L’attività delle imprese dell’area euro ha segnato una ulteriore accelerazione a febbraio, raggiungendo i livelli più forti da quasi 6 anni a questa parte, una tendenza al miglioramento a cui ha contribuito anche l’Italia, dove è stato toccato il picco degli ultimi 14 mesi. E’ quanto emerge dai dati definitivi dell’indagine tra i responsabili degli approvvigionamenti delle aziende, stilata dalla società di ricerche Markit Economicis. L’indice generale composito per l’intera area euro si è attestato a 56 punti, massimo da 70 mesi, dai 54,4 di gennaio.
In questa indagine i 50 punti sono la soglia limite tra crescita e calo dell’attività. Il Purchasing managers’ index relativo alle imprese del terziario dell’area euro ha toccato 55,5 punti, dai 53,7 di gennaio. Sulle imprese dei servizi in Italia il relativo indice Pmi ha segnato 54,1 punti, in aumento da 52,4 di gennaio e registrando la più forte crescita del settore terziario in 14 mesi. I dati e i commenti riportati dalle aziende monitorate hanno indicato un rafforzamento della domanda del settore, con riferimenti specifici al maggiore interesse da parte dei clienti. Le commesse in entrata hanno registrato il più netto aumento mensile da dicembre 2015, rileva Markit.
Il maggiore carico di lavoro ha incoraggiato le aziende del settore ad assumere ulteriore personale, segnando il quinto mese consecutivo di incremento occupazionale, ad un tasso tuttavia solo modesto e invariato rispetto al primo mese dell`anno in corso. Secondo la società di ricerche l’andamento relativamente attenuato dei livelli occupazionali ha smentito il rilancio dell`ottimismo delle aziende sulle prospettive di attività per il prossimo anno, che dopo essere scese ai minimi in quattro mesi lo scorso gennaio, a febbraio hanno recuperato toccando un livello record in oltre un anno. Alcune aziende campione hanno attribuito il loro ottimismo a segnali di maggior movimento di mercato e ad un positivo andamento di fondo dell`attività.
Sul fronte dei prezzi, le aziende del terziario hanno registrato un aumento dei costi medi di febbraio, dovuti in parte all`aumento del carburante e delle materie prime. Il tasso generale di inflazione dei costi è leggermente rallentato dal record in sei mesi di gennaio, rimanendo però al di sopra della media del 2016. Tuttavia la concorrenza spinge le aziende a ridurre i prezzi, piuttosto che passare il carico dei maggiori costi al cliente.
Secondo l’economista di Markit Phil Smith “l’economia italiana ha finora mostrato una buona capacità di recupero in questo primo trimestre dell`anno, il che è una bella sorpresa dal punto di vista della crescita. Sta continuando a produrre posti di lavoro, anche se il tasso di crescita occupazionale del settore terziario è rimasto debole e deludente considerando l`alta disoccupazione ed il rilancio della fiducia registrato in questa indagine”.
Passando al quadro complessivo dell’intera area euro, l’espansione di febbario è stata guidata dal settore manifatturiero il cui maggiore afflusso di ordini nazionali ed esteri ha spinto la produzione al record da aprile 2011. Anche nel settore terziario c`è stato un maggiore slancio della crescita, aggiunge Markit, con un aumento dell`attività economica balzata al valore più alto in più di cinque anni e mezzo.
Le quattro nazioni principali hanno tutte riportato maggiori incrementi della produzione, toccando il record su 18 mesi in Spagna, su 34 mesi in Germania, su 69 mesi in Francia ed il più netto aumento dal 2015 in Italia. Il maggiore incremento della produzione e dei nuovi ordini ha dato un impulso positivo alla fiducia che ha segnato il nuovo record della serie. Le aziende monitorate hanno aggiunto che si aspettano ulteriori miglioramenti delle condizioni economiche e di mercato nei prossimi 12 mesi. I livelli di ottimismo sono aumentati in Germania, Francia, Italia e Irlanda, con un leggero rallentamento della Spagna.
I livelli occupazionali sono aumentati a tassi accelerati in Germania, Francia e Italia. Spagna e Irlanda, anche se hanno registrato un rallentamento della crescita degli impieghi rispetto a gennaio, hanno comunque indicato un valore superiore alla media dell`eurozona in entrambe le nazioni.
“Il miglioramento generale di questo primo trimestre sta spingendo il Pmi dell`eurozona su un terreno di crescita del Pil dello 0,6 per cento”, a detta del capo eonomista di Markit, Chris Williamson. “Anche il mercato del lavoro sta iniziando a dare buoni risultati, con la più rapida creazione occupazionale in circa dieci anni. L`accelerazione della crescita, l`occupazione ed i prezzi indicati dall`indagine, suggeriscono che gli analisti inizieranno a chiedersi quando la Bce ridurrà gli stimoli”.
“E` tuttavia possibile che nei prossimi mesi l`enfasi della banca centrale si mantenga quieta, concentrandosi sugli ostacoli che l`economia incontrerà nel 2017, nello specifico – conclude – la necessità di una strategia accomodante di fronte alle incertezze politiche”.





























