69ª Seduta
Presidenza del Presidente
Interviene, ai sensi dell’articolo 48 del Regolamento, in rappresentanza del CENSIS, il dottor Giuseppe Roma, direttore generale, accompagnato dal dottor Massimiliano Valerii, capo ufficio stampa e dalla dottoressa Gabriella Addonisio, ricercatore dell’ufficio statistica.
La seduta inizia alle ore 15,05.
SULL’INDAGINE CONOSCITIVA IN MATERIA DI FUNZIONAMENTO DELLE AGENZIE DEL LAVORO
Il presidente GIULIANO ricorda che, nella seduta del 10 febbraio, la Commissione aveva fortemente stigmatizzato il comportamento dei rappresentanti di Adecco, di cui era prevista l’audizione nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul funzionamento delle Agenzie del lavoro e che si erano tuttavia resi indisponibili. Avverte di aver ricevuto una formale lettera di scuse da parte del Presidente della società, il quale si pone a disposizione, ove ancora possibile, per ogni contributo ai lavori dell’indagine.
La Commissione prende atto.
Il PRESIDENTE preannuncia quindi che la predetta audizione verrà programmata nei tempi più rapidi.
SULLA PUBBLICITA’ DEI LAVORI
Il presidente GIULIANO comunica che, ai sensi dell’articolo 33, comma 4, del Regolamento del Senato, sono state chieste l’attivazione dell’impianto audiovisivo a circuito chiuso e la trasmissione radiofonica e che la Presidenza del Senato ha fatto preventivamente conoscere il proprio assenso.
Poiché non vi sono osservazioni, tale forma di pubblicità è dunque adottata per il prosieguo dei lavori.
Il PRESIDENTE avverte altresì che la pubblicità della seduta sarà inoltre assicurata attraverso la resocontazione stenografica, che sarà resa disponibile in tempi rapidi.
La Commissione prende atto.
PROCEDURE INFORMATIVE
Seguito dell’indagine conoscitiva sul livello dei redditi di lavoro e sulla redistribuzione della ricchezza in Italia nel periodo 1993-2008: audizione di rappresentanti del CENSIS.
Il dottor ROMA fornisce elementi e dati statistici elaborati dal suo Istituto, che illustrano l’evoluzione dei redditi e del patrimonio delle famiglie italiane nell’ultimo quindicennio. In particolare, rileva che l’analisi di lungo periodo evidenzia un andamento dei redditi e del patrimonio segnato da fenomenologie molteplici, che rendono complessa una univoca interpretazione della distribuzione del benessere. Il 1993 rappresenta un momento critico del ciclo economico e sociale italiano, caratterizzato da crisi della finanza pubblica e crisi monetaria, alta inflazione, crollo delle quotazioni immobiliari e criticità per l’occupazione. Gli anni successivi sono connotati da manovre restrittive della finanza pubblica, ingresso nell’area dell’euro, crescenti flussi migratori dall’estero e poi da riduzione della disoccupazione e rilevante incremento occupazionale, fino agli ultimi anni, caratterizzati da una stagnazione della crescita del prodotto, da una forte patrimonializzazione delle famiglie e da un boom immobiliare. Le disuguaglianze reddituali sono dunque determinate anche da questi fattori. L’analisi rivela l’esistenza di processi di segno diverso, che producono una certa stabilità, soprattutto nella distribuzione dei redditi; si segnala invece una disuguaglianza rilevante nella distribuzione della ricchezza familiare. In particolare, a partire dal 2003 si evidenzia che il reddito disponibile delle famiglie è cresciuto meno del PIL. Osserva quindi che la ricerca di una tutela delle condizioni di benessere nel periodo considerato è avvenuta soprattutto attraverso una forte capacità di risparmio e l’impiego delle risorse accumulate in investimenti patrimoniali, innanzitutto in quello immobiliare. La propensione al risparmio, pur dimezzata tra il 1993 e il 2007, ha tuttavia consentito a un numero crescente di famiglie italiane di accedere alla casa di proprietà, tanto che l’ultima rilevazione CENSIS – febbraio 2009 – indica nell’86 per cento la quota dei proprietari, con un bassissimo rischio di insolvenza nel pagamento dei mutui. Dopo aver rilevato che nel complesso oggi la ricchezza netta per famiglia è di 8,1 volte il reddito disponibile, mentre nel 1995 era pari a 6 volte, fa osservare che le maggiori sperequazioni derivano dalla distribuzione squilibrata della ricchezza patrimoniale e che le famiglie di persone non occupate hanno una copertura pressoché nulla di risorse accumulate. Fornisce, nel corso dell’esposizione, elementi aggiuntivi richiesti in via incidentale dal PRESIDENTE e dal senatore NEROZZI (PD), finalizzati a chiarire l’interpretazione di alcuni dati riferiti alla distribuzione della ricchezza. Si sofferma infine sulla rilevante influenza dei flussi migratori, nonché sulle ulteriori disuguaglianze sociali sostanzialmente derivanti dal peso delle regioni meridionali, rilevando un rallentamento del ciclo virtuoso della mobilità verticale.
Il Presidente GIULIANO, nel segnalare il grande interesse dei dati illustrati, sovente assai in contrasto con quelli correntemente diffusi, richiamata la situazione di quanti negli anni scorsi hanno fruito del cosiddetto “blocco delle abitazioni”, chiede chiarimenti specifici sulle questioni relative alla mobilità ed al peso del Mezzogiorno.
Seguono ulteriori quesiti dei senatori TREU (PD) (domanda chiarimenti sui dati relativi agli occupati ed alla mobilità sociale), NEROZZI (PD) (sollecita ulteriori elementi relativi all’incidenza del rapporto tra reddito e patrimonio, anche con riferimento alle famiglie monoreddito o unipersonali; domanda inoltre come incida sulla mobilità sociale il livello di istruzione) e CASTRO (PdL) (chiede se esista una specificità italiana della strategia di superamento della grande crisi).
A tutti replica il dottor ROMA, il quale, richiamate le contraddizioni registrate in passato nel mercato delle abitazioni, fornisce chiarimenti in ordine ai dati precedentemente illustrati riferiti alla mobilità sociale. Ricorda che da un certo numero di anni alcuni istituti di credito accordano un mutuo anche a chi non ha una occupazione fissa, sottolineando altresì che in Italia si è sempre dato particolare valore alla formazione, spesso più in termini nominalistici che sostanziali. Evidenzia infine che nell’attuale crisi il dualismo territoriale rappresenta una delle grandi ragioni della disuguaglianza e che sarebbe forse opportuna una maggiore valorizzazione del territorio.
Non ponendosi ulteriori quesiti, il presidente GIULIANO ringrazia ancora il dottor Roma per il prezioso contributo di analisi fornito, dichiara conclusa l’audizione e toglie la seduta.
La seduta termina alle ore 16,10.


























