Dopo i tagli che aveva già operato lo scorso marzo a riflesso dei nuovi dazi commerciali Usa, l’Ocse ha nuovamente ritoccato al ribasso le previsioni di crescita economica sull`Italia. Per quest`anno, infatti, l`organizzazione parigina stima una espansione del Pil limitata allo 0,6%, cui dovrebbe seguire un più 0,7% nel 2026. I dati sono contenuti nell`ultimo Economic Outlook. In un parziale aggiornamento dello scorso 17 marzo l’ente parigino aveva tagliato le previsioni sull’Italia al più 0,7% di crescita quest`anno al più 0,9% per il 2026. Le previsioni di crescita globale sono state a loro volta limate, al 2,9% sia per quest`anno che per il prossimo.
Al tempo stesso l’Organizzaizone per la cooperazione e lo sviluppo economico riporta progressi migliori del previsto dell`Italia sul risanamento dei conti pubblici, in particolare sul deficit del 2024 calato 3,4% del Pil, dal 7,2% del 2023, 0,4 punti percentuali al di sotto di quanto preventivato dallo stesso governo. Quest`anno il disavanzo dovrebbe calare al 3,1% del Pil e nel 2026 al 2,8%, riportandosi quindi al di sotto della soglia del 3% stabilita dal patto di stabilità e di crescita della Ue.
E secondo l’Ocse il debito pubblico della Penisola inizierà a limarsi rispetto al Pil già da quest`anno, al 135% a fronte del 135,3% del 2024, e proseguirà su questo sentiero anche nel 2026 con un 134,5%. Nel frattempo è atteso un nuovo calo del tasso di disoccupazione, al 6,1% quest`anno, a fronte del 6,5% cui era calato nel 2024, ed è previsto che si mantenga allo stesso valore anche nel 2025.
Nel capitolo sull`Italia contenuto nel rapporto, l`Ocse stima che le esportazioni siano destinate a ristagnare quest`anno a causa dell`inasprimento delle politiche commerciali, in particolare per i dazi una domanda “a rilento” nei mercati chiave in Europa. Su queste attese prevalgono i rischi di indebolimento.
Secondo l’Ocse, poi, gli investimenti possono essere sostenuti da una accelerazione nell`attuazione del Pnrr, che dovrebbe anche incoraggiare maggiore occupazione sul medio termine. Per sostenere gli standard sui livelli di vita più a lungo termine, lo studio raccomanda all`Italia di migliorare le opportunità di formazione per giovani ma anche per i lavoratori più anziani, in modo da migliorare le capacità professionali e adattarle alle richieste del mercato del lavoro. Tuttavia la previsione è di un nuovo calo del tasso di disoccupazione in Italia, al 6,1% quest`anno, a fronte del 6,5% cui era calato nel 2024, e che si mantenga allo stesso valore anche nel 2025.
Per mantenere una traiettoria di risanamento dei conti pubblici, in un contesto di pressioni sulle spese per le politiche sul clima e sulla difesa, l`Italia deve operare “riforme rilevanti”. E per creare margini a favore degli investimenti pubblici, deve aumentare la tassazione su case e immobili e ridurre l`evasione fiscale; mentre a dispetto delle pressioni demografiche deve contenere la spesa pensionistica. “Per assicurare che il debito pubblico sia su una traiettoria prudente e contenere le spese per interessi, sarà necessario realizzare il percorso pianificato sul risanamento dei conti pubblici”, si legge nel rapporto.
L`Ocse raccomanda anche di realizzare in maniera “tempestiva ed efficace” gli esborsi del Pnrr, per rafforzare la domanda sul breve termine e migliorare il clima di investimenti sul più lungo periodo.
All`Italia, poi, l`ente parigino suggerisce anche di “semplificare le procedure di autorizzazione per le energie rinnovabili e per le associate reti di trasmissione elettrica, questo – si legge – ridurrebbe la dipendenza sul gas naturale e ridurrebbe i costi dell`energia accelerando l`elettrificazione”.
Nello studio viene anche raccomandato di migliorare i programmi di formazione e apprendistato nella scuola, sia allo scopo di sostenere la creazione di qualifiche adatte al mercato del lavoro, sia per migliorare la propensione dei giovani e restare in Italia piuttosto che andare in cerca di opportunità all’estero.
Secondo l`Ocse, il tasso di partecipazione al mercato del lavoro da parte delle donne si può aumentare migliorando i servizi per l`infanzia. Infine “espandere l`accesso a programmi di aggiornamento e formazione per gli adulti nel corso delle loro vite lavorative aiuterà a affrontare le sfide demografiche e le necessità del mercato del lavoro”.





























