42ª Seduta
Presidenza della Presidente
CATALFO
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Durigon.
La seduta inizia alle ore 8,55.
IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO
Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2016/2341 relativa alle attività e alla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali (n. 47)
Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, ai sensi dell’articolo 1 della legge 25 ottobre 2017, n. 163. Seguito e conclusione dell’esame. Parere favorevole con osservazioni)
Prosegue l’esame, sospeso nella seduta pomeridiana di ieri.
La presidente CATALFO ricorda che nella precedente seduta la relatrice ha già illustrato la propria proposta di parere, favorevole con osservazioni, pubblicata in allegato al resoconto di quella seduta.
Si passa alle dichiarazioni di voto.
La senatrice BONFRISCO (L-SP-PSd’Az) sottolinea la particolare complessità del testo. In quanto componente della 14a Commissione permanente, coglie l’occasione per rilevare che le osservazioni rese da tale Commissione si sono incentrate su alcuni aspetti particolarmente delicati. In particolare, ci si è soffermati sugli aspetti problematici derivanti da un ricorso massiccio all’istituto del trasferimento transfrontaliero verso fondi pensione registrati in altri Stati membri. Tali preoccupazioni risultano pienamente recepite nella bozza di parere stilata dalla relatrice, che mette altresì in evidenza gli aspetti più tecnici di un sistema che ha complessivamente necessità di migliorare la propria governance. Preannuncia conclusivamente il voto favorevole del suo Gruppo.
Il senatore FLORIS (FI-BP) ricorda di aver già sollevato nel proprio precedente intervento taluni elementi oggi evidenziati anche dalla senatrice Bonfrisco. Ribadisce in particolare la preoccupazione sullo squilibrio negativo tra import ed export dei capitali e il rischio che l’Italia possa perdere la disponibilità di un’ingente quantità di massa liquida. Fa quindi riferimento alle richieste emerse nel corso delle audizioni, in particolare da parte dei rappresentanti della Covip, relative alla necessità di incrementare le dotazioni di personale a disposizione per garantire l’adempimento dei nuovi compiti assegnati. Sollecita comunque il Governo a valutare la congruità dimensionale e qualitativa delle richieste. Conclusivamente dichiara voto favorevole alla proposta di parere della relatrice.
Il senatore LAUS (PD) ritiene che la proposta della relatrice abbia recepito sostanzialmente le preoccupazioni emerse nel corso del dibattito. In via generale si pone semmai un tema, attinente al metodo, e che riguarda l’esigenza di disporre di un più ampio lasso di tempo per discutere di testi così complessi in modo realmente costruttivo. Ritiene che la bozza di parere avrebbe potuto essere nel complesso più incisiva e che la raccomandazione riguardante l’inserimento di una specifica disposizione che preveda un congruo e definito periodo transitorio, in modo da permettere alle forme previdenziali di adempiere alle nuove norme, dovesse rappresentare un’autentica condizione al Governo. Esprime un giudizio comunque positivo sulla bozza di parere, sulla quale annuncia pertanto il voto favorevole del suo Gruppo.
La relatrice NOCERINO (M5S) interloquisce brevemente per confermare la struttura della sua proposta, così come già illustrata nella precedente seduta.
Nessun altro chiedendo la parola, presente il prescritto numero di senatori, la presidente CATALFO mette quindi ai voti la proposta di parere favorevole con osservazioni della relatrice, che viene approvata.
SUL SOPRALLUOGO DI UNA DELEGAZIONE DELLA COMMISSIONE LAVORO PRESSO I CENTRI PER L’IMPIEGO DI PALERMO E TERMINI IMERESE
La presidente CATALFO riferisce ampiamente su un sopralluogo svolto la settimana scorsa da una delegazione della Commissione in Sicilia, presso i centri per l’impiego di Palermo e Termini Imerese, area di crisi complessa. Dà in particolare conto delle evidenze raccolte nel corso degli incontri e delle problematiche specifiche ivi emerse. Fa presente che tutta la documentazione è a disposizione dei senatori, nel convincimento della opportunità di un dibattito che veda partecipi anche quanti non hanno potuto effettuare fisicamente il sopralluogo.
Intervengono quindi a chiedere precisazioni e ad avanzare proposte la senatrice PARENTE (PD) e i senatori FLORIS (FI-BP), PATRIARCA (PD), LAUS (PD) e PUGLIA (M5S), che segnalano l’opportunità di sopralluoghi anche in altre aree del Paese, eventualmente da svolgersi in un’unica giornata. In particolare, emerge l’esigenza di comprendere tempi e motivazioni dell’avvenuta decadenza dei centri per l’impiego, in termini di servizi offerti e di finanziamenti a disposizione.
La presidente CATALFO assicura che si farà carico di assumere ulteriori dati presso l’ISTAT, ai cui rappresentanti erano già stati sollecitati nel corso dell’audizione che ha avuto luogo nella seduta pomeridiana del 18 luglio scorso. Quanto all’opportunità di arricchire la disamina della situazione italiana con eventuali ulteriori sopralluoghi, si riserva di valutarne la fattibilità e di sottoporre la richiesta al Presidente del Senato.
La seduta termina alle ore 9,45.
41ª Seduta (pomeridiana)
Presidenza della Presidente
CATALFO
indi del Vice Presidente
DE VECCHIS
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Cominardi.
La seduta inizia alle ore 18,15.
IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO
Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2016/2341 relativa alle attività e alla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali (n. 47)
(Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, ai sensi dell’articolo 1 della legge 25 ottobre 2017, n. 163. Seguito dell’esame e rinvio)
Prosegue l’esame, sospeso nella seduta antimeridiana di oggi.
La relatrice NOCERINO (M5S) dà conto di una bozza di parere favorevole con osservazioni, pubblicata in allegato.
La senatrice PARENTE (PD) sottolinea il grande rilievo dell’atto in esame lamentando il fatto che la bozza di parere venga presentata oltre il termine di scadenza assegnato alla Commissione. Rileva inoltre che la particolare complessità della proposta renderebbe necessario disporre di un tempo congruo, al fine di consentirne una adeguata valutazione ai Gruppi di opposizione, anche ai fini della eventuale presentazione di una proposta di parere alternativo.
