Decreto-legge 108/2002: Disposizioni urgenti in materia di occupazione e previdenza.
C. 2843 Governo.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta di ieri.
Renzo INNOCENTI (DS-U), ricordato che anche in altre occasioni il Parlamento si è trovato a discutere di misure di carattere urgente, adottate dal Governo, a fronte di crisi aziendali e delle conseguenze che le stesse provocano sul piano occupazionale, rileva la necessità di trovare il meccanismo giusto per coniugare la risposta ad un’urgenza con una questione di carattere più strutturale. Osserva come anche le misure che riguardano la proroga di interventi di sostegno al reddito, a seguito di accordi fra le parti, debbano correlarsi ad una politica attiva in grado di creare le condizioni per una ricollocazione produttiva dei lavoratori interessati e ad una riorganizzazione delle aziende.
Ricordato che nella passata legislatura provvedimenti come quello in questione sono stati etichettati dall’allora opposizione come palliativi o «toppe» incapaci di creare il tessuto necessario per trovare una sistemazione strutturale alle situazioni di crisi, osserva che l’attuale Governo, con il decreto-legge in esame, ha riproposto esattamente un «provvedimento-toppa», capace di dare solo una parziale risposta ad una situazione emergenziale.
Sollecita pertanto l’attivazione di strumenti regolatori dell’organizzazione del mercato del lavoro che nel corso degli ultimi anni sono stati messi in campo, con risultati disomogenei sul territorio nazionale.
Soffermandosi poi sul comma 4 dell’articolo 1, ritiene che la strategia di percorso individuata ponga una grande preoccupazione: la norma reca la proroga dell’indennità di mobilità per i lavoratori interessati solo a condizione che gli stessi risultino impiegati in attività socialmente utili. In proposito, paventa il rischio che la direzione imboccata sia quella già prevista nei decreti-legge nn. 572 e 674 del 1994, che facevano parte della catena di decreti più volte reiterati, fino alla conversione disposta con la legge n. 608 del 1996, con i quali si è toccata la punta massima del ricorso ai lavori socialmente utili, mentre la direzione da intraprendere è quella del progressivo svuotamento del bacino formato da migliaia di lavoratori.
Ritiene pertanto necessario intervenire su questo punto in modo da estirpare alla radice le preoccupazioni esistenti attorno a queste realtà produttive.
In merito all’articolo 2, che proroga al 31 dicembre 2002 le agevolazioni contributive per le imprese che assumono nuove maestranze tra i lavoratori licenziati da imprese con meno di quindici dipendenti, ricorda che durante l’esame della legge finanziaria per il 2002 l’opposizione presentò un emendamento in materia di sgravi contributivi che tuttavia incontrò il parere contrario del Governo e fu bocciato. Adesso constata con piacere che l’esecutivo ha fatto propria nel decreto-legge in esame una sollecitazione a suo tempo evidenziata dall’opposizione: chiede però chiarimenti al Governo in merito alla possibilità che i benefìci previsti si applichino o meno a coloro che sono stati assunti dal 1o gennaio 2002 fino all’entrata in vigore del presente decreto-legge.
Roberto GUERZONI (DS-U), ribadendo la necessità di un chiarimento da parte del Governo – come già anticipato nella seduta di ieri – in merito al problema della proroga dell’iscrizione nelle liste di mobilità per i lavoratori delle aziende con meno di quindici dipendenti, richiama l’attenzione sul comma 2 dell’articolo 1 recante proroga del trattamento di mobilità per i lavoratori dipendenti da aziende operanti nel settore tessile, laddove non sono individuate, come invece avviene altrove, le strutture produttive interessate.
Pietro GASPERONI (DS-U), atteso che è stata assegnata alla Commissione, in sede referente, la sua proposta di legge n. 2694 sui lavoratori transfrontalieri, chiede alla presidenza di procedere all’abbinamento della stessa al decreto-legge in esame, dal momento che il problema affrontato dalla proposta di legge trova sostanzialmente soluzione – con i correttivi necessari – nell’articolo 3 del decreto-legge. Questo a testimonianza di una convergenza che è già stata posta in evidenza in sede di discussione di un progetto di legge analogo nell’altro ramo del Parlamento.
