezzogiorno, nonché l’attivazione di iniziative volte a favorire l’inserimento degli immigrati e la loro maggiore stabilità, sostenendo l’accesso al diritto di cittadinanza, i ricongiungimenti familiari, la crescente presenza degli alunni nelle scuole, la maggiore stabilità occupazionale, la migliore padronanza della lingua italiana;
esprime parere favorevole con le seguenti raccomandazioni:
1) nell’ambito delle iniziative finalizzate al perseguimento degli obiettivi occupazionali definiti dalla strategia di Lisbona, le politiche del lavoro devono essere orientate nella direzione dell’aumento della qualità dell’occupazione, in particolare attraverso lo sviluppo della formazione, la riduzione dell’incidenza del lavoro precario e la promozione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato;
2) che le politiche di liberalizzazione dei servizi, come definite nella relazione, si attuino senza pregiudizio per i livelli retributivi e nel rispetto delle norme stabilite dalla contrattazione collettiva;
3) relativamente alle linee d’azione volte ad affiancare agli interventi di sostengo al reddito politiche attive di inserimento al lavoro, si rende necessario definire un nuovo sistema di ammortizzatori sociali, rivolto soprattutto alle fasce lavorative più deboli, quali giovani, donne e lavoratori ultracinquantenni;
4) occorre promuovere un’azione incisiva per favorire la conciliazione tra i tempi di lavoro e di cura familiare, in considerazione del possibile impatto sull’occupazione femminile, nonché a tutela dei diritti delle persone disabili. Anche in relazione ai suoi risvolti sociali, ed in particolare al basso tasso di natalità che si accompagna al basso tasso di occupazione femminile, assume un particolare rilievo la previsione di una estensione dei congedi di paternità e maternità remunerati, con l’inclusione tra i beneficiari dei lavoratori precari e discontinui e dell’innalzamento della soglia di età dei figli entro la quale è possibile ottenere il congedo;
5) alle iniziative legislative in materia di sicurezza del lavoro, il cui esame parlamentare è già stato avviato, si devono affiancare iniziative volte a contrastare efficacemente il lavoro irregolare, in primo luogo attivando la sperimentazione degli indici di congruità, al fine di definire i gruppi di imprese che mostrano notevoli profili di anomalia.

























