“Oggi a Venezia-Mestre Electrolux ha esposto un pesantissimo piano di ristrutturazione con la chiusura della fabbrica di Cerreto d’Esi e il drastico taglio di produzioni e di personale nelle altre fabbriche italiane per un totale di circa 1.700 esuberi, pari a quasi il 40% dei 4.500 attuali occupati. Al contempo viene esclusa dalla direzione aziendale una possibile partnership con Midea simile a quella siglata negli USA. Il coordinamento nazionale di Fim, Fiom, Uilm ritiene inaccettabile l’annuncio e dichiara lo stato di agitazione permanente e 8 ore di sciopero nazionale, che saranno declinate in ogni stabilimento. Chiediamo al Governo un immediato intervento con una convocazione urgente al Mimit. Nei prossimi giorni coinvolgeremo le Istituzioni locali per chiedere loro di fare fronte comune con i lavoratori” si legge in una nota unitaria dei sindacati dei metalmeccanici.
“Tra domani e dopodomani tutti gli stabilimenti Electrolux saranno fermi in sciopero. Non consentiremo l’ennesimo scempio industriale, non consentiremo che vengano tolti posti di lavoro e produzioni nel nostro Paese. Chiediamo al Governo di intervenire con urgenza per tutelare le lavoratrici e i lavoratori e salvare un polo industriale strategico”. Lo dichiara in una nota Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore elettrodomestico.
Anche il segretario nazionale della Fim, Massimiliano Nobis, definisce “non accettabile” il percorso richiesto oggi da Electrolux al tavolo sindacale. “Innanzitutto, manca ancora un piano industriale chiaro rispetto ai carichi produttivi dei singoli stabilimenti, al mantenimento occupazionale e allo sviluppo di nuovi prodotti – afferma – Risulta altrettanto inaccettabile la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, dove si producono le cappe: il sito deve mantenere una produzione che garantisca continuità lavorativa ai 170 lavoratori. Se la multinazionale pianificava da tempo la chiusura, avrebbe dovuto prevedere già da allora una produzione alternativa”.
“Chiediamo un intervento immediato e urgente al Mimit per affrontare la questione e ottenere garanzie sul mantenimento del settore dell’elettrodomestico (il “bianco”) in Italia” prosegue Nobis “Sin dal 2024 Fim Fiom Uilm chiedono la costituzione di un tavolo permanente per affrontare le criticità strutturali del settore, come il costo dell’energia + 45% rispetto alla Cina e dell’acciaio +31%. Intervento necessario con un respiro Europeo. Sarebbe auspicabile anche una azione comune dei grandi gruppi come Bosch, Beko, Miele, Electrolux sulle istituzioni Europee per ottenere provvedimenti capaci di limitare l’invasione nei mercati europei da parte dei gruppi asiatici che ad oggi rappresentano il 50% delle vendite europee”.
“Il piano presentato oggi da Electrolux, con la chiusura della fabbrica di Cerreto d’Esi e con il drastico ridimensionamento di tutti gli altri stabilimenti italiani, per la sua gravità richiede l’immediato intervento del Governo” ha detto Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore elettrodomestico, al termine dell’incontro tenutosi oggi pomeriggio presso la sede di Confindustria di Venezia Porto Marghera.
“Occorre intervenire con azioni di sistema che ci aiutino a salvare non solo 1.700 lavoratori colpiti dalla decisione della multinazionale svedese, ma a ben vedere l’intero settore degli elettrodomestici che rischia di scomparire in pochi anni. Le motivazioni addotte da Electrolux – spiega Ficco – si sono incentrate soprattutto sulle criticità del mercato europeo, sulla esplosione dei costi di produzione e sulla concorrenza asiatica sempre più feroce. A maggior ragione è necessario che il Governo si schieri con il sindacato dei lavoratori, per respingere un piano non solo insostenibile dal punto di vista sociale ma gravemente rinunciatario dal punto di vista industriale”.
In una nota il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha affermato di seguire “con la massima attenzione la situazione relativa a Electrolux, alla luce dell’annuncio degli esuberi e del piano di riorganizzazione industriale che coinvolge diversi stabilimenti sul territorio nazionale”.
“Il Dicastero – prosegue – intende svolgere tutte le attività di monitoraggio necessarie e mantenere un confronto costante e strutturato con l’azienda e le organizzazioni sindacali, al fine di gestire la situazione nel modo più efficace possibile e garantire il massimo coordinamento tra le parti coinvolte”.
“Come di consueto – conclude la nota -, il Mimit seguirà fin da subito la situazione con il massimo impegno, con l’obiettivo di favorire soluzioni condivise tra le parti, in un quadro che assicuri la tutela dell’occupazione e la continuità produttiva”.



























