73ª Seduta
Presidenza del Presidente
Interviene, ai sensi dell’articolo 48 del Regolamento, in rappresentanza della Banca d’Italia, il dottor Andrea Brandolini, titolare della divisione struttura economica e mercato del lavoro del servizio studi di struttura economica e finanziaria, accompagnato dalla dottoressa Paola Ansuini, titolare della divisione comunicazione e stampa della segreteria particolare.
La seduta inizia alle ore 15,35.
SULLA PUBBLICITA’ DEI LAVORI
Il presidente GIULIANO comunica che, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, sono state chieste l’attivazione dell’impianto audiovisivo a circuito chiuso e la trasmissione radiofonica e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso.
Poiché non vi sono osservazioni, tale forma di pubblicità è dunque adottata per il prosieguo dei lavori.
Il PRESIDENTE avverte altresì che la pubblicità della seduta sarà inoltre assicurata attraverso la resocontazione stenografica, che sarà resa disponibile in tempi rapidi.
La Commissione prende atto.
PROCEDURE INFORMATIVE
Seguito dell’indagine conoscitiva sul livello dei redditi di lavoro e sulla redistribuzione della ricchezza in Italia nel periodo 1993-2008: audizione di rappresentanti della Banca d’Italia.
Il dottor BRANDOLINI svolge un ampio intervento sul tema oggetto dell’indagine, fornendo nel corso della sua esposizione anche chiarimenti richiesti in via incidentale dal Presidente e soffermandosi in particolare su tre aspetti specifici: la distribuzione funzionale del reddito tra profitti e salari, le retribuzioni dei lavoratori dipendenti e le questioni connesse alla distribuzione personale dei redditi e della ricchezza in Italia. Con riferimento al primo profilo, rileva che la quota del lavoro sul valore aggiunto è scesa, alla fine degli anni ’90, dal picco di metà anni settanta ai valori minimi dal dopoguerra. Nel decennio in corso, sospinta dall’aumento dell’occupazione, ha poi ripreso a salire, riportandosi ai livelli dei primi anni novanta, con andamenti più accentuati nel settore privato. In ogni caso si ha una dinamica complessivamente meno favorevole ai profitti nei settori manifatturieri, più esposti alla concorrenza internazionale, e più favorevole nei servizi oggetto delle privatizzazioni nel decennio scorso. Quanto alle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, la crescita di quelle lorde reali unitarie è risultata contenuta dal 1993 al 2008, con un aumento inferiore per le retribuzioni al netto del carico fiscale, soprattutto per quanti non hanno familiari a carico. La crescita dei redditi reali è stata frenata dal rallentamento della produttività; la dinamica delle retribuzioni medie è inoltre stata moderata dalla diffusione delle forme contrattuali atipiche. Con riferimento agli aspetti relativi alla distribuzione personale dei redditi, si osserva che il livello della povertà e delle disuguaglianza dei redditi familiari in Italia è elevato nel confronto internazionale, ben superiore a quello dei paesi nordici e dell’Europa continentale, in linea con quello degli altri paesi mediterranei e quelli di lingua inglese. Il contrasto tra Nord e Sud è decisivo per comprendere il livello di disuguaglianza complessivo in Italia, non solo per il ruolo degli ampi divari di reddito, ma anche per l’impatto di una distribuzione dei redditi fortemente disuguale nelle regioni meridionali. Nell’ultimo trentennio in Italia vi sono state fasi di aumento della disuguaglianza dei redditi familiari, anche se, diversamente da quanto accaduto in altre economie avanzate, non si è registrato un periodo prolungato di crescita della disuguaglianza. Questa stabilità aggregata nasconde tuttavia cambiamenti importanti nell’allocazione delle risorse, e in particolare movimenti redistributivi orizzontali che hanno modificato le posizioni relative delle classi sociali, senza tuttavia alterare i livelli di disuguaglianza e povertà aggregati. Un ulteriore elemento da tenere in considerazione è quello della vulnerabilità, atteso che il reddito familiare può essere sufficiente rispetto allo standard minimo, ma possono verificarsi circostanze tali da indurre un cambio repentino di tale situazione. L’oratore conclude rilevando che in un periodo di crescita economica il rischio di povertà più elevato per quanti vivono in famiglie in cui tutti gli occupati hanno impieghi atipici, specie se a termine, è controbilanciato dalle maggiori opportunità di lavoro offerte da queste occupazioni. Questo meccanismo compensativo può venir meno nelle fasi di recessione, nelle quali i lavoratori a termine e quelli parasubordinati sono i più esposti alla perdita dell’occupazione ed i meno protetti dagli ammortizzatori sociali. In un situazione in cui molte famiglie hanno risorse patrimoniali limitate, assume rilievo altresì la debolezza della rete di protezione sociale.
Il PRESIDENTE ringrazia il dottor Brandolini per l’ampia e documentata relazione e per i dati particolarmente aggiornati in essa evidenziati, sottolineando che la loro ricchezza e complessità rendono opportune osservazioni e considerazioni aggiuntive da parte della Commissione.
Il senatore TREU (PD), nel segnalare l’estremo interesse della relazione, che per molti aspetti precisa ed integra dati già forniti in altra occasione dall’INPS, chiede chiarimenti sulla crescita delle disuguaglianze in Italia con riferimento alle altre economie avanzate.
Dopo un ulteriore intervento sul punto del presidente GIULIANO, il dottor BRANDOLINI, riportandosi al recente rapporto dell’OCSE e ai dati elaborati da EUROSTAT, sottolinea che, mentre nei paesi nordici si registra una distribuzione del reddito più uguale, i paesi mediterranei e di lingua inglese si trovano in fondo a tale classifica e che gli Stati Uniti sono sicuramente il paese ad economia avanzata con disuguaglianze più elevate nella distribuzione personale dei redditi.
Nessun altro ponendo quesiti, il presidente GIULIANO ringrazia ancora una volta il dottor Brandolini, dichiara conclusa l’audizione e toglie la seduta.
La seduta termina alle ore 16,20.

