Il senatore FLORIS (FI-BP) chiede chiarimenti con riferimento all’ultimo capoverso della bozza di parere, laddove si invita il Governo a valutare le possibili conseguenze di carattere finanziario derivanti da un massiccio ricorso all’istituto del trasferimento transfrontaliero verso fondi pensione registrati in altri Stati membri, per sfruttare il differenziale fiscale. Sul punto avanza perplessità giacché, come peraltro rilevato nella stessa proposta di parere, ciò potrebbe indurre il rischio di un deflusso di capitali e la conseguente riduzione del gettito erariale derivante dall’imposizione sui trasferimenti
La relatrice NOCERINO (M5S) fa notare che l’inciso cui si riferisce il senatore Floris è stato da lei inserito recependo una specifica osservazione della 14a Commissione permanente.
Il sottosegretario COMINARDI assicura alla senatrice Parente che, pur se espresso oltre il termine assegnato, il parere verrà tenuto in debito conto dal Governo.
La presidente CATALFO nota a sua volta che il ritardo con il quale la Commissione sta esaminando la proposta di parere ha consentito alle Commissioni consultate di potersi esprimere sul testo. Conferma comunque che la proposta verrà posta in votazione nella seduta della Commissione già convocata per domattina.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
IN SEDE CONSULTIVA
(840) Conversione in legge del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata
(Parere alla 1a Commissione. Seguito e conclusione dell’esame. Parere favorevole)
Prosegue l’esame, sospeso nella seduta antimeridiana di oggi.
La presidente CATALFO ricorda che nel corso di tale seduta il relatore De Vecchis ha già ribadito la proposta di esprimere un parere favorevole alla Commissione di merito.
Il senatore PATRIARCA (PD) conferma le preoccupazioni già espresse sul complesso del provvedimento nel suo precedente intervento. Ribadisce di considerare del tutto improprio l’abbinamento tra i temi della sicurezza e quelli dell’immigrazione, operato dal decreto-legge in esame. Il fenomeno migratorio, infatti, lungi dall’avere connotati emergenziali, ha invece dimensioni epocali, che investono anche il futuro. La modalità non lungimirante con la quale il provvedimento di urgenza affronta il problema a suo giudizio non aiuterà a governare il fenomeno dei flussi; peraltro il tema ha una forte connotazione sociale, e la competenza non dovrebbe spettare al Ministro dell’interno, bensì al titolare del Dicastero cui pertengono appunto le politiche sociali. Ricorda che l’articolo 10 della Costituzione prevede il diritto di asilo nel territorio della Repubblica a favore dello straniero al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche, ritenendo che per molti aspetti le disposizioni del decreto-legge in conversione confliggano con tale disposizione. Esprime inoltre preoccupazione per la smobilitazione degli SPRAR, segnalando la necessità di costruire un sistema di accoglienza strutturato sui territori, superando le problematiche emerse nel funzionamento dei centri di permanenza. Avanza quindi critiche con riferimento all’allungamento dei tempi per l’ottenimento della cittadinanza in conseguenza di matrimonio, ritenendo la previsione frutto di un pregiudizio e con effetti non positivi rispetto alle prospettive di integrazione. Un tema difficile e delicato è poi a suo avviso rappresentato dai rimpatri. In particolare, giudica incomprensibile la ragione per la quale venga ridotta la possibilità di ricorso ai rimpatri volontari. Al contempo, restano irrisolte le criticità contenute nel trattato di Dublino, sulla cui revisione la sua parte sarebbe pienamente disponibile al confronto. Si perde così una buona occasione di risolvere un nodo importante nel governo dei flussi, a maggior ragione in un momento nel quale l’emergenza degli sbarchi sembra rientrata. Un ulteriore profilo che avrebbe dovuto essere preso in esame è rappresentato dal superamento della cosiddetta “legge Bossi-Fini”, che alla prova dei fatti non ha funzionato. Di fatto il decreto-legge lascia irrisolto il problema drammatico dell’impossibilità di ingresso legale in Italia da parte di cittadini non appartenenti all’Unione europea. Al contempo, nel testo si dichiara che molte previsioni, a cominciare da quelle relative alle forze di Polizia e alle Prefetture, non comportano oneri di spesa: una enunciazione che gli appare quanto meno avventata. Allo stesso modo gli risulta incomprensibile come sia possibile rafforzare l’Agenzia nazionale dei beni confiscati senza alcun investimento di risorse. Un ulteriore delicato problema riguarda a suo avviso la possibilità di vendere ai privati beni confiscati alla mafia. Su tale profilo è necessaria un’adeguata riflessione, al fine di evitare di offrire così la possibilità di recuperare questi beni da parte di soggetti conniventi con ambienti criminosi. In ragione di queste criticità, dichiara conclusivamente il voto contrario del suo Gruppo.
La senatrice TOFFANIN (FI-BP), premesso che il tema della sicurezza per la sua parte ha assoluta centralità, plaude all’inquadramento complessivo offerto dal senatore Patriarca nel proprio intervento e si sofferma su alcune criticità riferite agli aspetti di competenza della Commissione. In questo quadro, manifesta perplessità con riferimento all’articolo 32 del decreto in conversione, che prevede una riduzione del numero dei prefetti in ottemperanza alle prescrizioni già disposte dal decreto-legge n. 95 del 2012 (cosiddetto “spending review“). Fa presente che con il provvedimento in esame al contrario vengono ulteriormente incrementate le funzioni e le competenze delle Prefetture, giudicando pertanto incongrua la riduzione del personale ivi prevista ed invitando il relatore a valutare l’opportunità della disposizione. Ulteriori criticità esprime, quanto alle risorse a disposizione, con riferimento all’articolo 33. Quanto all’articolo 34, fa presente che il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, sottoposto a un forte impegno sul territorio in connessione alle emergenze che si verifichino, è decisamente insufficiente rispetto ai compiti assegnati. Plaude infine all’istituzione del Fondo di cui all’articolo 35, sottolineando tuttavia la necessità di stanziare risorse adeguate. Conclusivamente, anticipa voto di astensione, sottolineando la necessità di affrontare un tema delicato e importante come quello della sicurezza in modo efficace e non meramente propagandistico.
