Cooperazione Salute è il progetto Mutualistico Nazionale promosso da Confcooperative finalizzato a garantire a soci, lavoratori e loro familiari l’accesso a prestazioni sanitarie o a offerte di sanità e di welfare, sempre più precluse dai redditi e dall’inadeguatezza del sistema pubblico. Il primo triennio di attività del progetto si chiude con 2.500 cooperative aderenti, oltre 375 mila prestazioni erogate a 225 mila lavoratori.
Completata la fase di start up, nel 2018 prende il via ora la fase di sviluppo e consolidamento del progetto che punterà al rafforzamento del sistema, a un maggiore radicamento territoriale, alla promozione della cultura mutualistica, a un network di sistema per valorizzare l’offerta cooperativa in ambito socio – sanitario -assistenziale. Si lavorerà per integrare la sanità contrattuale, aziendale e volontaria con il welfare di conciliazione valorizzando la filiera produttiva cooperativa.
Sul fronte patrimoniale, dal 2014 a oggi, il Progetto Mutualistico Nazionale ha maturato un patrimonio complessivo di 14 milioni a garanzia della sostenibilità del progetto. Nel primo triennio sono stati gestiti contributi per 27 milioni raccolti sia dalla mutua nazionale che da quelle territoriali a cui si aggiungono altri 23 milioni gestiti per conto delle mutue, fondi e casse che si sono avvalsi dei servizi di Cooperazione Salute attraverso l’istituto della mutualità mediata. Nello stesso periodo sono stati erogati rimborsi per 22 milioni di euro, di cui 8 milioni tra mutua nazionale e territoriali a cui si aggiungono altri 14 milioni rimborsati per conto delle mutue, fondi e casse in regime di mutualità mediata.
Per il presidente di Confcooperative, Maurizio Gardini, “è inaccettabile il divario crescente tra gli italiani che hanno le possibilità economiche per curarsi e chi non riesce a farlo. È il sintomo di un imbarbarimento del nostro paese se pensiamo che sono 13 milioni i cittadini che rinunciano a curarsi per motivi economici”.
“Se volessimo misurare l’indice di civiltà del nostro paese da questi numeri direi che il bilancio è ampiamente insoddisfacente e che in Italia abbiamo molto da lavorare per risalire la china”, conclude Gardini.





























