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Il Diario del Lavoro

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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

22 Ottobre 2009
in Senato

MERCOLEDÌ 2 LUGLIO 2008

9ª Seduta 


Presidenza del Presidente


GIULIANO 


           


            La seduta inizia alle ore 10,40.


 


 


IN SEDE CONSULTIVA


(Doc. LVII, n. 1 – Allegato/I) Documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2009-2013 e il connesso allegato infrastrutture


(Parere alla 5a Commissione. Seguito e conclusione dell’esame. Parere favorevole) 


Riprende l’esame del Documento in titolo, sospeso nella seduta di ieri.


Il senatore TREU (PD) rileva anzitutto la irritualità della presentazione, da parte del Governo, del Documento dopo che una serie di provvedimenti, anche d’urgenza, ne ha profondamente modificato il contesto di riferimento, rendendo i contenuti programmatori oggetto della presente discussione largamente superati.


In relazione alle misure indicate nel Documento, con particolare riferimento alle politiche sul lavoro, la manovra prefigurata dall’Esecutivo appare molto ambiziosa negli obiettivi, che vengono peraltro perseguiti mediante strumenti inadeguati. Infatti, scelte come il sostanziale aumento della pressione fiscale e l’abolizione di strumenti di incentivazione degli investimenti produttivi, nel contesto dato dalla debolezza strutturale dell’economia del Paese, inducono a prevedere che l’approccio preannunciato dal Governo avrà effetti recessivi, mentre sarebbero stati necessari interventi volti a sostenere la spesa per investimenti e consumi.


Sottolinea poi come il Documento, nella presente congiuntura economica, non risulti equilibrato negli interventi di distribuzione delle risorse, come dimostrato anche dalla scelta dell’abolizione indiscriminata dell’ICI sulla prima casa, destinata a favorire soprattutto le fasce più agiate della popolazione.


Rileva poi come gli effetti recessivi della manovra siano destinati a incidere negativamente sull’occupazione: lo stesso Documento, al riguardo, contiene stime preoccupanti sul relativo tasso di crescita, nettamente inferiori rispetto a quelle previste nella scorsa legislatura e comunque difficilmente realizzabili, se non attraverso misure di promozione del lavoro saltuario e dei cosiddetti bad jobs.


Ulteriori notazioni critiche riguardano la previsione in senso peggiorativo della produttività delle imprese – strettamente connessa alla mancanza di misure a sostegno dell’innovazione – e la palese sottostima dell’inflazione programmata rispetto a quella reale, mentre vi sono evidenti segnali di deterioramento delle prospettive nel Mezzogiorno, con un accrescimento del divario rispetto al Nord.


A livello di politica dei redditi, fa presente come il Documento non affronti adeguatamente la preoccupante previsione relativa alla scarsa crescita dei salari, mancando provvedimenti a sostegno dello sviluppo. Inoltre, osserva come manchi una precisa indicazione delle risorse destinate a far fronte ai previsti rinnovi contrattuali nel settore del pubblico impiego, segnalando come in tale ambito sarebbe necessario, oltre a porre in essere misure di riduzione degli sprechi, assicurare le condizioni per una maggiore motivazione dei lavoratori, anche mediante incentivi economici in sede di contrattazione.


Esprime quindi un giudizio fortemente critico sulla riduzione degli stanziamenti agli enti locali, rilevando come essi incidano sulla spesa in modo indiscriminato e siano suscettibili di tradursi in un sensibile peggioramento dei livelli dei servizi offerti ai cittadini.


Con riferimento, invece, al settore del precariato nella pubblica amministrazione, rileva come le attuali misure di forte riduzione del numero dei lavoratori da stabilizzare si pongano in sostanziale contraddizione rispetto all’operato dei Governi di centro-destra che operarono nella XIV legislatura, alle cui scelte in materia di blocco delle assunzioni va attribuita la responsabilità del forte aumento del numero dei precari.


Rileva infine la mancanza nel Documento della previsione di misure concrete di sostegno ai redditi dei lavoratori dipendenti e di interventi di politica sociale del lavoro, in particolare per ciò che attiene all’occupazione femminile. A tale ultimo proposito, rileva come le linee programmatiche in materia sociale avrebbero invece dovuto trovare analitica illustrazione proprio nel Documento in esame, in quanto recante l’impostazione di fondo dell’azione del Governo nel prossimo triennio.


