A dicembre 2025 calano del 10% le ore di cassa integrazione autorizzate rispetto al mese precedente, arrivando a un totale di 35.979.522. Il dato è in diminuzione anche rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (-13%; le ore autorizzate a dicembre 2024 erano state 41,4 milioni di ore). È quanto rileva l’osservatorio dell’Inps sulla Cig.
Con riferimento all’intero quarto trimestre 2025, il numero di ore autorizzate si è attestato a quota 130,7 milioni (-10% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, in cui le ore autorizzate erano state 144,9 milioni), ma in aumento rispetto al terzo trimestre 2025, in cui erano state autorizzate 115,7 milioni di ore. Il tiraggio della Cig, cioè il rapporto tra ore effettivamente utilizzate e ore autorizzate, nei primi dieci mesi del 2025 si attesta al 25%, in linea rispetto agli stessi periodi dei due anni precedenti.
Le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate a dicembre 2025 sono state 18,1 milioni, in diminuzione sia rispetto al mese precedente, in cui erano state autorizzate 20,7 milioni di ore, che rispetto a dicembre 2024, in cui le ore autorizzate erano state 29,5 milioni. Per l’intero quarto trimestre 2025 si registrano 66,9 milioni di ore autorizzate, in aumento rispetto al trimestre precedente, in cui erano state autorizzate 52,7 milioni di ore, ma con un tendenziale in forte diminuzione rispetto alle 100,1 milioni di ore autorizzate nel quarto trimestre 2024.
Il numero di ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate a dicembre 2025 è stato pari a 16,9 milioni (di cui 6,7 milioni per solidarietà), 60,7 milioni di ore con riferimento al quarto trimestre 2025 (di cui 29,3 milioni per solidarietà), stesso dato del trimestre precedente e in aumento rispetto allo stesso trimestre del 2024, in cui le ore autorizzate erano state 41,1 milioni (di cui 27,1 milioni per solidarietà). A incidere sull’incremento tendenziale della Cig straordinaria del quarto trimestre 2025, rispetto al quarto trimestre 2024, sottolinea l’Inps, sono state le note difficoltà del settore metalmeccanico e l’incremento di ore autorizzate per solidarietà del settore delle telecomunicazioni, in particolare nel mese di ottobre 2025.
Irrilevanti gli interventi in deroga autorizzati nel quarto trimestre del 2025, limitati a 1.600 ore autorizzate a dicembre 2025, nel quarto trimestre 2024 erano state autorizzate in deroga circa 730mila ore. Il numero di ore autorizzate nei fondi di solidarietà a dicembre 2025 è stato pari a 0,9 milioni, 3 milioni le ore autorizzate nell’intero quarto trimestre 2025, tendenzialmente stabili rispetto allo stesso trimestre del 2024 (2,99 milioni di ore) e in crescita rispetto al trimestre precedente (2,3 milioni di ore).
Complessivamente, nel 2025 le ore autorizzate di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria, in deroga e fondi di solidarietà) sono state 559.988.016 in aumento del 10% rispetto al 2024, quando erano state 507.018.459. Le ore autorizzate di cassa ordinaria sono state 284.287.026 (266.263.892 nell’industria e 18.023.134 nell’edilizia). Le ore autorizzate di cassa straordinaria (compreso cassa in deroga e fondi di solidarietà) sono state 275.700.990.
Quanto ai beneficiari di Naspi, ad agosto 2025 il numero è risultato pari a 1.199.521, con una variazione tendenziale in diminuzione (-0,9%) rispetto al dato dello stesso mese dell’anno precedente in cui i beneficiari erano stati 1.210.073. L’Inps sottolinea poi che, a fronte della crescita dei prezzi, nel 2026 le indennità di disoccupazione e integrazione salariale aumenteranno. La retribuzione da prendere a riferimento per il calcolo delle indennità di disoccupazione Naspi e Dis-Coll, si legge nella circolare, è pari a 1.456,72 euro per il 2026. L’importo massimo mensile dell’indennità non può in ogni caso superare 1.584,70 euro.
Per la cassa integrazione (ordinaria, straordinaria, assegno di integrazione salariale del Fis, fondi di solidarietà bilaterali e operai e impiegati agricoli Cisoa) dal 1 gennaio 2026 il trattamento può raggiungere al massimo i 1.423,69 euro, mentre quello netto può arrivare a 1.340,56 euro. L’importo massimo, spiega la circolare Inps, deve essere incrementato nella misura del 20% per i trattamenti di integrazione salariale concessi in favore delle imprese del settore edile e lapideo (1.708,44 euro lordo e 1.608,66 euro netto).


























