I dipendenti di Zenita Group, società attiva nel settore dell’information technology con 20 sedi in Italia e una presenza in dieci Paesi, hanno proclamato due giornate di sciopero per contestare il piano industriale presentato il 17 giugno, che prevede la dismissione dell’unità operativa di Napoli e il trasferimento di circa 120 dipendenti verso Roma e il nuovo Polo dell’Innovazione di Salerno. Per la Fiom Cgil di Napoli, il piano rischia di tradursi in un «licenziamento mascherato».
La prima mobilitazione si è svolta il 23 giugno, con un’astensione dal lavoro dalle 14.30 fino al termine del turno e un presidio davanti alla sede del Consiglio regionale della Campania, al Centro Direzionale. Una nuova protesta si è tenuta il 24 giugno, con due ore di sciopero e una manifestazione davanti alla sede della Regione. Secondo la Rsu Fiom Cgil, il piano aziendale rappresenta «un mero piano di abbattimento dei costi» destinato a scaricare sui lavoratori e sulle loro famiglie le conseguenze della riorganizzazione.
L’azienda respinge le accuse e sostiene che non sono previsti licenziamenti e anzi, il piano industriale prevede l’assunzione di 60 nuove risorse entro il 2028 e l’introduzione di misure di flessibilità organizzativa, tra cui due giorni settimanali di smart working e la settimana lavorativa corta. L’azienda si dice comunque disponibile a proseguire il confronto con le organizzazioni sindacali per gestire la transizione.
Le rassicurazioni non bastano però a placare le preoccupazioni dei lavoratori e del sindacato. La Fiom Cgil Napoli ha infatti scritto al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, chiedendo un incontro affinché il lavoro diventi una priorità dell’agenda regionale.
«Anche in questo caso appare evidente che un’azienda, dopo aver beneficiato di fondi ministeriali e di partnership con le università, disinveste sul nostro territorio e contribuisce al depauperamento delle imprese e delle professionalità dei lavoratori», affermano il segretario generale della Fiom Cgil Napoli Mauro Cristiani e la responsabile del settore informatico Adele De Cocco.
Per la Fiom Napoli, la vicenda Zenita si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà industriali che interessa il territorio campano. «Crediamo che sia interesse e obiettivo di tutti – parti sociali, forze politiche e istituzioni – non disperdere le professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori e non rassegnarsi al declino del nostro apparato industriale», si legge nella nota.
Il sindacato richiama inoltre le altre vertenze aperte sul territorio, da Leonardo a Trasnova, da Dema a Fincantieri, sostenendo che senza un adeguato sostegno delle istituzioni il rischio è quello di ulteriori ricadute negative sul tessuto produttivo regionale. Per questo la Fiom ha chiesto alla Regione l’apertura di un tavolo congiunto con gli assessorati competenti, le organizzazioni sindacali e l’azienda per individuare possibili soluzioni alternative e salvaguardare occupazione e competenze professionali.





























