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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (I lavori della Commissione)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (I lavori della Commissione)

22 Ottobre 2009
in Senato
66ª seduta: mercoledì 6 giugno 2007, ore 15

ORDINE DEL GIORNO

PROCEDURE INFORMATIVE
Interrogazioni.

INTERROGAZIONI ALL’ORDINE DEL GIORNO


ZUCCHERINI – Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. –
    Premesso che:
    con la legge 266 del 2005 (legge finanziaria 2006) è stata operata una considerevole riduzione delle risorse a disposizione delle amministrazioni dello Stato e si è altresì provveduto a sopprimere le indennità di trasferta per i dipendenti dello Stato, creando così un grave danno all’attività operativa degli spettori del lavoro. Ai citati tagli si devono sommare le ulteriori limitazioni di risorse operate in diversi settori della pubblica amministrazione con il decreto-legge 223 del 4 luglio 2006 che avranno serie ripercussioni sul normale svolgimento dell’attività di vigilanza degli Ispettorati del lavoro;
    l’attività ispettiva in materia di lavoro risulta fondamentale non solo ai fini del contrasto del lavoro nero e per il conseguente recupero di risorse sottratte all’economia, ma ancor più determinante per la vigilanza sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, tematica quest’ultima che deve essere affrontata in Italia con una seria politica di prevenzione degli infortuni sul lavoro, fenomeno di rilevante entità e di altissimo costo sociale oltre che economico, soprattutto in determinati settori industriali (edile, tessile, eccetera);
    oltre alla necessità di affrontare il problema connesso con le note difficoltà operative prodotte dall’endemica carenza del personale ispettivo, sarebbe tuttavia opportuno iniziare a dotare gli Ispettorati del lavoro di strumenti di prevenzione e di repressione di maggiore efficacia, adottando le seguenti iniziative: a) un aumento delle strutture tecniche e logistiche utili per effettuare i conteggi (di fatto i prospetti di paga) necessari per attuare le diffide accertative per crediti patrimoniali (ex art. 12 del decreto legislativo 124/2004); b) formazione ed aggiornamento costante del personale ispettivo, soprattutto in relazione alle tecniche ispettive sui luoghi di lavoro, le modalità e gli strumenti per quella che deve essere ritenuta a pieno titolo attività di indagine di una forma di polizia amministrativa, chiamata anche a svolgere compiti di polizia giudiziaria, autorizzando altresì gli ispettori al libero accesso alle banche dati INPS e INAIL; c) dotare il personale ispettivo di alcuni elementari strumenti, quali: i necessari permessi di accesso e di sosta nelle zone a traffico limitato; computer portatili; un formulario delle sanzioni amministrative e delle violazioni penali, redatto a livello centrale e distribuito alle articolazioni periferiche del Ministero che consentirebbe, a livello nazionale, una ricostruzione di tutta la materia per chi è chiamato a vigilare sul servizio ispettivo;
    tenuto conto dell’attuale assetto delle competenze del settore, sarebbe necessario che le Direzioni regionali del lavoro si attivassero nell’ambito dei comitati di cui all’articolo 27 del decreto legislativo 626/1994, ove operanti, o diversamente, presso i competenti assessorati delle regioni di riferimento con l’obiettivo di raggiungere protocolli d’intesa di primo livello che potranno fornire le linee guida – particolarmente modellate sulle specifiche realtà – per successivi accordi operativi tra le Direzioni provinciali del lavoro e locali ASL;
    visto che la materia regolata dai citati protocolli non dovrebbe limitarsi alla semplice previsione di interventi congiunti o al coordinamento delle zone di competenza, bensì dovrebbe stabilire criteri interpretativi e procedure che assicurino uniformità nella vigilanza, prevedendo la partecipazione delle ASL, con impegno degli Assessorati regionali, alle specifiche campagne programmate a livello europeo, e l’individuazione e regolamentazione di possibili approcci innovativi per qualificare con incisività e continuità la presenza delle strutture pubbliche sui luoghi di lavoro,
    si chiede di sapere quali urgenti iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di assicurare un’adeguata operatività degli apparati di vigilanza sul lavoro, anche provvedendo ad adeguare le risorse strutturali ed economiche a disposizione degli ispettori, ponendo così un innalzamento del livello di attenzione del legislatore alla cultura della prevenzione e della sicurezza, basata sulla piena consapevolezza del rischio e sull’effettiva conoscenza delle misure da adottare per eliminarlo e a favorire la crescita della cultura della sicurezza e con essa l’innalzamento delle tutele sociali dei lavoratori.