Il senatore LAFORGIA (Misto-LeU) esprime netta contrarietà al decreto-legge in conversione, al quale il suo Gruppo ha presentato numerose proposte emendative in Commissione di merito. Nel concordare con i profili di criticità già sottolineati dal senatore Patriarca, fa presente che tale contrarietà è riferita innanzitutto al significato politico del provvedimento: il diritto alla sicurezza è infatti costituzionalmente riconosciuto e riguarda anzitutto le figure più fragili o comunque in condizione di marginalità. Il decreto in esame rappresenta invece una sorta di arma di distrazione di massa che associa due temi del tutto diversi; quello della sicurezza e quello relativo ai flussi migratori. Lungi dal costituire un fatto emergenziale, le migrazioni rappresentano infatti un fenomeno epocale, che come tale va dunque affrontato. Il provvedimento in esame dà invece l’illusione ai “penultimi”, il cui numero è fortemente aumentato, anche in ragione della crisi, di potersi salvare allontanando dai propri territori gli “ultimi”, i disperati. L’Italia avrebbe necessità di politiche ben diverse. E’ stato un errore non aver cancellato la cosiddetta “legge Bossi-Fini”, che sostanzialmente costringe determinate persone ad una condizione di irregolarità, da qualcuno chiamata clandestinità. Il mancato superamento di quella legge rappresenta un’occasione persa, anche dai Governi di centrosinistra; proprio a causa di essa non esiste oggi un modo di entrare legalmente in Italia per quelle persone che scappano da guerre o dal bisogno. Risulta peraltro artificiosa la stessa differenza tra migrante economico e rifugiato. E’ invece necessario aprire canali umanitari, come è nell’esperienza di alcune importanti realtà non governative, che si sono in ciò sostituite agli Stati e alla stessa Europa. Sarebbe inoltre indispensabile innovare gli iter burocratici relativi al riconoscimento degli status particolari. E’ stato infine a suo avviso un ulteriore macroscopico errore non aver approvato nella scorsa legislatura il disegno di legge sullo ius soli. Il tema della sicurezza è indubbiamente delicato, ma è tema diverso, di cui occuparsi compiutamente e senza confonderlo con quello delle migrazioni. Conclusivamente ribadisce che il provvedimento presenta dunque profili di violazione dei principi costituzionali, di civiltà giuridica e di civiltà tout court.
La senatrice MATRISCIANO (M5S) ritiene essenziale che il provvedimento venga valutato per i profili di competenza della Commissione lavoro. Nel puntualizzare che il Governo in carica sta realizzando tutti gli obiettivi che si era posto e nel polemizzare con chi riduce tali successi a mera propaganda, dichiara il voto favorevole del suo Gruppo.
Presente il prescritto numero di senatori, la presidente CATALFO pone in votazione la proposta di parere favorevole presentata dal relatore.
La Commissione, a maggioranza, approva.
ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL’UNIONE EUROPEA
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) (COM(2018) 380 definitivo)
(Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo 144, commi 1 e 6 del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell’Unione europea, e rinvio)
Prosegue l’esame, sospeso nella seduta di ieri.
Nessuno chiedendo la parola, il seguito dell’esame è quindi rinviato.
IN SEDE CONSULTIVA
(822) Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2018
(Relazione alla 14a Commissione. Seguito e dell’esame e rinvio)
Prosegue l’esame, sospeso nella seduta antimeridiana del 17 ottobre.
Il relatore AUDDINO (M5S) dà conto di una bozza di parere favorevole con osservazioni, pubblicata in allegato.
La senatrice PARENTE (PD) sottolinea la complessità del disegno di legge e la necessità di approfondire in particolare l’articolo 1 e le disposizioni in materia di tirocinio e prova attitudinale, chiedendo pertanto di rinviare la votazione.
Il relatore AUDDINO (M5S) fa presente che la questione relativa al tirocinio risponde ad un disciplina europea.
Il senatore Simone BOSSI (L-SP-PSd’Az) fa presente l’esigenza di procedere in tempi stretti, in relazione all’andamento dei lavori presso la Commissione di merito e alla calendarizzazione del disegno di legge in Assemblea.
La senatrice PARENTE (PD) fa comunque presente l’opportunità di acquisire ulteriori elementi alla luce delle audizioni che si stanno svolgendo in Commissione di merito.
Il senatore FLORIS (FI-BP) concorda con l’opportunità di approfondire adeguatamente il testo, che presenta grande complessità.
Anche il senatore DE VECCHIS (L-SP-PSd’Az) conviene sulla possibilità di rinviare l’espressione del parere ad una prossima seduta.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
(Doc. LXXXVI, n. 1) Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione Europea per l’anno 2018
(Doc. LXXXVII, n. 1) Relazione consuntiva sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea, relativa all’anno 2017
(Parere alla 14a Commissione sul Doc. LXXXVI, n. 1. Parere alla 14a Commissione sul Doc. LXXXVII, n.1. Esame congiunto e rinvio)
Il relatore AUDDINO (M5S) ricorda che i Documenti in titolo sono stati predisposti dal precedente Governo ed inviati al Parlamento nel periodo di scioglimento delle Camere. Ritiene pertanto non utile un esame tardivo, in quanto le finalità politiche dei Documenti divergono da quelle dell’attuale maggioranza. Gli appare dunque inappropriato esprimere pareri sui due atti ed auspica che i temi in essi contenuti possano essere affrontati in occasione della presentazione dei futuri provvedimenti sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea.
Il senatore PATRIARCA (PD) pur comprendendo le perplessità del relatore, anticipa in ogni caso il parere favorevole del suo Gruppo su entrambi i documenti, proprio perché la loro paternità è riconducibile all’Esecutivo precedentemente in carica.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 19,30.
SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLA RELATRICE SULL’ATTO DEL GOVERNO N. 47
L’11a Commissione permanente, esaminato il decreto legislativo in titolo, premesso che:
lo schema in esame è volto al recepimento della Direttiva (UE) 2016/2341 (cosiddetta direttiva IORP II) relativa alle attività e alla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali (EPAP). In particolare, la direttiva rafforza il sistema di governance e di gestione del rischio, rimuove alcune barriere che ostacolano l’attività transfrontaliera dei fondi pensione, consolida l’informazione agli iscritti e ai pensionati, cercando di assicurare alle autorità competenti tutti gli strumenti necessari per poter effettivamente svolgere la vigilanza ed il controllo sugli EPAP;
le principali modifiche sono contenute nell’articolo 1, concernente le disposizioni necessarie ad adeguare la normativa nazionale sulla previdenza complementare, di cui al decreto legislativo n. 252 del 2005, in materia di EPAP e le attività di vigilanza sugli stessi da parte della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP);
considerato che:
1) a differenza della citata Direttiva IORP II, il decreto legislativo n. 252 del 2005 disciplina, oltre agli EPAP, anche le forme pensionistiche individuali, istituite anche da imprese di assicurazione, quali fondi pensione aperti e PIP (piani individuali pensionistici);
2) la medesima Direttiva, all’articolo 45, paragrafo 2, impone agli Stati membri di provvedere «affinché le autorità competenti dispongano degli strumenti necessari e possiedano le competenze, le capacità e il mandato pertinenti per conseguire l’obiettivo principale della vigilanza» prudenziale loro affidata. Come rilevato nel corso delle audizioni presso la Commissione lavoro, il recepimento della Direttiva IORP II comporterà un ulteriore impegno per l’attività di supervisione affidata alla COVIP, sia nella predisposizione dell’apparato regolatorio di propria competenza (normativa secondaria) – in modo da rendere più chiare e definite le linee nell’ambito delle quali ciascun operatore dovrà compiere le valutazioni e le scelte allo stesso demandate -, sia nell’implementazione delle attività di controllo da svolgere in via continuativa sulla molteplicità dei nuovi processi che i fondi dovranno attivare e formalizzare. La rilevanza e la numerosità dei nuovi compiti e delle nuove funzioni e il significativo ampliamento del perimetro di vigilanza determinano la necessità di dotare la COVIP degli strumenti necessari per l’esercizio adeguato della sua funzione e dunque di individuare a tal fine opportuni canali di finanziamento;
3) appare particolarmente importante un attento e sapiente coordinamento della nuova disciplina con quella vigente, nel rispetto sostanziale dei contenuti della Direttiva, evitando però di sconvolgere l’attuale assetto organizzativo delle forme pensionistiche, imponendo inutili appesantimenti operativi (e di costi), in particolare con riferimento a possibili duplicazioni di ruoli e funzioni. Al riguardo, al fine di evitare problemi nell’operatività delle forme pensionistiche, con le inevitabili ricadute negative sugli iscritti, appaiono essenziali la conferma dell’applicabilità del quadro regolamentare vigente fino alla definizione delle nuove norme e la previsione di un congruo periodo transitorio per il perfezionamento dell’adeguamento da parte delle forme pensionistiche, poiché le modifiche necessarie possono richiedere tempi non brevi per la loro attuazione, comportando modifiche di statuti, regolamenti e documentazione informativa, esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni.
Quanto alla tematica di cui al punto 1):
– l’articolo 6, comma 18, della Direttiva (UE) 2016/2341 definisce “funzione fondamentale” «nell’ambito di un sistema di governance, una capacità interna di svolgere compiti pratici, ivi comprese la funzione di gestione dei rischi, la funzione di audit interno e la funzione attuariale;», con ciò lasciando intendere che in base alle normative nazionali possano esservi ulteriori funzioni fondamentali in aggiunta a quelle espressamente menzionate dalla direttiva medesima, mentre lo schema di decreto in esame sembra identificare le funzioni fondamentali unicamente nelle funzioni di gestione del rischio, di revisione interna e attuariale. Si invita dunque il Governo a valutare l’opportunità di modificare la disposizione di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b), numero 5), capoverso “lett. c-quinquies)”, sostituendo la parola: «quali» con le seguenti: «tra le»;
– quanto all’articolo 1, comma 5, in riferimento al comma 2 del nuovo articolo 4-bis del decreto legislativo n. 252 del 2005, si invita il Governo a valutare l’opportunità di specificare le modalità di presentazione del documento di descrizione del sistema di governance, compresa la relativa tempistica, anche in considerazione del fatto che, all’articolo 21 della direttiva a cui si dà attuazione, si fa riferimento ad un “riesame interno periodico” del sistema, che deve tener conto, nelle decisioni relative agli investimenti, dei connessi fattori ambientali, sociali e di governo societario;
– come evidenziato in premessa, il decreto legislativo n. 252 del 2005 disciplina, oltre agli EPAP, anche le forme pensionistiche individuali, istituite da imprese di assicurazione, quali fondi pensione aperti e PIP (piani individuali pensionistici). Mentre gli EPAP sono di norma soggetti giuridici autonomi, anche con riferimento alle funzioni e agli organi amministrativi che le caratterizzano, le forme pensionistiche individuali sono prive di soggettività giuridica e sono sostanzialmente prodotti pensionistici posti sul mercato dalle società istitutrici (banche, SIM, SGR o imprese di assicurazione), che ne governano in tutto e per tutto le attività attraverso le funzioni e gli organi amministrativi della società stessa, nel rispetto della normativa di vigilanza del settore di appartenenza, che già prevede norme di dettaglio relativamente, tra l’altro, ai presidi di governance. Pertanto appare opportuno che alle forme pensionistiche atte a raccogliere adesioni individuali non siano richiesti gli stessi adempimenti previsti dalla direttiva per gli EPAP, che risulterebbero sovrabbondanti per fondi pensione aperti e PIP, sia tenuto conto dell’ambito di applicazione della direttiva, limitata agli EPAP, sia in considerazione del fatto che i fondi pensione aperti e i PIP sono in realtà già caratterizzati dai presidi e dalle funzioni chiave stabiliti dalla normativa di settore e ai quali è già assoggettata la società istitutrice. Si suggerisce pertanto al Governo di prevedere al comma 7 del nuovo articolo 4-bis del decreto legislativo n. 252 la possibilità di avvalersi della facoltà prevista dall’articolo 21, comma 6, della Direttiva (UE) 2016/2341, individuando i casi in cui è possibile prevedere per i fondi pensione una governance semplificata, anche in funzione dei presidi normativi già esistenti in specifici settori finanziari, al fine di semplificare le procedure ed evitare onerose duplicazioni;