Osserva poi che le dichiarazioni formulate dal ministro Sacconi in occasione della sua audizione, la scorsa settimana, davanti alla Commissione in ordine all’opportunità di sostenere l’occupazione e le fasce più deboli della popolazione non abbiano trovato alcun riscontro nel Documento in esame.


Auspica che il relatore fornisca chiarimenti, in sede di replica, ai rilievi testè delineati.


Il senatore LONGO (PdL)  rileva come le osservazioni formulate dal senatore Treu – pur dotate di intrinseca coerenza – rispondano ad un’impostazione che è risultata nettamente soccombente in occasione delle ultime elezioni.


Alcuni dei rilievi critici che sono stati mossi all’impianto del DPEF trascurano inoltre il fatto che il contenuto del Documento è fortemente condizionato da fattori economici non influenzabili dall’azione di Governo e da variabili indipendenti, quale ad esempio l’inflazione importata.


Sottolinea poi come il programma delineato nel Documento abbia un’impostazione prudenziale e non si prefigga affatto, come è stato affermato, obiettivi irraggiungibili, pur tenendo conto dei margini di aleatorietà di una manovra esposta alle incertezze della congiuntura economica internazionale.


Rileva come, a fronte della limitatezza delle risorse disponibili – fattore che si pone quale premessa ineludibile ai fini della valutazione della manovra – le misure redistributive recate dal Documento siano idonee a favorire la crescita dei consumi, incidendo non solo sul canale del reddito disponibile, ma anche sulla propensione all’acquisto.


Osserva inoltre come, nel complesso, l’Esecutivo stia adottando un ampio novero di iniziative di promozione della crescita e di contrasto all’attuale fase di stagnazione. Per quanto concerne infine i rilievi critici mossi dal senatore Treu in relazione all’abolizione dell’ICI, ne richiama la valenza quale strumento di rilancio dei consumi anche delle fasce di reddito medio-alte.


Il relatore MORRA (PdL) replica alle osservazioni formulate nel corso della discussione generale facendo presente come, in generale, gli accenti fortemente critici dei senatori dei Gruppi di opposizione – essenzialmente incentrati su aspetti di dettaglio – rispondano più a valutazioni di politica generale che di merito. Al riguardo, osserva come l’impianto complessivo del DPEF sia di chiara ispirazione riformista e compia scelte di fondo volte al rilancio della competitività del Paese. In particolare, richiama alcuni interventi fondamentali – sui quali non sono state formulate osservazioni specifiche – quali quelli prefigurati nel Documento in materia di politica energetica, di liberalizzazione dei servizi pubblici locali e di giustizia civile.


Con riferimento, poi, alla preannunciata riforma dell’assetto della pubblica amministrazione, aderisce alla scelta prefigurata nel Documento di intervenire con decisione in vista di un recupero immediato di efficienza, anche in funzione di contenimento dei costi.


Rispetto ai rilievi critici del senatore Roilo sulla riduzione degli stanziamenti destinati agli enti locali, fa notare come essa sia finalizzata non certo a determinare un  peggioramento del livello dei servizi offerti alla popolazione, bensì ad indurre l’adozione in seno agli enti di scelte organizzative rispondenti a criteri di maggiore efficienza, a fronte delle diminuite risorse.


Per quanto concerne il previsto andamento dell’inflazione, sottolinea l’esigenza di porre un freno al tendenziale rincorrersi degli aumenti dei prezzi e delle retribuzioni, che si ripercuote negativamente soprattutto sul potere d’acquisto ed erode i margini per la contrattazione della parte variabile delle retribuzioni. Quanto agli effetti dell’inflazione sul reddito dei pensionati, rileva come il Governo abbia preannunziato l’impegno ad adottare interventi di sostegno a favore delle famiglie e delle fasce deboli della popolazione.


Conclude facendo presente come le misure preannunciate nel Documento siano idonee a favorire la ripresa.


Ritiene con ciò di avere illustrato la proposta di parere favorevole sul Documento in titolo da lui predisposta (tale proposta è pubblicata in allegato al presente resoconto).


Il presidente GIULIANO ricorda che è stata presentata, a firma dei senatori Roilo, Passoni, Treu, Ghedini, Biondelli, Nerozzi, Ichino, Blazina, Carlino e Adragna, una proposta di parere contrario sul Documento in titolo, che si intende illustrata (tale proposta è pubblicata in allegato al presente resoconto).


Avverte quindi che si passerà alla votazione della proposta di parere, favorevole, predisposta dal relatore.


