• Chi siamo
  • Abbonamenti
  • Contatti
domenica, 16 Agosto 2026
  • Accedi
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Istat, il Covid frena rinnovi, 10 mln i lavoratori con contratto scaduto

    Il contratto collettivo non si sceglie liberamente: la regola del minimale contributivo

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il bluff delle accise e il conto della manovra: l’autunno decisivo del Governo

    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    L’Italia come un far west, così Meloni punta al bis

    Sottoscritta ipotesi d’accordo per le piccole e medie imprese tessili e chimiche

    Il tramonto del “brambillisimo” e la sfida dell’industria italiana

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

    Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

    Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

    Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

    Cinema, sindacati chiedono tavolo al Mibact per la crisi delle sale cinematografiche

    Cinema e audiovisivo, una riforma che mette tutti d’accordo

    Sciopero Amazon, in Germania 9 siti aderiscono alla protesta del black friday

    Al via in Amazon Italia le ferie solidali: il primo accordo nazionale del Gruppo apre la strada all’applicazione del nuovo istituto

    Fai-Cisl, Antonio Castellucci nominato reggente

    San Ferdinando, Castellucci (Fai-Cisl): gli sgomberi dei ghetti non bastano, va rafforzata la presenza sul territorio di sindacato e istituzioni

    Ilva, l’aut aut di Calenda: ritirare il ricorso, o Taranto rischia la chiusura

    Ex Ilva, Confindustria apre a una cordata italiana: Orsini, “ci sono le condizioni per valutarla”. Federmeccanica, “scongiurare una bomba sociale e industriale”

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione
    Unicalce, sindacati: sottoscritto il contratto di secondo livello

    Unicalce, sindacati: sottoscritto il contratto di secondo livello

    Il testo dell’ipotesi di rinnovo del contratto Confimi Industria Meccanica-Fim Cisl

    Metalmeccanici, sottoscritto il rinnovo del contratto Confimi: aumenti fino a 200 euro nel quadriennio

    Metalmeccanici, sottoscritto il rinnovo del contratto Confimi: aumenti fino a 200 euro nel quadriennio

    Manifestazione nazionale su patto per la marineria italiana

    Marittimi, Fit-Cisl e il sindacato turco TDS firmano un accordo per la tutela dei lavoratori. Al centro transizione, digitalizzazione e geopolitica

    Istat, più di 1 lavoratore su 2 ha il contratto scaduto, non accadeva dal 2016

    Pa, firmato il testo definitivo del Ccnl Funzioni centrali 2025-2027: aumenti medi da 162 euro e nuove regole su IA e lavoro agile

    150 ore per il diritto allo studio: un traguardo di conquiste lungo cinquant’anni

    Istruzione e ricerca, firma definitiva per il rinnovo del contratto 2022-2025

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro
  • Rubriche
    • Tutti
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Schlein, Conte e il Terzo nome, sulla sinistra il macigno della premiership. Senza uno straccio di accordo all’orizzonte

    Istat, il Covid frena rinnovi, 10 mln i lavoratori con contratto scaduto

    Il contratto collettivo non si sceglie liberamente: la regola del minimale contributivo

    Il paradosso di Meloni: governabilità e stabilità garantite, ma paralizzata (o quasi) sul fronte estero

    Il bluff delle accise e il conto della manovra: l’autunno decisivo del Governo

    Giorgia Meloni in conferenza stampa: “sempre pronta a un Patto sociale: con la Cisl e con chiunque altro senza pregiudizi”. Giovani in fuga: “colpa di stipendi bassi e scarsa meritocrazia”. E lancia il “salario di primo ingresso”. Culle vuote, “tema anche culturale”

    L’Italia come un far west, così Meloni punta al bis

    Sottoscritta ipotesi d’accordo per le piccole e medie imprese tessili e chimiche

    Il tramonto del “brambillisimo” e la sfida dell’industria italiana

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

    L’ultima dei populisti, Meloni tifa per il grillino Di Battista. L’alleato perfetto per battere Schlein e Conte

