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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (I lavori della settimana)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (I lavori della settimana)

22 Ottobre 2009
in Senato

68ª seduta: martedì 19 giugno 2007, ore 15,30
69ª seduta: mercoledì 20 giugno 2007, ore 15
70ª seduta: giovedì 21 giugno 2007, ore 15

ORDINE DEL GIORNO


PROCEDURE INFORMATIVE

Interrogazioni.


IN SEDE REFERENTE

Seguito dell’esame del disegno di legge:
POLI ed altri. – Disposizioni in materia di razionalizzazione e semplificazione dell’attività dell’INPS. – Relatore alla Commissione POLI.
(Pareri della 1a, della 2a e della 5a Commissione)
(1577)


 
INTERROGAZIONI ALL’ORDINE DEL GIORNO


ALFONZI – Ai Ministri del lavoro e della previdenza sociale e dell’economia e delle finanze. –
Premesso che:
con la legge 662/96 è stato istituito il Fondo credito per i dipendenti pubblici;
tale fondo viene alimentato con un contributo obbligatorio pari allo 0.35% dello stipendio dei dipendenti iscritti alle casse dell’Inpdap;
con il fondo si garantiscono le cosiddette prestazioni sociali, ovvero i prestiti (cessione del quinto), i mutui, l’assistenza agli anziani sotto forma di case di soggiorno, i convitti, le borse di studio e le vacanze studio e climatiche dei figli degli iscritti;
per quanto riguarda i mutui, gli organi di amministrazione dell’Inpdap hanno recentemente modificato il regolamento sui requisiti di concessione, allargandone le condizioni alla seconda casa (purché distante non meno di 50 chilometri dalla prima), alle ristrutturazioni, alla rinegoziazione di mutui accesi con le banche.
considerato il notevole aumento degli affitti e la notevole differenza del tasso d’interesse praticato dall’Inpdap (intorno al 3 – 3,5%) con quello praticato dalle banche, si è verificata una vera e propria esplosione delle domande, che non era stata prevista dall’Inpdap, determinando l’esaurimento delle risorse disponibili messe a bilancio, non congrue rispetto all’allargamento delle condizioni;
l’Inpdap è dovuto quindi intervenire con il blocco dell’accettazione delle domande a decorrere dalla data del 12 luglio 2006, senza per altro darne il preavviso;
si è verificato il problema che tutti coloro che avevano stipulato un compromesso (richiesto nella documentazione di accompagno alla domanda del mutuo) anche per l’acquisto della prima casa, si sono trovati scoperti ed a rischio di forti penali rispetto alla definitiva stipula del rogito, con l’eventualità di dover rinunciare all’acquisto o ricorrere al mutuo bancario;
il sindacato RdB-Cub ha intrapreso una iniziativa di lotta per premere sugli Organi dell’Istituto affinché siano reperite le risorse necessarie per far fronte alle domande presentate, ottenendo l’impegno della copertura delle domande presentate dal 12 luglio (data del blocco) fino al 31 agosto,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza di quanto sopra esposto;
se non ritengano grave l’atteggiamento della direzione dell’Inpdap per quanto riguarda l’erogazione dei mutui per la prima casa che, con l’esaurimento dei fondi disponibili, ha danneggiato quei cittadini che avevano fatto richiesta di mutui Inpdap e si sono visti costretti ad abbandonare l’acquisto della casa o a ricorrere al mutuo bancario;
se non ritengano alquanto irrituale la decisione della dirigenza dell’Inpdap di concedere anche mutui per le seconde case senza avere esaurito le istruttorie per le richieste di mutuo per le prime case;
quali iniziative intendano intraprendere per tutelare il corretto svolgimento delle attività dell’Inpdap, garantendo i diritti di quei cittadini.
(3-00223)



