Nel commentare i dati dell’osservatorio Inps sul precariato, la Fondazione Giuseppe Di Vittorio sostiene che le forme di lavoro instabili sono “assolutamente predominanti nell’accesso al lavoro: boom di voucher e del tempo determinato”.
In particolare, le assunzioni a termine nei primi dieci mesi del 2016 sono in forte crescita, oltre 3,1 milioni e, assieme alle assunzioni stagionali pari a 491mila unità, rappresentano quasi il 75% dei nuovi rapporti di lavoro.
La vendita dei voucher è superiore a 121 milioni (+32,3% rispetto al 2015 ma ben +121,7% rispetto allo stesso periodo del 2014) e la variazione netta delle assunzioni a tempo determinato (stagionali esclusi) è stata fino ad ottobre 2016 di +414 mila, 316 mila in più dei primi 10 mesi 2015, 210 mila in più del corrispondente periodo del 2014.
Lo scarto aumenta ancora considerando gli stagionali. Il saldo occupazionale complessivo +479mila unità è evidentemente quasi del tutto attribuibile all’aumento del tempo determinato.
Tra i lavoratori dipendenti del settore privato (esclusi domestici e agricoli) calano, invece, i nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Nei primi dieci mesi del 2016 sono stati 1.044 mila; inferiori non solo a quelli dello stesso periodo del 2015 (-492 mila, pari al -32%), ma addirittura anche a quelli del 2014 (-63 mila, pari a -5,7%). Anche le trasformazioni in tempo indeterminato (257 mila) sono in calo sia rispetto al 2015 (-133 mila, -34,1%) che al corrispondente periodo del 2014 (-36 mila, -12,4%).
La Fondazione si sofferma sull’impiego del voucher nel Mezzogiorno, dove se la media di incremento annuo è pari al 33,7%, in Campania si registra un aumento del 51,1% (3.471.077 voucher nel 2016 a fronte dei 2.297.499 nel 2015). Allo stesso tempo, in Campania diminuiscono del 31,9% le nuove assunzioni a tempo indeterminato mentre aumentano quelle a termine.
È evidente la diminuzione di contratti stabili a favore di contratti a termine e dei voucher, per i quali si registra il primato italiano in termini di variazione percentuale di utilizzo tra il 2015 e il 2016 (+ 51,1%), in particolare nella provincia di Salerno.

