Sollecita poi il relatore e il rappresentante del Governo a riflettere sull’opportunità di calcolare il trattamento pensionistico dei lavoratori rientrati dalla Svizzera sull’intera anzianità contributiva, comprensiva dell’anzianità svizzera fino al 31 dicembre 2007 anziché 2003, perché quella data coincide con la fase finale del sistema retributivo; a partire dal 2008, infatti, entrerà a regime la nuova fase del sistema contributivo. Riterrebbe pertanto utile consentire ai lavoratori in questione di avere a riferimento non una data intermedia ma l’intero periodo restante del sistema retributivo. Preannuncia, in proposito, la presentazione di alcune proposte emendative, auspicando il raggiungimento di una soluzione comune.
Condivise le osservazioni già espresse dal deputato Innocenti in merito ai lavori socialmente utili, sottoposti a suo tempo a pesantissime e ingiustificate critiche ed oggi riproposti nel decreto-legge in esame, auspica che sia possibile apportare quelle modifiche necessarie per evitare di tornare alle disposizioni adottate nel 1994, tanto combattute dall’attuale maggioranza.
Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI conferma la volontà del Governo di non riesumare vecchie pratiche dalle quali occorre uscire, concentrandosi in uno sforzo complessivo nei confronti dell’ultima parte di un vecchio bacino di lavoratori socialmente utili che oggi risulta ridotto ma in modo ancora non così consistente da determinare la fuoriuscita totale dei soggetti interessati dal meccanismo dei lavori socialmente utili.
Ribadisce che lo spirito della norma è legato al tentativo di determinare, rispetto ad una prestazione di proroga della mobilità, un utilizzo di questi soggetti tale da determinare un «accompagnamento» al di fuori del mercato, legando questa fase di passaggio ad una mera prestazione lavorativa, senza delineare interventi puramente assistenziali. Si dichiara quindi pronto a chiarire questo passaggio, atteso che l’intenzione è di evitare che il sussidio venga concesso a prescindere da qualsiasi attività.
Trattandosi di soggetti che hanno un’età anagrafica tale da far rischiare la fuoriuscita dal mercato, il Governo ha ritenuto di far riferimento ai lavori socialmente utili, pur di non lasciare isolato il sostegno pubblico.
Ricorda che i decreti-legge del 1994 furono dei provvedimenti-tampone che determinarono una serie di problematiche ancora in corso di verifica, ma conferma che non è intenzione del Governo ripercorrere quella strada a prescindere dai soggetti che l’hanno per prima imboccata.
In merito all’articolo 2, osserva che così come è impostata la norma, non vi è alcuna soluzione di continuità: la disposizione proroga il termine e quindi determina l’utilizzo di quanto previsto dall’articolo a decorrere dal 1o gennaio 2002. Ciò per consentire anche a coloro che fossero andati in mobilità nel 2002 di usufruire dei benefìci previsti.
Infine, si riserva di procedere ad un approfondimento dei rilievi formulati in merito alle disposizioni contenute nell’articolo 3.
Pietro GASPERONI (DS-U) precisa che in un ordine del giorno votato dal Consiglio generale degli italiani all’estero presso il Ministero degli affari esteri il 7 giugno scorso la proroga al 31 dicembre 2007 è raccomandata non solo per la vicenda dei lavoratori italiani rientranti dalla Svizzera, ma anche per una visione più generale della materia.
