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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato

Commissione Lavoro, pubblico e privato

22 Ottobre 2009
in Camera

(Dal Resoconto Sommario)

SEDE CONSULTIVA

Mercoledì 15 ottobre 2003. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Pasquale Viespoli.

La seduta comincia alle 14.45.

Fondo sostegno persone non autosufficienti.
C. 2166 e abbinate.
(Parere alla XII Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta di ieri.

Anna Maria LEONE (UDC), relatrice, alla luce delle considerazioni emerse nel corso del dibattito svoltosi nella seduta di ieri, prospetta la possibilità di esprimere un parere favorevole a condizione che vengano reperite altre risorse finanziarie per la dotazione annuale del fondo per il sostegno delle persone non autosufficienti rispetto a quella prevista dalla lettera a) dell’articolo 4 del testo unificato, ovvero di esprimere un parere favorevole limitatamente alle parti di competenza specifica della Commissione lavoro.

Invita pertanto la Commissione a esprimersi al riguardo.

Lalla TRUPIA (DS-U), alla luce dell’ampio consenso che sul provvedimento in esame si è registrato, ritiene che la Commissione debba esprimere un parere favorevole, anche per non ostacolare i lavori della Commissione di merito. Ribadisce che si tratta di un’emergenza strutturale del paese, di cui si sono avuti gli episodi più drammatici questa estate, nei confronti della quale il Parlamento ha assunto un atto autonomo di buon senso, dal momento che alle dichiarazioni del ministro Sirchia non sono seguiti atti concreti da parte del Governo.
Ricordato che lo scopo delle proposte di legge presentate è quello di reperire risorse aggiuntive per potenziare la rete dei servizi a sostegno delle persone più bisognose, anche in considerazione del fatto che la legge finanziaria per il 2004 ha previsto 300 milioni di euro in meno per il fondo sociale, prospetta la possibilità che i dubbi e le perplessità espressi sul sistema di copertura del fondo per le persone non autosufficienti possano essere risolti prevedendo altre forme di interventi fiscali.

Emilio DELBONO (MARGH-U), pur rilevando la necessità di procedere nell’approfondimento tecnico di alcuni aspetti del provvedimento in esame, osserva che al riguardo non sono state presentate proposte alternative, in ordine al reperimento delle risorse per il finanziamento del fondo, che si siano tradotte in modifiche del testo. Valuta gli obiettivi strategici convergenti e soprattutto in linea con le posizioni assunte da altri paesi europei per un incremento del sistema di protezione sociale e dunque auspica che la Commissione lavoro licenzi il parere all’unanimità per giungere quanto prima all’approvazione della legge.

Antonino LO PRESTI (AN), nel ribadire che la maggioranza condivide il merito del provvedimento, e cioè la necessità di garantire un sostegno ai soggetti non autosufficienti, conferma che il problema riguarda la copertura finanziaria del fondo. Condividendo le perplessità espresse dal deputato Di Teodoro nella seduta di ieri sulla inopportunità di prevedere nuove tasse per sostenere qualsiasi tipo di provvedimento, preannuncia il giudizio positivo dei deputati del gruppo di Alleanza Nazionale su una proposta di parere favorevole a condizione che vengano ricercate altre forme di finanziamento del fondo in questione.

Cesare CAMPA (FI) manifesta, a nome dei deputati del gruppo di Forza Italia, pieno consenso sull’impianto del provvedimento in esame, auspicandone una rapida approvazione. In ordine al problema della copertura finanziaria del fondo per il sostegno delle persone non autosufficienti, ritiene si debba compiere un atto di dignità politica, richiamando il Governo a rispettare le indicazioni provenienti dal Parlamento, senza con ciò contraddire le linee politiche di programma dell’esecutivo.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nel rilevare la complessità della questione, posto che si è di fronte ad un tipo di priorità sul piano sociale da tutti condivisa, che tuttavia potrebbe portare a sacrificare altri tipi di interventi per altrettante nobili finalità, sottolinea come per la maggioranza sia difficile esprimersi sul provvedimento in esame, atteso che l’obiettivo del programma di Governo è quello di diminuire il carico fiscale.
Ricorda che la metodologia adottata dalla Commissione lavoro per l’espressione dei pareri in sede consultiva è quella di pronunciarsi su tutti gli aspetti e non solo su quelli che attengono alla sua specifica competenza; pertanto, ritiene che, qualora la Commissione volesse esprimersi solo limitatamente alle parti di propria competenza, dovrebbe manifestare esplicitamente tale volontà.

