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Home - Blog - L’Europa non è matrigna

L’Europa non è matrigna

di Alessandra Servidori
31 Ottobre 2018
in Blog
L’Europa non è matrigna

La Commissione Ue, nel gennaio 2018, ha inviato a tutti gli Stati membri una comunicazione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale, e al Comitato delle Regioni, relativa al piano d’azione per l’istruzione digitale: e noi vorremmo almeno sapere che iniziative- peraltro richieste dalla Commissione- sono state avviate in Italia.

Il Piano, ricco di stimoli e linee guida, si articola compiutamente e ha già avuto da parte di alcuni Paesi una rendicontazione puntuale,anche attraverso l’invio di informazioni precise atte a consentire alla Commissione di accompagnare l’evoluzione del Piano e svolgere così il suo ruolo di sostegno e coordinamento in vista della stagione dell’innovazione tecnologica e digitale che si sta predisponendo. L’istruzione e la formazione sono i migliori investimenti nel futuro dell’Europa. Esse svolgono un ruolo fondamentale nello stimolare la crescita, l’innovazione e la creazione di posti di lavoro. I sistemi europei di istruzione e di formazione devono fornire alle persone le conoscenze, le abilità e le competenze orientate al futuro di cui hanno bisogno per evolversi e progredire. Hanno inoltre un ruolo importante nella creazione di un’identità europea basata su valori e culture comuni. L’istruzione dovrebbe contribuire a far sì che i giovani possano esprimersi e impegnarsi, partecipare e plasmare il futuro di un’Europa caratterizzata da democrazia, solidarietà e inclusione.

La tecnologia digitale arricchisce l’apprendimento in svariati modi, offre opportunità di apprendimento che devono essere accessibili a tutti e dischiude l’accesso a un’enorme quantità di informazioni e di risorse. Nel gennaio 2018 la Commissione ha ospitato  il primo vertice europeo sull’istruzione,  sulla tematica generale della costituzione delle basi di uno spazio europeo dell’istruzione: per un’istruzione innovativa, inclusiva e basata su valori (“Laying the foundations of the European Education Area: for an innovative, inclusive and values based education”). Nel quadro della nuova agenda per le competenze per l’Europa , la Commissione ha proposto  una versione riveduta del quadro di riferimento europeo delle competenze chiave per l’apprendimento permanente , che illustra le conoscenze, le abilità e gli atteggiamenti necessari alla vita delle persone, comprese le competenze digitali.

Il  piano d’azione definisce come i sistemi di istruzione e di formazione possano avvalersi meglio dell’innovazione e della tecnologia digitale nonché sostenere lo sviluppo delle pertinenti competenze digitali necessarie per vivere e lavorare in un’epoca di rapidi cambiamenti digitali. Il piano d’azione pone l’accento in particolare sui sistemi di istruzione e di formazione iniziali e contempla istruzione scolastica, istruzione e formazione professionale (IFP) e istruzione superiore. Nonostante che l’impegno di riforma continui di anno in anno, tra gli Stati membri dell’UE e al loro interno si registra un persistente divario, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture e le competenze digitali, che ostacola la crescita inclusiva. Tale situazione incide in modo particolare sui gruppi vulnerabili. Inoltre, la mancanza di interesse tra le ragazze ad intraprendere studi in materia di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), scienza, tecnologia, ingegneria e matematica (STEM) costituisce tuttora un problema evidente, determina la perdita di opportunità a livello sociale ed economico e rischia di accentuare la disparità di genere. L’innovazione nell’ambito dei sistemi di istruzione, intesa come l’adozione da parte delle organizzazioni operanti nell’ambito dell’istruzione di nuovi servizi, nuove tecnologie e nuove competenze, può contribuire a migliorare i risultati dell’apprendimento, accrescere l’equità e incrementare l’efficienza. Essa risulta più efficace e sostenibile se gestita da docenti adeguatamente formati e integrata in obiettivi didattici chiari. Per conseguire gli obiettivi in materia di istruzione occorre fare di più riguardo alle modalità di utilizzo ottimale degli strumenti digitali.

Il Piano prevede 1: migliorare l’utilizzo della tecnologia digitale per l’insegnamento e l’apprendimento; · 2: sviluppare le competenze e le capacità digitali pertinenti ai fini della trasformazione digitale; · 3: migliorare l’istruzione mediante un’analisi dei dati e una previsione migliori. Il Piano suggerisce anche una strategia: far fronte al divario di connettività tra gli Stati membri dell’UE riguardo alla diffusione della banda larga ad altissima capacità in tutte le scuole europee: a) accrescendo la consapevolezza in merito ai benefici per le scuole e alle opportunità di finanziamento disponibili; b) sostenendo la connettività, ad es. mediante un sistema di buoni (“voucher scheme”), ponendo l’accento sulle zone svantaggiate e garantendo la piena attuazione del pacchetto di strumenti per le zone rurali18; c) pubblicando i dati relativi ai progressi conseguiti; d) sostenere la preparazione digitale delle scuole generali e professionali rafforzando la loro capacità digitale e facendo in modo che lo strumento di autovalutazione SELFIE sia messo a disposizione di un milione di docenti, formatori e discenti in tutti gli Stati membri dell’UE e nei Balcani occidentali entro la fine del 2019; e)promuovere a livello nazionale/regionale un sistema di mentoring sostenuto da una piattaforma di sensibilizzazione a livello di UE; f) fornire un quadro di riferimento per il rilascio di qualifiche certificate digitalmente, e per la convalida delle competenze acquisite digitalmente, che siano affidabili, multilingue e possano essere integrate nei profili professionali (CV) come Europass. Tale quadro di riferimento è pienamente allineato al quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente (EQF) e alla classificazione europea di abilità, competenze, qualifiche e occupazioni (ESCO).