  • Approfondimenti
    • Tutti
    • I Dibattiti del Diario
    • L'Editoriale
    • Diario delle crisi
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

    Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

    Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

    Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

    Cinema, sindacati chiedono tavolo al Mibact per la crisi delle sale cinematografiche

    Cinema e audiovisivo, una riforma che mette tutti d’accordo

    Sciopero Amazon, in Germania 9 siti aderiscono alla protesta del black friday

    Al via in Amazon Italia le ferie solidali: il primo accordo nazionale del Gruppo apre la strada all’applicazione del nuovo istituto

    Fai-Cisl, Antonio Castellucci nominato reggente

    San Ferdinando, Castellucci (Fai-Cisl): gli sgomberi dei ghetti non bastano, va rafforzata la presenza sul territorio di sindacato e istituzioni

    Ilva, l’aut aut di Calenda: ritirare il ricorso, o Taranto rischia la chiusura

    Ex Ilva, Confindustria apre a una cordata italiana: Orsini, “ci sono le condizioni per valutarla”. Federmeccanica, “scongiurare una bomba sociale e industriale”

  • Fatti e Dati
    • Tutti
    • Documentazione
    • Contrattazione
    Unicalce, sindacati: sottoscritto il contratto di secondo livello

    Unicalce, sindacati: sottoscritto il contratto di secondo livello

    Il testo dell’ipotesi di rinnovo del contratto Confimi Industria Meccanica-Fim Cisl

    Metalmeccanici, sottoscritto il rinnovo del contratto Confimi: aumenti fino a 200 euro nel quadriennio

    Metalmeccanici, sottoscritto il rinnovo del contratto Confimi: aumenti fino a 200 euro nel quadriennio

    Manifestazione nazionale su patto per la marineria italiana

    Marittimi, Fit-Cisl e il sindacato turco TDS firmano un accordo per la tutela dei lavoratori. Al centro transizione, digitalizzazione e geopolitica

    Istat, più di 1 lavoratore su 2 ha il contratto scaduto, non accadeva dal 2016

    Pa, firmato il testo definitivo del Ccnl Funzioni centrali 2025-2027: aumenti medi da 162 euro e nuove regole su IA e lavoro agile

    150 ore per il diritto allo studio: un traguardo di conquiste lungo cinquant’anni

    Istruzione e ricerca, firma definitiva per il rinnovo del contratto 2022-2025

  • I Blogger del Diario
  • Biblioteca
    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Crimini della sicurezza, di Yuleisy Cruz Lezcano. Editore Il Ponte Vecchio

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, di Concita De Gregorio. Editore Laterza

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    The Game, di Alessandro Baricco. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    È il capitalismo, bellezza!, di Giovanni Semi. Editore Einaudi

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Lavorare per gli altri, di Vittorio Pelligra. Editore Il Mulino

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

    Viva il Re! Viva la Repubblica! 2 giugno 1946. La storia e le storie di un voto. Di Alfonso Celotto e Giulia Guerrini, Mondadori

  • Appuntamenti
No Result
View All Result
Il Diario del Lavoro
No Result
View All Result

