Decreto-legge 12/2002: Disposizioni urgenti per il completamento delle operazioni di emersione di attività detenute all’estero e di lavoro irregolare.
C. 2592, approvato dal Senato.
(Parere alla VI Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole con osservazione).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta di ieri.
Roberto GUERZONI (DS-U) ribadisce, come già evidenziato nel corso del dibattito svoltosi ieri, che a seguito delle modifiche introdotte dal Senato, il provvedimento in discussione reca elementi di contenuto innovativo, sui quali si rende estremamente opportuna la presenza di un rappresentante del Governo, attesa la necessità di un chiarimento sull’introduzione delle norme di sospensione della legge n. 300 del 1970 per quelle aziende che emergono dal sommerso e che sono le stesse alle quali si fa riferimento nel disegno di legge delega sul mercato del lavoro, all’esame del Senato.
Angelo SANTORI, presidente, comunica che il rappresentante del Governo è impossibilitato a partecipare ai lavori della Commissione, stante la concomitanza di impegni in Assemblea.
Roberto GUERZONI (DS-U) ricorda che nella seduta di ieri anche il capogruppo di Forza Italia aveva ritenuto opportuna la presenza del Governo in Commissione, anche se per l’esame in sede consultiva il regolamento non lo prevede espressamente. Ribadisce che non si è di fronte soltanto ad una proroga di termini, ma la questione riguarda il merito di un confronto che è aperto da mesi tra Governo, organizzazioni sindacali e datori di lavoro e che attiene all’applicazione o all’esclusione dell’applicazione della legge n. 300 del 1970.
Carmen MOTTA (DS-U) condivide le argomentazioni espresse dal deputato Guerzoni, atteso che nella seduta di ieri anche il presidente aveva riconosciuta fondata la necessità di procedere ad un approfondimento delle questioni sollevate. Di fronte ai problemi che dividono il paese, ritiene che l’assenza del Governo in questo momento indichi tutt’altra volontà, manifestata solo a parole dalla maggioranza, che quella di essere disponibile al dialogo e al confronto.
Renzo INNOCENTI (DS-U), osservato che alla base del rapporto dialettico tra Governo e Parlamento all’interno della Commissione dovrebbe esserci un fondamento di sensibilità istituzionale, ricorda che nella passata legislatura l’XI Commissione ha svolto un’indagine conoscitiva, durata due anni, sulla questione dell’emersione dal lavoro nero, alla quale tutti i componenti hanno dato il proprio contributo e dalla quale sono emerse indicazioni del tutto opposte a quelle che oggi il Governo propone all’attenzione della Commissione.
Pietro GASPERONI (DS-U) si associa alle considerazioni espresse dal deputato Innocenti, ribadendo che la presenza del Governo in Commissione in questa fase della discussione ha un significato non solo di sensibilità istituzionale ma anche di opportunità politica di estremo rilievo, soprattutto alla vigilia dello sciopero generale proclamato da tutte le organizzazioni sindacali a fronte della modifica di una norma posta a garanzia dei diritti dei lavoratori.
Invita pertanto il presidente a fare in modo che il voto sulla proposta di parere sia preceduto da un confronto politico con il Governo, così come già richiesto nella seduta di ieri.
Giuseppe CAMO (MARGH-U), ritenuto fondamentale ed indispensabile il confronto politico con il Governo non solo per i contenuti del provvedimento in discussione, di cui l’esecutivo deve assumersi la responsabilità, ma anche per la fase storica che il paese sta vivendo, caratterizzata da uno scontro sociale fortissimo, i cui risultati definitivi sono imprevedibili, ricorda che su queste tematiche nella precedente legislatura la Commissione lavoro è stata a lungo impegnata, raggiungendo obiettivi indiscutibilmente positivi, che oggi invece il Governo sembra intenzionato ad eludere.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, conferma che il sottosegretario Viespoli è impegnato nei lavori dell’Assemblea e che dunque raggiungerà la Commissione non appena possibile.
Alfonso GIANNI (RC) ritiene che, anche se le questioni pregiudiziali di costituzionalità presentate al disegno di legge di conversione del decreto legge in esame sono state respinte dall’Assemblea, il Governo dovrebbe sentire il dovere di chiarire in Commissione le motivazioni che sono alla base delle scelte compiute e che costituiscono una sorta di anteprima della modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
Ribadisce di non condividere il fatto che nel nuovo percorso delineato il punto di partenza sia costituito dalla presentazione al sindaco del comune ove ha sede l’unità produttiva del piano individuale di emersione, perché ciò pone a carico della massima autorità dell’ente locale una rilevante responsabilità.
