L’intelligenza artificiale entra sempre più nei processi della grande distribuzione organizzata italiana, ma l’adozione su larga scala resta ancora un’eccezione. È quanto emerge dalla survey “AI nella GDO”, realizzata da Fòrema ed E.N.I.A. per le società tecnologiche Aton e GTN su un campione di 70 tra le principali aziende del settore.
Secondo l’indagine, il 68% delle imprese (48 aziende) si trova in una fase di esplorazione o sperimentazione dell’AI, mentre soltanto una realtà, pari all’1,4% del campione, dichiara di aver raggiunto la fase di scaling industriale. Il 19% delle aziende (13 imprese) non ha invece ancora avviato alcun progetto.
Le applicazioni più diffuse riguardano le knowledge base aziendali, adottate da 38 aziende, seguite dal monitoraggio delle rotture di stock e dalla gestione di prezzi e promozioni (28 casi ciascuno). La riconciliazione automatica dei documenti e i chatbot per il customer service raccolgono 23 utilizzi, mentre l’ottimizzazione dei consumi energetici è presente in 21 aziende.
Tra gli ostacoli principali all’adozione emergono fattori organizzativi più che tecnologici. La carenza di competenze interne specializzate è indicata da 41 aziende, mentre 35 segnalano resistenze culturali e diffidenza verso l’intelligenza artificiale. Inoltre, per 29 imprese i benefici economici delle soluzioni adottate non sono ancora misurabili con precisione.
Sul fronte della governance, l’indagine evidenzia un ritardo rispetto agli obblighi introdotti dall’AI Act europeo. Solo 11 aziende hanno già formalizzato una policy interna sull’intelligenza artificiale, 17 la stanno definendo e 42 non hanno ancora affrontato il tema della compliance normativa.
L’indagine fotografa quindi un settore interessato alle potenzialità dell’AI, ma ancora lontano da una diffusione industriale e da modelli consolidati di governance e conformità regolatoria.
«La forte spinta verso l’efficienza logistica e il back-office documentata dalla survey dimostra che la GDO crede nel valore concreto dell’AI», commenta Giorgio De Nardi, CEO di Aton, sottolineando però che il passaggio dai progetti pilota all’adozione su scala resta la sfida principale per il settore.
«La vera sfida per la grande distribuzione non è più tecnologica, ma normativa e di governance», afferma Paola Geretti, CEO di GTN. «Il fatto che 42 aziende su 70 non abbiano ancora affrontato il tema della compliance rispetto all’AI Act rappresenta un elemento di attenzione per il settore».
Per Matteo Sinigaglia, direttore generale di Fòrema, «il principale ostacolo all’adozione dell’intelligenza artificiale non risiede nella tecnologia, ma nelle competenze e nella cultura organizzativa», come dimostra il dato delle 41 aziende che segnalano una carenza di professionalità interne specializzate.



