Angelo SANTORI (FI), pur condividendo le osservazioni del deputato Campa, ricorda che nella proposta di legge Di Virgilio C. 3321, di cui è cofirmatario, non è presente alcun riferimento all’istituzione di nuove imposizioni fiscali per far fronte all’emergenza dei soggetti non autosufficienti. Pertanto, invece di predisporre un nuovo provvedimento a sostegno dei soggetti più bisognosi, riterrebbe opportuno che si procedesse al rifinanziamento della legge n. 328 del 2000 di riforma dei servizi di assistenza.
In conclusione, si dichiara favorevole all’espressione di un parere limitato alle parti di specifica competenza della Commissione lavoro.

Luigi MANINETTI (UDC), nel condividere le osservazioni dei deputati Lo Presti e Campa, ritiene che la Commissione possa esprimere un parere favorevole con una osservazione attinente alla copertura finanziaria, senza entrare nel merito di una questione che è prettamente politica.

Roberto GUERZONI (DS-U), in merito ai dubbi sugli strumenti finanziari individuati per la copertura del fondo per il sostegno delle persone non autosufficienti, e, nella fattispecie, la previsione di un’addizionale limitata ai redditi medio-alti, ricorda che il Senato è in attesa di un emendamento della maggioranza che dovrebbe istituire un’addizionale volta ad incidere sulle cosiddette pensioni d’oro. Posto che ritiene che non si possa censurare il lavoro svolto dalla Commissione affari sociali, che, tra l’altro, ha elaborato un testo unificato, preannuncia la disponibilità a convenire su un parere favorevole con un’osservazione relativa al reperimento di altre forme di copertura finanziaria.

Emilio DELBONO (MARGH-U) ritiene che la Commissione debba esprimere il proprio giudizio sul provvedimento, lasciando ai componenti la Commissione affari sociali l’elaborazione di ipotesi alternative in ordine al reperimento delle risorse finanziarie, posto che la sede consultiva non è quella idonea a sviluppare un dibattito su tale questione; ravvisa, al contrario, una volontà da parte della maggioranza di far slittare l’iter del provvedimento.

Cesare CAMPA (FI) conferma la volontà della maggioranza di perseguire l’approvazione della proposta di legge e ribadisce il diritto-dovere del Parlamento di proporre autonomamente leggi per le quali occorre reperire un finanziamento senza oneri aggiuntivi per i cittadini.

Anna Maria LEONE (UDC), relatrice, ribadisce che il testo unificato elaborato dalla Commissione affari sociali rappresenta una mediazione tra maggioranza ed opposizione, posto che sia le proposte di legge Di Virgilio C. 3321 e Castellani C. 3374, sia la proposta di legge Battaglia C. 2166 prevedono l’istituzione di un fondo aggiuntivo rispetto alle disponibilità già esistenti senza alcuna previsione di imposte addizionali. Invita pertanto la Commissione ad uscire dagli schieramenti politici ed a porsi come unico obiettivo quello di consentire l’approvazione di una legge sulle cui finalità sono tutti d’accordo.

Emilio DELBONO (MARGH-U) ritiene che la Commissione dovrebbe esplicitare la propria contrarietà all’utilizzo dell’imposta addizionale quale dotazione per il fondo per il sostegno delle persone non autosufficienti. Se la maggioranza ritiene di aderire ad un testo a condizione che le risorse non siano reperite attraverso eventuali addizionali, deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte, peraltro in difformità con quelle assunte dalla maggioranza presente nella Commissione affari sociali. Reputa pertanto che il dissenso della maggioranza riguardi il merito del provvedimento piuttosto che la formulazione del parere.

Anna Maria LEONE (UDC), relatrice, raccogliendo le indicazioni emerse nel corso del dibattito e condividendo le finalità del testo unificato, pur valutando la necessità di modificare la formula di copertura del fondo per il sostegno delle persone non autosufficienti, formula una proposta di parere favorevole limitatamente alle parti di specifica competenza della Commissione lavoro (vedi allegato 1).

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte che è stata presentata una proposta alternativa di parere dai deputati Guerzoni ed altri (vedi allegato 2).