La senatrice GHEDINI (PD) dichiara, anche a nome del Gruppo di appartenenza, il proprio voto contrario alla proposta di parere predisposta dal relatore. Con riferimento alla replica da questi effettuata, fa presente come gli interventi dei senatori di opposizione abbiano dovuto necessariamente riguardare passaggi puntuali del Documento, poiché lo stesso risulta in sé non comprensibile se non in stretta correlazione con gli interventi adottati dal Governo, prevalentemente mediante decreto-legge, nello stesso contesto temporale nel quale è stato varato il DPEF. Pertanto, qualsiasi considerazione generale non ha potuto che essere riferita ai limitati contenuti programmatici della manovra.


Osserva poi come – al di là dei profili di merito del Documento – le modalità d’azione dell’Esecutivo si siano risolte in una compressione della dialettica parlamentare, essendo stato sostanzialmente modificato il contesto di riferimento attraverso una serie di provvedimenti d’urgenza.


Nel complesso, la manovra – adottata in una delicata congiuntura economica – appare scarsamente realistica quanto agli obiettivi, che sono oltretutto perseguiti mediante interventi impropri sotto il profilo dell’equità sociale. In particolare, in un contesto segnato da prospettive di crescita negative, il Documento non definisce una convincente strategia di promozione dello sviluppo, il che ha un diretto riscontro nelle previsioni sul tasso di occupazione, il cui incremento rischia di essere affidato esclusivamente all’espansione del fenomeno dei lavori marginali.


Stigmatizza poi l’assenza di misure di sostegno ai redditi da lavoro dipendente e da pensione, nonché la sostanziale rinuncia a perseguire una reale diminuzione della pressione fiscale e a promuovere la contrattazione collettiva di secondo livello. A tale ultimo proposito, sottolinea che la detassazione del lavoro straordinario ha un ambito ristretto di applicazione, che non include, tra l’altro, i settori a prevalente occupazione femminile. Esprime poi un giudizio critico anche in relazione alla tipologia delle misure di sostegno previste per i meno abbienti, che riflette un’impostazione non idonea a garantirne un miglioramento stabile delle condizioni di vita.


Dopo che il PRESIDENTE ha verificato la presenza del numero legale per deliberare, la Commissione approva la proposta di parere favorevole sul Documento e sul connesso allegato infrastrutture presentata dal relatore Morra.


Risulta conseguentemente preclusa la votazione sulla proposta di parere contrario presentata dai senatori Roilo, Passoni, Treu, Ghedini, Biondelli, Nerozzi, Ichino, Blazina, Carlino e Adragna.


La seduta termina alle ore 11,15.


PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE


SUL DOCUMENTO N. LVII, N. 1 – Allegato/I


La Commissione,


esaminato, per le parti di competenza il Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2009-2013 e il connesso allegato infrastrutture;


– preso atto che il Documento adotta quale ambito di riferimento il quinquennio, con un ampliamento di un anno dell’orizzonte temporale precedentemente adottato dagli omologhi Documenti, ampliamento che appare funzionale alla portata degli interventi prospettati;


– rilevato come in esso sia prefigurata un’azione di forte rilancio dell’economia incentrata sull’adozione di misure dirette a promuovere l’incremento della produttività del lavoro e a garantire al contempo le condizioni per un miglioramento delle retribuzioni e, più in generale, per un incremento del reddito disponibile per le famiglie;


– ricordato, in particolare, come di tale indirizzo rappresentino una prima, coerente anticipazione le disposizioni già adottate dal Governo in tema di azzeramento dell’ICI sulla prima casa e di detassazione sperimentale delle retribuzioni di produttività, come pure le iniziative già assunte sul versante della sostenibilità dei mutui;


– preso atto con preoccupazione del persistere di un differenziale negativo rispetto al tasso di crescita del PIL dei principali partner europei, con un divario pari a circa un punto percentuale all’anno rispetto all’aggregato UE-15 a partire dal 2000, in un contesto segnato oltretutto da una congiuntura sfavorevole per ciò che attiene alle prospettive di crescita a livello comunitario e internazionale;


– rilevato come la dinamica complessiva dell’occupazione nel 2008 – alla stregua del Documento – sia destinata a crescere a tassi più moderati rispetto a quelli dell’ultimo biennio (0,7 per cento, contro una media di 1,3 per cento nel 2006-2007), ma denotando comunque ancora una forte elasticità rispetto al PIL (quest’ultimo crescerebbe, nel 2008, dello 0,5 per cento, in termini reali), a testimonianza della validità delle riforme del mercato del lavoro operate nell’ultimo decennio a partire dalla Legge Treu per finire alla Legge Biagi, di cui il Documento oggetto del presente parere prefigura una più puntuale applicazione;


