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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

22 Ottobre 2009
in Senato
MARTEDÌ 8 LUGLIO 2008

10ª Seduta 

Presidenza del Presidente


GIULIANO 


La seduta inizia alle ore 14,55.


IN SEDE CONSULTIVA


(866) Conversione in legge, con modificazioni,  del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, recante disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie, approvato dalla Camera dei deputati


(Parere alle Commissioni 5a e 6a riunite. Esame e rinvio)  


Il relatore CASTRO (PdL) illustra il provvedimento in titolo per i profili di competenza della Commissione, soffermandosi in particolare sull’articolo 2, che interviene sul regime fiscale dei redditi da lavoro dipendente.


In proposito, osserva che le disposizioni ivi contenute rispondono all’indirizzo promosso dal Governo di incentivare fiscalmente alcune componenti della retribuzione dei lavoratori dipendenti del settore privato. In particolare, l’assoggettamento al regime fiscale agevolato delle prestazioni di lavoro straordinario risponde all’esigenza di individuare misure propulsive dell’aumento della produttività delle imprese, ove si consideri che il costo del lavoro straordinario è inferiore rispetto a quello ordinario. Ritiene tale misura idonea al rilancio della competitività di vari settori industriali, e in particolare del settore manufatturiero, tramite il nuovo impulso fornito da maggiori prestazioni di lavoro straordinario, con positivi effetti anche in termini di flessibilità.


Per quanto concerne, poi, le agevolazioni fiscali relative alle quote di retribuzione caratteristiche del secondo livello di contrattazione collettiva – legate alla produttività aziendale – reputa ampiamente condivisibile l’utilizzo da parte dell’Esecutivo dello strumento fiscale al fine di agevolare il ricorso alla contrattazione decentrata.


Sottolinea inoltre l’importanza del meccanismo contemplato dall’articolo 2 del decreto-legge ai fini dell’affermazione di positive relazioni fra le parti sociali.


Con riferimento alla esclusione del pubblico impiego dall’ambito di applicazione della detassazione degli straordinari, rileva preliminarmente come le misure abbiano carattere sperimentale, il che consentirà di intervenire successivamente nella stessa materia alla luce delle risultanze applicative. In ogni caso, si è dovuto a suo avviso realisticamente tener conto del divario di efficienza del settore pubblico rispetto a quello privato e del rischio che l’introduzione di misure di defiscalizzazione del lavoro straordinario finissero per alimentare ulteriori distorsioni nel funzionamento delle pubbliche amministrazioni.


Sottolinea peraltro come tra i presumibili effetti delle misure di detassazione vi sarà quello di favorire la crescita dei salari più bassi, mentre la fissazione di un limite massimo di reddito da lavoro dipendente per l’applicazione dei benefici individuerà settori di imprese che fruiranno in misura maggiore di altre dell’intervento.


Osserva poi come il decreto-legge sia destinato a sostenere la produttività dei settori connotati da maggiore efficienza e che presentano più ampie opportunità di crescita, secondo una logica di stimolo della competitività.


Esprime infine apprezzamento per l’inserimento in sede d’esame da parte della Camera dei deputati della disposizione di cui all’articolo 5, comma 9, lettera b), in tema di finanziamento dell’attività dell’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL).


Il senatore ROILO (PD), nel preannunziare il suo orientamento negativo sul provvedimento, stigmatizza la scelta dell’esclusione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni dall’ambito di applicazione delle misure di agevolazione fiscale da esso introdotte per i redditi da lavoro straordinario. In proposito, rileva come sia improprio considerare suscettibili di rispondere positivamente, in termini di produttività, all’introduzione di agevolazioni fiscali nei confronti di tale voce retributiva i soli dipendenti del settore privato, come ha invece mostrato di ritenere il relatore Castro.


Appare poi a suo avviso non condivisibile l’indirizzo, adottato dal Governo, alla stregua del quale il miglioramento dei livelli retributivi dei lavoratori dipendenti può essere promosso, sostanzialmente, solo nel quadro di un incremento complessivo delle ore lavorate. Infatti, rileva come sia un dato ormai acquisito che all’aumento delle ore di lavoro corrisponde un peggioramento della produttività, senza che si possano trascurare evidentemente le ripercussioni negative a ciò associate per la salute e la sicurezza dei lavoratori.


