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Ex Gkn, Fiom: QF diserta il tavolo di confronto, il ministro intervenga

redazione
Ottobre27/ 2022

“Dopo settimane di silenzio dall’ultimo incontro del 5 settembre scorso e dopo aver aperto l’ennesima procedura di cassa integrazione senza avere un confronto con le organizzazioni sindacali e le Rsu, Borgomeo diserta oggi il tavolo convocato dall’unità di crisi della Regione Toscana.” Così in una nota congiunta Simone Marinelli, coordinatore nazionale automotive per Fiom-Cgil, Stefano Angelini della Fiom-Cgil di Firenze.

Per i sindacalisti è stato “un atto scellerato che, unito a quanto avvenuto o meglio non avvenuto negli ultimi mesi, dimostra la chiara volontà di far fallire ogni possibile opportunità di rilancio dello stabilimento ex GKN di Campi Bisenzio. Una mancanza di rispetto verso i lavoratori e le Istituzioni del nostro Paese. QF è uscita – o è stata allontanata – dal Consorzio costituito, come più volte dichiarato dallo stesso Borgomeo anche in sede istituzionale, per la reindustrializzazione. Modalità subito contestata in quanto non prevista nell’accordo quadro, poiché il Consorzio è un entità che non garantisce il percorso e la tutela dei lavoratori. Da quello che ci risulta non ha mai presentato documenti e domande per l’avvio della richiesta ad Invitalia di attivazione del contratto di sviluppo, ritenuto dallo stesso Borgomeo essenziale per il progetto.”

“L’azienda – proseguono – ha aperto una procedura per la cassa integrazione minacciando lavoratori e sindacati che in caso di assenza di un accordo condiviso avrebbe proceduto unilateralmente mettendo da subito in discussione la valenza dell’accordo quadro sottoscritto al Mise. L’incontro di oggi sarebbe servito a fare chiarezza sulla effettiva volontà di Borgomeo di portare avanti il progetto e su come andare avanti per trovare soluzioni concrete, anche alternative, per rilanciare il sito e garantire l’occupazione lavoratori. Partendo dal fatto che fino ad oggi tutto ciò che è stato annunciato da gennaio non si è verificato.”

Domani la Fiom parteciperà all’incontro convocato dal Ministero del Lavoro per la procedura della cassa integrazione “con una posizione chiara: gli ammortizzatori devono servire a tutelare i lavoratori e dare tutto il tempo necessario a trovare una soluzione concreta al rilancio industriale. Non siamo disponibili a discutere di altro con una società che sfugge al confronto e ha dimostrato di non essere credibile. Se qualcuno pensa di gestire una vicenda complicata, riportando le lancette indietro al 9 luglio 2021, mettendo sotto pressione i lavoratori o speculando sulla vertenza, troverà risposte adeguate. Per la Fiom la condizione per andare avanti è la messa a disposizione di QF come “veicolo” per investimenti o progetti pubblici e privati per il rilancio del sito.”

“Chiediamo al Mise – concludono –  di convocare immediatamente un tavolo, è necessaria la responsabilità di tutti e l’individuazione di ogni strumento idoneo a salvaguardare l’occupazione e a trovare investitori solidi e credibili”.

E.G.

redazione