• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
martedì, 10 Marzo 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Una premier nella corrente

    Le macerie del trumpismo rischiano di travolgere Giorgia Meloni

    Disabilità e comporto: quando la regola uguale per tutti diventa discriminatoria

    Disabilità e comporto: quando la regola uguale per tutti diventa discriminatoria

    Istat, l’economia italiana mantiene un profilo espansivo

    Un paese in frenata

    Serve un “Next Generation Job”

    I paradossi del popolo dell’Iva

    Meloni, l’underdog dal consenso inossidabile ottenuto rinnegando sé stessa

    C’è la legge elettorale, ma Meloni ha mille ragioni per restare fino alla fine a palazzo Chigi

    Il prima e il dopo

    All’inadempiente non è dovuto adempimento: la Cassazione rafforza l’eccezione ex art. 1460 c.c. nel rapporto di lavoro

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Più reati, meno sicurezza: detenuti e polizia nello stesso girone delle carceri italiane

    Più reati, meno sicurezza: detenuti e polizia nello stesso girone delle carceri italiane

    Camera, ok a legge autonomi, più tutele per 2 milioni di professionisti

    Cresce il gender pay gap nelle libere professioni: una donna guadagna quasi la metà di un uomo

    Donne, Cgil: superare il patriarcato nel mercato del lavoro

    Precarietà al femminile: le donne nella trappola del part time e nella scelta tra essere lavoratrici e madri. I dati dello studio dell’Anmil

    Cnel, mercoledì il convegno “Diritto soggettivo alla formazione: investimento strategico. Il Ccnl e il ruolo delle commissioni territoriali”

    La formazione come leva strategica per la crescita economica: al via la XII edizione della Scuola superiore di relazioni industriali

    Golfo Persico, Marittimi: massimo livello di sicurezza per le navi. A breve l’incontro delle parti sociali

    Golfo Persico, Marittimi: massimo livello di sicurezza per le navi. A breve l’incontro delle parti sociali

    Lavoro, sottoscritta intesa tra Cnel e Cref sull’intelligenza artificiale

    La segregazione occupazionale ai tempi dell’algoritmo: una donna vale meno anche per l’intelligenza artificiale

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione
    20mila posti a rischio nelle Tlc, i sindacati lanciano la mobilitazione

    Tlc: Asstel, sindacati e Fedemanager, intesa comune per lo sviluppo delle telecomunicazioni e la crescita digitale del paese

    Il documento dell’ILO “Intelligenza artificiale generativa, segregazione occupazione e parità di genere nel mondo del lavoro” (ENG)

    Il Misery Index della Confcommercio – Febbraio 2026

    Il meritevole privilegio della cultura

    Federculture, sottoscritto l’accordo preliminare per il rinnovo del contratto

    Il rapporto Istat sul commercio al dettaglio di gennaio 2026

    Il testo integrale del discorso di Pedro Sanchez sulla guerra in Iran

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Disintermediare stanca. Democrazia economica, populismo e crisi del collettivo. FrancoAngeli Editore

    Disintermediare stanca. Democrazia economica, populismo e crisi del collettivo. FrancoAngeli Editore

    L’Italia che non arriva a fine mese. Lavoro e salari: una questione di sinistra, a cura di Mimmo Carrieri, Cesare Damiano e Agostino Megale. Edizioni Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

    L’Italia che non arriva a fine mese. Lavoro e salari: una questione di sinistra, a cura di Mimmo Carrieri, Cesare Damiano e Agostino Megale. Edizioni Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

    Natura, cultura e disuguaglianze, di Thomas Piketty. Edizioni La nave di Teseo

    Natura, cultura e disuguaglianze, di Thomas Piketty. Edizioni La nave di Teseo

    Check List per la contrattazione in azienda (cosa conoscere, cosa verificare, cosa contrattare). Futura Editrice

    Check List per la contrattazione in azienda (cosa conoscere, cosa verificare, cosa contrattare). Futura Editrice

