Sono aumentate nei primi cinque mesi del 2026 le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail, mentre risultano in calo i casi mortali. È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio dell’Istituto, sottolineando la natura provvisoria dei dati da leggere dunque con prudenza.
In particolare, tra gennaio e maggio sono state denunciate complessivamente 261.389 infortuni, comprese le segnalazioni relative agli studenti, contro le 247.681 dello stesso periodo del 2025, con un incremento del 5,5%. Le denunce di infortunio mortale sono invece scese da 386 a 370, registrando un calo del 4,1%.
Nel dettaglio, gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro sono aumentati del 4,6%, mentre quelli in itinere, cioè nel tragitto tra casa e luogo di lavoro, hanno segnato un incremento del 9,7%. In diminuzione, invece, i decessi in entrambe le categorie: -3% per gli infortuni sul luogo di lavoro e -9,3% per quelli in itinere.
In forte crescita anche le denunce di malattia professionale, salite a 49.522, pari a un aumento del 16,8% rispetto ai primi cinque mesi dello scorso anno.
Rapportando gli infortuni in occasione di lavoro (esclusi gli studenti) al numero degli occupati rilevati dall’Istat, l’Inail evidenzia un’incidenza di 715 denunce ogni 100mila occupati, in aumento rispetto alle 690 del 2025 (+3,6%), ma ancora inferiore alle 800 registrate nel 2019, prima della pandemia.
L’Inail sottolinea tuttavia che i dati diffusi sono provvisori e che il confronto, soprattutto per gli infortuni mortali, può essere influenzato dai tempi di definizione delle pratiche e da oscillazioni occasionali. Per avere un quadro consolidato sarà necessario attendere la chiusura dell’anno e il completamento dell’iter amministrativo e sanitario delle denunce.
Crescono anche gli infortuni denunciati dagli studenti, che passano da 45.159 a 47.748 (+5,7%), pari al 18% del totale delle denunce. In controtendenza gli incidenti nei percorsi di formazione scuola-lavoro, diminuiti del 54% (463 casi). I casi mortali denunciati tra gli studenti salgono invece da otto a dieci. La Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di denunce, pari a circa il 24% del totale nazionale.






















