Ennesimo episodio di violenza sui campi di calcio delle categorie minori ai danni di un giovane direttore di gara. Al termine della partita di Prima Categoria tra Michele Amodeo Monteforte Irpino e Orsara di Puglia, che si è tenuta lo scorso fine settimana a Torre Annunziata, un tifoso tesserato della squadra pugliese ha aggredito l’arbitro contestando il risultato della competizione. Per il segretario organizzativo della Uil e responsabile dell’Ufficio Sport dell’Organizzazione, Emanuele Ronzoni, si tratta della conferma di un fenomeno che nelle categorie minori “sta diventando endemico e al quale non possiamo rassegnarci”. Gli arbitri, infatti, “percepiscono compensi irrisori” e la loro sicurezza “non è affatto tutelata”.
Per questo motivo il sindacato ha incontrato il presidente Gabriele Gravina, insieme ai vertici della FIGC, avanzando alcune richieste “per porre un argine a questa grave situazione”. In particolare, spiega Ronzoni, è stata proposta l’installazione di telecamere su tutti i campi, come deterrente, e l’utilizzo delle immagini “anche per individuare con precisione i responsabili e assicurarli alla giustizia, come previsto dal codice penale”.
Congiuntamente, si rende necessario l’inasprimento delle sanzioni economiche per i responsabili di violenze fisiche e verbali e, per i casi più gravi, l’allontanamento definitivo dal mondo dello sport, nonché l’avvio di una campagna informativa per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, analogamente a quanto avviene per il contrasto al razzismo, con il coinvolgimento dei giocatori e degli allenatori della Nazionale.
Infine, il sindacato ritiene “indispensabile” una maggiore severità nelle sanzioni da parte della FIGC anche nei confronti di calciatori, allenatori e dirigenti delle squadre professionistiche che adottano comportamenti inopportuni nei confronti degli arbitri, “contribuendo a generare pericolosi effetti emulativi nei campi dilettantistici”.
“Ci hanno sorpreso – ha rimarcato Ronzoni – i tiepidi riscontri alle nostre rivendicazioni da parte del presidente Gravina: non vorremmo che fosse più impegnato a decidere le sorti politiche dell’AIA che a preoccuparsi della tutela degli oltre 32.000 arbitri che, ogni fine settimana – ha concluso Ronzoni – consentono lo svolgimento di migliaia di partite in tutto il Paese”.


