– preso altresì atto che il deterioramento, per ciò che attiene ai conti pubblici, della posizione strutturale dell’Italia per il 2008, rispetto a quella dell’anno precedente, rilevato dalla Commissione europea, potrà condizionare l’azione di governo essenzialmente  sul lato della spesa pubblica;


– constatato come l’andamento dei prezzi delle materie prime renda non improbabile che l’inflazione si attesti al di sopra del livello programmato per il 2008, pari all’1,7 per cento;


– rilevato peraltro come proprio gli elementi di criticità testè richiamati impongano una decisa accelerazione negli interventi volti a ridurre e a riqualificare la spesa per la pubblica amministrazione, così da liberare risorse per lo sviluppo del Paese;


– espresso, in tale prospettiva, vivo apprezzamento per gli interventi prefigurati nel Documento in vista del perseguimento degli obiettivi della meritocrazia, dell’innovazione e della trasparenza negli apparati pubblici;


– preso atto, per quanto riguarda la spesa per il settore pensionistico, della previsione per la quale la relativa incidenza in rapporto al PIL sul medio e lungo periodo rimarrà stabile o in crescita moderata fino al 2023, anche per effetto delle varie riforme adottate nel settore sia nello scorso decennio sia in quello in corso mentre, per il periodo dopo il 2023, vi sarebbe un aumento consistente e progressivo del relativo valore percentuale, fino al 2038, seguito da una fase di riduzione della misura del rapporto, fino al 2050, dovuta sia al completamento del passaggio al sistema contributivo sia alla progressiva scomparsa delle generazioni del baby boom;


– preso atto altresì dell’impegno preannunziato sul versante del contenimento della spesa per i trattamenti pensionistici per invalidità civile, incentrato sul ricorso a un piano straordinario di verifica del diritto ai benefici (piano già previsto dall’articolo 80 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, in fase di conversione alle Camere);


esprime parere favorevole.


SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DAI SENATORI ROILO,


PASSONI, TREU, GHEDINI, BIONDELLI, NEROZZI, ICHINO, BLASINA, CARLINO E ADRAGNA


SUL DOCUMENTO N. LVII, N. 1 – Allegato/I


La Commissione 11a, in sede di esame del documento di programmazione economico-finanziaria 2009-2013,


Premesso che:


il DPEF 2009-2013, rispetto alla norma e alla prassi di esame dei documenti di bilancio pubblico, perde di fatto la natura di documento di impostazione programmatica pluriennale che, accanto alla descrizione degli andamenti tendenziali dei grandi aggregati macroeconomici, illustrava le scelte politiche e di intervento nei diversi comparti della vita economica e sociale del Paese e le relative ricadute in termini di quadro programmatico;


la decisione di anticipare i contenuti della legge finanziaria con un decreto-legge, già all’esame del Parlamento, e un disegno di legge, già approvato dal Consiglio dei ministri il 18 giugno scorso, toglie infatti all’esame parlamentare sul documento e alle deliberazioni nelle risoluzioni che l’accompagnano, il carattere di scelta programmatica insita nello strumento definito dalle leggi di contabilità;


nel merito, la manovra finanziaria triennale presentata dal Governo attraverso il DPEF 2009-2013 si connota per l’impatto fortemente recessivo sull’economia nazionale;


il conto programmatico della pubblica amministrazione segnala infatti una riduzione della spesa in conto capitale senza precedenti, per ampiezza ed estensione pluriennale, rispetto alle manovre finanziarie recenti. I tagli previsti alla spesa per investimenti ammontano infatti a circa 3 miliardi per il 2009, 5 miliardi per il 2010 ed 11,2 miliardi per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013, con una sottrazione complessiva di risorse all’economia nazionale pari a circa 42 miliardi di euro nel quinquennio 2009-2013;


l’effetto della manovra finanziaria sulla crescita del PIL – che il documento di programmazione già definisce “modesto e sostanzialmente neutrale”, con espressa ammissione della carenza di efficaci politiche per lo sviluppo – deve piuttosto ritenersi di segno negativo, con conseguenze che si prospettano rilevanti anche in termini di perdita di posti di lavoro;


per altro verso, il DPEF non reca alcuna indicazione programmatica sulle politiche sociali e di sostegno al potere d’acquisto delle famiglie, salvo il riferimento all’attivazione di un “fondo a favore dei più disagiati, destinato ad acquisti di generi alimentari e al pagamento delle bollette”;