Home - Approfondimenti - Analisi - Il sindacato alla prova della modernità

Il sindacato alla prova della modernità

27 Febbraio 2006
in Analisi

di Marco Marazza – docente di diritto del lavoro, Università di Teramo

A cosa serve il sindacato? La lettera enciclica di Benedetto XVI può essere un buon punto di partenza. Non abbiamo bisogno di “uno Stato che regoli e domini tutto ciò che ci occorre” ma di “uno Stato che generosamente riconosca e sostenga, nella linea del principio di sussidiarietà, le iniziative che sorgono dalle diverse forze sociali e uniscono spontaneità e vicinanza agli uomini bisognosi di aiuto”.
Gli ultimi dati dimostrano però la difficoltà del sindacato di cogliere i reali bisogni dei lavoratori. I risultati di una recente indagine della Cgil devono infatti ammettere che solo il 28% dei giovani laureati ha la tessera sindacale. Mentre nello stesso campione di giovani non laureati gli iscritti sono ben più numerosi (48%). Ed altrettanto evidenti sono le difficoltà che il sindacato incontra anche nell’assecondare l’esigenza di un recupero di efficienza del sistema produttivo. Lo dimostra l’ultimo rinnovo del contratto collettivo dei metalmeccanici. Esclusivamente focalizzato sull’incremento dei minimi salariali. Tutto ciò mentre: a) in Germania la delocalizzazione della produzione di un primario costruttore di automobili verso i Paesi dell’Est è stata evitata incrementando a 42 ore settimanali l’orario di lavoro dei più giovani; b) sempre in Germania nel settore del pubblico impiego il Governo lavora ad un piano di aumento dell’orario lavorativo settimanale, fermi restando i livelli retributivi, da 38,5 a 40 ore; c) in Francia le parti sociali hanno pattuito un incremento del tetto massimo annuale delle ore di lavoro straordinario da 180 a 220 con incrementi retributivi contenuti tra il 10% ed 25%; d) il 16% dei lavoratori inglesi lavora più di 48 ore settimanali in quanto sono ammesse deroghe individuali alla disciplina dell’orario di lavoro. Per Rinaldini, segretario della Fiom Cgil, l’orario di lavoro non sarà invece materia di trattativa con gli industriali perché, spiega, i metalmeccanici hanno già rifiutato di negoziarlo nel loro contratto.

Occorre dunque lavorare all’individuazione degli obiettivi da raggiungere e dei mezzi necessari al loro conseguimento.
Quanto agli obiettivi, iniziamo con il prendere atto che è ormai tempo di ripensare, non più in termini esclusivamente antagonistici, i rapporti tra lavoro e impresa. L’impresa è fatta di lavoro ed il lavoro esiste dove c’è impresa. Serve un nuovo patto sociale capace di scambiare la rimodulazione dello statuto protettivo del lavoro con l’introduzione di strumenti di partecipazione del sindacato alla gestione delle imprese. Il passaggio verso un trasparente sistema di democrazia industriale, del resto già noto al modello cooperativo, che consenta alle parti sociali di condividere un percorso di innovazione costruito attorno a due principi essenziali: a) tutela del lavoro e redditività di impresa non sono fattori indipendenti; b) la dignità del lavoratore può essere più efficacemente valorizzata in un sistema che sappia rilanciare il merito individuale.


Quanto ai mezzi, invece, Pietro Ichino nel suo recente libro “A cosa serve il sindacato?” ritiene sia preliminarmente necessario mettere mano al sistema delle relazioni industriali rivalutando la contrattazione territoriale ed aziendale. Sostiene infatti Ichino che i tempi non sono maturi perché si affermi nella contrattazione collettiva nazionale un nuovo modo di concepire la distribuzione delle tutele del lavoro. E’ piuttosto possibile che il modello di sindacalismo di tipo partecipativo si affermi in singole realtà produttive per poi diffondersi, dal basso verso l’alto, al livello nazionale. Proprio per questo sarebbe opportuno incentivare la contrattazione ai livelli inferiori ammettendo anche la deroga della disciplina collettiva nazionale. Ipotizzando a tal fine un nuovo sistema di rilevazione della rappresentatività nei luoghi di lavoro. Ogni tre anni tutti i lavoratori dell’azienda votano le liste presentate dai sindacati. Il sindacato (o la coalizione) che ottiene la maggioranza è legittimato a stipulare contratti collettivi aziendali vincolanti per la collettività dei lavoratori e legittimati a derogare il contratto nazionale. Da qui dovrebbe nascere una nuova tecnica di composizione dei contrapposti interessi.