Roberto GUERZONI (DS-U), nell’illustrare la proposta alternativa di parere favorevole senza condizioni né osservazioni, ribadisce la piena condivisione da parte del suo gruppo delle finalità del provvedimento volto a istituire, al fine di incrementare il sistema di protezione sociale, il fondo per il sostegno delle persone non autosufficienti, ricordando che il testo unificato in esame rappresenta il risultato di un accordo unanime che unifica cinque proposte di legge della maggioranza e dell’opposizione.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere formulata dal relatore, restando così preclusa la proposta alternativa di parere dei deputati Guerzoni ed altri.

Variazione nella composizione della Commissione.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, comunica che i deputati Didonè e Nigra hanno cessato di far parte della Commissione. Avverte altresì che il deputato Stefano Stefani è entrato a far parte della Commissione.

Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2002.
C. 4343 Governo, approvato dal Senato.

Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2003.
C. 4344 Governo, approvato dal Senato.


Tabella n. 4: Stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l’anno finanziario 2002 (limitatamente alle parti di competenza).
(Relazione alla V Commissione).
(Seguito dell’esame congiunto e conclusione – Relazione favorevole con osservazioni sul disegno di legge C. 4343 e relazione favorevole con osservazione sul disegno di legge C. 4344).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta di ieri.

Daniele GALLI (FI), relatore, confermando quanto già anticipato nel corso dell’illustrazione del contenuto dei disegni di legge in esame, propone di riferire alla V Commissione in senso favorevole con osservazioni per quanto riguarda il disegno di legge relativo al rendiconto generale dell’amministrazione dello Stato e di riferire in senso favorevole con osservazione per quanto riguarda il disegno di legge recante disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato (vedi allegato 3).

Roberto GUERZONI (DS-U), non essendo intervenute modifiche né nelle linee di fondo né nelle scelte fondamentali degli indirizzi generali del Governo, preannuncia il voto contrario dei deputati del gruppo dei democratici di sinistra-l’Ulivo sui disegni di legge in esame.

Emilio DELBONO (MARGH-U) preannuncia il voto contrario del suo gruppo posto che nel disegno di legge di assestamento del bilancio si registra un aumento delle spese in termini di competenza rispetto alla diminuzione delle spese in conto capitale, segnale questo non incoraggiante e sintomo di un non sereno investimento per il futuro.

Nessun altro chiedendo di intervenire per dichiarazione di voto, la Commissione, con distinte votazioni, approva la proposta di relazione favorevole con osservazioni sul disegno di legge relativo al rendiconto generale dell’amministrazione dello Stato e la proposta di relazione favorevole con osservazione sul disegno di legge recante disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato.

La seduta termina alle 15.55.


SEDE REFERENTE


Mercoledì 15 ottobre 2003. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI.

La seduta comincia alle 15.55.

Disciplina del licenziamento per superamento del periodo di comporto.
C. 2212 Perlini.
(Esame e rinvio).

La Commissione inizia l’esame.