– il vigente articolo 1 del decreto legislativo n. 252 reca una definizione di forme pensionistiche – distinta tra forme “collettive” e forme “individuali” – mentre non riporta una definizione di “fondo pensione”. Pertanto, non è immediato comprendere se e quando le modifiche o integrazioni apportate dallo schema di decreto in esame si riferiscano esclusivamente alle forme pensionistiche complementari collettive o anche alle forme pensionistiche individuali. Si suggerisce altresì al Governo, relativamente all’articolo 1, comma 7 dello schema in esame, di apportare modifiche ai commi 2 e 7 del nuovo articolo 5-bis del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, nonché al comma 1 dell’articolo 5-ter dello stesso decreto legislativo, al comma 3 del nuovo articolo 5-sexies, al comma 2 del nuovo articolo 5-octies, al comma 3 del nuovo articolo 5-novies, al fine di precisare che le norme menzionate si applicano esclusivamente alle forme pensionistiche complementari collettive;
– le nuove norme recate in attuazione della Direttiva 2016/2341 richiedono per tutti gli EPAP l’introduzione di rilevanti aggiornamenti e presìdi. Nell’ambito delle forme pensionistiche complementari, istituite alla data di entrata in vigore della legge 23 ottobre 1992, n. 421, accanto a realtà strutturate e organizzate con proprie governance, funzioni, strutture e risorse, anche in considerazione dell’elevato bacino di iscritti su scala nazionale, esistono anche fondi pensione occupazionali dalla struttura più semplificata, in quanto istituiti nell’ambito di singole imprese di assicurazione, dedicati esclusivamente ai dipendenti della stessa, dotati di una governance limitata di norma all’organo amministrativo, costituito da rappresentanti dei dipendenti dell’impresa e del datore di lavoro. La Direttiva stabilisce che il sistema di governance deve essere proporzionato alla dimensione, alla natura, alla portata e alla complessità delle attività dell’EPAP, riguardo allo specifico contesto sopra descritto, ancora piuttosto diffuso nel settore assicurativo, e pertanto un’applicazione pedissequa delle norme recate dallo schema di decreto a tutte le forme collettive apparirebbe chiaramente sproporzionata. Le forme previdenziali di cui sopra sono peraltro disciplinate dall’articolo 20 del decreto legislativo n. 252 del 2005, non modificato dallo schema di decreto in esame, il quale rinvia a un decreto ministeriale attuativo l’adeguamento di tali forme alla normativa dettata dal sopracitato decreto legislativo n. 252 del 2005. A tal proposito si suggerisce al Governo di:
a) avvalersi, relativamente all’articolo 1, comma 7 dello schema di decreto legislativo in esame, al comma 3 del nuovo articolo 5-bis del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, di quanto disposto all’articolo 24, comma 3, della Direttiva (UE) 2016/2341, che prevede che lo Stato membro può autorizzare i fondi pensione a svolgere le funzioni fondamentali anche attraverso la stessa singola persona o unità organizzativa dell’impresa promotrice, a condizione che illustrino il modo in cui anche attraverso una gestione semplificata prevengono eventuali conflitti d’interesse con l’impresa presso la quale il fondo è istituito, escludendo quindi la necessità di un’autorizzazione da parte della COVIP;
b) di prevedere una revisione del vigente decreto ministeriale 10 maggio 2007, n. 62, al fine di renderlo conforme alla disciplina dettata dal presente schema di decreto, in modo proporzionato alla dimensione, natura, portata e complessità delle attività del fondo pensione;
– allo scopo di scongiurare possibili fraintendimenti circa il perimetro di competenza del depositario, evitandone l’ampliamento rispetto a quello attuale, si reputa opportuno chiarire che la gestione diretta delle risorse dei fondi pensione da parte di questi ultimi resta esclusa dai compiti del depositario stesso. Inoltre, al fine di assicurare coerenza con la disciplina prevista per il depositario degli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) e dei fondi comuni di investimento alternativi (FIA) appare opportuno identificare in modo più preciso l’ambito di applicazione della funzione di verifica della proprietà, riconducendovi non soltanto le risorse diverse dagli strumenti finanziari, ma anche gli strumenti finanziari che non possono essere tenuti in custodia e, dunque, diversi da quelli registrati in un conto di strumenti finanziari aperto nei libri contabili del depositario e da quelli che possono essergli fisicamente consegnati, nonché delimitare in modo più preciso la responsabilità del depositario in caso di perdita delle risorse oggetto di delega di custodia, tenendo conto che tale fattispecie non può ricomprendere la liquidità. Sul punto, si suggerisce al Governo la possibilità di apportare all’articolo 1, comma 9 dello schema in esame, le seguenti modifiche:
1. alla lettera a), capoverso “1”, dopo le parole: «Le risorse dei fondi», aggiungere la seguente: «affidate»;
2. alla lettera b), capoverso, “2”, lettera “c)”, dopo le parole: «strumenti finanziari», aggiungere le seguenti: «diversi da quelli di cui alla lettera a)»;
3. alla lettera e), capoverso 3-decies, sopprimere le seguenti parole: «e liquidità».
Quanto alla tematica di cui al punto 2), si invita il Governo a sostituire il comma 2 dell’articolo 4 con il seguente: «2. All’articolo 13 della legge 8 agosto 1995, n. 335, il comma 3 è sostituito con il seguente: “3. Il finanziamento della commissione è integrato, mediante il versamento annuale da parte dei fondi pensione di una quota non superiore allo 0,5 per mille dei flussi annuali dei contributi incassati, incrementata di una quota non superiore allo 0,01 per mille delle risorse complessive dei fondi alla fine dell’anno.”»;
In merito alla tematica di cui al punto 3), si raccomanda di inserire una specifica disposizione che preveda un congruo e definito periodo transitorio per l’adeguamento alle nuove disposizioni, in modo da permettere alle forme previdenziali di adempiere alle nuove norme e all’introduzione dei nuovi presìdi di governance.