Rispetto, poi, alla platea dei lavoratori interessati dalle misure di cui all’articolo 2 del decreto-legge, rileva come, oltre all’esclusione dei pubblici dipendenti, incida in senso limitativo della stessa anche l’impossibilità di fruire dei benefici fiscali per i lavoratori interessati da procedure di mobilità e da misure di cassa integrazione salariale; rileva peraltro come anche le lavoratrici donne, per fattori familiari e in generale sociali, avranno presumibilmente difficoltà ad accedere alle misure agevolative contemplate dal provvedimento.


Sarebbe stato quindi preferibile da parte dell’Esecutivo concentrare gli interventi sul regime fiscale dei redditi da lavoro dipendente esclusivamente sulle remunerazioni correlate ad incrementi di produttività, evitando di dar luogo a discriminazioni tra categorie di lavoratori e concorrendo al rilancio competitivo delle imprese.


In conclusione, sottolinea come il provvedimento sia ispirato ad intenti demagogici e comunque inefficace.


Il senatore ICHINO (PD) osserva come l’impostazione complessiva dell’intervento del Governo in materia lavoristica avrebbe dovuto essere non tanto quella di favorire l’aumento in termini quantitativi delle ore di lavoro dei lavoratori irregolari, quanto quella di aumentare il tasso di occupazione stabile.


Considerata la situazione occupazionale nel Paese, particolarmente insoddisfacente in relazione alla componente femminile, le limitate risorse disponibili avrebbero dovuto essere concentrate a sostegno dell’offerta di lavoro delle donne, la quale, oltre a risultare maggiormente elastica rispetto agli incrementi di retribuzione nei confronti di quella maschile, può contribuire significativamente alla crescita competitiva.


In merito alla scelta del Governo di intervenire con misure di agevolazione fiscale su varie componenti della retribuzione dei lavoratori dipendenti privati, con particolare riferimento alle remunerazioni collegate all’andamento economico dell’impresa, ma anche al lavoro straordinario e al lavoro supplementare, osserva come i benefici siano assoggettati ad un tetto massimo onnicomprensivo. Ciò rende incerta la definizione del quadro in cui dovrà operare la contrattazione di secondo livello, non essendo chiaro quale sarà il volume delle risorse che potranno essere utilizzate per defiscalizzare le quote di retribuzione legate al risultato. Fa inoltre presente come il Governo non abbia fornito al Parlamento, contestualmente alla presentazione della manovra, alcun dato aggiornato sul contesto economico sul quale questa interviene, né alcuna stima previsionale sull’impatto delle misure introdotte. Fa osservare come tale mancanza, oltre a dimostrare la superficialità dell’intervento promosso dal Governo, renda in concreto impossibile una valutazione del grado di efficacia che potranno avere le misure in esame.


Il senatore NEROZZI (PD) rileva come la scelta di dar luogo alla parziale detassazione dei redditi derivanti da lavoro straordinario sia inidonea a promuovere l’aumento della produttività del lavoro, obiettivo in funzione del quale sarebbe stato molto più efficace assoggettare ad un analogo regime fiscale di favore le parti di retribuzione che formano oggetto della contrattazione di secondo livello. Sotto un diverso profilo, appare incongrua l’indifferenziata esclusione dal beneficio disposta nei confronti dei pubblici dipendenti, anche alla luce del fatto che nel settore pubblico si ricorre in misura rilevante al lavoro straordinario nelle aree caratterizzate da carenze degli organici e dalla necessità di corrispondere ad esigenze indifferibili dell’utenza, e quindi in presenza di obiettive esigenze operative. In considerazione di ciò, sarebbe stato a suo avviso doveroso estendere la detassazione, in particolare, a favore dei dipendenti che operano in comparti essenziali per la salute e l’incolumità pubbliche, quali i medici ospedalieri e gli infermieri, gli addetti alla sicurezza e i vigili del fuoco, e ciò anche al fine di contribuire al miglioramento degli essenziali servizi in questione.


Il seguito dell’esame è quindi rinviato.


La seduta termina alle ore 15,35.

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