    Ci siamo. Pensare un mondo e una Cgil possibili. Futura Editrice

    Ci siamo. Pensare un mondo e una Cgil possibili. Futura Editrice

    Il valore del lavoro nel terzo millennio. Partecipazione, tecnologia, salari, dignità, di Luigino Giliberto. Edizioni lavoro

    Il valore del lavoro nel terzo millennio. Partecipazione, tecnologia, salari, dignità, di Luigino Giliberto. Edizioni lavoro

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Una premier nella corrente

    Le macerie del trumpismo rischiano di travolgere Giorgia Meloni

    Disabilità e comporto: quando la regola uguale per tutti diventa discriminatoria

    Disabilità e comporto: quando la regola uguale per tutti diventa discriminatoria

    Istat, l’economia italiana mantiene un profilo espansivo

    Un paese in frenata

    Serve un “Next Generation Job”

    I paradossi del popolo dell’Iva

    Meloni, l’underdog dal consenso inossidabile ottenuto rinnegando sé stessa

    C’è la legge elettorale, ma Meloni ha mille ragioni per restare fino alla fine a palazzo Chigi

    Il prima e il dopo

    All’inadempiente non è dovuto adempimento: la Cassazione rafforza l’eccezione ex art. 1460 c.c. nel rapporto di lavoro

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Più reati, meno sicurezza: detenuti e polizia nello stesso girone delle carceri italiane

    Più reati, meno sicurezza: detenuti e polizia nello stesso girone delle carceri italiane

    Camera, ok a legge autonomi, più tutele per 2 milioni di professionisti

    Cresce il gender pay gap nelle libere professioni: una donna guadagna quasi la metà di un uomo

    Donne, Cgil: superare il patriarcato nel mercato del lavoro

    Precarietà al femminile: le donne nella trappola del part time e nella scelta tra essere lavoratrici e madri. I dati dello studio dell’Anmil

    Cnel, mercoledì il convegno “Diritto soggettivo alla formazione: investimento strategico. Il Ccnl e il ruolo delle commissioni territoriali”

    La formazione come leva strategica per la crescita economica: al via la XII edizione della Scuola superiore di relazioni industriali

    Golfo Persico, Marittimi: massimo livello di sicurezza per le navi. A breve l’incontro delle parti sociali

    Golfo Persico, Marittimi: massimo livello di sicurezza per le navi. A breve l’incontro delle parti sociali

    Lavoro, sottoscritta intesa tra Cnel e Cref sull’intelligenza artificiale

    La segregazione occupazionale ai tempi dell’algoritmo: una donna vale meno anche per l’intelligenza artificiale

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione
    20mila posti a rischio nelle Tlc, i sindacati lanciano la mobilitazione

    Tlc: Asstel, sindacati e Fedemanager, intesa comune per lo sviluppo delle telecomunicazioni e la crescita digitale del paese

    Il documento dell’ILO “Intelligenza artificiale generativa, segregazione occupazione e parità di genere nel mondo del lavoro” (ENG)

    Il Misery Index della Confcommercio – Febbraio 2026

    Il meritevole privilegio della cultura

    Federculture, sottoscritto l’accordo preliminare per il rinnovo del contratto

    Il rapporto Istat sul commercio al dettaglio di gennaio 2026

    Il testo integrale del discorso di Pedro Sanchez sulla guerra in Iran

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Disintermediare stanca. Democrazia economica, populismo e crisi del collettivo. FrancoAngeli Editore

    Disintermediare stanca. Democrazia economica, populismo e crisi del collettivo. FrancoAngeli Editore

    L’Italia che non arriva a fine mese. Lavoro e salari: una questione di sinistra, a cura di Mimmo Carrieri, Cesare Damiano e Agostino Megale. Edizioni Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

    L’Italia che non arriva a fine mese. Lavoro e salari: una questione di sinistra, a cura di Mimmo Carrieri, Cesare Damiano e Agostino Megale. Edizioni Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