Da ultimo, si invita il Governo a valutare le possibili conseguenze di carattere finanziario derivanti da un massiccio ricorso all’istituto del trasferimento transfrontaliero verso fondi pensione registrati in altri Stati membri, ai sensi dei nuovi articoli 14-bis e 14-ter del decreto legislativo n. 252 del 2005, per sfruttare il differenziale fiscale, circostanza che potrebbe portare – ove venga collegata alla tassazione nel Paese del fondo ricevente – a un deflusso di capitali e a una conseguente riduzione del gettito erariale derivante dall’imposizione sui rendimenti, che necessita quindi della previsione di una copertura finanziaria prudenziale.
SCHEMA DI RELAZIONE PROPOSTO DAL RELATORE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 822
La 11a Commissione del Senato, in sede d’esame del disegno di legge sull’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2018, considerato che:
l’articolo 9 reca disposizioni in merito all’attuazione della direttiva (UE) 2017/1564 relativa a taluni utilizzi consentiti di determinate opere e di altro materiale protetto da diritto d’autore e da diritti connessi a beneficio delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa;
esprime, per quanto di competenza, una relazione favorevole con le seguenti osservazioni.
In merito all’articolo 9, comma 1, si invita la Commissione di merito a valutare l’opportunità di:
a) prevedere, con riferimento alle disposizioni di cui al capoverso “2 ter“, che l’elencazione delle disabilità, che di fatto limitino e/o impediscano ad una persona di leggere le opere stampate allo stesso modo di una persona priva di tali disabilità, sia modulata in modo quanto più inclusivo al fine di evitare che eventuali ulteriori disabilità non precedentemente elencate non vi siano ricomprese;
b) sulle disposizioni di cui al capoverso “2 novies“, stabilire che il costo per la trasformazione delle opere in formato accessibile non possa comunque superare il prezzo fissato per la vendita della stessa opera in formato cartaceo e, alla fine del medesimo capoverso, aggiungere le seguenti parole: «in base alle tariffe vigenti»;
c) in merito alle disposizioni di cui al capoverso “2 duodecies“, prevedere che le entità autorizzate rendano sempre disponibili le informazioni di cui alle lettere a) e b) del medesimo comma anche indipendentemente da una richiesta da parte del soggetto interessato, anche tramite il proprio sito web.
40ª Seduta (antimeridiana)
Presidenza della Presidente
CATALFO
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Cominardi.
La seduta inizia alle ore 8,45.
IN SEDE CONSULTIVA
(840) Conversione in legge del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113, recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata
(Parere alla 1a Commissione. Seguito dell’esame e rinvio)
Prosegue l’esame, sospeso nella seduta antimeridiana del 17 ottobre.
Il relatore DE VECCHIS (L-SP-PSd’Az) ribadisce la proposta di esprimere parere favorevole, per gli aspetti di competenza della Commissione.
Il senatore PATRIARCA (PD) lamenta di non aver avuto contezza che la votazione del parere dovesse avvenire nella seduta in corso. Ciò a suo avviso conferma la necessità di effettuare riunioni dell’Ufficio di Presidenza allargato ai rappresentanti dei Gruppi con cadenza settimanale e di stabilire in quella sede la tempistica effettiva dell’esame dei provvedimenti all’ordine del giorno. Chiede comunque il rinvio della votazione sul parere alla odierna seduta pomeridiana della Commissione.
La presidente CATALFO fa osservare che il provvedimento è da tempo all’esame della Commissione, non ritenendo opportune convocazioni dell’Ufficio di Presidenza in cui si discuta finanche della messa in votazione dei provvedimenti.
Il senatore PATRIARCA (PD), nel dare atto della correttezza formale della conduzione della Commissione e della gestione delle varie fasi in cui i lavori si articolano, ribadisce di aver nutrito il convincimento di poter disporre di una bozza articolata di parere, sulla quale incentrare il dibattito. Insiste pertanto sulla richiesta di rinviare la votazione alla seduta pomeridiana e, in via generale, di poter sempre anticipatamente conoscere in quali sedute si procederà alla votazione sui provvedimenti all’ordine del giorno.
Il senatore LAUS (PD) interviene a chiedere il rinvio di qualche giorno dell’espressione del parere da parte della Commissione lavoro.
La presidente CATALFO fa osservare che la Commissione di merito, che ha svolto sul provvedimento un ciclo di audizioni, è già nella fase di esame delle proposte emendative e che dunque l’espressione del parere da parte delle Commissioni consultate è necessitato dai tempi di esame di quella Commissione. Accede comunque alla richiesta di rinviare la votazione del parere alla seduta pomeridiana, al fine di dare modo ai rappresentanti dei Gruppi di opposizione di espletare le rispettive dichiarazioni di voto.
Il senatore PATRIARCA (PD) ribadisce la necessità di disporre anticipatamente di una bozza di parere da parte del relatore.
Il relatore DE VECCHIS (L-SP-PSd’Az) puntualizza che già nella fase illustrativa del provvedimento, in chiusura della propria relazione, ha proposto l’espressione di un parere favorevole secco alla Commissione di merito, come risulta in atti.
Il senatore LAUS (PD) osserva che la richiesta del senatore Patriarca, capogruppo del PD in Commissione, attiene fondamentalmente alla precisazione delle modalità con le quali si intende articolare nella Commissione stessa il rapporto tra maggioranza ed opposizione in questa legislatura. Ad atteggiamenti eccessivamente rigidi potrebbe conseguire una opposizione pregiudiziale e indifferenziata, che a suo avviso non favorirebbe gli approfondimenti di merito delle questioni in esame e in ultima analisi non garantirebbe un buon servizio ai cittadini e al Paese. Nel rilevare che i ritardi possano talora essere imputabili anche alla maggioranza e al Governo, ritiene dunque più consigliabile l’instaurazione di un rapporto armonioso tra maggioranza ed opposizione. Coglie l’occasione per ribadire la richiesta di dare nelle convocazioni una maggiore evidenziazione alle audizioni informali, superando l’attuale menzione che esse hanno luogo in Ufficio di Presidenza allargato ai rappresentanti dei Gruppi, ancorché ad esse sia garantito l’accesso a tutti i componenti della Commissione.