(3-00086)


TIBALDI , PELLEGATTA – Ai Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della salute. –
    Risultando agli interroganti che:
    in data 11 gennaio 2007 è stata data notizia del licenziamento di Ciro Sarrubbi, operaio di 63 anni e di provata esperienza, da parte dell’azienda Mv Augusta di Varese, avvenuto il 2 gennaio 2007;
    per quanto consta, il signor Ciro Sarrubbi, rappresentate dei lavoratori per la sicurezza e nel pieno svolgimento del proprio mandato, è stato licenziato proprio perché è intervenuto in difesa della salute dei compagni di lavoro e della cittadinanza tutta. Infatti, cercando di far applicare le normali regole di prevenzione ed igiene sui posti di lavoro, aveva chiesto l’intervento dell’Azienda sanitaria locale per una serie di controlli;
    licenziare un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, non per inadempienze sul posto di lavoro, ma perché ha svolto il proprio incarico, significa intimidire tutti i lavoratori e porre un’ipoteca fortissima su tutto lo sforzo e le iniziative che Governo ed istituzioni stanno prendendo nel tentativo di contrastare la drammatica tragedia delle ‘morti bianche’;
    trattandosi, a giudizio degli interroganti, di un caso di licenziamento politico di ‘rappresaglia’,
    si chiede di sapere:
    quali iniziative di competenza si intendano intraprendere per chiedere adeguati chiarimenti all’azienda sull’intera vicenda;
    se non si ritenga infondato il provvedimento di licenziamento;
    se non si ritenga di intervenire per sollecitare l’immediato reintegro del lavoratore.

(3-00374)

TIBALDI , PECORARO SCANIO – Ai Ministri del lavoro e della previdenza sociale e dello sviluppo economico. –
    Premesso che:
    la Magrini Galileo è una fabbrica di tradizione centenaria specializzata nella produzione di interruttori di alta tensione;essa opera in un settore produttivo strategico per il futuro energetico del «Sistema-Italia»;
    secondo quanto riferiscono le rappresentanze sindacali, a partire dalla crisi del 1984 la proprietà di NMG («Nuova Magrini Galileo») è sempre stata in mano a società non italiane (francese, austriaca ed ora tedesca per conto della multinazionale Siemens);
    questa dipendenza, sempre secondo i sindacati di categoria, ha sempre generato forti difficoltà di sopravvivenza poiché la regola di base era di privilegiare nell’assegnazione di mercati e prodotti le società del Paese d’origine della proprietà;
    nonostante questa penalizzazione ed il cambio di politica industriale in Enel negli anni ’90 lo stabilimento ha oggi una situazione di buon equilibrio provata anche da un anno fiscale, quello 2006, in attivo, inoltre la società specializzata nella produzione di interruttori ad alta tensione nonché dotata di un servizio ricerca di eccellenza;
    Siemens, acquistando Vatech (proprietaria austriaca precedente), è divenuta circa un anno fa proprietaria della Nuova Magrini Galileo, ritenendo più vantaggioso per i propri interessi chiudere lo stabilimento di Battaglia Terme piuttosto che mantenerlo in attività;
    lo stabilimento Battaglia Terme, direttamente o indirettamente, garantisce reddito per circa 350 famiglie;
    non è ancora stato delineato il nuovo piano industriale da parte del colosso tedesco Siemens, ma in ambienti sindacali è filtrata la notizia secondo cui la multinazionale avrebbe ufficialmente avviato la messa in liquidazione del sito produttivo;
    a quanto risulta agli interroganti, il tutto sarebbe stato deciso prima dell’ultimo incontro tenutosi dinanzi al Prefetto cui avevano preso parte anche il direttore generale della Magrini Galileo e l’amministratore delegato della Siemens Italia;
    circa 300 lavoratori, dipendenti e indotto, rischiano di perdere il posto di lavoro a seguito della messa in liquidazione della ditta,
    si chiede di sapere:
    quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare per salvaguardare i livelli occupazionali della storica azienda e mantenere la produzione degli interruttori di alta tensione in Italia scongiurando in questo modo il rischio che la rete di distribuzione nazionale diventi dipendente da produzioni straniere;
    se non ritengano opportuno istituire un tavolo di confronto con le parti al fine di scongiurare la chiusura dello stabilimento di Battaglia Terme con il mantenimento delle relative produzioni in Italia.

(3-00389)





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