    Natura, cultura e disuguaglianze, di Thomas Piketty. Edizioni La nave di Teseo

    Natura, cultura e disuguaglianze, di Thomas Piketty. Edizioni La nave di Teseo

    Check List per la contrattazione in azienda (cosa conoscere, cosa verificare, cosa contrattare). Futura Editrice

    Check List per la contrattazione in azienda (cosa conoscere, cosa verificare, cosa contrattare). Futura Editrice

    Ci siamo. Pensare un mondo e una Cgil possibili. Futura Editrice

    Ci siamo. Pensare un mondo e una Cgil possibili. Futura Editrice

    Il valore del lavoro nel terzo millennio. Partecipazione, tecnologia, salari, dignità, di Luigino Giliberto. Edizioni lavoro

    Il valore del lavoro nel terzo millennio. Partecipazione, tecnologia, salari, dignità, di Luigino Giliberto. Edizioni lavoro

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Blog - Il conflitto collettivo tra sciopero e metodo negoziale

Il conflitto collettivo tra sciopero e metodo negoziale

di Giovanni Pino
19 Luglio 2022
in Blog
Due scioperi differenti

Proprio sul Diario del lavoro, qualche mese fa, Mimmo Carrieri rilevava come le nostre società post-industriali o post-tutto, non riescano ad essere società post-conflittuali. Nei sistemi democratici di relazioni industriali, il conflitto collettivo rimane, infatti, un elemento essenziale, nonostante si assista ad una riduzione di quella che è la sua manifestazione più estrema, vale a dire lo sciopero.

Si può dire che, nel settore industriale, la crisi economica, oltre ad una contrazione dei livelli occupazionali, abbia portato con sé una diminuzione del ricorso allo sciopero, se non in casi estremamente gravi, quali il pericolo di cessazione dell’attività aziendale, drastiche riduzioni dei posti di lavoro etc.

Nel settore dei servizi – in particolare quelli cosiddetti pubblici essenziali, nei quali il conflitto è regolato dalla legge 146 del 1990 e successive modificazioni – si assiste ad un più reiterato ricorso allo sciopero, il quale tuttavia, come vedremo, non è più un reale indice rivelatore del conflitto, pur mantenendo esso qualche effetto vulnerante, nei confronti dei cittadini utenti dei servizi, già per il fatto stesso di essere annunciato.

Dai dati pubblicati nella recente Relazione della Commissione di garanzia, ai Presidenti delle Camere, risulta che nei servizi pubblici essenziali sono stati effettuati, nel 2021, circa 1.000 scioperi (tra generali, nazionali, locali, dello straordinario, etc.). Tali astensioni, nella quasi totalità, risultano però proclamate da organizzazioni sindacali che non hanno un’effettiva rappresentatività e/o adeguata presenza nei vari settori dei servizi. Altrettanto insignificanti le percentuali di adesione: tanto per fare qualche esempio emblematico, si potrebbero richiamare gli scioperi nazionali della Scuola del 9 e 22 dicembre, proclamati da alcuni sindacati di base, hanno avuto adesioni inferiori al 1%; o uno sciopero regionale del Veneto nel settore delle Poste, al quale hanno aderito solo 2 lavoratori; percentuali più o meno analoghe nella Sanità, o nel settore dei trasporti. Insomma, tranne rarissime eccezioni la partecipazione dei lavoratori alle pur numerose astensioni indette nel settore dei servizi pubblici essenziali, si mantiene, nel migliore dei casi, al di sotto del 10%.

Questo vuol dire che, a parte l’effetto annuncio, il reiterato ricorso alle azioni di sciopero nei servizi pubblici essenziali, non può ritenersi un rivelatore significativo della realtà del confitto, ma semplicemente di una certa esigenza di accreditamento di alcuni sindacati privi di radicamento nei vari servizi. Dunque, anche in tale settore, quasi come in quello industriale, gli scioperi veri e di qualche apprezzabile rilevanza sul piano della riuscita, sono rari, collegati a grandi vertenze e proclamati dai sindacati oggettivamente rappresentativi.

