Il Fondo Monetario Internazionale, nel suo World Economic Outlook, vede in rialzo l’economia italiana, con una crescita del Pil, per il 2017, dell’1,5%, e in leggera frenata per l’anno prossimo, con un + 1,1%, anche se sempre superiore rispetto alle stime precedenti.
Un crescita che contribuirà, anche se in maniera graduale, a ridurre il tasso di disoccupazione, che è passata dall’11,7% registrato nel 2016, all’11,4% di quest’anno, per scendere ancora nel 2018 fino all’11,1%. Per quanto riguarda l’inflazione, nel nostro paese si attesterà per l’anno corrente all’1,4%, per poi scendere all’1,2% nel 2018. Le performance dell’Italia continueranno ad essere positive sui mercati internazionali, soprattutto nel settore dei beni e dei servizi, con un avanzo delle partite correnti che dal 2,6% del Pil del 2016 crescerà, quest’anno, al 2,7% per poi calare al 2,3% nel 2018.
Gli economisti del Fondo raccomandano all’Italia un risanamento graduale del bilancio, accompagnato da misure favorevoli alla crescita. Inoltre, per quanto riguarda le politiche fiscali, vengono caldamente consigliati un taglio del cuneo fiscale e la riforma delle retribuzioni per riallineare le buste paga alla produttività.
Ricette analoghe vengono prospettate per la Francia, dove il Pil è previsto i salita dell’1,6% per il 2017 e dell’1,8% per il prossimo anno. Diversa situazione per la Germania, dove l’economia fa segnare un balzo del 2%. Secondo il documento del Fmi, la Germania dovrebbe adottare un atteggiamento più espansivo, incrementando gli investimenti pubblici, capaci di generare ricadute positive in altre economie dove la domanda è carente. Sarà tuttavia la Spagna a mettere a segno la performance migliore, con una crescita del 3,1% e del 2,5% rispettivamente per il 2017 e il 2018.
Lo scenario tratteggiato per l’Eurozona resta positivo, con una crescita del 2,1% per quest’anno, che dovrebbe scendere all’1,9% nel 2018. Sul versante dell’inflazione, si toccherà l’1,5% per l’anno in corso, e l’1,4% per il prossimo, livelli ancora distanti da quelli fissati dalla Banca Centrale Europea che vedono un valore inferiore ma vicino al 2%.
Al livello globale, l’economia, secondo il World Economic Outlook, crescerà del 3,6% nel 2017 e del 3,7% per il 2018. Restano tuttavia i rischi legati ad una crescita non sostenibile, una crescita alla quale non tutti i paesi riescano a prendervi parte, all’interno di uno scenario economico nel quale l’inflazione potrebbe continuare a perdurare su livelli troppo bassi, e le dinamiche salariali risultino essere ancora troppo deboli.
T.N.