La senatrice MATRISCIANO (M5S) fa presente che è interesse di tutti i membri della Commissione lavorare in modo armonioso e sistematico e che tutti hanno necessità di approfondire le questioni in esame. Ritiene che le questioni oggi sollevate attengano essenzialmente alla circostanza che da ultimo in Commissione è maturata l’abitudine di non intervenire in discussione generale, trasferendo questa fase al momento nel quale viene illustrata da parte del relatore la bozza di parere. Probabilmente un maggiore rigore da parte di tutti nella scansione delle fasi procedurali eviterebbe l’insorgere di equivoci e consentirebbe un più agile scambio di opinioni e una più efficace rappresentazione delle rispettive posizioni politiche.
Anche la senatrice TOFFANIN (FI-BP) chiede una maggiore contezza in ordine alla traduzione del calendario dei lavori rispetto agli argomenti effettivamente affrontati in seduta.
Il relatore DE VECCHIS (L-SP-PSd’Az) puntualizza che al decreto-legge in esame sono state dedicate tre sedute, nel corso delle quali avrebbero ben potuto aver luogo gli interventi in discussione generale.
Il senatore FLORIS (FI-BP) fa osservare che i Gruppi di opposizione, non avendo i medesimi livelli di interlocuzione col Governo di quelli di maggioranza, hanno altresì necessità di acquisire elementi anche da altre Commissioni, al fine di poter maturare posizioni che da un lato si riferiscano agli articoli di competenza contenuti in ciascun provvedimento, ma che dall’altro abbiano contezza del complesso del testo in esame. In questo quadro riterrebbe utile disporre dei pareri espressi dalle altre Commissioni consultate.
La presidente CATALFO, pur comprendendo le difficoltà dei colleghi dell’opposizione, fa osservare che nel caso in esame la Commissione lavoro ha unicamente un ruolo consultivo; le audizioni sul provvedimento hanno avuto luogo dinanzi alla Commissione di merito, alla quale sono altresì destinati i pareri espressi da tutte le Commissioni consultate. Conclusivamente ribadisce di accedere alla richiesta di rinvio dell’espressione del parere alla seduta pomeridiana di oggi.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
IN SEDE CONSULTIVA SU ATTI DEL GOVERNO
Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2016/2341 relativa alle attività e alla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali (n. 47)
(Parere al Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, ai sensi dell’articolo 1 della legge 25 ottobre 2017, n. 163. Seguito dell’esame e rinvio)
Prosegue l’esame, sospeso nella seduta pomeridiana del 17 ottobre.
La relatrice NOCERINO (M5S) dà conto di alcuni aspetti che intende raccogliere nello schema di parere da sottoporre alla Commissione. Precisa che è suo intendimento suggerire l’espressione di un parere favorevole con osservazioni, che verrà nelle prossime ore messo a disposizione di tutti i componenti.
La presidente CATALFO ringrazia la relatrice, precisando che la votazione sullo schema di parere avverrà comunque nella seduta già prevista per domani, alle ore 8,45.
Prende atto la Commissione.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
SULL’INDAGINE CONOSCITIVA SUL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI PUBBLICI PER L’IMPIEGO IN ITALIA E ALL’ESTERO
La presidente CATALFO preannuncia che riferirà quanto prima all’intera Commissione in ordine al sopralluogo che una delegazione ha svolto giovedì 18 e venerdì 19 ottobre presso i centri per l’impiego di Palermo e Termini Imerese. Fa presente che è comunque a disposizione di tutti uno schema riassuntivo delle posizioni emerse nel corso delle audizioni svolte nel quadro dell’indagine conoscitiva e di quelle contenute nelle memorie depositate, approntato dagli uffici.
La seduta termina alle ore 9,25.
MARTEDÌ 23 OTTOBRE 2018
39ª Seduta
Presidenza della Presidente
CATALFO
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Cominardi
La seduta inizia alle ore 16.
SULLA PUBBLICAZIONE DI DOCUMENTI ACQUISITI NEL CORSO DELLE AUDIZIONI
La presidente CATALFO avverte che la documentazione riferita ai disegni di legge nn. 55 e connessi in tema di caregiver familiare, consegnata nel corso delle audizioni informali svoltesi nel corso dell’odierna seduta dell’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari, sarà resa disponibile sulla pagina web della Commissione.
SULLA PUBBLICITA’ DEI LAVORI
La presidente CATALFO avverte che è pervenuta dal Gruppo PD la richiesta che sia assicurata la pubblicità dei lavori della seduta odierna della Commissione, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento.
Il senatore DE VECCHIS (L-SP-PSd’Az) non ravvisa la necessità di accedere alla richiesta, considerato l’ordine del giorno della seduta e i ristretti tempi a disposizione dei lavori prima dell’inizio della seduta dell’Assemblea.
Concorda la senatrice MATRISCIANO (M5S), che non reputa giustificata la richiesta alla luce degli argomenti all’ordine del giorno della Commissione.
La senatrice TOFFANIN (FI-BP), premessa la specificità della richiesta avanzata, non ritiene di disporre di elementi idonei ad esprimersi compiutamente sul punto.
Il senatore LAFORGIA (Misto-LeU) dichiara di non avere obiezioni a che sia assicurata la più ampia pubblicità dei lavori odierni della Commissione, manifestando stupore che la richiesta non venga condivisa da esponenti di una forza politica che ha sempre dichiarato di voler trasformare il Parlamento in una “casa di vetro”.
La presidente CATALFO, riscontrata la mancanza di consenso da parte della Commissione, preannuncia pertanto che non darà seguito alla richiesta.