Il mezzo è valido ed efficace. Ma è bene continuare a ragionare per tempo sui possibili ostacoli che potrebbero interferire sul percorso di sostanziale cambiamento. In primo luogo c’è da dire che rispetto all’obiettivo primario della ricerca di un nuovo punto di equilibrio tra interessi del lavoro e dell’impresa il riassetto del sistema delle relazioni industriali costituisce un mezzo. Certamente utile ma comunque incapace di determinare, da solo considerato, l’innovazione attesa. Discutere di riforma del sistema della rappresentatività sindacale e della contrattazione collettiva ha un senso se è chiaro il punto di arrivo. Ciò richiede una netta e chiara presa di posizione dei più alti rappresentanti delle strutture sindacali confederali che sappia indirizzare i contenuti della futura contrattazione collettiva nazionale. Non credo che la sola investitura legislativa possa essere sufficiente ad indirizzare i contenuti della contrattazione aziendale in deroga. Perché la rivalutazione della contrattazione collettiva aziendale presuppone un elevato livello di maturità della base dei rappresentati e non è detto che in sede aziendale il sindacato abbia una naturale propensione per la ricerca di un diverso modello di relazioni industriali. Anzi, l’esperienza sul campo dimostra il contrario. Sul territorio la competizione tra sindacati partecipativi e sindacati ispirati ad una logica conflittuale massimalista è spesso più dura che a livello nazionale.


Ora, le cose sono tre. O il sindacato è male rappresentato nelle aziende da persone prive di una vera cultura sindacale. Ma di questo nessuno può farsi carico se non il sindacato stesso. O questa nuova cultura non si è diffusa nelle aziende perché non è stata adeguatamente rappresentata. Ed allora la concreta attivazione della contrattazione aziendale richiede, come detto, una netta presa di posizione dei principali protagonisti delle relazioni industriali. Oppure non si diffonde per la presenza minacciosa di un sindacalismo integralista la cui consistenza è destinata ad aumentare ad ogni tentativo di innovazione del sindacato tradizionale. Ed allora la contrattazione aziendale con un sistema aperto di rilevazione della rappresentatività può rappresentare un rischio, oltre che un’opportunità.


In attesa che i sindacati confederali sciolgano questo primo nodo una prima spinta innovativa potrebbe nel frattempo derivare dalla rivisitazione dell’attuale assetto delle aree contrattuali. Rivalutando il pluralismo interno alle stesse confederazioni sindacali per mettere fine a quella anomala concorrenza che esiste tra federazioni che rappresentano lavoratori di diversi settori produttivi ma che confluiscono nella medesima confederazione. Una guerra di tessere tutta giocata in casa. Fonte di inefficienza e di perdita di consenso.


Basta un esempio. Il settore informatico è storicamente inserito nell’area metalmeccanica e le federazioni del settore, guidate dalla Fiom Cgil, resistono ad ogni tentativo delle imprese di confluire in diverse aree contrattuali. Trasferendo conseguentemente la rappresentatività sindacale dei lavoratori, e quindi anche le tessere (con annessi contributi sindacali), da una federazione all’altra. Una concorrenza non giustificabile per chi muove dall’assunto che qualsiasi federazione persegue il medesimo obiettivo di tutelare l’interesse collettivo dei lavoratori e, soprattutto, per chi ritiene indispensabile creare contratti collettivi nazionali che sappiano cogliere le esigenze di settori della produzione emergenti. Una concorrenza fonte di grave inefficienza. Perché non ha alcun senso che l’operaio della catena di montaggio della Fiat sia rappresentato dallo stesso sindacato cui è iscritto l’ingegnere informatico di un’azienda dell’information technology. Quali problemi condividono questi lavoratori? Nessuno, eppure il loro rapporto di lavoro è oggi disciplinato dal medesimo contratto collettivo. Recentemente rinnovato senza alcuna attenzione all’innovazione.