in particolare, tra gli obiettivi programmatici del Governo non figura alcun intervento di riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro, nonostante le disposizioni vigenti (articolo 1, comma 4, della legge finanziaria per il 2008) impongano la prioritaria destinazione delle maggiori entrate alla “riduzione della pressione fiscale nei confronti dei lavoratori dipendenti, da realizzare mediante l’incremento della misura della detrazione per i redditi di lavoro dipendente di cui all’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917”;


in particolare, il DPEF non indica alcuno stanziamento aggiuntivo di risorse per il finanziamento di sgravi contributivi per l’incentivazione della contrattazione di secondo livello, da destinare al Fondo a tal fine istituito nella scorsa legislatura con la legge di recepimento del cosiddetto “Protocollo Welfare” (articolo 1, comma 67, della legge n. 247 del 2007) con una dotazione iniziale di 650 milioni di euro;


né si prevedono risorse aggiuntive – rispetto ai 150 milioni di euro già stanziati dalla stessa legge n. 247 del 2007 (articolo 1, comma 70) – da destinare alla riduzione a regime dell’imposizione fiscale sulle somme oggetto degli sgravi contributivi sulla retribuzione di secondo livello;


d’altronde, il tema stesso della riduzione delle imposte sembra uscito dall’agenda programmatica del Governo, smentendo gli annunci enfatici della campagna elettorale. Il conto programmatico della pubblica amministrazione presentato con il DPEF prevede infatti una pressione fiscale ferma al 43 per cento nel 2009, cioè esattamente allo stesso livello del 2007, che addirittura sale a 43,2 per cento nel 2010, per scendere al di sotto del 43 per cento solo nel 2013;


la mancanza di incisive politiche di sostegno a salari e pensioni è tanto più grave in quanto lo stesso DPEF segnala un’allarmante impennata dell’inflazione al consumo, per di più caratterizzata da forti differenziazioni territoriali. A fronte di un’inflazione reale che ha raggiunto il 3,8 per cento su scala nazionale nei primi cinque mesi del 2008, al Sud e nelle isole si è toccata nello stesso periodo la punta del 4,3 per cento; e la perdurante rincorsa del prezzo del petrolio lascia supporre un netto peggioramento degli indicatori per i mesi futuri;


in una situazione così grave, la scelta del Governo di fissare l’inflazione programmata al livello dell’1,7 per cento per il 2008 e dell’1,5 per cento per gli anni successivi – ad un livello cioè significativamente più basso di quello assunto a riferimento in sede comunitaria – è destinata evidentemente ad approfondire le disuguaglianze sociali, colpendo soprattutto i lavoratori dipendenti e i pensionati;


suscita preoccupazione in tal senso anche la mancata indicazione nel DPEF delle risorse da destinare al rinnovo dei contratti collettivi del pubblico impiego, a fronte di un’appostazione di risorse – effettuata a questo fine attraverso il decreto-legge n. 112 del 2008 – che si profila del tutto insufficiente e pari ad appena 2.485 milioni di euro annui;


infine, si segnala come allarmante l’intenzione del Governo di procedere alla “soppressione della sanatoria per precari prevista nelle precedenti leggi finanziarie”, secondo quanto espressamente indicato nel DPEF. L’annunciata abrogazione della disciplina di stabilizzazione – introdotta nella scorsa legislatura per far fronte al fenomeno della crescita del lavoro precario alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, a sua volta alimentato dalle precedenti politiche di reiterazione del blocco del turn over – comporterebbe la cancellazione della legittima aspettativa all’assunzione a tempo indeterminato maturata da oltre 300mila giovani precari, con conseguente socialmente rilevanti soprattutto nelle aree del Paese a più alta tensione occupazionale.


tutto ciò premesso, si esprime parere contrario.

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10 Luglio 2026
Rappresentanza e contratti, Fumarola: bene l’intesa tra le associazioni datoriali, ora si avvii il confronto

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10 Luglio 2026
Rappresentanza e contratti, Lusetti (Confcommercio), “l’accordo tra le imprese passaggio di grande rilievo”

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10 Luglio 2026
Economia, Istat: nel III trimestre crescita ferma, su anno +0,4%, la variazione acquisita per il 2025 allo 0,5%

 Economia, Istat: prospettive incerte a livello globale, pesano gli effetti della guerra Usa-Iran. Cresce il Pil italiano nel primo trimestre

10 Luglio 2026
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