SULLE AUDIZIONI SUI DISEGNI DI LEGGE NN. 55 E CONNESSI IN TEMA DI CAREGIVER FAMILIARE
Il senatore LAUS (PD) rileva che è in fase di presentazione una sua iniziativa legislativa, in tema di caregiver familiare, e che gli risulta che anche un altro Gruppo sta approntando un proprio disegno di legge sul medesimo tema. Chiede pertanto che nel frattempo si soprassieda alle audizioni, che hanno ad oggetto i disegni di legge già incardinati da parte della Commissione. Diversamente, dovrebbe procedersi ad una integrazione delle audizioni stesse con riferimento alle due nuove iniziative legislative, al momento della loro presentazione.
La presidente CATALFO ricorda che l’incardinamento dei disegni di legge in tema di caregiver familiare è stato sollecitato dal rappresentante del Gruppo PD nel corso dell’ultima riunione dell’Ufficio di Presidenza della Commissione allargato ai rappresentanti dei Gruppi e che tale incardinamento non è avvenuto immediatamente proprio per consentire la presentazione di ulteriori iniziative legislative. Solo successivamente all’incardinamento è giunta notizia della prossima presentazione di nuovi disegni di legge sul tema; si è tuttavia convenuto di iniziare nel frattempo comunque le audizioni. Resta in ogni caso ferma la possibilità di richiedere sui nuovi testi un’integrazione delle rispettive memorie da parte delle associazioni consultate.
Il senatore PATRIARCA (PD) auspica che, ai fini della la programmazione dei lavori, il calendario settimanale della Commissione venga sempre preventivamente concordato in Ufficio di Presidenza, allargato ai rappresentanti dei Gruppi. Sottolinea la necessità di procedere su tema delicato come quello del caregiver familiare con una tempistica adeguata. Ritiene che anche l’andamento delle odierne audizioni testimoni della bontà di un percorso che passi attraverso la costituzione di un Comitato ristretto e l’approntamento in quella sede di un testo unificato di tutte le iniziative legislative presentate. Chiede pertanto conferma di questo percorso, ovvero se la maggioranza ritenga di operare scelte diverse. Con riferimento alle audizioni testé conclusesi, si duole infine che, in risposta alla considerazione del Presidente di una associazione, che ha giudicato offensivo nei confronti di soggetti affetti da determinate patologie un intervento effettuato nel corso di una recente manifestazione politica, la presidente Catalfo sia intervenuta a sminuire l’episodio. Invita la Presidente al rispetto costante del proprio ruolo imparziale, nelle modalità con le quali lo ha finora sempre esercitato, lasciando semmai ai Capigruppo altri compiti.
La senatrice TOFFANIN (FI-BP) si unisce alla richiesta di procedere alla costituzione di un Comitato ristretto, che rappresenta a suo giudizio uno strumento flessibile e celere.
La presidente CATALFO conviene sull’opportunità di sistematiche convocazioni dell’Ufficio di Presidenza ai fini della programmazione dei lavori della Commissione, rileva che peraltro si sta dando attuazione a quanto stabilito nell’ultima seduta dell’Ufficio di Presidenza, al netto dei pareri sugli atti urgenti o con termini di scadenza. Quanto all’increscioso episodio occorso nell’audizione odierna, ritiene di essere doverosamente intervenuta per riportare nell’alveo naturale un dibattito che rischiava di prendere direzioni del tutto estranee al merito dei provvedimenti in esame. In questo quadro, conferma di sentirsi Presidente dell’intera Commissione e di esercitare il proprio ruolo in conseguenza di tale convincimento. Infine, si riserva di valutare la richiesta di procedere alla costituzione di un Comitato ristretto ai fini dell’esame dei disegni di legge in tema di caregiver. Ribadisce peraltro che la sua personale inclinazione, basata sull’esperienza della precedente legislatura, non è favorevole a organismi che, ancorché ristretti, spesso hanno effetti dilatori sull’esame dei provvedimenti. Nel caso di specie è invece necessario procedere velocemente, anche in considerazione delle risorse stanziate.
ESAME DI PROGETTI DI ATTI LEGISLATIVI DELL’UNIONE EUROPEA
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) (COM(2018) 380 definitivo)
(Esame, ai sensi dell’articolo 144, commi 1 e 6 del Regolamento, del progetto di atto legislativo dell’Unione europea, e rinvio)
La relatrice PIZZOL (L-SP-PSd’Az) si sofferma anzitutto sull’istituzione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG), che agevola il reinserimento professionale dei lavoratori disoccupati. Dopo aver dato conto della base giuridica della proposta e della conformità al principio di sussidiarietà e proporzionalità, ricorda che il Governo italiano ha dato una valutazione positiva sugli interventi realizzati grazie ai contributi forniti dal Fondo. Passa poi ad illustrare gli articoli 3, che individua l’obiettivo specifico del Fondo, e 5, che considera gli eventi di ristrutturazione che abbiano determinato la cessazione dell’attività di oltre 250 lavoratori rientranti nelle misure a carico del Fondo. Sottolinea inoltre che i contributi finanziari del FEG sono relativi a misure attive per il mercato del lavoro e che nel testo si specificano le modalità per l’accesso al finanziamento. Con l’articolo 12 si finanzia l’assistenza tecnica e amministrativa necessaria per l’attuazione del FEG, mentre con l’articolo 19 si stabilisce il sistema di rendicontazione sulla performance. La responsabilità della gestione delle misure e del controllo finanziario ricade sugli Stati membri ed è prevista la possibilità che funzionari o agenti della Commissione eseguano controlli in loco. Da ultimo, la relatrice dà conto dello stato dell’iter del provvedimento presso gli altri Parlamenti nazionali dell’Unione europea.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 16,35.
Riunione n. 5
MARTEDÌ 23 OTTOBRE 2018
Presidenza della Presidente
CATALFO
Orario dalle ore 13,10 alle ore 15,50
AUDIZIONE INFORMALE SUI DISEGNI DI LEGGE NN. 55, 281, 555, 698 E 853 (CAREGIVER FAMILIARE)

























