“L’emendamento del Governo al DL 1° maggio entra a gamba tesa sulle regole del sistema contrattuale sottraendo alle parti sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative il compito di definire il trattamento economico complessivo”, lo afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini
“Al contrario di quanto propagandato, – prosegue il leader della Cgil – si legittimano i contratti pirata poiché si mettono sullo stesso piano, rendendoli equivalenti e non distinguibili, retribuzione e welfare contrattuale. Una novità assoluta dal punto di vista legislativo che costituisce un ulteriore tentativo di mortificare il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori di decidere sulla propria rappresentanza e sui contratti collettivi di lavoro che vengono loro applicati”.
“L’intervento sul trattamento economico complessivo e su altre norme contenute nel decreto, – aggiunge Landini – rischia di rendere strutturale il sotto-salario a favore dell’abbattimento dei costi per le imprese scorrette”.
“Chiediamo, pertanto, al Governo di non procedere su materie destinate all’autonomia delle parti. Chiediamo, invece, di intervenire a sostegno della contrattazione collettiva recependo gli accordi interconfederali sulla rappresentanza e con l’introduzione di un salario orario minimo per contrastare il fenomeno della povertà lavorativa nei settori più fragili”, conclude il segretario generale della Cgil.


























