“Guardo con molto interesse ciò che è frutto dell’interlocuzione dei sindacati più rappresentativi che hanno siglato un patto sulla contrattazione e sulla rappresentanza. In quel patto si dicono delle cose importanti, si dice per esempio che il trattamento economico complessivo è cosa buona e giusta. E questo io credo che sia un passo avanti, soprattutto per alcune componenti del mondo sindacale, ma io credo che sia un passo avanti per il nostro paese nel momento in cui vogliamo scrivere una storia di qualità e una storia di lavoro di qualità”. Lo ha detto Elvira Calderone ministra del lavoro e delle politiche sociali intervenendo del Rendiconto sociale 2025 e della Relazione di fine mandato 2022-2026 del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (Civ) dell’Inps in corso a Roma.
“Poi abbiamo certamente da migliorare l’efficienza e l’efficacia anche di quegli strumenti che la contrattazione, la buona contrattazione mette a disposizione delle imprese e dei lavoratori. Mi riferisco anche a tutto il sistema che poi va sotto il nome di bilateralità – ha detto – di fondi di solidarietà, e perché no anche di patronati che devono in questo caso svolgere quella che è la loro funzione istituzionale, che è quella di essere quell’anello di congiunzione tra lo Stato e i cittadini”.
“Ho citato l’accordo tra Cgil, Cisl e Uil siglato il 17 di giugno non a caso, perché all’interno di quell’accordo i sindacati hanno inserito un passaggio importante sul fatto che attraverso l’Inps ci possa essere anche la certificazione della rappresentanza. Vuol dire un riconoscimento enorme di quella che è la funzione non solo certificativa, ma la funzione attiva che svolge l’istituto”, ha detto ancora Calderone.
Inoltre, per la ministra, intervenendo a “Il giorno della Verità”, ha precisato come non si possa essere d’accordo su tutto “quando non si è stati d’accordo su nulla. Saluto con favore lo sforzo fatto da Cgil, Cisl e Uil per trovare un accordo importante su salari e produttività. Se in quell’accordo c’è una convergenza sul salario giusto, rappresentato dal trattamento economico complessivo (Tec) è un modo per dire che siamo in sintonia. Sono una inguaribile ottimista e penso che ci potremmo trovare d’accordo ancora su altro. Ma il tempo ce lo dirà”.
Calderone ha ribadito il suo no e quello del Governo al salario minimo legale: “Quando qualcuno mi chiede perché sono contraria al salario minimo fissato per legge, dico che il salario minimo è una pagina di un libro; il salario giusto, e quindi il trattamento economico complessivo, è tutto il libroche si chiama contratto collettivo di lavoro. La differenza tra l’Italia e altri Paesi è proprio la qualità della nostra contrattazione, la qualità del sistema di relazioni industriali, la qualità della copertura della contrattazione collettiva che in Italia è al 98%”.




