Un discorso analogo deve essere fatto riguardo allo sciopero generale, che dovrebbe essere una forma di mobilitazione sindacale estrema, rivolta all’intero mondo del lavoro, per fermare tutte le attività produttive, pubbliche e private sul territorio nazionale. Azione da intraprendere eccezionalmente per gli effetti dirompenti che da essa dovrebbero derivarne. Val la pena ricordare che nel 1974, uno sciopero generale ben riuscito determinò la crisi del Governo Rumor.

Le grandi confederazioni sindacali – con la sola eccezione di quella effettuata da CGIL e UIL il 16 dicembre scorso, contro la legge di bilancio e le politiche del lavoro – da oltre trent’anni, non fanno ricorso a tale tipo di astensione, essa è invece utilizzata, con un’insostenibile frequenza, da sindacati cosiddetti di base. Sempre dai dati diffusi dall’Autorità di garanzia, si può rilevare come nel 2021 siano stati effettuati ben 18 scioperi generali-nazionali, distribuiti su 7 giornate; erano state 4 le proclamazioni nel 2020, nonostante la pandemia e una moratoria generale degli scioperi, introdotta dalla Commissione per i servizi pubblici essenziali; 14 nel 2019. Tutti con percentuali di adesione insignificanti.

È evidente come il continuo ricorso a scioperi generali, da parte di sindacati che non sono nemmeno presenti in tutte le categorie pubbliche e private (alle quali tale tipo di sciopero è rivolto), abbia ridotto questa astensione ad un ampio e astratto contenitore, di natura economico-politica, all’interno del quale può rientrare di tutto. Per la loro frequenza e i risibili dati di adesione, questi scioperi generali (che tali non sono) rimangono privi di effettiva rilevanza, senza riuscire a canalizzare (citando ancora Carrieri) le insoddisfazioni delle varie categorie sociali. In sostanza, si tratta di un’ulteriore dimostrazione dell’incapacità di alcune organizzazioni sindacali di saper gestire il conflitto, nella sua ampia articolazione.

Il minore ricorso allo sciopero, da parte dei sindacati più strutturati e responsabili non significa, tuttavia, il venir meno del conflitto collettivo che, come si è detto, rimane un elemento essenziale del sistema democratico di relazioni industriali. Anzi, il conflitto tende ad intensificarsi di fronte all’accentuarsi delle diseguaglianze e dello squilibrio nella distribuzione della ricchezza, resi più evidenti dalla crisi pandemica e dagli effetti della guerra in Ucraina.

Uno dei maggiori studiosi di reazioni industriali del ‘900, Otto Kahn-Freund, ha ben argomentato questa separazione tra sciopero e conflitto collettivo, rilevando come sia quest’ultimo ad animare, principalmente, le relazioni industriali e a costituirne un punto di riferimento irrinunciabile. Certo, lo sciopero rimane un indicatore significativo del conflitto e del potere sindacale, ma non esclusivo e perfino rinunciabile. Anzi, il reiterato ricorso allo sciopero, rivela una riduzione del conflitto nelle sue molteplici manifestazioni; mentre invece se si sciopera meno, il conflitto è destinato ad un maggiore sviluppo. Così, una certa rarità degli scioperi, è un coefficiente di misurazione del grado di efficienza e funzionalità dei sistemi di relazioni industriali di ispirazione pluralista.