Sempre il Piano suggerisce una strada da seguire : creare una piattaforma a livello europeo per l’istruzione digitale superiore e la cooperazione rafforzata. La nuova piattaforma, sostenuta da Erasmus+, fungerà da “sportello unico” e offrirà: apprendimento online, mobilità mista, campus virtuali e scambio di migliori pratiche tra gli istituti di istruzione superiore a tutti i livelli (studenti, ricercatori, educatori);  rafforzare la scienza aperta e la scienza dei cittadini in Europa sperimentando la formazione dedicata, che comprende corsi di sviluppo professionale continuo sulla scienza aperta, negli istituti di istruzione superiore a tutti i livelli (studenti, ricercatori, educatori);  introdurre classi di programmazione in tutte le scuole in Europa, anche aumentando la partecipazione delle scuole alla EU Code Week;  affrontare le sfide della trasformazione digitale avviando:  una campagna di sensibilizzazione a livello di UE indirizzata ad educatori, genitori e discenti per promuovere la sicurezza online, l’igiene cibernetica e l’alfabetizzazione mediatica;  un’iniziativa di insegnamento della cibersicurezza, partendo dal quadro delle competenze digitali per i cittadini, per consentire alle persone di utilizzare la tecnologia con dimestichezza e responsabilità;  sostenere misure volte a ridurre ulteriormente il divario di genere nell’ambito della tecnologia e dell’imprenditorialità favorendo le competenze digitali e imprenditoriali tra le ragazze; mobilitare i portatori di interessi (società, ONG) per dotare le ragazze di competenze digitali e modelli ispiratori, attingendo dal quadro delle competenze digitali per i cittadini e al quadro di competenze imprenditoriali. E ancora : raccogliere dati concreti relativi all’utilizzo delle TIC e delle competenze digitali nelle scuole, attraverso la pubblicazione di uno studio di riferimento, che valuti i progressi conseguiti nell’integrazione delle TIC nell’istruzione. Tale studio riguarderà la disponibilità e l’utilizzo dell’infrastruttura TIC e degli strumenti digitali nonché il livello delle competenze digitali. I risultati, combinati con quelli della prossima indagine PIAAC, potrebbero confluire in un aggiornamento del quadro delle competenze digitali.

La Commissione collaborerà inoltre con l’OCSE in vista dell’elaborazione di un nuovo modulo per il programma PISA sull’utilizzo della tecnologia nell’istruzione ed esaminerà la pertinenza e la fattibilità della proposta di nuovi parametri di riferimento del Consiglio per le competenze digitali e imprenditoriali; E sempre ancora avviare, a partire dal 2018, progetti pilota relativi all’intelligenza artificiale e all’analitica dell’apprendimento nell’istruzione, al fine di utilizzare meglio l’enorme quantità di dati attualmente disponibili e contribuire così a risolvere problemi specifici e migliorare l’attuazione e il monitoraggio della politica in materia di istruzione; sviluppare pacchetti di strumenti e orientamenti pertinenti per gli Stati membri;  avviare una previsione strategica sulle tendenze fondamentali derivanti dalla trasformazione digitale per il futuro dei sistemi di istruzione, in stretta collaborazione con gli esperti degli Stati membri e utilizzare i canali esistenti e futuri di collaborazione a livello di UE sull’istruzione e sulla formazione.

 Il piano d’azione delinea le iniziative europee che la Commissione attuerà, di concerto con gli Stati membri, i portatori di interessi e la società, entro la fine del 2020. Esso costituisce un elemento nel quadro del più ampio obiettivo della Commissione di creare uno spazio europeo dell’istruzione ad integrazione delle raccomandazioni sui valori comuni e sulle competenze chiave. Il piano d’azione sarà attuato nel contesto del processo di cooperazione europea nel settore dell’istruzione e della formazione (ET 2020). Sarebbe utile che il nostro Governo in materia di istruzione e formazione e collaborazione sulla questione innovazione  e dunque in relazione al Piano di azione rendesse noto le iniziative che ha attivato  con la Commissione, perché non ne abbiamo notizia.


Alessandra Servidori

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