Angelo SANTORI (FI), relatore, osserva che la proposta di legge n. 2212 è composta da un solo articolo e modifica la disciplina del periodo di comporto, cioè la sospensione dell’attuazione del rapporto di lavoro, dovuta a malattia o a infortunio. Viene quindi riformulato l’articolo 2110 del codice civile, in modo da recepire alcuni indirizzi giurisprudenziali che hanno supplito alla mancanza di una espressa disposizione legislativa o dei contratti collettivi. Fa presente tuttavia che il provvedimento non intende intervenire sulla questione della durata del comporto, continuando a lasciarne la disciplina alla contrattazione collettiva o, in mancanza, agli usi o secondo equità.
In particolare, il provvedimento si occupa delle conseguenze giuridiche del superamento del periodo di comporto, disciplinando le modalità di recesso del datore di lavoro. Si prevede, infatti, che il datore di lavoro possa recedere con preavviso senza che sia necessaria una giusta causa o un giustificato motivo di licenziamento.
Un’altra questione che viene ora più compiutamente definita è quella delle conseguenze giuridiche della ripresa dell’attività del lavoratore nonostante il superamento del periodo di comporto. Si attribuisce al datore di lavoro un termine di due mesi entro il quale esercitare il recesso e si prevede espressamente che la ripresa dell’attività non implica «l’azzeramento» dei periodi di malattia precedenti nel caso di una ripresa di morbilità.
Una terza questione che viene affrontata riguarda il computo del periodo di comporto nel caso di malattia frazionata e non continuativa. Si dispone che, anche nel caso in cui il contratto collettivo disciplini esclusivamente il «comporto secco», riferito ad un’unica e ininterrotta malattia, la durata massima prevista valga anche per il «comporto per sommatoria o frazionato», per il quale è previsto che in determinato arco di tempo non si possa superare un determinato ammontare di giornate di assenza per malattia. Nel secondo caso, nel periodo di comporto vanno considerati anche i giorni non lavorativi.
Un altro aspetto che viene affrontato è la concessione dell’aspettativa non retribuita al momento del superamento del periodo di comporto, nel caso di previsione espressa del contratto collettivo. Si prevede che la richiesta debba pervenire al datore di lavoro entro dieci giorni dalla scadenza del periodo di comporto.
La proposta di legge esclude che esista un obbligo del datore di lavoro di preavvertire il lavoratore dell’approssimarsi del superamento del periodo di comporto e prevede espressamente che il lavoratore possa utilizzare le ferie per il prolungamento dell’assenza, al fine di evitare il superamento del periodo di comporto, purché inoltri richiesta in tal senso prima della scadenza del periodo stesso.
Infine, si prevede che il datore di lavoro non possa esercitare il recesso per superamento del periodo di comporto nel caso in cui la malattia sia stata determinata dalla nocività dell’ambiente di lavoro o delle modalità di esecuzione del lavoro.
Ricorda poi che attualmente la legge interviene sulla disciplina del periodo di comporto solo per alcuni specifici casi, in particolare per il personale impiegatizio (in virtù dell’articolo 6, comma 4, del regio decreto legislativo 1825 del 1924) e per i lavoratori affetti da tubercolosi (in virtù dell’articolo 10 della legge n. 419 del 1975). Anche in tali casi, le previsioni della contrattazione collettiva prevalgono, se più favorevoli al lavoratore.
La proposta di legge non lo prevede espressamente, ma si ritiene che rimanga fermo il principio generale secondo cui eventuali disposizioni contrattuali sulla stessa materia toccata dal provvedimento, se più favorevoli al lavoratore, prevalgono sulla disciplina legislativa, che, in altri termini, è derogabile tramite accordo contrattuale delle parti.
Tra le previsioni più favorevoli al datore di lavoro, rispetto alla situazione vigente, vi è quella che dispone che, anche nel caso in cui la contrattazione collettiva si occupi solamente del «comporto secco», il datore di lavoro ha diritto di recedere quando il lavoratore si assenti per malattie non continuative la cui durata complessiva superi il periodo di comporto stabilito contrattualmente. Si consideri infatti che la giurisprudenza maggioritaria, anche in assenza di previsione contrattuale, ammette il comporto per sommatoria, ma solamente entro un arco temporale pari alla durata media dei contratti collettivi (un triennio).
Tra le previsioni più favorevoli al lavoratore si evidenzia la possibilità di sospendere il periodo di comporto avvalendosi delle ferie e l’impossibilità di recedere da parte del datore di lavoro che abbia determinato colposamente la malattia o l’infortunio.
Considerato il contenzioso sorto relativamente all’istituto del periodo di comporto e data la delicatezza della materia, che può portare alla risoluzione del rapporto di lavoro, appare opportuno fornire alle parti del rapporto di lavoro un quadro giuridico più certo. Al di là del merito, su cui ritiene si potrà intervenire lungo tutto il corso dell’iter del provvedimento, considera proprio questo l’aspetto più interessante e meritevole della proposta di legge in esame, che interviene in una materia nella quale neanche la contrattazione collettiva ha saputo fornire regole sicure, per cui reputa giusto che il legislatore fornisca un tessuto normativo minimo, che definisca con sufficiente certezza le posizioni del datore e del prestatore di lavoro.
Alcune parti della proposta di legge, anche dal punto di vista tecnico, ritiene possano essere migliorate, per cui prospetta l’opportunità, fin da ora, di procedere, dopo l’esame preliminare del testo, alla costituzione di un Comitato ristretto che lavori alla predisposizione di un nuovo testo legislativo per la disciplina del periodo di comporto.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 16.

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