A ben guardare, il conflitto collettivo rimane strettamente connesso con la stessa nozione di relazioni industriali e si esprime, più che nello sciopero, nei comportamenti negoziali di confronto e contrapposizione che danno vita a quella che viene definita la contesa industriale. Esso si sviluppa e viene gestito da parte dei sindacati più strutturati, nell’ambito del metodo negoziale, con un confronto a volte aspro, che vede anche contrapposizioni dure, momenti di rottura e di successivo recupero, ma raggiunge alla fine risultati concreti, a volte grazie anche alla mediazione di Autorità pubbliche. Appare significativo come, proprio nel settore dei servizi pubblici essenziali, nonostante il reiterato ricorso a scioperi (come si è detto, irrilevanti) da parte di sindacati minori, il conflitto collettivo, sviluppato nel metodo negoziale, abbia condotto alla conclusione di importanti accordi collettivi, tra i quali: nel servizio di trasporto pubblico locale il 17 maggio 2022; nel trasporto ferroviario, accordo 22 marzo 2022 tra Agens (e Ancp per adesione) e le maggiori organizzazioni sindacali del settore; Ipotesi di Accordo per il CCNL dell’Igiene ambientale, il 18 maggio 2022; l’accordo nazionale nel settore Pulizie e Multiservizi, 9 Luglio 2021; l’accordo collettivo nel servizio di Telecomunicazioni, 21 febbraio 2019; nonché quello relativo a Quadri, impiegati ed operai dipendenti da RAI-Radiotelevisione Italiana, Rai Cinema, Rai Com e Rai Way, del 9 marzo 2022.

In conclusione, si può dire che la capacità di mobilitazione delle grandi organizzazioni sindacali, più strutturate e rappresentative, si misuri oggi nella loro capacità di sviluppare maggiormente quello che Gino Giugni chiamava il conflitto latente, rispetto al conflitto palese (il ricorso allo sciopero). In questo modo viene salvaguardato e accresciuto il ruolo dell’autonomia collettiva, al riparo da eventuali interventi esterni (magistratura, autorità amministrative, etc.). Così, anche a fronte della mancanza di criteri certi per una verifica della rappresentatività sindacale, questa capacità di mantenere la contesa industriale principalmente sul piano del confronto negoziale, segna la linea di demarcazione tra i soggetti che sono i veri protagonisti del conflitto collettivo e della sua gestione e regolamentazione; rispetto ad altri soggetti che sono, invece, protagonisti dello sciopero tout court, senza un effettivo insediamento nelle categorie lavorative e, spesso, senza neanche un ruolo nella contrattazione collettiva.

Non solo, configurare il ricorso allo sciopero come una opzione finale alla quale ricorrere solo dopo avere percorso infruttuosamente tutte le possibilità offerte dal confronto negoziale, significherebbe restituire serietà e rigore a tale diritto costituzionale, che rimane uno strumento fondamentale del nostro Ordinamento democratico. È evidente, infatti, come un inflazionato ricorso a tale azione collettiva finisca poi, nei fatti, per depotenziarne il ruolo.

* Come sempre, le opinioni in questo blog sono espresse a titolo personale, come studioso della materia.

Giovanni Pino

Giovanni Pino

Giovanni Pino

Capo di Gabinetto Commissione garanzia sciopero, Professore di Diritto del lavoro

In evidenza

20mila posti a rischio nelle Tlc, i sindacati lanciano la mobilitazione

Tlc: Asstel, sindacati e Fedemanager, intesa comune per lo sviluppo delle telecomunicazioni e la crescita digitale del paese

9 Marzo 2026
Più reati, meno sicurezza: detenuti e polizia nello stesso girone delle carceri italiane

Più reati, meno sicurezza: detenuti e polizia nello stesso girone delle carceri italiane

9 Marzo 2026
Camera, ok a legge autonomi, più tutele per 2 milioni di professionisti

Cresce il gender pay gap nelle libere professioni: una donna guadagna quasi la metà di un uomo

9 Marzo 2026
Donne, Cgil: superare il patriarcato nel mercato del lavoro

Precarietà al femminile: le donne nella trappola del part time e nella scelta tra essere lavoratrici e madri. I dati dello studio dell’Anmil

9 Marzo 2026
Confturismo, nel 2017 indice fiducia del viaggiatore italiano in crescita

Turismo, Istat: nel 2025 arrivi in calo dello 0,9%, ma presenze a +2,3%

9 Marzo 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi