Un nuovo e più solido equilibrio in Campania tra creatività delle idee e solidità delle imprese, da costruire attraverso i manager e le loro competenze. Questo l’obiettivo del convegno ‘Campania Innovation Valley’ organizzato da Manageritalia Campania nell’ambito dell’Innovation Village 2026, evento punto di riferimento nazionale per il dialogo tra mondo produttivo e sistema della ricerca svoltosi a Napoli presso Villa Doria d’Angri, sede dell’università degli Studi di Napoli Parthenope.
Molteplici le sfide analizzate nel corso dell’appuntamento, che si inserisce nell’ambito del Piano Operativo 2024-28 di Manageritalia ‘Valorizzazione dei Territori – Sud Strategico’, con una tavola rotonda introdotta dalla vicepresidente di Manageritalia Campania, Francesca Maciocia, e che ha osservato come da una parte la Campania sia la prima regione del Mezzogiorno e la seconda d’Italia per numero di startup e PMI innovative, grazie a una forte crescita brevettuale spinta da un ecosistema scientifico e tecnologico dinamico, mentre gli spinoff e le startup deep-tech faticano ancora ad attrarre round di investimento rilevanti, soprattutto nelle fasi Series A/B, e presentano spesso una limitata strutturazione manageriale.
Il workshop si è sviluppato come momento di dialettica strategica tra Università, Centri di Ricerca, spinoff, Venture Capital e Istituzioni per discutere il ruolo delle competenze manageriali come leva di crescita, e comprendere come l’inserimento di profili executive possa rafforzare le capacità di governance, accesso ai capitali e trasformare l’eccellenza scientifica in imprese scalabili e competitive.
“Le startup della Campania hanno bisogno di manager perché presentano ancora un ridotto livello di strutturazione organizzativa, restando spesso confinate nelle fasi seed e pre-seed finanziate prevalentemente da strumenti di natura pubblica – ha sottolineato Luca Genovese, coordinatore Innovation Manager e GdL Sud Strategico Manageritalia – Eppure il materiale su cui si può lavorare è ottimo: basti pensare che il Regional Innovation Scoreboard della Commissione Europea ha certificato che la Campania è la regione con il più alto tasso di crescita nel nostro Paese negli indicatori di innovazione nel periodo 2028-2025”.
Per questo Genovese ritiene che “con l’organizzazione di questo workshop bisogna pensare che un ecosistema dell’innovazione basato su nove incubatori certificati (circa la metà dell’intero Mezzogiorno), sette atenei e una rete Academy di eccellenza concentrata nel Polo universitario di San Giovanni a Teduccio possa fare da solo se ha le figure giuste. Grazie anche a oltre 220 spinoff della ricerca e alcune importanti iniziative di sistema finanziate dai fondi Pnrr che hanno dato vita a un centro di ricerca nazionale, tre infrastrutture tecnologiche di innovazione, 4 infrastrutture di ricerca e due partenariati estesi”.


