Infine non comprende le ragioni per le quali i lavoratori che aderiscono ai programmi di emersione siano esclusi dal computo dei limiti numerici di unità del personale previsti da leggi e contratti collettivi di lavoro.
Andrea DI TEODORO (FI) precisa che, se si vuole avviare un confronto politico con il Governo sul merito del provvedimento in esame per arrivare ad esprimere un parere come Commissione lavoro sul disegno di legge di conversione, ciò è possibile indipendentemente dalla presenza o meno del Governo; se si vuole invece a tutti i costi legare il dibattito ad una sorta di predefinita ratifica del fallimento del provvedimento stesso e attendere il Governo perché sia testimone di questo fallimento, dichiara di non condividere l’atteggiamento della minoranza e propone di proseguire l’esame del provvedimento fino all’espressione del parere.
Renzo INNOCENTI (DS-U), a nome del gruppo dei Democratici di sinistra, insiste perché i lavori della Commissione proseguano alla presenza del rappresentante del Governo.
Cesare CAMPA (FI), atteso che il Governo si era dichiarato disponibile ad intervenire in Commissione per dar luogo al confronto politico da più parti sollecitato, soprattutto alla luce delle osservazioni emerse nel corso del dibattito svoltosi nella seduta di ieri, ritiene che in questo momento la presenza del Governo sia ininfluente rispetto all’espressione del parere che la Commissione si accinge a dare.
Pertanto, propone di proseguire nei lavori e di passare ai voti.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, in considerazione dei rilievi politici svolti dal deputato Campa e acquisito il parere della Commissione, ritiene di proseguire l’esame del provvedimento fino all’espressione del parere. Ricorda che il relatore ha formulato una proposta di parere favorevole con osservazione (vedi allegato 2).
Roberto GUERZONI (DS-U) dichiara voto contrario sulla proposta di parere formulata dal relatore e conferma l’opinione fortemente negativa sul provvedimento in esame per l’inefficacia delle misure adottate in materia di regolarizzazione del sommerso, per l’introduzione di un articolo che produce effetti negativi su un principio oggetto del confronto tra le parti sociali e per il fatto che si vanno a peggiorare le condizioni dei lavoratori che intendono emergere dal nero.
Elena Emma CORDONI (DS-U) dichiara a sua volta voto contrario sulla proposta di parere formulata dal relatore e invita la maggioranza, oltre che a rispettare la normativa sulla decretazione d’urgenza, a riflettere sui meccanismi che diventano responsabili del fallimento della politica dell’attuale Governo.
Ricordato il lavoro svolto dalla XI Commissione nella passata legislatura sul problema della lotta all’emersione dal nero, sottolinea che la filosofia alla base del provvedimento in discussione è volta a negare tutti i diritti dei lavoratori, eliminando i riferimenti ai contratti collettivi nazionali e caricando di responsabilità i comuni e gli enti locali in materia di regolazione dei rapporti di lavoro.
Ritiene infine una provocazione politica la presentazione di un testo come quello risultante dalle modifiche apportate dal Senato alla vigilia dello sciopero generale proclamato da tutte le organizzazioni sindacali.
Alfonso GIANNI (RC), atteso che il lavoro nero si basa su un connubio tra gli interessi del datore di lavoro e il ricatto del lavoratore, che peraltro risulta essere la parte più debole del processo di emersione dal nero se non vi è accordo fra le parti sociali, ritiene necessario che si giunga invece ad un felice «matrimonio» fra le tre parti in gioco, e cioè tra il datore di lavoro, il lavoratore e lo Stato, anche in considerazione del fatto che le altre strade possibili, come ad esempio il potenziamento sul territorio della capacità di penetrazione della potenza ispettiva, non sono percorribili.
Dichiara pertanto voto contrario sulla proposta di parere formulata dal relatore.
Pietro GASPERONI (DS-U), di fronte all’impossibilità di svolgere un confronto politico alla presenza del Governo, ribadisce il giudizio di netta contrarietà alle modifiche introdotte dal Senato al testo originario del decreto-legge.
Condividendo le argomentazioni espresse a nome del suo gruppo dal deputato Guerzoni, ritiene che il provvedimento abbia un carattere provocatorio a pochi giorni dallo sciopero generale proclamato dalle organizzazioni sindacali, atteso che sono in discussione i diritti dei lavoratori e che si sferra un attacco alle prerogative proprie dei sindacati sancite in tutti i contratti di lavoro.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, pone in votazione la proposta di parere favorevole con osservazione del relatore.
La Commissione approva la proposta di parere formulata dal relatore, restando così preclusa la proposta di parere contraria dei deputati Cordoni ed altri