Secondo la stima preliminare dell’Istat, nel mese di ottobre il numero degli occupati cala “lievemente” rispetto a settembre (-0,1%, pari a -30 mila unità). Su base annua si conferma la tendenza all’aumento del numero di occupati (+0,8% su ottobre 2015, pari a +174mila).
La flessione su base mensile è attribuibile alle donne (-0,3%) a fronte di una sostanziale stabilità per gli uomini e riguarda tutte le classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni.
Diminuiscono, in questo mese, i dipendenti a tempo indeterminato, mentre crescono quelli a termine e restano stabili gli indipendenti.
Per i lavoratori dipendenti permanenti il calo è dello 0,3% (-39 mila): si tratta del secondo mese di calo, dopo una crescita che proseguiva ininterrottamente da sei mesi (+1,%), pari a +115 mila tra febbraio e agosto. I lavoratori a termine aumentano dello 0,3% (+7 mila). Il tasso di occupazione è pari al 57,2%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto a settembre.
La crescita tendenziale è attribuibile ai lavoratori dipendenti (+194 mila, di cui +178 mila permanenti) e si manifesta sia per la componente maschile sia per quella femminile, concentrandosi principalmente tra gli over 50 (+376 mila).
Continuano ad aumentare gli occupati over 50. Su base annua, ad ottobre, sono saliti di 376mila unità, mentre su base mensile sono cresciuti di 42mila unità.
Scende lievemente la disoccupazione. Ad ottobre il tasso di disoccupazione risulta pari all’11,6%, in calo di 0,1 punti percentuali su base mensile.
La stima dei disoccupati diminuisce (-1,2%, pari a -37 mila), dopo l’aumento del 2,2% registrato nel mese precedente. La diminuzione è attribuibile alle donne (mentre si registra una lieve crescita tra gli uomini) e si distribuisce tra le diverse classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni.
Su base annua, invece, aumentano i disoccupati (+1,3%, pari a +38 mila). I disoccupati sono pari a 2milioni 989mila.
La minore partecipazione al mercato del lavoro ad ottobre, in termini sia di occupati sia di persone in cerca di lavoro, si associa all’aumento della stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,6%, pari a +82 mila). Tale crescita compensa in parte il forte calo registrato a settembre (-0,8%). L’aumento interessa entrambe le componenti di genere e le classi di età fino a 49 anni. Il tasso di inattività sale al 35,1%, in aumento di 0,2 punti percentuali. Su base annua calano gli inattivi (-2,2%, pari a -308 mila)
Cala la disoccupazione giovanile. A ottobre il tasso di disoccupazione dei 15-24enni scende al 36,4%, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto al mese precedente.
Per trovare un dato inferiore bisogna tornare al settembre del 2012, quando il tasso di disoccupazione degli under 25 era al 36%, mentre ad ottobre dello stesso anno il tasso di disoccupazione giovanile era al 36,4%.
Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono per definizione esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, nella maggior parte dei casi perché impegnati negli studi. L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari al 9,5% (cioè poco meno di un giovane su 10 è disoccupato). Tale incidenza risulta in calo di 0,2 punti percentuali rispetto a settembre. Il tasso di occupazione dei 15-24enni diminuisce di 0,1 punti percentuali, mentre quello di inattività aumenta di 0,4 punti.





