Gli operai saranno più numerosi degli ingegneri ma intanto solo il 24% dei laureati si iscrive al sindacato. Il punto è che la spinta verso la modernità dobbiamo attenderla dai giovani informatici disposti ad una sana competizione tra colleghi. Disposti a rinunciare all’incremento di 100 euro dei minimi salariali per confrontarsi con una retribuzione variabile ben superiore. Non vi è dubbio che la valorizzazione del pluralismo presuppone anzitutto una nuova perimetrazione delle attuali aree contrattuali. Una linea confederale che ponga tutte le federazioni sullo stesso piano e che, di conseguenza, sappia valorizzare la spinta interna verso la modernità.


Che si provi a scrivere la storia di nuovi contratti collettivi nazionali per i settori del terziario avanzato e delle tecnologie avanzate. Un passaggio non traumatico verso la modernità. Da un lato, l’accorpamento di vecchi settori ormai residuali e privi delle specificità di un tempo. Dall’altro la creazione di nuove aree contrattuali ritagliate sulle produzioni emergenti. Nascerebbero nuovi contratti collettivi e nuove aree di effettiva rappresentatività sindacale. Ottimo banco di prova per una scelta sindacale unitaria verso un sistema di relazioni industriali di tipo partecipativo. Anche se poi, in fin dei conti, la cosa primaria rimane l’atteso cambiamento generazionale. Sarà più facile, per la futura classe dirigente, trovare un accordo su un modello di sviluppo sostenibile.

redazione

redazione

In evidenza

Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

Dopo lo sgombero di San Ferdinando e i 150 milioni stanziati dal governo restano ancora incertezze. Il sindacato chiede una rapida convocazione del Tavolo di contrasto al caporalato

7 Agosto 2026
La riforma del mercato del lavoro spagnola: una formula esportabile?

Ultimatum della Spagna all’Italia: revocare i controlli entro domenica o scatteranno contromisure. La replica di palazzo Chigi: non accettiamo imposizioni sulle frontiere

7 Agosto 2026
Golfo Persico, Marittimi: massimo livello di sicurezza per le navi. A breve l’incontro delle parti sociali

Trasporto marittimo, la Fit-Cisl e il sindacato turco TDS sottoscrivono un accordo di collaborazione

7 Agosto 2026
Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

Caporalato, Borselli (Flai-Cgil Toscana): una proposta di legge regionale e il protocollo di Siena e Grosseto per dare piena attuazione alla legge 199

7 Agosto 2026
Sicurezza lavoro, al porto di Taranto operaio muore travolto da un’ecoballa. I sindacati: inaccettabile in Paese civile

Ex Ilva, Fim-Fiom-Uilm presentano al Pd il documento unitario sulla vertenza. Schlein: crisi estremamente grave, Meloni si assuma responsabilità

6 Agosto 2026
Ulteriori informazioni

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri,
Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

© 2024 - Il diario del lavoro s.r.l.
Via Flaminia 287, 00196 Roma

P.IVA 06364231008
Testata giornalistica registrata
al Tribunale di Roma n.497 del 2002

segreteria@ildiariodellavoro.it
cell: 349 9402148

  • Abbonamenti
  • Newsletter
  • Impostazioni Cookies

Ben Tornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata?

Recupera la tua password

Inserisci il tuo nome utente o indirizzo email per reimpostare la password.

Accedi
No Result
View All Result
  • Rubriche
    • Poveri e ricchi
    • Giochi di potere
    • Il guardiano del faro
    • Giurisprudenza del lavoro
  • Approfondimenti
    • L’Editoriale
    • La nota
    • Interviste
    • Analisi
    • Diario delle crisi
  • Fatti e Dati
    • Documentazione
    • Contrattazione
  • I Blogger del Diario
  • Appuntamenti
Il Diario del Lavoro

Direttore responsabile: Massimo Mascini
Vicedirettrice: Nunzia Penelope
Comitato dei Garanti: Mimmo Carrieri, Innocenzo Cipolletta, Irene Tinagli, Tiziano Treu

  • Accedi