Venerdì 22 aprile, si è svolto un incontro tra Assolombarda e le parti sociali sulla procedura di licenziamento avviata da Ibm che coinvolge 290 lavoratori in tutta Italia. L’esito del mancato accordo è stato inviato oggi dall’associazione delle imprese al ministero del Lavoro.
Nonostante il ministero dello sviluppo, in una lettera alle parti sociali, abbia attestato la volontà dell’Ibm di ricercare soluzioni alternative al licenziamento degli addetti, l’azienda ha smentito di avere proposte diverse da quelle già fatte e ha nuovamente rifiutato di sottoscrivere un accordo che prevedesse la gestione non traumatica degli esuberi dichiarati.
Roberta Turi, della Segreteria nazionale della Fiom-Cgil, imputa il mancato accordo alla “impotenza del governo che, dopo aver sottoscritto con Ibm un accordo sull’utilizzo di una parte dell’area Expo, che prevederebbe addirittura degli investimenti pubblici, non riesce neppure a convincere la multinazionale ad evitare i licenziamenti unilaterali”.
“Nei prossimi giorni – conclude il segretario – metteremo in campo nuove iniziative per convincere le istituzioni ad abbandonare la loro subalternità agli interessi e alle strategie della multinazionale dell’It, affinché vengano impediti i licenziamenti e per avere finalmente un’idea chiara della sua strategia in Italia.”
Intanto è previsto un prossimo incontro tra le parti il 19 maggio per verificare, prima dell’appuntamento al ministero del Lavoro, se sussistano le condizioni per sottoscrivere un accordo che preveda l’uscita volontaria dei lavoratori in esubero dichiarati dall’azienda.
























