di Stefania Plini – Eni Relazioni-industriali
Si è tenuto a Versailles, il 28 e 29 settembre scorso, l’incontro annuo del Comitato aziendale europeo (Cae) dell’Eni e dell’Osservatorio europeo sulla salute e sicurezza dei lavoratori (organismo tecnico introdotto nel 1996 in ambito Cae), a dieci anni dall’accordo sottoscritto da Eni con le organizzazioni sindacali italiane ed europee.
L’accordo Eni è stato il primo raggiunto in Italia sui Cae, in seguito all’emanazione della direttiva europea 94/45 sull’informazione e consultazione dei rappresentanti dei lavoratori, recepita nel 2002 nell’ordinamento nazionale italiano. Tale recepimento, che ha reso obbligatoria l’istituzione dei Cae nelle imprese di dimensione comunitaria, fa salvi gli accordi precedentemente sottoscritti, consentendo pertanto all’accordo Eni di svolgere un ruolo di modello di riferimento per le società e le divisioni del gruppo.
Per il gruppo Eni il Cae rappresenta una delle esperienze di relazioni industriali a più forte carattere distintivo, frutto di un percorso di rafforzamento delle relazioni Industriali realizzato a livello nazionale e internazionale, anche in coerenza con la complessa evoluzione e con il processo di crescita estera del gruppo. Lo sviluppo internazionale è infatti una delle principali direttrici strategiche di Eni, che risulta evidenziata anche dall’attuale configurazione occupazionale: oltre il 44% dell’occupazione Eni è infatti costituita da personale straniero.
Nel decennio trascorso i rinnovi dell’accordo Cae hanno reso più continua ed operativa l’attività del Cae e in particolare, a partire dal 2001, sono state introdotte modifiche organizzative che hanno consentito un dialogo più frequente e strutturato tra Eni e rappresentanze dei lavoratori dell’Unione Europea. In particolare, l’istituzione di un Comitato ristretto (composto dal coordinatore Cae, da due rappresentanti italiani e due di altri Paesi) ha permesso un legame più forte con le procedure di informazione e consultazione definite in Italia con il Protocollo di relazioni industriali del 2001. Il Comitato ristretto ha infatti funzioni di interfaccia con la direzione Eni e partecipa ad incontri informativi organizzati nel corso dell’anno in concomitanza con importanti momenti istituzionali della vita della società: la presentazione del piano strategico quadriennale, dei consuntivi e degli investimenti, l’illustrazione degli scenari economici ed energetici ed eventuali riunioni straordinarie in caso di circostanze eccezionali che possono emergere a livello europeo.
Nell’accordo di rinnovo del 2004 sono stati introdotti criteri dinamici di rappresentanza al fine di rendere il Cae sempre più rispondente alla configurazione del Gruppo ed alle sue evoluzioni territoriali ed organizzative. Sui temi d’interesse del Cae (normativa, accordi, rapporti) è stata inoltre attivata una sezione informativa sul sito web Eni e sull’intranet aziendale.
In ambito CAE sono state proposte anche altre iniziative, che hanno coinvolto direttamente i rappresentanti dei lavoratori sia nella fase di ideazione sia in quella di applicazione. In particolare, tra novembre 2003 e luglio 2004, è stato realizzato un progetto di formazione congiunta aziende-sindacato (“Eni Multicultural Training Projecy”) su scala europea, riguardante temi relativi alla conoscenza delle attività e strategie di gruppo e alla multiculturalità, in nove Paesi dell’Europa centro-orientale. Il progetto ha coinvolto 140 persone per un totale di 9.500 ore di formazione.
Un analogo progetto formativo si sta attualmente avviando in Francia, per 300 dipendenti della società Saipem SA, società frutto dell’acquisizione dell’ex Bouygues Offshore da parte di Saipem SpA e oggi risultato di un processo triennale d’integrazione nel quale si sono confrontati due diversi modelli culturali nazionali ed organizzativi.
Dal 2002 – dopo i primi anni nei quali i Cae si sono svolti a Roma e a Bruxelles – è stata adottata la scelta di tenere gli incontri annui presso le principali sedi operative (Monaco, Londra, Madrid). Per il 2005 si è così scelta Versailles (città vicina alla sede Saipem) per la sua rappresentatività in termini di dimensione occupazionale e anche in virtù della presenza multibusiness di Eni in Francia (circa 4.500 dipendenti, la seconda realtà in ordine di grandezza dopo l’Italia).
L’incontro, per i temi trattati (Piano strategico Eni 2005-2008, bilancio e prospettive dell’esperienza Cae, Multicultural Training Project) e per la partecipazione attiva dei rappresentanti dei lavoratori, è stato un ulteriore step nel percorso di costruzione e di crescita dell’identità Eni a livello europeo, ed un esempio positivo di valorizzazione delle relazioni industriali.
























