“Per consolidare la risalita italiana, che resta molto inferiore a quella europea, sono decisive le scelte di politica economica dopo le elezioni”. E’ quanto sostiene il centro studi di Confindustria (Csc) nella consueta analisi mensile sulle’economia (Congiuntura Flash).
“L`Italia- sottolinea il Csc- partecipa al rinnovato slancio dell`economia globale, attraverso l`ottima perfomance dell`export (confermata dagli ordini) e degli investimenti (saliti i giudizi sulle commesse interne e le attese dei produttori di beni strumentali), il buon avvio nel nuovo anno controbilancia il minor trascinamento dal 2017, dovuto alla dinamica sotto le attese della produzione industriale nel IV trimestre. Restano positive anche le prospettive per l`occupazione, stando alle intenzioni delle imprese, ma sono contrastanti i segnali sull`irrobustimento dei consumi”.
I dati, diffusi oggi dal Csc in Congiuntura Flash, sono in effetti positivi. La produzione industriale in Italia è aumentata dello 0,9% a dicembre, secondo le stime confindustriali. Ed essendo rimasta ferma a novembre, nel IV trimestre segna un +0,3% sul III (contro il +0,6% stimato precedentemente). Ciò comporta il rischio,pero’, che la variazione del Pil in autunno scenda a +0,3%, di un decimo inferiore alla previsione formulata a dicembre e a quella registrata in estate, con un trascinamento al 2018 di +0,5 punti (rispetto a +0,6). Lo rileva il centro studi di Confindustria (Csc) nella consueta analisi mensile sulleeconomia (Congiuntura Flash).
Il buon andamento delle commesse a fine 2017 delinea ulteriori incrementi di attività a inizio 2018. Gli ordini del Pmi manifatturiero (Ihs-Markit) sono in area di solida espansione a dicembre (indice a 60,1; 60,3 nel IV trimestre). Il saldo delle attese di produzione (Istat) si attesta su livelli elevati (a 15,8; 16,7 nel IV). Nei servizi il Pmi sale a 55,4 (+1 punto su novembre; 54,1 nel IV), con forti incrementi di ordini e occupati. Anche l`anticipatore Ocse per l`Italia, a novembre aumentato per il settimo mese di fila (+0,07%, +0,82% cumulato), suggerisce che il recupero del Pil si rafforzerà nei prossimi trimestri.
Prosegue poi “con slancio” – sottolinea il centro studi- la risalita dell`occupazione: +64 mila occupati nel bimestre ottobre-novembre rispetto al trimestre estivo (+0,3%), +308 mila sull`ultimo quarto 2016 (+1,3%). Il numero di persone occupate è tornato stabilmente sopra ai 23,1 milioni, livello di primavera 2008. Sono aumentati i lavoratori dipendenti (+442 mila unità rispetto a un anno prima, di cui +47 mila a tempo indeterminato e +395 mila a termine), mentre sono scesi ancora gli indipendenti (-134 mila).
Più occupati anche tra i 15-34 enni (+72 mila, +1,4%), con un tasso di occupazione che torna sui livelli di inizio 2013 (41,0%, da un minimo di 38,8% a primavera 2015). Il riavvio degli sgravi contributivi darà dal 2018 slancio all`occupazione giovanile a tempo indeterminato. ll tasso di disoccupazione scende all`11% a ottobre-novembre, dall`11,8% di fine 2016, sebbene siano cresciute le persone in cerca di impiego (+0,4% la forza lavoro).
Buone le prospettive per l`inizio del 2018: le aspettative delle imprese confermano che l`occupazione salirà anche nel trimestre in corso.