RUSSO SPENA , ZUCCHERINI , ALFONZI , SODANO , TECCE – Ai Ministri del lavoro e della previdenza sociale e dello sviluppo economico. –
Premesso che:
l’Elsag-Gest è un’azienda che redige ogni mese le buste paga per 75.000 dipendenti di gruppi industriali come l’Alenia, l’Ansaldo e la Carrefour e di altre aziende di Finmeccanica;
l’Elsag-Gest risulta avere un organico di 270 impiegati che nel 1995 sono stati esternalizzati ed incorporati all’interno della Elsag (controllata da Finmeccanica) con la prospettiva di ampliare il pacchetto clienti;
ai lavoratori fu data rassicurazione che per loro nulla sarebbe cambiato in quanto a garanzie e tutele, ma in questi ultimi tempi l’azienda madre, seppur registrando bilanci in attivo, ha optato per l’abbandono dell’attività;
l’Elsag-Gest dovrebbe essere incorporata dalla Data Management, un’azienda con circa 800 addetti ed una specializzazione nel settore amministrativo;
per Finmeccanica la vendita a Data Management rappresenterebbe la possibilità di liberarsi anche da quei lavoratori collocati ad alti livelli che all’interno di Elsag-Gest sono arrivati, negli anni, a guadagnare mensilmente oltre 4.000 euro; le categorie di impiegati esecutivi – presenti in tutta Italia, ma in maggioranza al Sud e in Campania – dopo 20-25 anni di servizio professionale e qualificato, invece, verrebbero ricollocati da una società parastatale ad una privata, perderebbero la categoria metalmeccanica e per di più si troverebbero senza tutele in caso di crisi;
le rappresentanze sindacali unitarie dell’Elsag-Gest hanno anche verificato che la Data Management non naviga in buone acque; nel mese di luglio 2006 i dirigenti della società avevano annunciato la mancanza di liquidità a causa di un calo delle commesse nella pubblica amministrazione e invitato i sindacati Filcam, Fisacat e Uiltucs a firmare una proposta che prevedeva: 70 lavoratori da incentivare alle dimissioni, slittamento del premio di produzione annuale nel 2008, abbassamento del valore del ticket-mensa, spostare il pagamento degli stipendi dal 27 al 10 del mese successivo;
i sindacati dell’Elsag-Gest hanno aperto una vertenza e ritardato la fusione che doveva avvenire già nell’estate del 2005. Si erano affidati all’Antitrust, auspicando un intervento teso a bloccare il procedimento ma, essendo questo solo un organo di controllo e verifica delle situazioni di monopolio sul mercato, infine hanno dato il consenso all’operazione;
risulta agli interroganti che nella prima decade di dicembre 2006 a Roma sia stata convocata una riunione nazionale e che Finmeccanica sia intenzionata a far firmare alle organizzazioni sindacali – che si oppongono – l’accordo di fusione tra l’Elsag-Gest e la Data Management,
si chiede di sapere:
quali provvedimenti urgenti i MInistri in indirizzo intendano intraprendere per garantire l’occupazione ed il futuro produttivo dell’ Elsag-Gest;
se ritengano che sia possibile ed economicamente vantaggioso che un’azienda in crisi, come la Data Management, incorpori, attraverso operazioni ambigue, un’azienda sana come l’Elsag-Gest, per attuare tagli all’occupazione.

(3-00277)



    69ª seduta: mercoledì 20 giugno 2007, ore 15
    70ª seduta: giovedì 21 giugno 2007, ore 15,30

    ORDINE DEL GIORNO

    MERCOLEDÌ


    PROCEDURE INFORMATIVE

    Interrogazioni.

    IN SEDE REFERENTE

    Seguito dell’esame del disegno di legge:
    POLI ed altri. – Disposizioni in materia di razionalizzazione e semplificazione dell’attività dell’INPS. – Relatore alla Commissione POLI.
    (Pareri della 1a, della 2a e della 5a Commissione)
    (1577)


    GIOVEDÌ



    IN SEDE DELIBERANTE

    Discussione del disegno di legge:
    TREU. – Regolamentazione del rapporto di lavoro dei collaboratori parlamentari. – Relatore alla Commissione BOBBA.
    (Pareri della 1a e della 5a Commissione)
    (1614)



    INTERROGAZIONI ALL’ORDINE DEL GIORNO


    ALFONZI – Ai Ministri del lavoro e della previdenza sociale e dell’economia e delle finanze. –
    Premesso che:
    con la legge 662/96 è stato istituito il Fondo credito per i dipendenti pubblici;
    tale fondo viene alimentato con un contributo obbligatorio pari allo 0.35% dello stipendio dei dipendenti iscritti alle casse dell’Inpdap;
    con il fondo si garantiscono le cosiddette prestazioni sociali, ovvero i prestiti (cessione del quinto), i mutui, l’assistenza agli anziani sotto forma di case di soggiorno, i convitti, le borse di studio e le vacanze studio e climatiche dei figli degli iscritti;
    per quanto riguarda i mutui, gli organi di amministrazione dell’Inpdap hanno recentemente modificato il regolamento sui requisiti di concessione, allargandone le condizioni alla seconda casa (purché distante non meno di 50 chilometri dalla prima), alle ristrutturazioni, alla rinegoziazione di mutui accesi con le banche.
    considerato il notevole aumento degli affitti e la notevole differenza del tasso d’interesse praticato dall’Inpdap (intorno al 3 – 3,5%) con quello praticato dalle banche, si è verificata una vera e propria esplosione delle domande, che non era stata prevista dall’Inpdap, determinando l’esaurimento delle risorse disponibili messe a bilancio, non congrue rispetto all’allargamento delle condizioni;
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    si è verificato il problema che tutti coloro che avevano stipulato un compromesso (richiesto nella documentazione di accompagno alla domanda del mutuo) anche per l’acquisto della prima casa, si sono trovati scoperti ed a rischio di forti penali rispetto alla definitiva stipula del rogito, con l’eventualità di dover rinunciare all’acquisto o ricorrere al mutuo bancario;
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