Andrea DI TEODORO (FI) condivide le osservazioni espresse dal rappresentante del Governo, anche se non nasconde, a titolo personale, di essersi preoccupato – sulla base di una visione del mercato del lavoro del tutto opposta a quella dei deputati dell’opposizione – per il riferimento al decreto legislativo n. 468 del 1997 e quindi ai lavori socialmente utili. Le dichiarazioni del sottosegretario Viespoli hanno invece sciolto i dubbi sulla temuta contraddizione esistente nel provvedimento, laddove si afferma il principio della responsabilità dei lavoratori che sembra debbano dimostrare, nel periodo di fruizione della proroga del trattamento di mobilità, l’impegno in attività socialmente utili per potersi ricollocare all’interno del mercato del lavoro.
Condivide la proroga al 31 dicembre 2002 delle agevolazioni contributive per le imprese che assumono nuove maestranze tra lavoratori licenziati da imprese con meno di quindici dipendenti, consentendo a coloro che fossero espulsi dal ciclo produttivo di essere più facilmente reimpiegati in altre realtà aziendali.
Sottolineata la necessità che nel mercato del lavoro il principio della tutela dell’esercizio dei diritti e quello delle opportunità dei giovani lavoratori deve mantenersi in uno stato di perfetto equilibrio, esprime piena soddisfazione e condivisione per il lavoro svolto fin qui dal Governo anche nel confronto con i sindacati in questa direzione.
Lino DUILIO (MARGH-U) sottopone al Governo l’opportunità di rivedere il termine stabilito nell’articolo 3 per quanto riguarda la situazione dei lavoratori italiani rientrati dalla Svizzera, atteso che la data del 31 dicembre 2003 sembra piuttosto limitativa della possibilità di giungere ad una definitiva sistemazione contributiva dei lavoratori interessati. Preannuncia in proposito la presentazione di una proposta emendativa.
Ritenuto sostanzialmente condivisibile il contenuto dell’articolo 2, in merito all’articolo 1 osserva che si tratta di disposizioni che ripercorrono situazioni sulle quali già in precedenza si è cercato di intervenire e paventa il rischio che l’attuale maggioranza assuma un atteggiamento del tutto opposto a quello manifestato alcuni anni fa a fronte di misure analoghe adottate per cercare di limitare il fenomeno dei lavori socialmente utili.
Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI osserva che il decreto-legge in esame è un mix tra una strada già percorsa e una strada che si tenta di imboccare in termini innovativi. Rileva che se il Governo non fosse intervenuto a determinare una fuoriuscita dei soggetti anagraficamente in età più avanzata, con una impostazione di «accompagno», a rischiare la mobilità sarebbero state le forze lavoro più giovani e più attive.
Ribadisce che il Governo è pronto a confrontarsi su questo punto e che non è sua intenzione creare nuovi lavori socialmente utili: il riferimento a questi ultimi è legato alla soggettualità dei benefìci contenuti nel provvedimento in esame e alla possibilità di determinare la prestazione che accompagna l’erogazione degli stessi, intervenendo proprio a favore di quei lavoratori privi di tutela.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
Delega al Governo in materia previdenziale.
C. 2145 Governo.
(Rinvio del seguito dell’esame).
Il sottosegretario Pasquale VIESPOLI ricorda di aver fatto riferimento alla necessità di procedere ad alcuni approfondimenti di natura sia tecnica che politica, che non sono ancora ultimati.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ritiene che si possa procedere nell’esame, ove ci fossero altri interventi di carattere preliminare sul disegno di legge n. 2145.
Pietro GASPERONI (DS-U), intervenendo sull’ordine dei lavori, osserva che nell’ultima seduta era stato chiesto al Governo di chiarire la propria posizione in merito ai tavoli di confronto avviati con i sindacati anche in materia di previdenza. Auspica pertanto che quanto prima il Governo possa pronunciarsi per fugare qualunque elemento di confusione nel prosieguo dell’esame del provvedimento, che nel frattempo appare inutile portare forzatamente avanti.
Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, preso atto delle necessarie assicurazioni in merito da parte del rappresentante del Governo e nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
Con l’occasione, ricorda che con la seduta odierna si completa il primo anno di lavoro della Commissione, che si è costituita esattamente il 21 giugno dell’anno scorso.