L’Istat rivede al rialzo il Pil del terzo trimestre: la crescita, rispetto allo stesso periodo del 2015, è dell’1% (da +0,9% comunicato nella stima preliminare). Confermato, invece, l’aumento dello 0,3% del Pil rispetto al secondo trimestre del 2016.
Il terzo trimestre del 2016 ha avuto due giornate lavorative in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al terzo trimestre del 2015.
Rispetto al trimestre precedente, i principali aggregati della domanda interna hanno registrato un aumento, con una crescita dello 0,2% dei consumi finali nazionali e dello 0,8% degli investimenti fissi lordi.
La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito alla crescita del Pil per 0,3 punti percentuali (0,1 i consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private, 0,0 la spesa della Pubblica Amministrazione e 0,1 gli investimenti fissi lordi).
Anche la variazione delle scorte ha contribuito positivamente alla variazione del Pil per 0,1 punti percentuali, mentre l’apporto della domanda estera netta è stato negativo per 0,1 punti percentuali.
Si rilevano andamenti congiunturali positivi sia per il valore aggiunto sia dell’industria (+0,8%) sia dei servizi (+0,1%), mentre il valore aggiunto dell’agricoltura registra un calo dell’1,5%.
La crescita acquisita per il 2016 sale a +0,9%. Il dato è superiore alle stime del governo che prevedono un Pil a +0,8% per quest’anno.
In termini congiunturali, le importazioni di beni e servizi sono aumentate dello 0,7% e il totale delle risorse (Pil e importazioni di beni e servizi) dello 0,3%. Dal lato della domanda le principali componenti registrano una crescita generalizzata. In particolare le esportazioni aumentano dello 0,1%, gli investimenti fissi lordi dello 0,8% e i consumi finali nazionali dello 0,2%. Nell’ambito dei consumi finali, la spesa delle famiglie residenti è aumentata dello 0,1% e quella della P.A. e delle Istituzioni Sociali Private dello 0,2%. La risalita degli investimenti è stata determinata soprattutto dalla crescita della spesa per mezzi di trasporto (8,8%), accompagnata da quella per macchine, attrezzature e altri prodotti (0,7%), mentre gli investimenti in costruzioni registrano una in lieve flessione (-0,2%).
La spesa delle famiglie sul territorio economico è cresciuta dello 0,2% a seguito dell’andamento particolarmente vivace della componente di beni durevoli (0,6%), una lieve ripresa dei beni semidurevoli (0,1%) e dei servizi (0,2%) e la stazionarietà dei beni non durevoli.
In termini tendenziali le importazioni di beni e servizi sono aumentate del 2,2% e il totale delle risorse dell’1,3%. Dal lato della domanda gli investimenti fissi lordi sono aumentati del 2,3%, i consumi finali nazionali dell’1% e le esportazioni del 2,5%. Nell’ambito dei consumi finali, la spesa delle famiglie residenti è aumentata dell’1,1% e quella della P.A. e delle Istituzioni Sociali Private dello 0,6%.
La ripresa degli investimenti è stata determinata soprattutto dalla forte crescita della spesa per mezzi di trasporto (+33,8%), mentre le macchine, attrezzature e altri prodotti hanno registrato un incremento lievissimo (+0,1%) e gli investimenti in costruzioni sono cresciuti dell’1%. La spesa delle famiglie sul territorio economico è aumentata in termini tendenziali dell’1,2%, con una dinamica robusta della componente di beni durevoli (3%) e incrementi dell’1% dei beni semidurevoli, dell’1,4% dei servizi e dello 0,5% della componente dei beni non durevoli.





























